giovedì, 23 Maggio 2019
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Tag: cina

Congyue Luo, Cina, riflessi e visioni – Mostra Roma

Il 10 maggio alle 18.00 presso la galleria Pietrosanti G. d. A. in via Plauto, 30 verrà inaugurata la mostra “Cina, Riflessi e Visioni”.

L’esposizione, che si avvale del Patrocinio del Municipio Roma I Centro, nasce dalla scelta di mostrare l’altro volto dei paesaggi cinesi, attraverso le suggestioni evanescenti e colorate di un pittore, Congyue Luo,  che è riuscito a trovare un’armoniosa sintesi tra passato e presente.
Nelle opere in mostra, spiega Silvia Mattina, curatrice della mostra, l’artista usa un’alternanza di colori caldi del marrone e del giallo e di toni più freddi come verde e azzurro a sottolineare l’effetto delicato della nebbia, da cui si scorge la palla rossa del Sole che con il suo fuoco inonda l’azzurro dell’acqua.

La mostra, a ingresso libero, proseguirà fino al 17 maggio 2019, dal martedì al sabato ore 10:30 – 19:00. 

Congyue Luo
40×36 cm

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Più Imprese, più Italia, nell’Europa dei Popoli
….una “svolta” per le Elezioni del 26 Maggio

UN PATTO  per  LO SVILUPPO, L’IMPRESA, IL LAVORO   

Mercoledì 17 Aprile nella Sala dell’Hotel Santa Chiara il Presidente dell’Associazione Farefuturo, Adolfo Urso, ha raccolto i rappresentanti delle Confederazioni delle Imprese Italiane, per esporre le necessità di ogni settore in vista delle elezioni europee prossime.

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Artigianato, Boccia, Casasco, cina, Confcommercio, Cosmoproof, fdi, Giansanti, granelli, meloni, Molinari, Stoppani, Urso, usa

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Steve Bannon e gli Algoritmi dell’ Informazione

GEO-POLITICA e ALGORITMI, 
INFORMAZIONE  e DISINFORMAZIONE

CONFERENZA: un resoconto di Filippo Ortenzi
note a margine di Giuliano Marchetti 
 

Organizzata dall’Associazione “Lettera 22”, si è svolto venerdì 21 marzo a Roma, presso la Biblioteca Angelica, la conferenza “Gli algoritmi dell’informazione” tenuta da Steve Bannon, 65 anni, ex stratega della vincente campagna presidenziale di Trump e leader di The Moviment Mission. La Mission è quella di federare e promuovere il nazional populismo a livello europeo….. e non solo. Infatti anche in altre parti del Mondo, come nel Continente sudamericano, The Moviment viene promosso dal figlio del Presidente Brasiliano, Jair Bolsonaro.

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La Cina in Italia: Via della Seta o Via della Sete (di Diritto)?

Il 23 marzo il Partito Radicale ha manifestato davanti alla sede RAI in occasione della visita del Presidente cinese Xi Jinping in Italia per siglare numerosi accordi nell’ambito del progetto della “Via della Seta” o “Belt and Road Initiative” che la Cina sta promuovendo in tutto il mondo per volere del Presidente Xi Jinping. Accordi di cui si sa poco o nulla, in perfetto stile cinese. Radio Radicale ha raccolto le dichiarazioni dei vari partecipanti ed esponenti del Partito Radicale che hanno illustrato le ragioni della manifestazione che non si è potuta svolgere nel centro di Roma proprio per non “disturbare” la visita del Presidente Xi. Roma come Pechino.

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cina, italia, Via della Seta

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Farefuturo: Evento sull’accordo
“la Via della Seta”

CINA:  Non scherzare con le armi cariche!

Mercoledì 20 marzo, nella Sala della Lupa, a Montecitorio, Farefuturo ha accolto esperti e visitatori per esporre i rischi e i vantaggi previsti nell’accordo da ratificare fra l’Italia e la Cina, la Via della Seta, proposto dal M-5S. L’interesse destato da questo tema ha raccolto numerose persone alle quali i Relatori hanno via via illustrato i molteplici lati che si evidenziano trattando l’argomento.

