giovedì, 18 Luglio 2019
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Tag: africa

Un grazie al Presidente Mattarella

….. “RED LAND”

Il Presidente Mattarella per la prima volta da quando è in carica si è espresso finalmente in modo sincero sulla tristissima realtà delle foibe, forse perchè da diverse fonti gli è stata evidenziata la tragica esistenza.

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PiùLibriPiùLiberi – Un poliedro

Una Fiera libraria come manifesto e come umana comunicazione

E’ appena finita a Roma , il 9 dicembre, la Fiera della Piccola e Media Editoria nella Nuvola di Fuksas, un appuntamento regolarmente rispettato da diciassette anni, e con immenso successo. Svariati argomenti, svariati gusti e ricerche assolutamente svolti e soddisfatti, con qualche interrogativo, però, che sorge all’osservarla nel suo complesso.

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Passerelle politiche e spettacoli estivi

Passerelle politiche

” E nun ce vonno sta’! … e nun ce vonno stà!… “ così ritmavano i tifosi all’indirizzo della squadra avversa, scura per aver perso. Ebbene, i tempi non sono, in fondo, diversi da quelli di questa osservazione calorosa e scandita.

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L’Africa neoliberista, specchio d’Europa

L’Europa, così come l’abbiamo conosciuta, nei prossimi decenni, diverrà più simile all’Africa, mentre quest’ultima parlerà cinese?

E’ una delle molteplici possibilità che il futuro ci riserva: a queste conclusioni si è arrivati, fra le altre, dopo un ampia discussione con la Dottoressa Ilaria Bifarini, economista ed esperta di organizzazioni internazionali, autrice di un nuovo volume ” I coloni dell’ Austerity – Africa, neoliberismo e migrazioni di massa.” Un saggio socioeconomico che entra, con la determinazione della scienza, nelle cause reali di una migrazione epocale destinata, qualora non si giunga ad una auspicabile inversione di rotta, ad aumentare, con l’esponenziale crescita demografica dei Paesi africani.

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L’Italia, tra invasioni ed esodi

Gli Immigrati vanno via… ma anche gli Italiani

Anche Israele, dopo decenni di favorevole accoglienza dell’immigrazione da numerose regioni del mondo, si è visto costretto, per il sensibile aumento della criminalità, a trovare un accordo con Uganda e Ruanda, trasferendo nei due paesi africani, almeno quarantamila immigrati dei tanti che affollano il territorio israeliano. Una decisione, questa di Netanhiau, che ha saputo risolvere quelle problematiche dell’immigrazione, magari solo in parte, accantonando le polemiche, le ipocrisie, nonché i trattati internazionali che dovrebbero imporre l’aiuto umanitario, peraltro disatteso, a differenza di quanto avviene nel nostro Paese.

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La “Difesa della Razza” ?

LA  VERITA’  NON  PUO’  STARE  SOTTO  IL  MOGGIO

Mercoledì 26 luglio vari quotidiani – tra cui Il CORRIERE della SERA, Il GIORNO, IL TEMPO – hanno fatto esplodere un casus belli, evidenziando una vulcanica esternazione dell’esponente pidiessina Patrizia Prestipino, con cui sono entrati in cortocircuito i fautori del “politicamente corretto”, sostenendo la necessità di aiutare le mamme e le famiglie italiane ”per continuare la nostra razza”. Hanno fatto seguito a questa frase una serie di accorati ululati, guaiti ed uggiolii da parte di molti “spiriti democratici” (cattocomunisti e non), più o meno scandalizzati o ironici …..  Siamo alle solite !

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Mediterranean Forum of Rome – // 2

Solamente con un’illuminata “Politica Economica
si può salvare l’Umanità

E’ finito il tempo della propaganda mendace, dell’ipocrisia buonista fondata sul dogma di eguaglianze inesistenti, come, ad esempio, il continuo riferimento, da parte di tutti i livelli politici, all’emigrazione italiana, quel falso accostamento alla trasmigrazione dall’Africa, a quella dei nostri connazionali verso le Americhe e l’Europa del Nord. I nostri lavoratori partirono per l’estero con un bagaglio, nel quale, oltre alla sofferta povertà, c’erano capacità indiscusse di tradizione e sacrificio in quelle attività a fatica conquistate, e, in primo luogo, antico buonsenso ed umiltà che contraddistinguevano la terra di provenienza, culla di millenaria civiltà.

