2 Giugno…. la Repubblica e i suoi “Padri”

POST IT per il 2 GIUGNO, con varie considerazioni “fuori dal coro” sulla Costituzione, i Padri Costituenti e la “Madre”

 di Giuliano MARCHETTI

Anche quest’anno, con il 2 Giugno, si è celebrato l’ anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana, sorta nel 1946 a seguito del Referendum che sancì il passaggio istituzionale dalla Monarchia alla Repubblica…..Per la cronaca siamo giunti al “67° Anniversario”.

A prescindere dalle contestazioni sulla veridicità dei risultati, che  sembrerebbero essere stati alterati sia da numerosi presunti brogli, sia dalla cancellazione di una moltitudine di elettori, nonché dalla esclusione di intere province (Zara, Venezia Giulia-Trieste, Bolzano) va rilevato altresì che, sul piano giuridico, tale proclamazione avvenne in anticipo sulla necessaria ratifica da parte della Corte di Cassazione, senza attendere il pronunciamento della stessa come stabilito dal decreto istitutivo del referendum.

Infatti Giuseppe Pagano, Presidente della Suprema Corte, il 10.6.1946 diede semplice lettura dei verbali complessivi per le 31 circoscrizioni elettorali (come già dichiarati fin dal giorno 5 da Giuseppe Romita) senza effettuare, però, alcuna proclamazione del risultato e rimandando al successivo 18 giugno il giudizio definitivo sulle  numerose contestazioni. Il 13 giugno (dopo l’assunzione delle funzioni provvisorie di Capo dello Stato da parte del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, così come stabilito, in modo anomalo, dal Consiglio dei Ministri) Umberto II – onde evitare il pericolo di una nuova “guerra civile” – preferì lasciare l’Italia auto-esiliandosi in Portogallo, pur senza riconoscere la validità dei risultati referendari (e senza fuggire da Roma, come in precedenza fece i suo “Augusto Genitore”)

Iniziava quindi a questo punto il lavoro dei c.d. “Padri Costituenti” per la realizzazione della Costituzione della nuova Italia Repubblicana, approvata nel dicembre 1947 …. una costituzione definita “bellissima” dal nostro Presidente Giorgio Napolitano, come ovviamente dai suoi predecessori, nonché da numerosissimi cortigiani, siano questi eruditi cultori del diritto o servitorelli acritici delle “dittature democratiche” o insigni cantori, come recentemente Roberto Benigni.

Personalmente a me questa Costituzione non è mai troppo piaciuta, fin da quando ho dovuta studiarla, forse perché influenzato dal mio Docente di Diritto (senz’altro definibile un Cattivo Maestro, secondo i parametri della democrazia), tanto da condividere pienamente anche le feroci e dissacranti critiche formulate da Renato Brunetta, qualche anno fa quale responsabile del Ministero per le Riforme della Funzione Pubblica.

E …. a volerla gettare su un piano goliardico, se questa Costituzione (nata a seguito della Guerra di Liberazione) ha dovuto richiedere l’intervento di tanti “Nobili Padri Costituenti”… si può affermare che la “Madre” doveva essere stata una gran zoccola ?

 


Giuliano Marchetti

Direttore Editoriale di Consulpress, Commercialista e Revisore Contabile.

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