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Sulla “Idea d’Europa” un dibattito
al Parlamento Europeo in Roma

Venerdì 15 marzo la Fondazione per l’Europa delle Nazioni e delle Libertà ha ospitato un evento che ha attratto moltissime persone per gli argomenti assolutamente attuali ed esplicativi della situazione presente, in attesa delle prossime elezioni.

Erano partecipi diverse ambasciate e non solo del mondo europeo, si trovavano infatti rappresentanti della Corea, della Bielorussia, del Congo ed altri ancora. Diverse pubblicazioni dei Lincei erano offerte per fornire approfondimenti sui vari temi trattati.

Danilo Oscar Lancini, ha introdotto il convegno citando le fondamenta del pensiero europeo, codificate dall’opera di San Benedetto da Norcia ed evidenziandone l’ essenza come comunità di genti diverse unite sotto un medesimo assetto giuridico e storico. E’ poi intervenuto Georg Meyer, Presidente della Fondazione, con alcune riflessioni sul Continente e sui principi di libertà su cui si deve fondare la sua stessa consistenza. L’ idea che ne è nucleo, oggi denaturata, dev’essere ripristinata dalla cultura e dalla spiritualità, rivelandola come potere e forza d’equilibrio. Mario Borghezio ha ricordato successivamente l’eccellenza delle sue imprese ed industrie, sottolineando la necessità della loro difesa, così come il lavoro e le tradizioni che da millenni ne fanno il cuore del mondo.

Edoardo Maria Anghinelli, riferendosi all’opera instancabile di Matteo Salvini, ha precisato gli obiettivi della Lega per evidenziare le attitudini e la consistenza delle Nazioni europee che devono essere autonome, stabilendo che ‘l’Idea d’Europa va a chi ha costruito l’Europa stessa’. Ciò vuol dire che l’Unione trae forza da tutti quegli uomini che hanno combattuto per formare un insieme di Stati non omogenei, ma lealmente e fattivamente collaboratori per un fine che è Cultura e Cristianità. L’Europa, dunque, non è la macchina tecnocratico-bancaria che attualmente viene forzata a poter essere, ma una spontanea ricerca di collaborazione e costruzione di un futuro fondato sull’unico ed invincibile comandamento di Cristo: ama il tuo prossimo.

E’ dunque da cancellare la via del ‘villaggio globale’ e la presunzione che l’Europa sia uno spazio economico pronto per la finanza internazionale protetta da Stati Uniti, Cina e Giappone, piuttosto bisogna ricordare che, come sostiene Nicolas Bay, ‘l’Europe est faconnée de la Rome antique pour la loi et l’histoire commune des Nations, qui a la capacité de nous faire rélancer le project que nous avons cherché et voulu. Pas selon Merkel et Macron, mais pour protéger notre économie: nous ferons de mieux’. Viene quindi letto un messaggio di Lorenzo Fontana, Ministro per la Famiglia che, non potendo intervenire personalmente,  ribadisce che ‘si deve riprendere dalle remote origini della storia per rinnovare il presente ed il futuro‘, i tre settori del tempo che muovono la vita, imprescindibili.

L’uditorio viene poi “coinvolto ed affascinato” dall’intervento di Marcello Veneziani, fresco di presentazione della forza del suo ultimo lavoro: La Nostalgia degli Dei. Con la stessa energia di un milite vittorioso, Veneziani afferma che bisogna salvare l’Europa dagli europeisti di professione, e basarsi sui singoli sovranismi nazionali per una unificazione europea. “L’Europa, dice chiaramente, è un fatto politico e non una moda. E’ doveroso reintegrare le nazioni che il globalismo vuole disintegrare, e che per questa azione negatrice si polarizza a cancellare le origini, cercando di farle dimenticare, ed a distruggere i confini per globalizzare tutto. L’Europa concepita come sovranista non è basata soltanto su economia e finanza senza il cuore. Deve rimediare a dolorosi difetti, e stabilire strategie militari e politiche, negare il concetto che sia concepita come interesse, fissare i confini e fermare l’immigrazione, cessare di essere vessatoria con il suo interno ed inerme verso gli estranei (Cina, migranti, poteri internazionali interessati), perché è da qui che si produce la frattura fra popoli e classi dirigenti, senza votanti alle elezioni, e senza idea di protezione verso l’esterno. Il Nazionalismo non è male da sradicare, ma è misura difensiva contro le crisi, le discrasie, l’occupazione incontrollata, decadenza, denatalità, gli egoismi. Nulla ha a che fare con l’Europa o con un’idea di 70 anni fa ormai slavata, il Nazionalismo non è nè causa, nè esito delle cause rovinose nostre, e dipende dalle nostre democrazie. Nessuno sa più cosa è, e che era crescita anche demografica, giovinezza, baluardo contro le solitudini e l’aggressività, malesseri, al contrario, tipici della globalizzazione. La Civiltà è Europa, il suo concetto è salvezza, ed ha radici greche, romane e poi cristiane. Il cammino dell’Europa dev’essere scandito così: protezione, proiezione, connessione.” Un lungo applauso ha salutato la relazione di Marcello Veneziani, quasi una “Lectio Magistralis”

