martedì, 15 Ottobre 2019

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Tag: d’alema

Giovanni Morandi, l’ inviato speciale de “La Nazione”, scrive un resoconto degli scorsi trent’anni

Un giornale fatto coi piedi

Giovedì 11 luglio a Firenze, al Teatro Niccolini, è stato presentato un libro insolito: è un diario, è una raccolta di suggerimenti , ma è soprattutto un riepilogo di storia nazionale e no che va dagli anni settanta a qualche anno fa.

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La Matrix Europea ad Horafelix

Il “cartello” per governare il mondo globalistico

 

Un libro edito 5 anni fa e precipitosamente messo da canto, martedì 16 ottobre è stato ripresentato ad Horafelix dall’autore, Francesco Amodeo, giovane ricercatore partenopeo esperto in economia, con tutta la conoscenza di causa che possono possedere oggi i cittadini e pertanto accolto con favore.

Si tratta di uno studio sull’Europa coronata di spine nell’illustrazione, e vittima di chi ? di un “cartello” euroamericano gestito da un paio di istituzioni bancarie, una di esse Bildemberg, e l’altra che fa capo a Rockefeller, probabilmente Soros vi è compreso. Questa associazione non tanto segreta e per nulla proba costringe gli Stati che le si collegano a mantenerla come una grossa piovra, e godendo dell’appoggio di lacchè e scherani oltre Prodi, D’Alema, Monti, Amato, (quello del prelievo forzato il 2002 dai conti correnti italiani a mezzanotte) e molti, veramente molti altri della vecchia politica italiana e dal gallico Moscovici,  da Trichet, e da altri in Germania ed Europa, sparsi e nello stesso tempo coesi fra di loro, pronti ad ogni giro di governo europeo a “girarsi” le poltrone: sempre quelli, sempre gli stessi, come in Italia, dove per esempio si sono raccolti euro su euro dal sangue dei cittadini per sostenere Monte Paschi o qualche altra banca in sofferenza, dove si ha ignorato i terremotati per pagare più o meno i debiti della Grecia, e così via. “Quousque   tandem, cives?” non vi sarà chiaro che l’Italia è entrata in basso nell’euro perchè così hanno voluto, che hanno diviso il Ministero del Tesoro dalla Banca d’Italia per consegnarla a “privati” che fanno il bello ed il cattivo tempo, pagati a dollari e delinquenze, che è un dovere ribellarsi anche se costerà dolori: quale libertà, quale indipendenza, quale giustizia non si ottiene duramente?

Il libro è stato ampiamente spiegato dall’autore per poter permettere una totale comprensione data la lingua tecnica che lo forma, per questo si è fatto uso anche di slides che riportavano fotocopiati articoli di testate per ogni problema citato. La limpida cura con la quale è stato steso, e l’italiano diretto e semplice, con una sottilissima vena di arguzia, lo rendono piacevole al di là della tormentosa documentazione nella quale consiste.

Non può mancare nessuno di leggerlo e farne tesoro: la conoscenza è anche questo, è lotta, è salvaguardia della propria casa.

Marilù Giannone

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I Ponti …. dall’ Eternità allo S-fascio

Dal  CROLLO dei MURI … al  COLLASSO dei PONTI 

UN’ ANALISI DI FILIPPO ORTENZI, con un commento di Giuliano Marchetti, dopo 10 giorni dalla tragedia di Genova   

I soloni della demoplutocrazia radical chic – ed i media con loro conniventi – dopo averci narrato per decenni balle inverosimili sulla presunta (e presuntuosa) eternità delle opere in cemento armato, oggi ci dicono che, al contrario, sono stati forse sperperati i soldi dei contribuenti …. perché tali opere hanno una durata massima di 50 (cinquanta) anni.

Come è possibile se a Pechino sono ancora utilizzabili i ponti illustrati da Marco Polo nel suo famoso libro “Il Milione” risalenti a parecchi secoli fa? E perché ancora resistono i numerosi ponti costruiti in epoca romana e medioevale ? Come mai le nuove tecnologie si sono dimostrate meno efficienti di quelle antiche?

