sabato, 23 Febbraio 2019
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FIDAF – venerdì culturali: “L’Oceano degli Antichi – I viaggi dei Romani in America”

VENERDÌ CULTURALI
2019, 16° CICLO

“L’Oceano degli Antichi – I viaggi dei Romani in America”

Relatore: Elio Cadelo

Venerdì 15 febbraio 2019 – ore 17.00 / 19.00
Sala G. Medici – FIDAF – via Livenza, 6 (traversa di Via Po) – Roma

 

“L’Oceano degli Antichi – I viaggi dei Romani in America”

ROMA, 9 NOV – Per gli Antichi l’Oceano era un mare noto e navigato in ogni sua direzione. Le prove sono contenute nell’ultimo saggio di Elio Cadelo “L’Oceano degli Antichi – I viaggi dei Romani in America” per l’editrice goriziana LEG (p. 480, euro 28).
La gran quantità di testimonianze archeologiche e letterarie prodotte da Elio Cadelo, studioso e divulgatore scientifico, confermano la presenza in America dei Romani. Infatti, frutti come l’ananas, piante come il mais o fiori come il girasole, tutte di origine americana non sono giunte in Europa dopo il 1492, l’anno cui tradizionalmente si attribuisce la scoperta dell’America, ma erano già note al tempo di Roma tanto da essere raffigurate in affreschi, mosaici e sculture.
Non solo piante, i Romani importarono dall’America anche animali tra i quali pappagalli, in particolare il pappagallo Ara, raffigurato in affreschi di ville romane.
In questo volume vengono presentate numerose prove di scambi tra il Vecchio e il Nuovo continente in epoca romana, tra le quali vi sono le analisi del dna compiute sui farmaci fitoterapici rinvenuti in un relitto romano del primo secolo d.C. davanti alle coste toscane. “Su quella nave viaggiava anche un medico e questo gli archeologi lo deducono dal fatto che sono state ritrovate fiale, bende, ferri chirurgici e scatolette sigillate contenenti pastiglie composte da numerosi vegetali, preziosissime per la conoscenza della farmacopea nell’antichità classica” dice Cadelo.
Ma tracce della presenza di Roma in America sono state rinvenute in una tomba azteca: una testa marmorea con acconciatura romana di età imperiale nota come “la testina di Toluca”, oltre ai numerosi reperti esposti nel museo di Comalcalco, città maya sulla costa sud-occidentale del Messico. Tra le diverse prove nel saggio di Elio Cadelo viene pubblicata per la prima volta una lettera di Cristoforo Colombo indirizzata ai re di Spagna nella quale l’ammiraglio spiega che per giungere alle Indie da occidente avrebbe seguito la stessa rotta già percorsa dal Romani. (ANSA).

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