Alberto Rosselli, storico e saggista, è intervenuto sostenendo come la depressione sorga dalla “mancanza dei credo” e soprattutto dalla polverizzazione degli europei per mancanza dell’idea di se’ stessi e delle proprie origini. Dopo aver citato vari  filosofi come il Vico e l’Abate Galliani, Rosselli ha proseguito consigliando di riempire il vuoto privo di valori – e stagnante in Europa – con le nostre radici, ribadendo che come ” l’accoglienza è rifiutare di amare se’ stessi”. 

Gianandrea Gaiani successivamente si è soffermato sulle inutili operazioni contro i trafficanti di carne umana, sulla mancata considerazione della forza dell’Islam che va contro i diritti umani, sull’assenza di una politica per la famiglia ed il dispendio del denaro non applicato per essa e devoluto, invece, per i migranti, e soprattutto sul trattato franco-tedesco che condanna a morte l’Italia, sommersa da cattive politiche ed economie vessatrici. L’esperto di Geopolitica evidenzia che le due nazioni-guida del trattato si armano tranquillamente e mettono a punto novità militari e strategiche senza la partecipazione italiana, che organizzano un Consiglio per la difesa e la sicurezza, mostrando un egemonismo rovinoso per tutti e di amara memoria.

Mario Borghezio è quindi intervenuto per concludere la prima parte del Convegno, ribadendo la necessità sia di utilizzare il  sovranismo come arma anti globalizzazione, sia di dotare questa Europa di una visione politica tutt’ora mancante, sia di estendere la sovranità alla natura e all’ambiente, curando e proteggendo maggiormente acque, mari, monti, boschi, monumenti, cattedrali.

L’evento è poi ripreso più tardi, nel pomeriggio, con lo studio su alcuni filosofi quali Ortega, con gli interventi del Dr. Giovanni Devoto e Pierpaolo Saleri, del Prof. Paolo Becchi e Nenad Krstic, nonché di Gilles Lebreton, Professore di Diritto Pubblico, per concludersi con le numerose domande di partecipanti e di giornalisti.
Il pensiero va e resta a questa parte di mondo infinitamente benedetta e creatrice, come Madre di tutte le genti e di tutte le Possibilità.

Marilù Giannone

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Francia versus Italia: addio Libia?

Martedì 5 nella Sala Nilde Jotti della Camera dei Deputati, un convegno ha fatto il punto della situazione dei rapporti internazionali in corso da parte dell’Italia: Francia versus Italia: addio Libia?, che in particolare osservano lo svolgimento, da una diecina di anni, delle azioni intraprese fra la Nazione e la Francia per la questione spinosa del Nordafrica, con il focus sulla Libia.

E’ stato innanzitutto evidenziato che i rapporti internazionali anche al di là del continente europeo sono tesi talvolta e perfino ai ferri corti, con spostamenti di corpi militari e minacce di interventi che allarmano il resto del mondo e conducono gli Stati collegati a quelli sotto pressione a regolarsi anche loro con una disamina degli armamenti relativi.

Il convegno, Francia versus Italia: addio Libia? è stato condotto da Adolfo Urso, Presidente di Farefuturo e del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, che ha presentato un ampio quadro d’insieme della politica degli Stati del Mediterraneo.

