Alla Sede di Roma dell’UIL il “Salvadanaio” di Riccardo Pedrizzi

Perchè le monete non travolgano i cittadini

Giovedì 27, nella Sede del Sindacato UIL di Roma, il Sen. Riccardo Pedrizzi ha illustrato i diversi aspetti dell’attuale economia nel più recente dei suoi libri , affinchè si possa regolare il viaggio giornaliero attraverso tasse, percentuali, prezzi, ed apprendere più da vicino le parti costituenti di un normale andamento economico senza crearsi timori nè sorprese antipatiche.

Il libro,” Il Salvadanaio”, è chiuso in una vivace copertina, ed il titolo è esplicativo già in sé, in quanto suggerisce l’importanza del risparmio e come impiegarlo agevolmente, ma non solo: è scritto in modo piacevole, scorrevole, senza oscurità dovute ai termini in uso nel mondo finanziario, poco chiari a chi non è dell’arte.

Alla riunione hanno partecipato, con l’autore, applauditissimo, Giorgio Benvenuto, già Segretario di questo Sindacato, che ha lungamente ripreso i temi portati avanti dalla sigla, anche se si definisce su posizioni più laiche rispetto all’Autore che invece fonda il discorso sulla Dottrina sociale della Chiesa. La presenza del Card. Giovanni Battista Re rafforza questo punto di partenza attraverso il consiglio di seguire alcuni passi del Vangelo nei quali si fa menzione di “paga agli operai” o di fornire ad un pesce la giusta moneta a fronte di un pedaggio, fatto narrato nel Vangelo .

Il terzo relatore, il Prof. Sandro Roazzi, approva le due linee complementari seguite dal Sen. Pedrizzi, cioè: l’illustrazione del predominio della Finanza nell’Economia Reale, ed il rapporto di questa con l’etica, per la quale il rimando alla Dottrina è inevitabile. Il Senatore, dice Roazzi, ha comunque una lunga amicizia con Giorgio Benvenuto e gli scambi di idee indirizzate soprattutto all’aspetto sociale dell’Economia li ha sovente trovati d’accordo. Ma la scuola sindacale antica dell’ex Segretario fa apparire i concetti espressi come volutamente elaborati su se stessi, quasi un politichese, come i linguaggi degli anni nei quali egli era attivo.

Secondo i relatori in genere non ci si è molto discostati dallo stato presente prima della crisi, e a tal proposito l’Autore raccomanda una lettura di “Charitas in veritate” di Benedetto XVI° per non lasciare come importante solo la teoria di una buona Economia trascurandone i valori. Il consumismo, rilevato dai Papi (anche Giovanni Paolo II in molti suoi interventi) può essere limitato e tenuto finalmente a bada dal risparmio e con una buona politica che rimetta, dice il Senatore Pedrizzi ” Il Lavoro come base di un sano cammino, che determini il Risparmio di quanto ricevuto come controvalore, e produca Credito e quindi Investimento, che deve ingrossare il corso del Lavoro e così via”, come un ciclo continuo.

Ma non si ferma solo qui, il Senatore sostiene che il regime delle tasse deve essere più adeguato alle forme sociali, perchè non si può applicare la stessa aliquota ad una famiglia normale ed insieme ad una che ospiti un membro disabile o che sia numerosa, e suggerisce di operare una “Rivoluzione antropologica”. Una sorta di flat tax ma con aliquote dedicate al sociale, a conti fatti, e non basate sul reddito.

E’ più che evidente che Il Salvadanaio crei estremo interesse, come nota  il Prof .Carmelo Barbagallo, rimproverando anche egli alla Legge Fornero i danni causati per non aver ragionato sui settori economici di riferimento, e dopo di lui l’attuale Segretario della UIL, Massimo Masi, sostiene che “c’è assoluto bisogno di educazione finanziaria” anche per gli operatori delle Istituzioni. Con questa affermazione accende ancora gli animi, che vengono dopo affascinati dal Viceministro Massimo Garavaglia che illustra la situazione dell’ILVA come vergognosa e delinea una ripresa economica seguente varie operazioni necessarie. Egli sostiene: “ridurre la burocrazia, l’enorme numero delle leggi crea blocchi” e dopo esprime la sfiducia nella Chiesa “che non ha fatto altro che aumentare i poveri”.

Ciò che è purtroppo riferito alla Chiesa e nonostante ci si appelli alla Dottrina Sociale non può che far pensare al suo bimillenario impero, così come le lunghe digressioni di Benvenuto sembrano voler creare un velo ad uno status operativo non limpido da parte delle Istituzioni prese nell’insieme, per questo motivo l’interesse si punta sul Viceministro che appare, a parte l’Autore, il più chiaro.

L’incisività e la simpatia dell’uomo politico portano a seguirlo su molti temi ancora enunciati da lui, i più significativi dei quali sono “l’eccessiva importanza data al pareggio di bilancio”, ” la situazione estera peggiore della nostra“, che pochi o nessuno dicono apertamente, e soprattutto l’abbattimento delle tasse prima possibile e senza eccessivi timori, per rimettere a proprio agio le imprese ed i cittadini contribuenti rinnovando mobilità all’Italia.

Il nuovo Segretario UIL approva la densità dei discorsi finali e lamenta il fatto che si siano dati, nelle legislature trascorse, milioni e milioni ad imprese straniere mediante crediti mai più resi, ed il passaggio di mano, nel silenzio e nell’ipocrisia, di banche italiane a mani estere. Notizia saputa ufficiosamente e finalmente ammessa con coraggio ripescato.

Appare evidente il senso e la necessità di un libro come Il Salvadanaio, composto da un autorevole economista, che provoca alla rabbia o è da questa incitata a riprendere in mano i fatti, le condizioni censuarie, le varie sfaccettature dell’economia d’Italia,  vuole  negare questo tipo di guerra fratricida in un’Europa che finge sorrisi, e perpetra distruzioni, e per dare, evangelicamente, la giusta mercede ed il giusto talento aureo a persone ed Istituzioni.

Marilù Giannone

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