domenica, 22 Settembre 2019
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Tag: armi

Corea del Nord, un libro per conoscerla meglio

Una voce diversa, e comunque interessante su uno Stato minaccioso

Siamo certi che la propaganda politica non peggiori o distorca la conoscenza di Paesi con altri generi di governo da quello che detiene importanza mondiale? Questo libro cerca di studiare il grosso problema del contegno della Corea del Nord.

Che forte la Corea del Nord!
Reportage di giovane fiorentino abbatte i cliché

Firenze, 14 febbraio 2018 – Qual è il vero volto della Corea del Nord? Quello di un paese ridotto alla fame, schiacciato sotto il peso della dittatura che minaccia gli Stati Uniti e il mondo intero di una guerra nucleare? O quello della nazione in crescita, che guarda alla riunificazione con la Corea del Sud e che oggi affianca i propri atleti a quelli di Seul, sotto un’unica bandiera, in occasione delle olimpiadi invernali? Ciò che emerge visitando il paese è sempre più complesso di ciò che viene raccontato in TV: lo sa bene il giovane giornalista Federico Giuliani, che ha visitato la terra di Kim Jong-un nell’agosto dell’anno scorso. Il suo reportage è diventato un libro-verità, intitolato Corea del Nord. Viaggio nel paese-bunker (Mauro Pagliai Editore), che sarà presentato in anteprima domani, giovedì 15 febbraio alle 18.00, a Firenze nel Caffè letterario del Teatro Niccolini (via Ricasoli, 3).

Quando parliamo dell’altra Corea, forse lo stato più temuto e meno conosciuto al mondo, è molto difficile avere notizie certe e ufficiali, e per capire davvero come si vive a Pyongyang e nei suoi dintorni è necessario verificare di persona. Anche se difficilmente il visitatore è realmente libero di muoversi nei modi, nei tempi e nei luoghi che preferisce: tutto è controllato nei minimi dettagli e il governo offre un percorso prestabilito, con poche possibilità di deroga.

Ma sebbene accompagnato in ogni momento da due guide, l’autore ha avuto modo di vivere un’esperienza autentica: «Nonostante i paletti incontrati sulla nostra strada – spiega nel suo diario – ci è stato permesso di vivere a stretto contatto con il popolo nordcoreano. Abbiamo quindi registrato ogni comportamento, ci siamo immedesimati nel loro modo di pensare e siamo riusciti anche a conquistare la loro fiducia.»

Dalle pagine del libro emerge il ritratto di un paese che da cinquant’anni vive in uno stato di guerra permanente, tanto che la metropolitana che scorre sotto la capitale è stata concepita come un rifugio antiatomico. Il culto del leader è assoluto, la sua immagine considerata sacra come quella dei suoi predecessori, e lo stato controlla moltissimi aspetti della vita del cittadino.

Eppure qualcosa negli ultimi anni è cambiato, e lo specchio di questa evoluzione è proprio Pyongyang, dove ogni anno il traffico aumenta, i palazzoni grigi di stampo sovietico sono un lontano ricordo, interi quartieri lussuosi si alzano alla velocità della luce e sempre più cittadini lasciano alle spalle una vita umile per entrare a far parte nella nuova classe media nordcoreana. Rispetto al passato, il benessere sembra ormai diffuso: spopolano gli smartphone, circolano prodotti di lusso occidentali e i bambini sfoggiano cartelle con Topolino. Ma quanto di questo è realtà, e quanto uno spettacolo creato ad arte gli occhi del turista straniero? «Se fosse allestito ad hoc – spiega Giuliani – il governo sarebbe davvero da premiare con un oscar alla regia.»

Gherardo Del Lungo

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                                  UNA  NOVITA’  DAL MEDIOEVO GUERRIERO

 

Nuovo articolo su Il blog di Penne & Papiri e della Libreria “L’Unicorno

Novità – “La balestra medievale”

di Penne & Papiri


Perché scrivere un libro sulla “balestra”? Classificata semplicemente come arma, porta con sé una lunga storia fatta di combattimenti, ma anche di storie di uomini che l’hanno usata e di altri che l’hanno costruita, modificata, aggiornata e resa più adatta alle novità che il tempo creava.

Sul piano della guerra c’è sempre stato un inseguimento tra i cavalieri che rinforzavano le proprie pezze difensive contro i fanti, spesso armati di balestra, che li dovevano contrastare. La balestra è però servita anche a sfamare le famiglie con la cacciagione che procurava, è servita a creare momenti di gioia con le gare in piazza, e con i premi molte volte forniva le doti alle ragazze. Importante è poi l’abilità artigiana che, iniziando dalle balestre con l’arco in solo legno, passando attraverso corno e tendine, è arrivata agli archi in acciaio, accompagnati da sofisticati meccanismi di caricamento più simili a prodotti da orologiai che da armaioli. (…)

In queste pagine gli autori hanno raccontato le loro esperienze di artigiani, cercando di fornire a chi legge utili consigli sulla ricostruzione delle balestre che, da prima del Mille al XVI secolo, hanno riempito la vita dei nostri predecessori. (…) Ancora oggi, nelle rievocazioni storiche, la balestra continua ad avere un importante posto nella storia. Anche chi non si occupa prettamente di questi argomenti ha sentito parlare delle gare di balestra a Gubbio o Assisi, per citarne solo alcune, e da molti anni ormai anche la balestra da braccio o manesca sta prendendo piede nelle rievocazioni. (…) Il libro propone l’analisi, per quanto possibile, delle tecniche costruttive della balestra adottate dai maestri artigiani armaioli nelle varie epoche, fino all’obsolescenza di quest’arma causata dall’avvento di quelle da fuoco, che presero il suo posto arrivando a loro volta con continue migliorie tecniche fino ai giorni nostri.

Carlo Natati e Nives Telleri vivono a Ferrara e fanno parte della Compagnia Arcieri del Trigabolo di Ferrara. Per le Edizioni Penne & Papiri hanno pubblicato la monografia dal titolo “Archi e Balestre nel medioevo” (Tuscania 2006). Per lungo tempo artigiano costruttore di archi, Carlo Natati è anche istruttore CONI-Fitarco di tiro con l’arco, nonché responsabile del settore “archi e balestre” del CERS (Consorzio Europeo di Rievocazioni Storiche).

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