Giorgia Meloni, Segretario di Fratelli d’Italia, ha aperto l’evento dal punto di partenza del contenzioso interno della Libia e della politica ostile verso l’Italia. Si tratta, ha detto, di un’operazione di quella politica estera che mai si dovrebbe notare, quella aggressiva. In effetti l’inizio della decadenza libica è iniziata con l’inasprirsi e poi lo spezzarsi dell’equilibrio fra i due Stati per i fatti del 21 luglio del 1970, che hanno visto depredare e poi cacciare i nostri connazionali dal territorio libico. Nel turbine seguito, la Francia, possibile sobillatrice di quel danno, ha letteralmente portato altri Stati a rovesciare il governo ed uccidere Gheddafi, che, con l’intervento diplomatico permesso da Silvio Berlusconi, si era mostrato favorevole al dialogo civile fra i due Stati. L’intervento del 2011, ha continuato Giorgia Meloni, è avvenuto per inglobare le monete africane nel Franco “Coloniale” privo di sovranità, di possesso francese, che ha determinato disordini, migrazioni e miseria nel continente dirimpettaio.

Inoltre, la stessa ha dichiarato che 20 anni fa la Francia aveva fondato la Scuola di Guerra Economica, con possibili interventi di aggressione anche armata in favore della economia e supremazia francese.

Adolfo Urso ha sottolineato la crescente ingerenza cinese da quell’instabilità perniciosa dell’Africa, dalla tecnologia alla politica, che nessuno soppesa con dovuta lucidità.

Giulio Terzi di Sant’Agata, Ambasciatore e già Ministro per gli Affari Esteri, – allontanatosi allora volontariamente per contrasto alla fragile e colposa politica di sinistra – , ha ribadito che i rapporti diplomatici italiani verso gli altri Paesi non sono mai stati seriamente sviluppati, preferendo un sonnacchioso acquietarsi sullo stato di cose ed una rinuncia addirittura, in nome di una curiosa “pace” che sa di buonismo, di una reazione doverosa ed a pugno fermo. Ha detto che l’impegno economico italiano nei confronti degli Stati intorno allo Stivale è maggiore per le Nazioni africane rispetto a quelle Balcaniche o Mediorientali . Ha più volte dichiarato che la politica estera attuale internazionale è fatta di slogan e rabbia, cosa che destruttura le relazioni internazionali ed irrita con il suo atteggiamento declaratorio , mentre si dovrebbe operare a chiarimenti e soluzioni comuni per i problemi. Per questo, rivela che l’atteggiamento ultimo di Macron per l’Italia a proposito della TAV nei giorni scorsi è stato dettato dalla volontà di risolvere opportunamente gli screzi, in base al fatto che i due Stati hanno in comune una quantità notevole di rapporti e di cooperazioni industriali che non vanno negati. – L’Italia – continua l’Ambasciatore – dovrebbe affrontare gli ostacoli guardando nell’insieme gli Stati Nordafricani, sapendo che la protagonista della gestione politica è la Francia.

Ha fatto ricordare ancora che la malagrazia diplomatica, con minacce, insulti e violenze verbali è ormai comune nel mondo, e che spesso è seguita dall’uso della forza e dall’impiego di militari: ciò è da limitare, ma si deve rispondere con energia e facendo presenti possibili reazioni militari: “se non ci si fa sentire, – ha sostenuto  il diplomatico, a contrasto con l’anguillesco e tremante pacifismo della sinistra – ci si isola: l’Italia si sta isolando per l’eccessiva remissività in politica estera.”

Il Generale dell’Associazione Paracadutisti, Marco Bertolino ha fatto presente che la Francia è da ammirare per il Nazionalismo, la politica estera adeguata a questo, e la Pubblica Amministrazione ineccepibile. Inoltre ha detto che la politica militare comune in questa Nazione prescinde dalla politica interna, ed ha auspicato infine una piattaforma comune, con l’Italia, atta a superare le discrepanze.

L’evento è stato concluso da Del Mastro, di Fratelli d’Italia, che stigmatizza, riferendosi all’incontro di Palermo, la mancata esecuzione di quanto in esso si era proposto: si era d’accordo, vista l’evidente debolezza di Al Serraj, di intervenire. Lodata la politica dell’ENI, ha  sostenuto che l’intervento in Libia sarebbe doveroso per i vuoti di potere che spesso sconnettono un andamento commerciale e dunque, economico, che andrebbe salvaguardato. Ha rimproverato il governo di non aver mai intrapreso una politica corretta ed a favore degli interessi nazionali, preferendo misure non efficaci come l’individuazione dei covi degli scafisti e loro distruzione. Si sarebbe dovuto, invece, operare manu militari in quanto la sicurezza e la politica estera vanno su operazioni e trattati militari.

