lunedì, 14 Ottobre 2019

Tag: DANILO MATTEI

A colloquio con Danilo Mattei
sulla Magia del Cinema e sul Valore dell’Amicizia

LA DINAMICA REALE DELLE COSE:
L’EGEMONIA DELL’UMANITÀ SULLA NOTORIETÀ

Una conversazione con Massimiliano Serriello

La fabbrica dei sogni del cinema innesca nell’animo di chi vuole lasciare il segno, vincendo l’angoscia acuita dall’anonimato, l’intima speranza di mettere così a punto una sorta di miracoloso rimedio contro l’incubo dell’insuccesso. L’incognita peggiore, al pari della noia di piombo, che può inficiare la magia nel buio della sala ed estromettere l’indispensabile sospensione dell’incredulità dai requisiti più carezzevoli della Settima Arte.
Gli economisti contemplano anche tra le strategie di riduzione del rischio del temutissimo insuccesso il jolly dello star system. Agli occhi del pubblico allergico ai dispendi di fosforo, cari invece ai presunti esperti avvezzi a un concetto d’autorialità condizionato dall’arma a doppio taglio del deleterio tedio, lo spettacolo di secondo piano della recitazione prevale sulle scelte espressive dei registi eletti al rango di discutibili guru. Tuttavia, in fondo, i due eccessi, seppure agli antipodi come punto di partenza, finiscono per somigliarsi. I cinefili intenti a riverire la tenuta stilistica esibita dietro la macchina da presa da fior di professionisti, scambiati però per guru dagli atei allo sbaraglio intenti pure a collezionare inutili cimeli appartenuti ai maestri di celluloide, risultano ridicoli tanto quanto i fan sedotti dalla popolarità degli interpreti.

AL PACINO, Alberto Sordi, AMICIZIA, CARLO VERDONE, DANILO MATTEI, ROBERT DE NIRO, VITTORIO GASSMAN

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A colloquio con Paul Herman
sugli accenti e sui semitoni della recitazione

UN CARATTERISTA DEL GRANDE CINEMA AMERICANO,
dalla battuta pronta e dalla fulgida umanità 

Una conversazione con Massimiliano Serriello

Ha realmente la battuta pronta, Paul Herman (nella foto). Il luogo comune che rende i caratteristi schiavi della limitatezza dei ruoli fissi non lo tange affatto. È consapevole del valore espressivo riposto nei primi piani in grado di trarre linfa dal cinema della spontaneità. Ed è per questo motivo che alla ricercata facondia dell’alta densità lessicale privilegia i segnali discorsivi e le pause dialogiche del cosiddetto ‘broccolino’. Una cadenza costituita dall’interazione tra inglese ed elementi vernacolari relativi alle forme bandiera del gergo siciliano, calabrese e napoletano in uso a Brooklyn.

AL PACINO, C?ERA UNA VOLTA IN AMERICA, DANILO MATTEI, PAUL HERMAN, ROBERT DE NIRO, SERGIO LEONE, THE IRISHMAN

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