lunedì, 9 20 Dicembre19

A Volte Ritornano

“A volte ritornano …..”

(Ma sarebbe preferibile che scomparissero !!!)

Sotto questo titolo il quotidiano “Il Tempo”, domenica 1 giugno, ha lanciato un sondaggio on line, con un intervento di Paolo Zappitelli articolato su un duplice raffronto tra Angelino Alfano e Gianfranco Fini. Con tale quesito, rivolto ai lettori, il quotidiano romano (che con il nuovo direttore Gian Marco Chiocci ogni settimana si cimenta in interessanti inchieste) si vorrebbe verificare la possibilità di una costituenda “alleanza di centro destra” che comprenda uno, entrambi o nessuno dei due personaggi ora citati.

A mio avviso invece, anziché ipotizzare la costituzione di un nuovo agglomerato politico co-presieduto da vecchi navigati politicanti (almeno per quanto riguarda l’ex Presidente di A.N.), bisognerebbe primariamente discutere sulla necessità di liberarci da questo equivoco denominato “centro destra”.

Ovviamente sto parlando a solo titolo personale ma, comunque, orgogliosamente convinto che le mie argomentazioni possano essere condivise anche da molti di coloro che si reputano centro-destristi o destro-centristi doc.

Infatti qui si tratta di definire (una volta per tutte – e per noi tutti) un discorso di “Identità” e non di una collocazione toponomastica parlamentare, ove invece sarebbe forse auspicabile un collegamento tra una Sinistra Nazionale ed una Destra Sociale.

Oggi il centrodestra, proprio in virtù dei suoi “ex” leader carismatici, non è più (purtroppo o per fortuna) né presentabile, né proponibile.

Esaminiamo qui brevemente i due principali ex leader, divenuti oramai obsoleti a causa dei loro disastrosi errori comportamentali e delle loro esecrabili vicissitudini pubbliche e private, entrambi condannabili sia sul piano politico, sia sul piano etico e morale.

>. Iniziamo proprio con Gianfranco Fini, già ex leader della Destra “Dura e Pura”, già  grande affabulatore, già praticante lo sport sub-acqueo ed in questi giorni “riemerso” dalle acque per auto-riproporsi quale rappresentante di un’ altra destra.

Il solo fatto che questo “spregevole personaggio” si dichiari di destra, dovrebbe consigliare a noi tutti di fuggire da ogni sorta di possibile vecchia, attuale o futura destra ….. oppure far fuggire lui …. Ma dove ?

Forse a Montecarlo, nel famoso immobile trafugato al proprio ex partito !

Negli anni orami trascorsi, Gianfranco Fini si è rivelato, nonostante gli indiscussi successi dovuti dalla sua alta arte oratoria, un uomo di bassa statura politica, privo di ideali, senza una propria storia e con un passato alquanto discutibile.  E’ ben noto come da giovane aderì al M.S.I., solo perché i compagni boicottavano la possibilità di accedere alle sale cinematografiche ove veniva programmato “Berretti Verdi”, un film propagandistico sulla guerra degli U.S.A in Vietnam, interpretato da John Wayne.

Se mi è consentito una flash personale, proprio in quegli anni su “Il Secolo d’Italia”, ove collaboravo, veniva pubblicato un mio articolo a favore dei Vietnamiti che, a mio giudizio, combattevano giustamente per cacciare gli invasori yankees dalla loro terra (….e per questa mia posizione “identitaria” e non ortodossa, rispetto alle posizioni ultra-americane del MSI, preferisco sorvolare sui vari cazziatoni ricevuti dai vertici del mio partito)

Anche io, comunque, con il senno del poi, debbo fare ammenda per i miei errori, essendomi notevolmente impegnato a suo tempo proprio a favore di Fini durante la sua candidatura a Sindaco di Roma. Purtroppo, allora, nessuno avrebbe potuto ipotizzare la sua successiva svolta rinnegatrice (la celeberrima allocuzione sul “Male Assoluto”)……. ne’, a seguire, la scellerata liquefazione di A.N., fatta confluire da questo neofita dei “nuovi valori” demo-destro-liberisti nel P.d.L., per perseguire non solo i propri interessi personali, ma anche per cercare di cloroformizzare un intero ambiente politico e di azzerare una intera comunità umana.