SI FA PRESENTE CHE IL 26 Marzo, NELLA STESSA SALA DEL PARLAMENTO, AVRA’ LUOGO UN MEETING SULLA CINA, DI PROFONDO INTERESSE PER LA POLITICA ESTERA ITALIANA.

Marilù Giannone

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Uno sguardo diverso fra Ucraina e Russia

 

Roma, 22 feb. – (AdnKronos) “In Ucraina si sequestrano illegalmente le chiese, sacerdoti e chierici vengono chiamati con falsi pretesti a essere interrogati, subiscono ricatti e i loro cari vengono minacciati”. Lo denuncia Kirill, patriarca di Mosca e di tutte le Russie, in una lunga lettera inviata al patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I e pubblicata nel libro “La missione dei Cristiani nel mondo” (Mauro Pagliai Editore, pagine 168, euro 14), una raccolta di interviste, dichiarazioni e documenti curata dal giornalista Francesco Bigazzi e in uscita il 1° marzo.

“Penso che quella in corso in Ucraina”, continua Kirill I, al secolo Vladimir Mikhailovich Gundjaev, “sia una gravissima violazione dei diritti umani e della libertà religiosa – si legge nella lettera anticipata dall’AdnKronos – I raid e i pestaggi di massa contro i nostri credenti hanno attirato l’attenzione della comunità internazionale, ma vorremmo che questa voce fosse più forte”.
Potrebbe essere la prima guerra di religione dell’Europa moderna: le dispute tra la chiesa ortodossa di Kiev e quella di Mosca, che nell’ambito del più ampio conflitto tra Ucraina e Federazione Russa hanno raggiunto lo scorso dicembre un livello drammatico, hanno ormai aperto una profonda ferita nel tessuto sociale di quell’area geografica.
Nel ricco materiale raccolto da Bigazzi, considerato uno dei maggiori esperti italiani di storia e cultura russa, il capo della più grande Chiesa ortodossa al mondo si rivolge per la prima volta a tutti i suoi fedeli – sia dentro che fuori dai confini russi – per lanciare un invito pressante all’unità.
Il testo tocca una grande varietà di temi a partire dal rapporto con Vladimir Putin, un’alleanza solida e convinta basata sul principio di “non interferenza reciproca” tra Stato e Chiesa, per arrivare alle relazioni internazionali, in particolare quelle russo-cinesi, che hanno avuto un forte impulso in seguito alla visita di Kirill a Pechino nel 2013, e quelle con la chiesa cattolica, il cui momento chiave è stato lo storico abbraccio tra il patriarca e papa Francesco avvenuto a Cuba nel 2016.

Gherardo Del Lungo

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L’Africa neoliberista, specchio d’Europa

L’Europa, così come l’abbiamo conosciuta, nei prossimi decenni, diverrà più simile all’Africa, mentre quest’ultima parlerà cinese?

E’ una delle molteplici possibilità che il futuro ci riserva: a queste conclusioni si è arrivati, fra le altre, dopo un ampia discussione con la Dottoressa Ilaria Bifarini, economista ed esperta di organizzazioni internazionali, autrice di un nuovo volume ” I coloni dell’ Austerity – Africa, neoliberismo e migrazioni di massa.” Un saggio socioeconomico che entra, con la determinazione della scienza, nelle cause reali di una migrazione epocale destinata, qualora non si giunga ad una auspicabile inversione di rotta, ad aumentare, con l’esponenziale crescita demografica dei Paesi africani.

