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Tradizioni a confronto: Sono più furbo di tutti

Dicembre

Italia-Cina: due Tradizioni a confronto 

La leggenda del furbo topo, il primo segno dello zodiaco cinese

 

 

 

Dicembre è il mese che, nel calendario astrologico cinese, viene dedicato ad un animale piccolo e simpatico: il Topo. Nell’astrologia occidentale questo mese è rappresentato dal centauro, mezzo uomo e mezzo cavallo, che, mentre galoppa mira la freccia del suo arco verso il cielo. Le similitudini tra la cultura occidentale e quella orientale, per quanto riguarda questo segno zodiacale, sono difficilmente riscontrabili. In effetti, è sufficiente evidenziare che mentre il Topo è caratterizzato dall’elemento Acqua, il Sagittario è caratterizzato dall’elemento Fuoco. Narra la tradizione buddhista che, quando il Buddha richiamò a sé gli animali, tutti si sentirono richiamati e volevano comparire al suo cospetto. Iniziò così la gara a chi si sarebbe presentato in tempo e possibilmente per primo. Il gatto e il topo, essendo paurosi dell’acqua, chiesero un passaggio per superare le sponde del fiume ad un bue. L’animale accettò di trasportarli sulla sua schiena, ma durante il tragitto il topo, molto furbo e malizioso, spinse il gatto per terra e quest’ultimo rischiò di annegare nelle acque del fiume. Quando il bue riuscì a superare del tutto le sponde, il topo si lanciò in una corsa estenuante che gli valse il primo premio. Fu infatti il primo degli animali a raggiungere il Buddha e per questo è indicato come l’animale che apre il cerchio zodiacale cinese. Dopo questo sgambetto, il gatto non fa altro che inseguire il topo, artefice dell’inganno che gli impedì i raggiungere il Buddha nella foresta. Riuscirà mai il gatto arruffato a prendere il topo che si è rivelato essere più furbo i lui? Infatti, il topo dice di sé stesso: “Io miro ad abbracciare le vette, e a colpire il mio bersaglio con sicura fermezza.

 

 

 om   Enrico Paniccia

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Sokushinbutsu

IL RAGGIUNGIMENTO DELLA BUDDHITA’ 
attraverso l’auto mummificazione.

 

Sokushinbutsu o anche Sokushin-Jōbutsu è una parola giapponese che significa “ Buddha nel suo stesso corpo “. Trattasi di un rituale estremo di una setta giapponese  Shugen-do dello Shingon, un tipo di buddhismo non riconosciuto, mirato a una serie di interminabili sofferenze e patimenti per il raggiungimento di un Nirvana tramite un processo di auto mummificazione. Da praticare mentre ancora si è in vita. Il cambiamento comporta lunghi sacrifici non solo fisici ma anche mentali, per un arco di tempo di 6 anni, in cui non è solo sottoposto il fisico ma anche la mente, che con l’intensificarsi dei giorni e dell’agonia raggiunge  un cambiamento.

Inizialmente il monaco si reca in una valle chiamata Sennizawa ( Palude degli immortali), dove pratica duri esercizi fisici e meditazione e si alimenterà di una dieta molto spoglia a base di acqua, noci e semi che riesce a trovare nei boschi, affinché il suo organismo perda massa. Per mille giorni.

Buddha

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