domenica, 15 Settembre 2019
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Tag: euro

Il tramonto dell’Europa dei burocrati

Di questi tempi, con il dilagare dell’antieuropeismo, gli accresciuti timori di un forte squilibrio economico capace, sotto la spinta sovranista, di sconvolgere l’attuale ordine – disordine europeo, è giunto il momento di correggere le incongruenze e le debolezze di un organismo imperfetto.

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C’è chi dice no, c’è chi dice no/ io non ci credo…

 

…eppure è così ! Sulle note della famosa canzone fu così che la Grecia strinse l’occhio al buon Vasco inconsapevole che più di vent’anni dopo avrebbe ispirato tanta veemenza nei confronti del diktat Eurocratico.

Provocazione o men che sia, il risultato parla chiaro: all’indomani del referendum Greco il 61% ha detto NO all’€, da non credere o forse sarebbe meglio di si !

E mo’?…Moplen, diceva il buon Gino Bramieri in un noto spot pubblicitario dell’epoca, altro deja vu?! Così pare, in fondo la Storia è piena di corsi e ricorsi, come anche l’economia, è una ruota…che a volte si può forare a causa di un chiodo e quel chiodo potrebbe essere proprio lei, la Grecia !

Chissà, qualcosa accadrà o forse è già accaduta e non ce ne stiamo rendendo totalmente conto, così come siamo assorbiti dal nostro presente; nel frattempo sul suo blog il fascinoso Varoufakis ha annunciato le sue dimissioni da Ministro delle Finanze ” Voglio aiutare Tsipras nelle trattative“, avrebbe dichiarato – e qualcuno ironizzza ” Perché fino ad ora cosa avrebbe fatto il centauro?” E si perché il “buon” Varoufakis almeno nei nostri notiziari appare sempre in sella alla sua moto mentre indossa rigorosamente il casco, proprio come un centauro…del resto siamo in Grecia, a bon intenditor…

Intanto oggi alle 13 è stato convocato dal Presidente del Consiglio Donald Tusk un vertice per fare il punto della situazione, mentre il nostro premier Matteo Renzi parla di cantieri, ben due, ma forse sarebbe meglio dire anche tre, quattro…il primo secondo il Matteo Nazionale è per l’appunto il cantiere Grecia, situazione molto delicata e complessa, mentre il secondo è il cantiere Europa, che si trova a questo punto in un momento altrettanto delicato date le circostanze attuali.

In buona sostanza: la Grecia starebbe mettendo alle strette l’EU attirando su sé veleni e ammirazione per un’Europa della solidarietà e non dell’austerità, come sostengono gli ellenici; del resto chi non sa che proprio in Grecia il termine Democrazia fu portato al suo apice e splendore, come potrebbero continuare ad accettare uno svisamento dal significato originario della parola?

Insomma, in un precedente articolo avevamo lasciato la questione greca alla puntata numero…proprio come le famose serie televisive tanto in voga in questi tempi di Austerità e visto che assisteremo ad un film ancora in fase di lavorazione, le riprese sono sotto gli occhi di tutti noi, per restare in tema cinematografico l’attuale situazione farebbe pensare ad una famosa pellicola del 1969 firmata da Woody Allen intitolata proprio: ” Prendi i soldi e scappa“—chissà, forse ogni riferimento è puramente casuale…

 

 

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Il canto di speranza è diventato un “pianto”,siamo tutti sulla nave che affonda

 

 L’ IDEEA DI UN REFERENDUM IN GRECIA FA INFURIARE LA TROIKA: E, NOI IN MALAFEDE , STIAMO A GUARDARE

 Nelle acque ferme nasce la malaria, in Maremma è un detto che serve per disprezzare chi non fa, chi non reagisce. Oggi in Italia, improbabili politici in acque ferme, sputano ormai sentenze di ogni tipo. Intanto i greci se la vedono da soli e – unici finora – tentano di mettere in riga EUROGROUP.TROIKA

Cederanno su qualcosa? Per forza. Se non li lasceremo completamente soli, com’è accaduto finora, potrebbero anche riuscire a non fare passi indietro sui principi. Concederanno gli spiccioli, si accorderanno su aspetti marginali, e quando tutto sembrerà chiuso restituiranno la parola alla gente per un referendum. Se andrà bene, metteranno sul tavolo della trattativa i milioni di no agli strozzini travestiti da politici. Non so se stanno trattando anche con la Russia e non riesco a immaginare cosa ne verrà fuori, ma credo che sia ragionevole e fondata l’idea che più gente sosterrà nelle piazze la loro battaglia, più forza e coraggio troveranno per resistere e portare a casa risultati. Intanto è corsa a svuotare i bancomat, vivranno peggio di adesso? E, noi italiani?Meglio sarebbe dire l’ Italia che non c’è più, grazie all’ euro, siamo dopo la Grecia la “miseria dell’ euro”, invece di andare in piazza a manifestare con loro, andiamo al mare ad abbronzarci. La Malafede parla per noi, tornano i tempi del “non vedo, non sento, non parlo”—Insomma, se mi faccio i fatti miei è meglio—