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Escamotage

La scoperta, (o meglio la riscoperta), dello stabilimento Playa Punta Canna, del quale tutti i giornali parlano più o meno ferocemente, poiché in barba alla legge contro l’apologia di Fascismo semina di frasi del Ventennio una lunga spiaggia a Chioggia, ha fatto sorgere un dubbio a moltissime persone . Esse si sono infatti chieste come mai uno stabilimento balneare così grande ed organizzato potesse sorgere, completo di zone di ristoro, di gioco, di ogni comfort, praticamente dal nulla, in tempi brevissimi. E’ possibile, questo? Qualcuna di  queste persone ha deciso di compiere qualche giro informativo al Comune, (dove si sarebbe trovato che un rappresentante PD avrebbe partecipato alla costituzione dello stabilimento ) fra la gente, in altri vari Istituti, per scoprire che il complesso infame ed infamante perchè provvisto di manifesti con il “Faccione” ed altri cartelli con raccomandazione all’ordine, al rispetto, alla pulizia o dove si accennava a qualche detto dei tempi del “regime”, era beatamente funzionante da più di tre anni, sotto infiniti occhi e senza nessuna obiezione. I concittadini del gestore hanno pure ammesso che lo stabilimento era ottimo, e che era noto che tutto l’apparato corrispondeva ad un desiderio di originalità, o voglia di scherzo, del proprietario.

Di certo il Sig. Scarpa non ha voluto che una struttura magnificamente costituita fosse ridotta a discarica come capita ad altre, questo è il motivo addotto e credibile. Si ammetta che nessuno più crede nell’ordine, nella disciplina, nella rispettosa tranquillità: fa parte dell’imbarbarimento di estrazione Far West, e l’uomo ha ragione.

Al di là delle discussioni se un simile sciorinio di norme da collegio o educandato fosse lecito, con la tacita risposta morbida o positiva, il fatto eclatante è che Ministri, Minestre, altri faccioni del tipo di Fiano e compagnia di compagni ultrà si sono svegliati adesso in lacrime e rabbie indignate. Il buon Fiano ha richiesto “ore rotundo” (lo scriveva spesso Cicerone) un inasprimento della legge, portandosi così bravamente al primo piano sul balcone delle future scelte elettorali, magari come Premier.

Non prendiamoci in giro. Nostalgie, lamenti, proteste, scandalo non sono che un escamotage per dirottare l’interesse verso altri temi, affinché la gente venga distolta dalle dolorose questioni dell’assenza di lavoro o non-lavoro dei giovani, quella della sicurezza zero, e soprattutto che non affiori alla coscienza un tradimento nostrano, quello della Sanità gratis ai rifugiati ormai cosa annosa, ma mai detta, e per di più la spaventosa notizia avuta da esperti che per motivi commerciali hanno rapporti con gli Stati africani, quella che annuncia che entro cinque anni la popolazione di quel Continente sarà più che raddoppiata, con tutti i guai del caso. Invece di perdere tempo e organizzarsi per sgomitare Renzi o chi per lui, a cominciare da magistrati del decrepito pensiero stalinista, si vada immediatamente ad organizzare e, se possibile, acculturare gli africani a casa loro. Chissà? Domani l’Africa potrebbe dare la pista a tutti. Bisognerebbe poi creare un monumento al Buonsenso: gli estremismi sono odiosi; bene, perchè allora, visti i delitti, gli incitamenti a pene capitali ai prigionieri italiani, le foibe, i gulag, ecc, ecc., non si includa nella legge sull’apologia anche il comunismo?

Marilù Giannone

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africa, Chioggia, Faccione, fiano, foibe, PD, Punta canna, renzi, Scarpa

Poveretti noi !

Sempre più Africa … Roma Capitale della savana 

Il giorno 27 giugno, dall’autobus n.44, all’inizio dei Colli Portuensi, si è visto un gran fuoco di sterpaglie a ridosso della scuola Eugenio Montale, proprio sotto un gran pino. Un passeggero, dopo alcune esclamazioni di sgomento, seguite a quelle di altre persone, con il proprio cellulare ha composto il numero telefonico delle urgenze relative al fatto, ma senza risposta. Lo stesso ha riprovato con altri numeri di emergenza, ricevendo atona udienza di una voce femminile che lo pregava di attendere alcuni minuti per la comunicazione con un addetto, ripetendo la frase in tre lingue, più e più volte, intervallate da una musichetta.

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44, africa, roma

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Pudore

Definire il Pudore non è facile, esso è un valore variabile a seconda della civiltà che si esamina. Un fatto è però certo: ognuna di esse, dalla Papuasia al Circolo Polare, ha il senso del pudore, e guai se esso viene ferito.