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La Via della Seta

 
Centro Culturale Turco Roma
                                                             

LA NUOVA VIA DELLA SETA

CONFERENZA 

THE BULDING OF AN ECONOMIC AND CULTURAL NETWORK 

YUNUS EMRE ENSTİTÜSÜ

VIA LANCELLOTTI 18 ROMA

19 OTTOBRE 2017

 
Il 19 gennaio 2015 la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, in collaborazione con Eurosis Consulting e il supporto dell’Ambasciata italiana ad Ankara, ha organizzato la conferenza “The New Silk Road. The building of an economic and cultural network from the Mediterranean to Central Asia”, presso il Teatro del Centro di Cultura Italiano ad Istanbul.
La Conferenza ha rappresentato il primo passo verso la costruzione di un network di soggetti economici e sociali (istituti culturali, università, imprese) lungo la “nuova via della seta”.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti di Ice, Cna, Yapı Kredi, Tofaş, Turkonfed, Deik, Università di Galatasaray e Università dell’Aquila.
La seconda tappa del progetto sarà organizzata dall’Istituto Yunus Emre di Roma, in collaborazione con la Fondazione Ugo Spirito e Renzo de Felice e Eurosis Consulting, il 19 ottobre presso la sede ​del medesimo istituto di Cultura Turca, a Palazzo Lancellotti.

L’iniziativa sarà articolata nelle seguenti sessioni:

Sessione introduttiva. Discorsi di apertura (09:30-10:45)

Prof. Şeref Ateş (Presidente dell’Istituto Yunus Emre)
Prof. Giuseppe Parlato (Presidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo de Felice)
S.E. Mammad Ahmadzada (Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian)
S.E. Murat Salim Esenli (Ambasciatore della Repubblica di Turchia)
On. Dorina Bianchi (Sottosegretario MiBACT)
Rappresentante del Ministero di Cultura e Turismo della Turchia

Coffee Break (10:45-11:00)

Prima sessione di lavoro. Progetti economici lungo la nuova via della seta  
(11:00-13:30)

Moderatore: Marco Zaganella (Direttore Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice) 

Giuseppe Reggia (Eurosis Consulting- Chairman of Board) – The New Silk Road 4.0: Policy, Culture, Education, Economy –  SMEs strategy

Pınar Bolognini  (Console Onorario della Turchia a Brindisi e  Presidente della Camera di Commercio turca in Italia)  – I rapporti tra imprese italiane e turche

Manuela Traldi (Presidente della Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana) – I rapporti tra le imprese italiane ad azere 

Irene Pivetti (Presidente di Only Italia) – I progetti di Only Italia in Cina

Corrado Bocci (Università di Cassino) –  Le problematiche dei rapporti commerciali tra Italia e Cina 

Giulio Sfoglietti (Eurosis Consulting) – Trasferimento Tecnologico e Finanziamenti del Governo Cinese

Luca Costa Sanseverino (f3 Business Advisory Services): World Bank e finanziamenti internazionali per progetti di sviluppo lungo la via della seta

Lunch break (13.30-14.30)

Seconda sessione di lavoro. La cooperazione culturale come porta d’ingresso per la cooperazione economica lungo la nuova via della seta: il ruolo delle Università (14.30-15.30)

Moderatore: Sevim Aktaş (Direttrice dell’Istituto Yunus Emre di Roma)

Lorenzo Medici (Università di Perugia), Il ruolo dei soggetti culturali nelle relazioni internazionali 

Carmine Marinucci (Digital Cultural Heritage, Arts and Humanities School), La nascita di
una Università italiana in Cina

Daniel Pommier (Sapienza Università di Roma) – La cooperazione tra le Università italiane ed azere

Coffee Break (15.30-15.45)

Presentazione del gruppo di lavoro sui rapporti politici, culturali, economici e sociali nel Novecento tra i paesi della via della seta (15.45-17.00)

Intervengono: 
Fabio L. Grassi (Sapienza Università di Roma),
Angelo Iacovella (Università Unint di Roma)
Sandro Teti (Casa Editrice Teti Roma).

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La Fiat che fu di Agnelli

Il caso Fiat non è un’anomalia nel contesto delle case automobilistiche occidentali. In questi ultimi vent’anni il sistema produttivo dell’auto ha registrato due spostamenti: in Europa, i paesi dell’Est hanno giocato la parte dei protagonisti, in un’ottica globale, invece, sono stati i paesi emergenti, Cina in testa, a scendere in campo.