 Un’Italia che pareva sepolta ed è tornata invece di sconcertante attualità: quella in cui, la gente civile e colta si convertì al culto della malafede.
Perché accade? E’ una costante della storia: di fronte al potere, molti si piegano. Servilismo, viltà, conformismo istintivo, calcolo senza passione,
Tempi di malafede sono oggi quelli della politica e dei suoi protagonisti. La malafede, infatti, si legge in un libro di Gerbi, «non è uno stato dell’animo, è una sua qualità» che consente a chi punta al successo, costi quel che costi, di dare il peggio di sé e venderlo come bene prezioso. Perché tutto questo funzioni, occorrono naturalmente un contesto – un sistema di potere autoritario – e gli acquirenti che in ogni tempo fornisce il mercato. Tempi di malafede sono quelli in cui c’è una crisi così profonda della politica, che chi vuole può ignorare ogni confine di natura etica e persino l’impossibilità di mettere assieme termini inconciliabili tra loro, come accade oggi con «sinistra» e «destra», che esprimono sistemi di valori antitetici e riguardano le coscienze. Può ignorarlo, però, solo chi, decide di scegliere in base al tornaconto. Scegliere, insomma, come si fa in tempi di malafede, nei quali un De Luca qualunque può disprezzare le regole di cui dovrebbe essere garante. Per lui la legge Severino non esiste, lui se ne frega e, insieme a lui chi gli permette di candidarsi,e, chi lo vota, cittadini analfabeti ignoranti e irrispettosi delle leggi, autentici corresponsabili di eleggere una classe politica , locale e nazionale attuale, che altrimenti non esisterebbe per nessun motivo.Siamo mafiosi dentro: Fortissimi con i Deboli; debolissimi con i Forti, (sopratutto con quelli che governano l ‘Europa e la Finanza mondiale).
Che strano Paese è l’Italia! Le leggi non contano nulla e gli elettori meritano rispetto solo quando le ignorano o se le mettono sotto i piedi. Dopo il Parlamento dei «nominati», eletti contro la Costituzione e diventati subito «padri costituenti», ora c’è il presidente di Regione ineleggibile per legge, che si appella al voto di chi non doveva votarlo e invece l’ha eletto E, fa ricorso al giudice.
quando si tratta di codici morali non siamo tutti uguali.SCUOLA

Penso con la mia testa, dico ciò che penso, ne pago le conseguenze ,e,il mondo della scuola che mostra i segni del lutto, ma inganna se stessa, puntando ipocritamente il dito solo sul governo e su Confindustria, un tardivo risveglio della protesta, la sconfitta della scuola viene da lontano, anestetizzato da una duplice consapevolezza.

Nel cuore e nella mente sopravvive anzitutto una certezza: ci sono momenti della storia in cui bisogna toccare il fondo, per pensare a una risalita; noi il fondo l’abbiamo toccato da tempo e l’abbiamo colpevolmente ignorato, aspettando che il Senato firmasse il certificato di morte della scuola statale. Ieri, solo ieri, ci siamo accorti della tragedia, tardi e , la rabbia esplode fuori tempo.

 I funerali della scuola pubblica si sono celebrati in forma strettamente privata, senza “bella ciao”, senza moti dell’animo e crisi d’isteria, , nel dicembre del 2010, dopo la sconfitta degli studenti, in una Roma blindata, tra ambulanze e pantere lanciate a sirene spiegate, cariche violente, fumo d’incendi e lacrimogeni e il Senato difeso a mano armata come una trincea sul Piave dopo Caporetto.

Il gioco è fatto e le generazioni di disperati non hanno valori di riferimento per immaginare un’uscita dalla gabbia non dico rivoluzionaria,ma solo “resistente”GUERRA

  E’ un sistema collettivo di potere che può sostituire i capi e dar l’idea che esistano regole e partecipazione. Si sono inventati un’egemonia culturale priva di pensiero, hanno lavorato per sostituire le leggi della convivenza civile con un’unica legge: quella della  giungla, sulla quale si regge un’economia da prima rivoluzione. Sullo sfondo, terribilmente reale, la guerra.

Adelfia Franchi

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18-12-14 a Roma: “Euro o non Euro, è questo il problema?”

Giovedì 18 Dicembre, alle ore 18,30, al Circolo Canottieri Aniene (Lungotevere dell’Acqua Acetosa, 119 – Roma) si terrà il dibattito dal titolo “Euro o non Euro, è questo il problema?”.

Discutono:

  • Renato BRUNETTA
  • Stefano FASSINA
  • Nicola ROSSI
  • Roberto SOMMELLA
  • Irene TINAGLI

Interviene

  • Giovanni MALAGO’

Modera

  • Myrta MERLINO

In occasione dell’incontro sarà presentato anche il libro “L’Euro è di tutti” scritto da Roberto SOMMELLA ed edito dalla Fioriti Editore.