>. Passiamo ora a Silvio Berlusconi, l’altro storico leader del Centro Destra quando, ancora in auge come Presidente del Consiglio, veniva inizialmente tradito proprio dal Presidente della Camera Gianfranco Fini, poi – quando già in fase discendente – veniva abbandonato anche dal suo nuovo delfino Angelino Alfano, Mr. Double A.  …… Ma, come recita un vecchio detto popolare, chi è causa del suo mal, pianga se stesso! 

A coloro che ancora oggi si dichiarano i fedelissimi dell’ex Presidente-Cavaliere e pronti a qualsiasi crociata in suo favore, ritengo sia necessario evidenziare alcune pesanti defaillance, in cui un “vero leader” non avrebbe mai dovuto incorrere. Personalmente, pur schierandomi contro le persecuzioni giudiziarie spesso scatenate ad personam nei suoi confronti, va anche rilevato che, oramai, proprio a seguito di numerosi errori, fatti ed episodi, l’ex Premier debba fare un triplice passo indietro in quanto:

1- a livello di politica interna, come Presidente del Consiglio, oramai non può più vantare una sufficiente credibilità, non essendo riuscito, a suo tempo, a realizzare tutti quei cambiamenti necessari e promessi, pur usufruendo anche di maggioranze parlamentari quasi bulgare. Parimenti per aver scelto tra i suoi ministri e collaboratori personaggi particolarmente ambigui, discussi e discutibili come Claudio Scajola, Valter Lavitola o Nicole Minetti, nonché essersi contornato da una pletora di altri personaggi inquisiti, indagati, corrotti e corruttori.

2- a livello di politica estera, sempre come Presidente del Consiglio, pur avendo avuto alcune valide intuizioni concludendo importanti alleanze ed accordi economici con la Russia di Putin e la Libia di Gheddafi, non avrebbe poi dovuto rinnegare l’amicizia ed i trattati stipulati con il pur condannabile dittatore libico (…. tanto più che dopo la “instaurazione di democrazia” imposta dagli Usa e dai suoi maggiordomi europei,  attualmente la situazione in Libia è ben peggiore di quella esistente ai tempi dello stesso Gheddafi !)

3-  a livello personale, per il suo ruolo pubblico – essendo sempre un Premier, non avrebbe dovuto consentirsi certi comportamenti moralmente ed eticamente discutibili, come le così dette cene eleganti di Arcore, le frequentazioni con le olgettine e la “nipotina” dell’ex presidente Moubarak, nonché le beneficenze elargite a ben note “famiglie in difficoltà” (ad esempio quella di Tarantino, inquisito per tangenti e giri di escort).

>. Accantonati così i due maggiori ex leader, non rimane molto da parlare del centro destra, perche sia Forza Italia (estremamente litigiosa al proprio interno ed in cui è affogata anche la destra di Storace), sia il N.C.D. (altra formazione in gran parte senza anima) non rappresentano oramai più nulla di importante, di interessante o di esaltante, a prescindere da alcune brave singole persone che, a vari livelli, militano in tali formazioni anche in posizione di piccolo medio vertice.

Forse la sola novità lieta (?) potrebbe essere Fratelli d’Italia in quanto è l’unico raggruppamento che, vantandosi delle proprie radici, si rispecchia in una “comunità”, cerca di camminare a testa alta e di rivendicare il primato della politica sull’economia; vuole un’ Italia che non rinunci alle proprie sovranità, auspica un’ Europa “diversa, credendo nei valori identitari, non rinnegando la militanza.  Ma aver accettato nelle proprie file alcune figure purtroppo auto-screditatesi, per problemi collegati alle solite  “parentopoli” e aver voluto riesumare il logo di “A.N.”, oramai troppo usurato e ricollegabile a certe località termali, a mio avviso, è stato un errore.

A questo punto mi piace terminare con una frase di Filippo Tommaso Marinetti: “LO STATO DEVE ESSERE L’AMMINISTRAZIONE DI UNA GRANDE AZIENDA CHE SI CHIAMA PATRIA, APPARTENENTE AD UNA GRANDE ASSOCIAZIONE CHE SI CHIAMA NAZIONE”

                                                                                GIULIANO  MARCHETTI  


Giuliano Marchetti

Direttore Editoriale di Consulpress, Commercialista e Revisore Contabile.

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