Qualche tribù del Centrafrica ha, come si sa, abiti e vestimenti ridottissimi, cioè un perizoma. Nel corso di un litigio coniugale al centro di un villaggio, per gelosia, un uomo afferrò il perizoma della moglie e, per sfregio, glielò strappò. La donna salì rapida su un albero e si buttò di sotto, uccidendosi.

Nei Paesi occidentali il pudore ha in comune con gli altri il fatto che lo si associa al nudo, sia esso del corpo, che della confidenza affettiva o del pensiero. Corpo e pensiero si mettono a nudo con grazia, quando la situazione lo richiede: gli stessi streaptease o i burlesque hanno un loro attraente modo di essere, che non offende la sensibilità di nessuno, e spesso non sono mai totali. Anche dire la verità in modo diretto e crudo, e senza che la situazione lo richieda, è un offesa al pudore; essa va detta con dolcezza.

Pudore è nudo senza intenzioni negative, aggressive. Un bambino si lascia fare il bagno senza vedere niente di male, ma se si tenta di spogliarlo senza motivo si ritrae, protesta: perchè un bambino, anche piccolissimo, ha il senso del suo corpo, ha il possesso di esso che non va messo in rischio.

Per aggressione, per prepotenza mascherata di scherzo, alcuni piccoli alzano le gonnelle delle piccole compagne, con reazioni decise e furiose da parte delle colpite. Succede perchè l’aggressore in famiglia ha un senso di perdita d’affetto verso i genitori, o imita qualche modello plaudito o forte. Offendere il pudore come in questo caso è legato all’istinto di prevalenza, e data probabilmente da secoli, unito al fatto che spesso i maschietti sono intesi come dominatori. Ma il piccolo va educato, i bambini devono considerare ed obbedire a quel sottile confine che esiste in ognuno, cioè devono imparare il rispetto. Rispetto è accettazione dell’altro come pari, è accoglienza: “ti incontro così come sei e non voglio offenderti anche se sei diverso da me”. Spogliare un individuo allo scopo di conoscerlo o di “vederlo” è non rispettare la sua volontà, la scelta, la riservatezza, usarlo impadronendosi del suo intimo.

Il pudore è stato l’arma letale di molte religioni per sottomettere soprattutto le donne, o per asservire le persone ai loro dettami: quello non è pudore, è garanzia di stabilità di regime. E’ universalmente noto che la civiltà antica, che equiparava le donne all’uomo, impediva agli uomini di impadronirsi del potere, negava la legge della forza fisica, in nome della legge della fertilità.

galimberti-nudità Pudore è rispetto di sé, di quel confine sottile che  divide un essere dall’altro.

 Pudore è salvaguardia, istinto di conservazione,    libertà di disporre della propria confidenza: nessuno  è eguale all’altro: a che, allora, dar confidenza se  non s’ è dello stesso livello, basso o alto che sia? La  libertà non toglie la forma, la pelle, la conformazione  organica: illudersi che non ci sono confini è la catena  più astuta di chi vuole schiavi gli uomini.

 Pudore è rendersi accessibile solo a chi si sceglie, e nelle donne la mancanza di esso è il richiamo, la furba volontà di togliere comunque un uomo ad un’altra donna, e rendersi disponibile per questo, non per amore, ma per antagonismo all’altra, e questo è male: vuol dire sentirsi erroneamente superiori, volere predominare. La nostra società liberista lo ammette, lo richiede, si vedano gli esempi malefici di carrieriste, di spudorati di entrambi i sessi senza scrupoli per il profitto.

Non ci si meravigli di tante defezioni religiose verso altre religioni, allora. Perchè, continuando così si ha la società attuale, con il traguardo della sterilità.

Marilù Giannone

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africa, EDEN, PARADISO TERRESTRE ?, tribù

Italia – Africa, a tavola con solidarietà

Italia – Africa, a tavola con solidarietà
Notte di sapori, note e beneficenza presso il  complesso  “Le Casette di Campagna”
Via Affogalasino, 40
Una serata charity dedicata ai sapori ed ai profumi della cucina italiana ed africana a sostegno di due progetti ambientali in Africa. Numerosi gli esponenti delle ambasciate di Egitto, Angola, Mozambico, Brasile, Capoverde ma anche dell’Unicef, della Fao e tanti personaggi dello spettacolo, che hanno accolto l’invito di Andrea Manzo, tra i responsabili del complesso “Le casette di campagna” in via Affogalasino 40, ed hanno partecipato all’evento “Italia-Africa, a tavola con solidarietà”.

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africa, italia

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