mercoledì, 17 Luglio 2019
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Incontro a Milano con Roberto Jonghi Lavarini

Consul Press intervista a Milano un candidato al Parlamento

7 DOMANDE a ROBERTO JONGHI LAVARINI

Roberto Jonghi Lavarini, classe 1972, è sposato con Veronica ed ha tre figlie: Beatrice, Ludovica e Margherita. Con una brillante laurea in Scienze Politiche alle spalle, oltre a svolgere una serie di attività imprenditoriali, manageriali e professionali, è notevolmente impegnato nell’ambito delle relazioni pubbliche ed istituzionali, nonché in numerose Associazioni ed in iniziative culturali e politiche. Cristiano e fedele alla Tradizione, è Cavaliere dell’Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro, nonché Volontario del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di Malta. È Vice Presidente di Aristocrazia Europea, componente di “Grande Milano”, esperto in araldica e in tradizioni popolari, studioso di storia, antropologia e geopolitica. Collabora con diverse testate giornalistiche e con alcune reti televisive, come apprezzato opinionista. Oggi è presidente del movimento Fare Fronte, è componente della Fondazione Identità e Tradizioni Europee (ITE) e del Movimento Internazionale EuroAsiatico.

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Alexander Dugin, Enrico Mattei, europa, evidenza, George Soros, Giacinto Auriti, Jean Thiriart, Nato, Sovranità Monetaria, Vladimir PUTIN

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Papa Francesco in visita sul Monviso?

Il Sindaco di Ostana scrive a Papa Francesco

Al Pontefice l’invito nell’incantevole borgo sotto il Monviso

______di Giuseppe Di Claudio*

MADRID – Mi piace immaginare la preoccupatareazione di Mons. Cristiano Bodo di Saluzzo, il più giovane vescovo d’Italia, nel leggere la notizia che Giacomo Lombardo, sindaco di Ostana ha scritto al Papa per invitarlo a visitare Valle Po. All’attenzione del cronista compare la figura ieratica di don Luigi Destre, il “curato” del Monviso che,  salito sul “Re di Pietra” per 120 volte, ha accompagnato gruppi di alpinisti, celebrato Messe e Matrimoni sulla cima più bella delle nostre Alpi e che “rischia” di dover accogliere il Santo Padre nella sua parrocchia e ricevere il dono della stola.

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evidenza, i Catari, l'Occitania, Mons. Cristiano Bodo, Sindaco di Ostana

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Una Proposta per il XXI Aprile

XXI APRILE — GIORNATA MONDIALE DEL SALUTO ROMANO

Hanno istituito insulse giornate mondiali. “La giornata mondiale della pace” (1° gennaio); “Giornata internazionale dell’alfabeto braille” (4 gennaio); “Giornata mondiale della neve” (17 gennaio); “Giornata mondiale fra religioni e omosessulalità” (13 gennaio); “Giornata mondiale per i malati di lebbra” (26 gennaio)…. e via elencando.
E poi la pseudocultura “angloamericana” ha infestato il mondo per simboli, lingua, “arte”, immagini. Si sente la necessità di una risposta beffarda e salutare. 
Istituiamo allora la “Giornata mondiale del saluto romano” e fissiamola il 21 aprile, Natale di Roma. In quel giorno, da ogni parte del mondo (dal Giappone all’Argentina, dalla Groenlandia al Sudafrica ), impestiamo il web con una nostra fotografia che ci ritrae in virile e solare saluto romano. Se ci mettiamo d’impegno li mandiamo in tilt…. E vediamo l’effetto che fa 

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21 aprile, evidenza, proposta

Un convegno su “Il Mistero del Graal”

 Sabato 27 Gennaio 2018 – Convegno di Studi su

Un simbolo millenario: 

80 anni de “IL MISTERO del GRAAL” di Julius Evola

a cura della

FONDAZIONE JULIUS EVOLA ed  EDIZIONI MEDITERRANEE 

presso Associazione OROINCENTRI  – Via Alberico II n. 37, Roma

SESSIONE MATTUTINA:
Ore 09,30: Gianfranco de Turris, Segretario della Fondazione Evola, “Le ragioni di un Convegno”
Ore 10,00: Francesco Zambon, “Il nesso Wagner-Catarismo nella riflessione di Evola sul Graal”
Ore 10,30: Nuccio D’Anna, “Chrétien,Wolfram, Evola”
Ore 11,00: Adriano Segatori, “Il Graal come percorso interiore e visione politica”

Ore 11,30: Apertura dibattito  #  Ore 12,30: Pausa pranzo

SESSIONE POMERIDIANA:
Ore 15,00: Davide Bigalli, “Melchitsedek redivivus: la regalità sacra nella lettura graalica di J.Evola”

Ore 15,30: Alberto Ventura, “Il Graal e l’Oriente”

Ore 16,00: Franco Cardini, “Introduzione al problema/mistero/simbolo del Graal”

