Alla scoperta della malteria dei Mastri Birrai Umbri

Quante persone ci sono dietro una buona birra artigianale? Tre le figure fondamentali: l’agronomo, il maltatore e il birraio. Parte da questo assunto il racconto di Marco Farchioni, figura cardine di uno dei più interessanti progetti della sua famiglia, che da più di dieci generazioni produce e trasforma materie prime producendo olio extravergine di oliva, farina e vino.

La birra è infatti soltanto una delle molte scommesse della famiglia Farchioni, portata avanti da Marco e dai fratelli Giampaolo e Cecilia. Anche in questo ambito, l’obiettivo è chiaro sin dall’inizio: realizzare un prodotto di qualità, che rispetti le tradizioni territoriali ma si avvalga della modernità delle nuove tecnologie. La volontà di fare una birra 100% made in Italy, realizzando tutta la filiera produttiva nel territorio umbro si è concretizzata grazie all’apertura, tre anni fa, del birrificio con annessa malteria. Stiamo parlando di un impianto produttivo fra i più grandi in Italia, che può arrivare a lavorare fino a 70 ettolitri, mentre la malteria ha il primato di essere l’unica nel nostro Paese al servizio di un microbirrificio.

La conduzione familiare aggiunge senza alcun dubbio valore a questo nuovo progetto della famiglia Farchioni: per capirlo, basta parlarne con Marco, ascoltarlo mentre racconta lo spirito che lo anima con orgoglio e passione. La fase sperimentale è stata lunga, spiega, perché le cose vanno fatte per bene, senza fretta, provando e riprovando finché non si è sicuri del risultato raggiunto, e poi perché “Noi umbri siamo fatti un po’ così, ci piace fare con calma, con accuratezza”.

Già dal nome si intuisce il richiamo a questa mentalità, e all’importanza delle figure dei mastri: l’agronomo sono il cuore della produzione, grazie al loro lavoro in sinergia prende vita un prodotto di qualità. Una birra che racconta questa terra, “una birra cha parte dal campo e arriva al bicchiere per garantire un prodotto autenticamente artigianale, non filtrato né pastorizzato”.

Grazie alla malteria si può dire si sia completata la filiera dei Mastri Birrai Umbri: l’orzo viene così coltivato, trasformato in malto e poi in birra, tutto all’interno del territorio umbro. Per sottolineare maggiormente questo legame con il territorio, negli oltre mille ettari destinati alla coltivazione, accanto all’orzo ci sono anche farro, grano, lenticchia e cicerchia, utilizzate poi come ingredienti. Ogni birra (tutte ad alta fermentazione con rifermentazione in bottiglia) prende il nome della cotta di realizzazione e ognuna è stata creata – ci rivela Marco Farchioni – pensando ai gusti di un componente della famiglia, cercando di accontentare palati diversi, seguendo i vari stili di riferimento.

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