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BankItalia, B.Popolari, Consob & Dintorni

AFFARI PROPRI e GUAI NOSTRI

di TORQUATO CARDILLI

La campagna elettorale si sta trasformando nel più grande imbroglio mediatico dei tempi moderni, avvelenata da notizie false, da notizie ingigantite a sproposito e da notizie non meno micidiali che vengono tenute nascoste o sminuite a livello bagatellare appena vedono la luce. La notizia del giorno, tenuta celata ai più per due anni ed emersa nella commissione parlamentare di inchiesta sulle banche, è quella che riguarda gli affari del “duo di denari” a proposito della speculazione in borsa sulle banche popolari.

Bankitalia, d'alema, De Benedetti, Fassino

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Pensa, prima di votare, pensa !!!

UN PROBLEMA SOTTOVALUTATO:

la “DISCRASIA tra STATO & REGIONI”

L’articolo di Giampaolo Visetti su Repubblica di venerdì 25 c.m. dà un ampio panorama dei desiderata delle Regioni che in questi ultimi dieci anni hanno evidenziato insofferenze a carattere di appartenenza nazionale, talvolta anche a rischio di reati di estrema gravità. Parla infatti della Regione Veneto, che in passato ha espresso la volontà di distaccarsi dall’Italia, ed adesso, sempre sulla falsariga del programma scritto da Bossi, inizia a comportarsi come stato a sé, scegliendosi la lingua nazionale. E’ come dire a duecento anni di moti irredentisti e di vari morti per l’Unità d’Italia, che si è scherzato.

Il perché c’è ed è comprensibile: trent’anni di governi inconsistenti e furbetti, unicamente diretti al tornaconto economico dei loro rappresentanti, hanno impoverito tutte le Regioni ed il male si è sentito soprattutto in quelle più solerti ed oneste, il Veneto ad esempio, ma anche altre. Niente riforme, niente giusto benessere: tasse e poi tasse: si vuol parlare di D’Alema, di Prodi, della Fornero, di Monti? E questo è citare a caso, l’uno vale l’altro, tutti uguali, ed ai cittadini le buche, l’indigenza in crescita.

La “Venexit” è alle porte, ma ci si fermerà qui? Una zona dopo l’altra, visto che, lo dimostra l’ultima bocciatura della legge Madia, le Regioni possono bloccare quello che a loro non piace o possono fare, come ha fatto il consistente partito leghista nel Veneto, il cammino del distacco dall’Italia.

matteo-salvini_fondo-magazine Allora, prima di votare, bisogna pensare se non sia giusto limitare il potere delle  Regioni: finiamola di imitare gli States, quelli, culturalmente o inculturalmente,  hanno la stessa matrice. Noi siamo Italia, tutti diversi e tutti, proprio per questo,  necessari gli uni agli altri per fare un corpo nazionale sano.

 A scuola si insegnava ai bambini la saggezza di Menenio Agrippa, che antepose ad  ogni giusta istanza l’unità di Roma, corpo sacro del presente e del futuro, e si era  nel 494 a.C. Ci si è bevuta anche la memoria?

 Bisogna restare uniti e cambiare, con opportune riforme, questa Italia da terzo  mondo. Togliere, prima che sia troppo tardi, lo strapotere alle Regioni, anche se è  giustificata la loro protesta: essa non vale la rovina d’Italia. Restiamo uniti ed  italiani, al diavolo i confini mantenuti da dialetti, lasciamo quelli voluti dalla  magnanimità della civiltà latina, difesi da veneti e friulani, da infoibati, da partigiani, sostenuti da lombardi, dai geneticamente romanissimi veneziani: i nostri morti gridano: pensare prima di votare. Non si faccia un favore al mondo, che aspetta leccandosi le fauci per spiccare qua un territorio, là un’industria, giù una città, per poi riderci dietro: non si è, in quanto Stato e Nazione, pastone per nessuno.