Ore 16,30: Apertura dibattito  #  Ore 17,30: Conclusioni e chiusura dei lavori

E’ gradita la puntualità

Segreteria organizzativa: Salvatore Macrì #  Giovanni Sessa

*** *** ***

logo_oroincentri_300 OROINCENTRI  è un Circolo Culturale che si riconosce nell’affermazione  “La Conoscenza nutre la Coscienza”.  Pertanto cerca di offrire ad ogni persona la possibilità di evidenziare e far crescere le qualità che contraddistinguono ogni essere umano,  considerando l’arte e lacultura come un mezzo di elevazione.

 di 

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convegno, evidenza, graal, mistero, templari

Genio Italico: Scarpediem

Il nuovo libro di Pino Ammendola

È bastata un’occhiata e l’uomo in piedi ad un lato dello stand di un’editrice è stato riconosciuto come Pino Ammendola, attore della Televisione e del Cinema: lui si è limitato a rispondere con un gran sorriso, senza false modestie.

Ma Pino Ammendola, amico di Renzo Arbore ed interprete di vari personaggi per i maggiori registi cinematografici, da Tornatore a Fellini, teatrali, quali ad esempio Lavia, ha in sè una sorta di iceberg, la cima del quale, che si nota, è il sorriso che lascia partecipare anche gli occhi. Al di là della cima, Ammendola è a sua volta regista, autore teatrale, ha compiuto un fiorito cammino dalla Laurea in Giurisprudenza sulla poesia licenziosa dei giuristi settecenteschi della sua città, Napoli, fino a svelare una nuova faccetta del suo carattere: è anche scrittore, di una prosa delicata e variopinta, a metà fra la fiaba ed il quotidiano sovente faticoso e con una vena di umorismo accattivante. Il titolo è già un suggerimento dell’opera: Scarpediem.

Un invito a descrivere la vita com’è, senza ansie di lontani traguardi, ma percorsa su ciò che è logico portare per camminarvi su spediti, le scarpe. Si pensa all’inizio, abbracciando il piccolo formato fra le mani, che sia un gioco, che si tratti di un’elaborazione scherzosa e, perché no, leggera di qualche avventura o storia immaginata, ma non è così. Scarpediem è un breve, ma succoso compendio di come si possa essere ricchi di delicatezza e di sentimenti diretti, senza svenevoli sfumature, e vivere di poco e talvolta di speranza. Scritto da una mano e da una mente stilisticamente encomiabile, intorno ad una miriade di personaggi che si possono incontrare ovunque e, come tutti i migliori, silenziosi, senza autoreferenze, contenti di passare un percorso avendo come fondale Napoli e le sue bellezze, i suoi dintorni.

La lingua usata si punteggia a volte di modi di dire e vocaboli del vernacolo partenopeo, indici di pensieri e concetti semplici che formano una sorta di filosofia secolare, mai alla gloria delle scienze, ma garbatamente realistica. Le scarpe riescono a dimostrare l’unità di una famigliola, l’angoscia di un collezionista particolare che ha quasi del maniaco, sedata dall’intelligenza del detective al quale si rivolge per riottenere il pezzo a lui rubato, che rivela un amore un poco tragico e dolcissimo.

Il libro si legge in tre modi: se si vuole un evasione dai problemi quotidiani, se si vuole assumere informazioni su come possa essere ricca la quotidianità, se si ricerca la vera umanità fuori dai successi, le luci, gli spot, le finzioni.

La serie di racconti si chiude a Capri, fra musiche, mare, giardini principeschi e tanta poesia, un piccolo luogo che si apre infinito nel mitico, o fiabesco, singolare e toccante insieme. Partenopeo verace nel ventaglio dei sentimenti e per la ricerca di un intimismo dorato, Pino Ammendola si serve dello stile letterario corposo per creare un’opera letteraria nel vero senso del termine, che ha apprezzamento ovunque. Ciò che potrebbe apparire un limite, è invece una chiave di diffusione e ci si rammarica se questo suo libro vuol farlo rimanere da solo, se non cura il tempo fuori dalla sua professione per ammaliarci ancora.

Marilù Giannone

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Conto corrente cointestato: si finirà per separare ogni cosa

OLYMPUS DIGITAL CAMERAUna volta c’era l’unione e la comunione dei beni, poi si capì che, forse, era meglio unirsi in matrimonio ma non mettere proprio tutto in “comunione”. Così almeno il 60% delle coppie che si sono sposate con rito civile o religioso, ha preferito optare per la “separazione dei beni”, da richiedere al momento del matrimonio e da ufficializzare mediante atto notarile. La differenza sostanziale, tra la prima e la seconda opzione, è insita già nel nome ed è comunque regolamentata dal codice civile- Libro I: Delle Persone e della Famiglia. La comunione dei beni è il regime legale previsto dal codice civile, nel caso in cui non vi sia stata una scelta diversa da parte dei coniugi (articolo 159). La separazione dei beni contempla, al contrario, un regime patrimoniale diverso e si ha quando ciascuno dei coniugi è il solo proprietario dei beni acquistati durante il matrimonio.

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