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L’euro è di tutti ma non lo sappiamo

Nel suo libro “L’euro è di tutti”, edito da Fioriti e con la prefazione del Premier Renzi, Roberto Sommella ne spiega le ragioni

«L’euro è stato creato poiché la moneta unica offre molti vantaggi e benefici rispetto alla situazione precedente, che vedeva ogni Stato membro dotato di una propria valuta… Oggi circa 333 milioni di cittadini europei lo usano quale moneta e ne godono i benefici…» Così la Commissione Affari economici e finanziari dell’Unione Europea motivava l’entrata in vigore dell’euro come moneta unica, ed è in parte ciò che pensava e auspicava, nel 2002, ogni cittadino italiano. Un inizio positivo per giungere, ad oggi, ad una situazione di totale sfiducia al punto estremo da proporre un ritorno alla lira e l’uscita dall’UE. Quale sia il vero problema e come superarlo è ciò che ha cercato di individuare Roberto Sommella nel suo saggio “L’euro è di tutti”, edito Fioriti e con la prefazione del Premier Renzi.

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L’ €uro Franco-Tedesco

COMUNICATO STAMPA del 19/05/2014 : “L’Italia facile preda dell’Euro franco-tedesco”

È ormai chiaro a tutti che l’Euro ha fallito sia come moneta che come sistema d’integrazione tra i popoli. L’Euro doveva essere il traghetto verso una vita migliore, un benessere sociale ed economico che avrebbe dato ai cittadini del continente prosperità ed una
straordinaria forza rappresentativa sui tavoli internazionali. Ma così non è stato.
L’Euro è diventato invece il simbolo della crisi economica legato ad interessi di ‘quartiere’, una moneta criminale (nel senso che è stato il mezzo con cui pochi si sono arricchito e molti si sono impoveriti) in mano alle banche private (basta vedere chi sono i proprietari della Banca Centrale Europea). Dall’introduzione della moneta unica l’Italia non ha fatto altro che perdere di competitività sui mercati internazionali.

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Elezioni Parlamento Europeo, euro

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20-5-20141 a Roma: presentazione del libro di A. De Benoist

Martedì 20 maggio, alle ore 19.30, presso L’Universale (via F.Caracciolo 12) ci sarà la presentazione del libro di ALAIN De BENOIST  “LA FINE DELLA SOVRANITA’ –  come la dittatura del denaro toglie potere ai popoli” (ARIANNA EDITRICE).  Su tale argomento  è stato già pubblicato un articolo dello stesso autore, nella sezione “Politica ed Economia”.
Ne discuteranno:
MARIO  BORGHEZIO – Deputato europeo
ENZO CIPRIANO – Editore
UGO GAUDENZI – Direttore di Rinascita quotidiano

Info 339.4987052

locandina La fine della sovranità

 

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Alain De Benoist, Alain de Benoist; Arianna Editrice, euro, europa

“La sovranità scippata”

“La sovranità scippata ai Paesi dell’Europa”  – Intervista ad Alain de Benoist *  

a cura di IANNONE, ripresa da “IL GIORNALE” di Venerdì 11 Aprile, a seguito del suo ultimo libro pubblicato con ARIANNA Editrice  

Fino a qualche tempo fa, Lei diceva che eravamo sull’orlo del baratro. Adesso, è convinto che la fine del mondo ci sia già stata. – «Non la fine del mondo, bensì la fine di un mondo. Siamo usciti dal mondo moderno, dove i riferimenti erano stabili e la forma politica dominante era lo Stato-nazione, e siamo entrati in un mondo postmoderno, dove la visone di lungo termine è ovunque sostituita dall’effimero. È un mondo liquido, deterritorializzato, dominato dalle nozioni “marittime” di flussi e di reti».

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Arianna Editrice, euro, Sovranità Nazionale

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23-4-2014 Roma: Euro e poteri finanziari al centro dell’incontro AEREC

Nuovo appuntamento con l’Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali (AERC) che per il consueto incontro del mese, in programma a Roma per mercoledì 23 aprile 2014 ed ospitato presso il “Centro Congressi Frentani”, ha organizzato in collaborazione con l’Associazione rotariana il Cenacolo dei Viaggiatori, una serata dedicata al diritto bancario e al ruolo sempre più predominante degli Istituti di credito e dei poteri finanziari, in un periodo di profonda crisi istituzionale, politica ed economica.

Anticipato da un cocktail di benvenuto (ore 19.00), i lavori partiranno alle 19.30 con la conferenza “Euro sì, ma con sovranità monetaria e reddito di cittadinanza” tenuta dall’ Accademico e Consigliere Diplomatico prof. Francesco Petrino, Docente di Diritto Bancario e Sovranità monetaria e Presidente dello SNARP.

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AEREC, economia, euro, finanza, sistema bancario, sociale

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