Marilù Giannone 

*** *** *** 

NOTE A MARGINE  – In questo tentativo di riforma costituzionale il nostro Premier MATTEO RENZI ha intuito che il “potere” delle Regioni – politico e  legislativo – doveva essere almeno ridimensionato … ed è per questo che ora si trova contro tutto l’establishment della I^ e II^ Repubblica. Ed è per questo che. date le sue origini di boy-scout e di ex D.C., non ha osato quello uno Statista o un vero Leader avrebbe dovuto richiedere: l’abolizione delle Regioni (in particolare quelle a “statuto speciale”) e rafforzare invece le Province, così come le Prefetture. Ciò con buona pace o “buona fine” (… o “dolce morte”) di questo putrido consociativismo rappresentato generalmente dall’ Accozzaglia  del Fronte del No. Cioè di quella (così definita da Premier, a cui una certa ironia non manca) “Coesa Coalizione” ove si trovano alleati: Gianfranco Fini & Massimo D’Alema (prossimi Cavalieri del Lavoro di questa Repubblica), # Mario Monti & Elsa Fornero (ex Famiglia Adams), # i Partigiani dell’A.N.P.I. (ex “giovani della Resistenza”) & le Associazioni LGTB (per i cui componenti non occorrono approfondimenti), # le Associazioni Sindacali e i Sindacalisti (che dovrebbero tutelare il Lavoro ed i Lavoratori) e quasi tutte le c.d. Destre Moderate ed Estreme (che avrebbero potuto democraticamente archiviare questa Costituzione nata dall’ anti-Fascismo clerico-comunista). Le balorde dichiarazioni rilasciate in questi giorni da Umberto Bossi a favore dei diritti del “Nord” sono solo sintomaticamente significative.

 Inoltre il nostro Premier, pur avendo intuito la necessità di evitare un bicameralismo parallelo e sovrapposto, non ha osato quello che uno Statista o un vero Leader avrebbe dovuto richiedere: l’abolizione del Senato. Ma ciò premesso – a mio avviso e nonostante tutto – questa riforma meriterebbe di essere approvata, votando SI.  E  ciò a prescindere anche dalle insulse stupidaggini recitate dal palco o dal palcoscenico da parte di Beppe Grillo (i cui pseudo triunviri non sanno usare i congiuntivi e confondono il Cile con il Venezuela) invitando il Popolo a votare con la pancia e non con la testa. Io personalmente preferirei che il Popolo votasse con il Cuore e con il Cervello … attributi che purtroppo, insieme ad altri,  mancano a gran parte dei “Nostri (?) Politici” !  (G.M.)      

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A Favore del “SI”

Una “Costituzione” che non merita essere difesa !

RECITA L’ ART. 1 – “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul Lavoro  … “   – In effetti, questa è una affermazione che può significare tutto e, pariteticamente, idonea a non spiegare nulla.

Mi ricordo che, quando ero ancora studente diplomando (Roma 1961, V° anno nel blasonato Istituto “Duca degli Abruzzi”, nella allora “mitica sezione A”), il nostro Docente di materie giuridiche ed economiche – Prof. Salvatore Marino – durante una lezione di diritto pubblico, commentando sarcasticamente tale enunciazione della Costituzione, ci fece osservare come uno Stato non potesse, ovviamente, “fondarsi sull’ Ozio”.

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Renzi, l’art.18, il passato che non molla

Renzi, l’ art.18 e, il passato che non molla

SE NON LO ODIANO LO NASCONDONO BENE,-Si i poteri forti, come nell ‘antica Grecia , mettevano il re sul trono , poi lo uccidevano perchè era diventato re. Perché dovrebbero vi chiederete voi?E chi odiano? Ormai l’uomo più amato e più odiato d’ Italia è: Matteo Renzi, l’ uomo dei mille giorni, mille giorni di te, di me, di noi e, non è la canzone di Claudio Baglioni, la più amata , contenuta in un album, che, sapete quanto tempo c è voluto per partorirlo? circa 3 anni, circa mille giorni.

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