sabato, 20 Aprile 2019
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Tag: economia

Tavola Rotonda tra UCID e UnIndustria
sulle “Radici dell’economia di mercato”

All’Istituto Santa Maria in Aquiro. presso il Senato 

L’evento che vede Ettore Gotti Tedeschi dominatore di una sapienza delicata

Giovedì 4 Aprile nella Sala Capranica del Senato di Roma, l’UCID ha accolto numerosi studenti ed interessati al convegno sull’economia attuale, nelle sue luci ed ombre: La nobile vocazione alle radici dell’economia di mercato.

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Le mani in tasca agli Italiani… sempre e comunque,
la Sinistra docet !

L’arte difficile della memoria, unica arma per non errare ancora

Tempi di burrasca, gli attuali mesi della politica italiana, che preoccupano o lasciano sospesi un po’ tutti, intenti a considerate le posizioni di ogni Partito per notare, ragionando, se è il caso di dar loro piena fiducia. Per cercare quella giusta coerenza che fa accettare le posizioni diverse di costoro, la memoria è l’arma e l’arte migliore: si riguarda a ritroso non tanto le parole, ma gli esiti dei fatti manifesti o, il più delle volte, compiuti in sotterraneo.

Ebbene, colpiti dalle proteste strazianti alla Carolina Invernizio di alcune parti, ecco un breve pensiero: le mani nelle tasche degli Italiani non sono state messe, un giorno non vicinissimo, a mezzanotte, pescando dai conti correnti di tutti, poveri e ricchi, senza nessun avviso, per forzare un equilibrio economico compromesso, per “entrare in Europa” ? Le tasse che aumentano, poi, hanno un lunghissimo iter di ripetizione annuale, da parte dei trentennali democratici di sinistra: una monetina qui, un lieve ritocco alle tariffe là, il biglietto che aumenta – di poco, naturalmente! – a fronte di trasporti da Malebolge dantesche, l’IVA, la spezzettatura ipocrita delle voci e dei tipi di tasse ed imposte per fare confondere nella giungla della burocrazia, il giro del mondo dell’immondizia sparpagliata qua e là per far business, e quante ancora ? Ed inoltre, quanti governi sono durati circa tre anni per permettere all’ultimo compagnuccio, in Parlamento solo per pochi giorni, di prendersi una pensione strabiliante?. Quante volte si è visto preferire un totale analfabeta alla guida solo perchè era dalla parte del partito mancino?

In questi trenta anni, l’unica politica per la famiglia è stata quella di scioglierla in un confuso mélange di colori che nessuno, meno i globalisti dell’Associazione composta da Istituti di Banche, di Rating, Finanze & Co., ha voluto, anzi. I numeri falsati di una Società di Psicologi a favore: quanti falsi oltre questo per pilotare l’uomo comune, non si sa. Quante famiglie possono crescere i figli, quali politiche etiche sono state mese in atto?

Quanti poveri ha fatto il globalismo in USA, che vanta di essi il maggior numero, e quanti disperati ha fatto in Africa, ed ora, nella valletta balbettante di ieri che era l’Italia, chi vuole ancora una conduzione economica sulla scia global? La politica sinistra, che considera l’offeso dalla delinquenza un delinquente, il ragazzo violento perchè i genitori devono essere “democratici”, non deve più parlare, lasci qualche scena madre almeno per riuscire a far ridere, ammetta che ha voluto disistruire e non istruire, disculturare e non educare, appiattire e donare malessere, malasanità, giustizia fumosa, protezionismi, delinquenza “rispettata” come i Casamonica.

Trenta anni fa, poco più o poco meno, si è impiantata la politica della compulsione alla spesa: migliaia di oggetti tutti uguali, differenziati solo dalla pubblicità: guardare le composizioni chimiche dei detersivi ad esempio. Non c’è bisogno di questa schizofrenica produzione nè di altre, non c’è bisogno di infinite scarpe, triliardi di vestiti e di cibi rococò; regolare i costumi, non seguire solo professioni alla moda nelle quali confluiscono tutti. C’è bisogno di comunicare: con l’angoscia della meta di una sfuggente ricchezza, non si comunica più. L’uomo è solo.

Per essere ricchi si truffa, si ruba, si tradisce, si uccide civilmente, si emargina, non si ascolta: che uomo è questo, non si sa. Non si crede più: la Natura è lontana dai microprocessori, distrutta da programmi fatti solo per guadagnare, da dinosauri edilizi che restano scheletri dopo avere reso tutto sterile: da più di trenta anni Cristo chiede se ai figli si daranno pietre al posto del pane, e vari Segretari strabuzzano gli occhi fintamente colpiti, e vari ministri del culto (quale?) lo scomodano per rivendere carne umana.