Secondo l’Oica, la banca dati dell’Organizzazione internazionale dei costruttori d’auto, la cifra della gestione Marchionne iniziata nel 2004 è evidente: la Fiat è andata via dall’Italia. Nel 2004 l’azienda sfornava un milione e 9528 vetture in Italia, quasi la metà del totale della produzione. Nel 2011, l’anno a cui le ultime stime ufficiali dell’Oica fanno riferimento, solo 685.000 veicoli sono stati realizzati in patria, a fronte dei due milioni e 399000 complessivi.

giovanni agnelli

 

La quota italiana è scesa al 28%. Questi numeri chissà che effetto avrebbero su Giovanni Agnelli, fondatore della più grande industria italiana. La Fiat non è più un faro per l’economia del paese. Giovanni Agnelli, l’uomo globale lo definiscono molti, sostenitore della democrazia, delle società aperte e dello sviluppo, voleva prendere dall’America energia e innovazione e non di certo spostare la sua impresa dall’altra parte dell’oceano.Gianni Agnelli fu il ponte tra l’Italia e il mondo e  salì ai vertici della Fiat nel 1966.

L’Italia visse un periodo economico di massimo splendore, gli italiani erano i cinesi di una Europa che cercava di diventare un mercato unico. Si trattava di un impero industriale oggi difficilmente immaginabile.

Oltre centomila lavoratori erano assunti da Fiat e diverse centinaia di migliaia lavoravano per imprese fornitrici della stessa. Che dire, esattamente il contrario di ciò che accede oggi.

 

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“Ciao & Bridge” per festeggiare i 40 anni di relazioni diplomatiche tra Cina ed Europa

Cina e Italia si incontrano a Malpensa e si spostano in Expo per celebrare, attraverso la mostra “Ciao & Bridge”, i quarant’anni di relazioni diplomatiche tra Cina ed Europa, che hanno visto l’Italia sempre in prima linea nel tessere e coltivare ottimi rapporti con il Paese asiatico.
La scelta di Malpensa come location per ospitare la mostra ha confermato, con l’apprezzamento dei visitatori, la validità dell’intuizione avuta dagli organizzatori. L’aeroporto, infatti, è crocevia di cultura, emozioni, storie di vita e lavoro. Visto il numero di persone che ogni giorno vi transitano, è sicuramente il luogo che, meglio di altri, rende l’idea di “ponte”, scambio, incontro, crescita, cambiamento ed evoluzione.
Il progetto artistico prende spunto dalla metafora dell’ideogramma cinese “Bridge” (Ponte), la cui pronuncia assomiglia al saluto italiano “Ciao”, parola appartenente al linguaggio globale e che supera ogni confine.
L’Italia si è sempre impegnata a ridurre le distanze tra Cina e Europa, intensificandone i rapporti dal 1969, quando l’onorevole Pietro Nenni, allora Ministro degli Affari Esteri, dichiarava in nome del Governo della Repubblica Italiana, di riconoscere il Governo della Repubblica Popolare Cinese come unico governo legale dell’intero popolo cinese. Rapporti che ben vengono rappresentati nelle opere attualmente in mostra al Padiglione Slow Food in Expo e che a Novembre animerà l’Aeroporto di Roma-Fiumicino prima di volare a Pechino.
Tre capolavori che, incastrandosi, formano un totem, dimostrando il fascino e l’unicità di due realtà civili che camminano insieme e, a volte, si incrociano pur rimanendo ognuna con le proprie caratteristiche.
Una mostra importante sia per l’Italia che per il paese asiatico, che ha visto intervenire a Malpensa, in occasione dell’inaugurazione, l’onorevole Marina Berlinghieri (Capogruppo PD alla Camera dei Deputati nella commissione per le Politiche Europee), l’On. Michele Anzaldi (Segretario della Commissione di Vigilanza sulla RAI e componente della Commissione Agricoltura), Vittorio Sun (Direttore di Beijing Design Week), Andrea Tucci (Direttore AViation Business Development di SEA), Li Shaofeng (Console Commerciale del Consolato cinese in Italia), Li Yu (General Manager di Air China Milano), Michele Brunello (Cofondatore di DontStop Architettura), oltre alle tre artiste le cui opere fotografiche compongono la mostra stessa, ovvero Ludovica Anzaldi, Katherine Xiao, Patrizia Piga.
Nel prendere la parola, la parlamentare PD Berlinghieri ha sottolineato come la mostra «sia in sintonia con gli sforzi che in questo momento il Parlamento, il Governo e molte parti sane della società italiana stanno profondendo per far ripartire il Paese. Ciao & Bridge – ha proseguito – è un invito a collocarsi nella globalizzazione non richiudendosi su sé stessi, bensì aprendosi, riconoscendo i sentimenti comuni con gli altri Popoli e valorizzando le proprie migliori specificità. I riferimenti al cibo nell’anno di Expo – ha aggiunto – oltre alla relazione della mostra con Slow Food, sono uno stimolo a cogliere come i concetti di ‘buono, pulito e giusto’ siano chiavi importanti nel rapportarsi agli altri e nella costruzione di un futuro migliore.» Una presenza significativa quella della parlamentare europea, che la stessa Berlinghieri ha indicato come «rappresentazione del supporto delle Istituzioni verso queste strategie e verso gli eventi culturali che, come questa mostra, le sostengono.»