Guardare l’incanto musicale di una marea, ascoltare la lingua degli uccelli, lavorare per conoscersi,  e sentirsi sicuri ed umani: la meta non è divorare tutto, è amare tutto.

Marilù Giannone

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1975 e seguenti., amato, Casamonica, Cristo, economia, europa, globalismo, immigrazione, Kennedy, malebolge, politica, sinistra

Cosa è il Litecoin, valuta digitale cugino del Bitcoin

Chissà cosa direbbero i nostri nonni se potessero vedere che oggi si possono effettuare pagamenti con monete virtuali. Sembra assurdo immaginarli alle prese con calcoli e transazioni finanziarie  senza banconote di carta, ma oggi in molti usano questo strumento elettronico, infatti sono sempre di più le aziende commerciali che accettano questo tipo di moneta.

 Oltre ai Bitcoin è approdata sul mercato virtuale il Litecoin, considerato suo cugino. Entrambe le monete possono essere usate per acquistare beni reali, dai software alle automobili e non essendo emessi da una banca o un’autorità centrale, chi se ne serve può farlo direttamente, in qualunque paese del mondo, senza passare attraverso intermediari.

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bitcoin, economia, litecoin, mercato, moneta elettronica

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La Fiat che fu di Agnelli

Il caso Fiat non è un’anomalia nel contesto delle case automobilistiche occidentali. In questi ultimi vent’anni il sistema produttivo dell’auto ha registrato due spostamenti: in Europa, i paesi dell’Est hanno giocato la parte dei protagonisti, in un’ottica globale, invece, sono stati i paesi emergenti, Cina in testa, a scendere in campo.

Secondo l’Oica, la banca dati dell’Organizzazione internazionale dei costruttori d’auto, la cifra della gestione Marchionne iniziata nel 2004 è evidente: la Fiat è andata via dall’Italia. Nel 2004 l’azienda sfornava un milione e 9528 vetture in Italia, quasi la metà del totale della produzione. Nel 2011, l’anno a cui le ultime stime ufficiali dell’Oica fanno riferimento, solo 685.000 veicoli sono stati realizzati in patria, a fronte dei due milioni e 399000 complessivi.

giovanni agnelli

 

La quota italiana è scesa al 28%. Questi numeri chissà che effetto avrebbero su Giovanni Agnelli, fondatore della più grande industria italiana. La Fiat non è più un faro per l’economia del paese. Giovanni Agnelli, l’uomo globale lo definiscono molti, sostenitore della democrazia, delle società aperte e dello sviluppo, voleva prendere dall’America energia e innovazione e non di certo spostare la sua impresa dall’altra parte dell’oceano.Gianni Agnelli fu il ponte tra l’Italia e il mondo e  salì ai vertici della Fiat nel 1966.

L’Italia visse un periodo economico di massimo splendore, gli italiani erano i cinesi di una Europa che cercava di diventare un mercato unico. Si trattava di un impero industriale oggi difficilmente immaginabile.

Oltre centomila lavoratori erano assunti da Fiat e diverse centinaia di migliaia lavoravano per imprese fornitrici della stessa. Che dire, esattamente il contrario di ciò che accede oggi.

 

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agnelli, auto, cina, economia, FIAT, marchionne

A Napoli la prima tappa di Italy-China Science, Technology & Innovation 2016

Si terranno solo a Napoli gli incontri B2B previsti all’interno Italy-China Science, Technology & Innovation Week 2016, l’evento nazionale di promozione dell’internazionalizzazione dei sistemi ricerca-impresa e della cooperazione tra Italia e Cina in ambito scientifico, tecnologico e innovativo, promosso dal MIUR e realizzato in collaborazione con la CIttà della Scienza.
Oltre all’evento principale, che si svolgerà a Napoli (26-27 Ottobre) alla presenza del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini e del Ministro cinese della Scienza e Tecnologia, Wan Gang,  le altre due tappe ospiteranno due focus territoriali: Bergamo (25 Ottobre) sul tema della Smart Manufacturing e dell’e-health, Bologna (26 Ottobre) sul tema dell’Agrifood.
Novità dell’edizione 2016 sono la Italy-China Startup Competition, la Maker Fair, l0 Education Fair per gli scambi accademici ed un’area espositiva dedicata alla valorizzazione dei progetti sulle Smart Cities and Communities.
Ad oggi sono oltre 400 le organizzazioni registrate all’evento con oltre 600 partecipanti.
Entro il 30 settembre le imprese e tutti i soggetti pubblici e privati (centri di ricerca, università, imprese e startups, distretti innovativi, cluster impresa-ricerca, parchi scientifici e tecnologici, associazioni di categoria, etc.) con una sede in Italia, attivi nell’innovazione di prodotto, processo o nella ricerca scientifica e tecnologica, e che hanno interesse a confrontarsi con potenziali clienti o partner della Repubblica Popolare Cinese potranno iscriversi all’evento compilando l’apposito form di registrazione 
clicca per scaricare la  call

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Accademia Costantina, aziende. investimenti, China, economia, italia, napoli, opportunità, tecnologia

3^ Edizione di “Panorama d’Italia”


COMUNICATO STAMPA del 10.03.2016  –

 Al via la terza edizione di Panorama d’Italia con Triumph Group International 

Torna Panorama d’Italia, il road show del settimanale Panorama che, per il terzo anno consecutivo, tornerà ad animare le piazze italiane: in casa Mondadori i motori si sono già accesi per ricominciare a raccontare, attraverso dieci nuove tappe, tutto il meglio dell’eccellenza italiana. Squadra che vince non si cambia: è seguendo questa logica ineccepibile che il newsmagazine diretto da Giorgio Mulé ha affidato a Triumph Group International, per il terzo anno consecutivo, la produzione esecutiva, organizzazione e logistica dell’intero tour, riconfermando allo stesso tempo la partnership con H2H per la gestione della piattaforma e della strategia digitale.

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cultura, economia, ENOGASTRONOMIA, IMPRESA, Le "eccellenze d'Italia"

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Puntata numero…

Europa con il fiato sospeso, Grecia a corto di fiato, boccata d’ossigeno per le economie Europee.

Insomma la Grecia pareva essersi rifatta il trucco in barba all’Eurozona e ai dettami della Troika con l’elezione di Tsipras per cui si era manifestato l’entusiasmo unanime delle Eurosinistre, e non solo, Italia compresa con Nichi Vendola in primis a celebrare la vittoria del nuovo premier ellenico.

Passato il momento dell’ebrezza, di già lontano anni luce, si guarda all’imminente presente e al prossimo futuro: il forte ribasso del borsino greco giù del 4% ha segnato un Lunedì nero per l’economia mentre l’UE continua a far pressing sollecitando il Governo di Tsipras ad accelerare sul piano delle riforme, il pacchetto dei sette punti presentato da Varoufakis sembra aver accolto il favore del Presidente dell’Euro gruppo Dijsselbloem, ma non basta bisogna continuare ad andare avanti per sanare la difficile situazione economica della Grecia.

L’ultimatum è fissato: aiuti estesi per non oltre quattro mesi mentre la Merkel incita a fare di più ed in fretta, del resto quando Banche, Finanziatori/ Creditori, amici e cravattari ti prestano dei soldi è anche vero che reclamano affinché vengano restituiti fino all’ultimo cent.e in alcuni casi, per la maggior parte in verità, con interessi da capogiro, una metafora scomoda forse ma ridotta brutalmente all’osso potremmo tradurre così il rapporto UE- Grecia.

Sul paese sembra essere ripiombato nuovamente lo spettro della Torika, mentre Jeroen Dijsselbloem puntualizza sull’efficienza del Governo Greco per non perdere altro tempo prezioso.

A questo punto resta da capire quanto, ma soprattutto quando, il debito greco sia ri- solvibile visto che il pacchetto di riforme presentato a Bruxelles dal ministro delle Finanze ellenico sembrerebbe risultare inadeguato alle esigenze dell’UE: se sette punti sembrano pochi Varoufakis afferma attendere Mercoledì quando sarà presentato il piano completo. Insomma in questo panorama e, visto il periodo, potremmo parlare di Idi di Marzo, un Cesaricidio nel Teatro dell’Economia Europea – “Dato non sono contemplate tranche a favore del Governo ellenico stante l’attuale piano di riforme che non è riuscito a sbloccare i 7 mld previsti per gli aiuti la partita si gioca fino all’ultimo affinché la Grecia non resti fuori dall’Eurozona secondo le speranze della Germania”. (cit. ANSA)

Qualora il partito Syriza non riuscisse a togliersi di dosso il cappio al collo imposto dall’UE, si possono sempre considerare eventuali alternative come dimostrano i dati delle ultime elezioni che ci ricordano in quali alternative sia possibile puntare contando i seggi: 149 di Syriza contro i 76 del partito di centro destra Nuova Democrazia attestatosi al secondo posto mentre con 19 seggi conquista il terzo posto il movimento di estrema destra Alba Dorata, insomma qui si aprirebbe un ventaglio di ipotesi neanche troppo fantascientifiche che potrebbero scalzare l’attuale Governo accusato di inconcludenza sul piano economico.