“Ciao & Bridge” è stata realizzata grazie all’impegno di molti soggetti; organizzata da Air China, Beijing Design Week, National Base for International Cultural Trade (Beijing), Slow Food-Great China, la mostra ha visto contribuire, tra gli altri, l’Ambasciata Italiana in Cina, Huaxia, China Pavillion-Expo 2015, Union Pay, SEA, Fondazione Italia-Cina, Beijing City of Design – Member of the Creative Cities Network UNESCO 2015, Istituto Italiano di Cultura, Sino-European Innovation Center, ed è stata curata ed installata da DontStop Architettura.
“Ciao & Bridge” è un progetto artistico che comprende tre opere fotografiche, una delle quali vede la mano di un’artista italiana, Ludovica Anzaldi, che ha messo a confronto Palermo e Pechino, e lo ha fatto attraverso foto che sono scatti di vita, emozioni immortalate, di due città interconnesse e legate anche dal punto di vista gastronomico come sono Palermo e Pechino.
Ed ancora scatti surreali che raccontano un mondo a colori pastello dove c’è buon cibo per tutti e che fa eco alla Carta di Milano e al concept del Progetto Expo, che ospiterà, nel padiglione SlowFood la mostra delle tre artiste Katherine Xiao, Ludovica Anzaldi e Patrizia Piga.

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Chanel e la Cina

Chanel cerca di riconquistare la clientela cinese abbassando i prezzi. Attualmente, in generale, gli articoli di lusso venduti nell’ex Celeste impero costano il 40% in più rispetto alla Francia, a causa dei dazi doganali. Tant’è vero che sono sempre più numerosi i cinesi che fanno shopping di alto livello viaggiando in Europa o in Asia, evitando i negozi di Shanghai e Pechino.

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Altri mondi: dalla Cina al Canada

Il sogno canadese

Sono sempre più i nuovi ricchi cinesi che si affrettano oltremare, Canada in primis, per permettere ai loro figli di accedere ad un sistema educativo migliore. Ma lo scorso febbraio il governo federale canadese ha annunciato che interromperà l’Immigrant Investor Program. Prima parte dell’articolo pubblicato sul Nanfang Zhoumo.

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canada, cina

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In Cina i pantaloni si portavano anche 3000 anni fa!

E pensare che dovevano esser un capo prettamente moderno (o quasi) invece, i pantaloni, esistono da sempre, almeno da 3000 anni!

Una equipe di archeologi in Cina occidentale, nella regione dello Xinjiang, ha rinvenuto due paia di pantaloni risalenti ad un periodo compreso tra 13° e il 10° secolo a. C e quindi aventi ben 3.300 anni.

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cina

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In Cina Hermès va in saldo

Due sono le regole auree durante i saldi: il nero che non è mai scontato ed i brand si (super)lusso che difficilmente applicano sconti; in tal caso sono irrisori, durano una settima e cominciano 5 giorni prima e sono solo per alcuni clienti “scelti”.

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cina, hermes

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Un MEETING ITALIA CINA a ROMA

A ROMA, MEETING ORGANIZZATO dalla PROVINCIA CINESE di ANHUI

 servizio di Riccardo ABBAMONTE

con approfondimenti ed integrazioni di Giuliano MARCHETTI

 

Venerdì 10 giugno a Roma, presso il Grand Hotel Parco dei Principi, in occasione dell’Anno culturale italo-cinese, si è tenuto alle ore 16 un meeting organizzato dalla Provincia Cinese di Anhui, che è stata presentata sotto vari aspetti, da quello culturale e

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cina, italia

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