Pur ricordando il successo inaspettato alle elezioni nel 2007, nel 2008 Tsipras ha ottenuto la presidenza e nel 2012 Syriza diventa il secondo partito greco prima di formare l’attuale Governo. Tornando al presente, il giorno della prova del nove pare sia arrivato, Mercoledì sarà il momento in cui si gioca l’ultima fase della partita presentando il pacchetto di riforme completo come richiesto dai piani alti. Un risultato che potrebbe avere un effetto importante per la Grecia e non solo sul futuro politico economico dell’Eurozona.

Cristian ARNI

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economia, Eurozona, Grecia, Troika, tsipras, UE-Grecia

L’euro è di tutti ma non lo sappiamo

Nel suo libro “L’euro è di tutti”, edito da Fioriti e con la prefazione del Premier Renzi, Roberto Sommella ne spiega le ragioni

«L’euro è stato creato poiché la moneta unica offre molti vantaggi e benefici rispetto alla situazione precedente, che vedeva ogni Stato membro dotato di una propria valuta… Oggi circa 333 milioni di cittadini europei lo usano quale moneta e ne godono i benefici…» Così la Commissione Affari economici e finanziari dell’Unione Europea motivava l’entrata in vigore dell’euro come moneta unica, ed è in parte ciò che pensava e auspicava, nel 2002, ogni cittadino italiano. Un inizio positivo per giungere, ad oggi, ad una situazione di totale sfiducia al punto estremo da proporre un ritorno alla lira e l’uscita dall’UE. Quale sia il vero problema e come superarlo è ciò che ha cercato di individuare Roberto Sommella nel suo saggio “L’euro è di tutti”, edito Fioriti e con la prefazione del Premier Renzi.

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antitrust, Bruxelles, crisi economica, economia, euro, europa, Fiorito edizioni, Germania, giornalista economico, Moneta unica, renzi, Roberto Sommella, roma, sfiducia italiani, ue

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Shopping finanziario: aumenta la presenza dei cinesi in Italia

Generali

 

La People’s Bank of China, istituzione finanziaria che in assoluto ha i maggiori asset e risorse al mondo è arrivata a detenere nel Belpaese 3 miliardi di asset che, sommati agli investimenti in società non quotate, lievitano fino a 6 miliardi di euro.

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economia, finanza, Generali banca, investimenti cinesi, italia, pil

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23-4-2014 Roma: Euro e poteri finanziari al centro dell’incontro AEREC

Nuovo appuntamento con l’Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali (AERC) che per il consueto incontro del mese, in programma a Roma per mercoledì 23 aprile 2014 ed ospitato presso il “Centro Congressi Frentani”, ha organizzato in collaborazione con l’Associazione rotariana il Cenacolo dei Viaggiatori, una serata dedicata al diritto bancario e al ruolo sempre più predominante degli Istituti di credito e dei poteri finanziari, in un periodo di profonda crisi istituzionale, politica ed economica.

Anticipato da un cocktail di benvenuto (ore 19.00), i lavori partiranno alle 19.30 con la conferenza “Euro sì, ma con sovranità monetaria e reddito di cittadinanza” tenuta dall’ Accademico e Consigliere Diplomatico prof. Francesco Petrino, Docente di Diritto Bancario e Sovranità monetaria e Presidente dello SNARP.

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AEREC, economia, euro, finanza, sistema bancario, sociale

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L’Europa dei valori: l’intervento di Padre Rinaldo per ricordare il 25 marzo 1957

In occasione della ricorrenza del 25 marzo 1957, riproponiamo un intervento di Padre Rinaldo, pubblicato nel 2007, sull’edizione cartacea di Consul Press.
Sono trascorsi ben 57 anni da quel giorno in cui la ”Piccola Europa” muoveva i suo primi passi ma, mentre allora in quella Piccola Europa veniva cullato un ”Grande Sogno”, oggi in una “Europa Allargata” dismisurativamente è sopravvissuto solo un ”sogno misero”, inconsistente e oramai quasi senza più futuro e prospettive.

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Alcide De Gasperi, banche, chiesa, economia, europa, Padre Rinaldo

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Una Ricetta per le Imprese

Competitività delle imprese italiane, qual’ è la ricetta ?______________________________Enea FRANZ Jr.

Come non condividere gli appelli all’ importanza della crescita di competitività delle imprese italiane,  ma fermiamoci un attimo a ragionare e poniamoci una domanda: in cosa realmente consiste l’essere competitivi in un mondo globale ?

Quando si parla di recupero di competitività si ha in mente in primis il taglio dei costi. In definitiva, per essere più competitive le nostre imprese dovrebbero avere una struttura dei costi più bassa. A questo, in sostanza, nel sentire le richieste degli industriali, si riduce l’appello alla crescita di competitività delle nostre imprese. 

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