lunedì, 14 Ottobre 2019

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Tag: Expò

“Ciao & Bridge” per festeggiare i 40 anni di relazioni diplomatiche tra Cina ed Europa

Cina e Italia si incontrano a Malpensa e si spostano in Expo per celebrare, attraverso la mostra “Ciao & Bridge”, i quarant’anni di relazioni diplomatiche tra Cina ed Europa, che hanno visto l’Italia sempre in prima linea nel tessere e coltivare ottimi rapporti con il Paese asiatico.
La scelta di Malpensa come location per ospitare la mostra ha confermato, con l’apprezzamento dei visitatori, la validità dell’intuizione avuta dagli organizzatori. L’aeroporto, infatti, è crocevia di cultura, emozioni, storie di vita e lavoro. Visto il numero di persone che ogni giorno vi transitano, è sicuramente il luogo che, meglio di altri, rende l’idea di “ponte”, scambio, incontro, crescita, cambiamento ed evoluzione.
Il progetto artistico prende spunto dalla metafora dell’ideogramma cinese “Bridge” (Ponte), la cui pronuncia assomiglia al saluto italiano “Ciao”, parola appartenente al linguaggio globale e che supera ogni confine.
L’Italia si è sempre impegnata a ridurre le distanze tra Cina e Europa, intensificandone i rapporti dal 1969, quando l’onorevole Pietro Nenni, allora Ministro degli Affari Esteri, dichiarava in nome del Governo della Repubblica Italiana, di riconoscere il Governo della Repubblica Popolare Cinese come unico governo legale dell’intero popolo cinese. Rapporti che ben vengono rappresentati nelle opere attualmente in mostra al Padiglione Slow Food in Expo e che a Novembre animerà l’Aeroporto di Roma-Fiumicino prima di volare a Pechino.
Tre capolavori che, incastrandosi, formano un totem, dimostrando il fascino e l’unicità di due realtà civili che camminano insieme e, a volte, si incrociano pur rimanendo ognuna con le proprie caratteristiche.
Una mostra importante sia per l’Italia che per il paese asiatico, che ha visto intervenire a Malpensa, in occasione dell’inaugurazione, l’onorevole Marina Berlinghieri (Capogruppo PD alla Camera dei Deputati nella commissione per le Politiche Europee), l’On. Michele Anzaldi (Segretario della Commissione di Vigilanza sulla RAI e componente della Commissione Agricoltura), Vittorio Sun (Direttore di Beijing Design Week), Andrea Tucci (Direttore AViation Business Development di SEA), Li Shaofeng (Console Commerciale del Consolato cinese in Italia), Li Yu (General Manager di Air China Milano), Michele Brunello (Cofondatore di DontStop Architettura), oltre alle tre artiste le cui opere fotografiche compongono la mostra stessa, ovvero Ludovica Anzaldi, Katherine Xiao, Patrizia Piga.
Nel prendere la parola, la parlamentare PD Berlinghieri ha sottolineato come la mostra «sia in sintonia con gli sforzi che in questo momento il Parlamento, il Governo e molte parti sane della società italiana stanno profondendo per far ripartire il Paese. Ciao & Bridge – ha proseguito – è un invito a collocarsi nella globalizzazione non richiudendosi su sé stessi, bensì aprendosi, riconoscendo i sentimenti comuni con gli altri Popoli e valorizzando le proprie migliori specificità. I riferimenti al cibo nell’anno di Expo – ha aggiunto – oltre alla relazione della mostra con Slow Food, sono uno stimolo a cogliere come i concetti di ‘buono, pulito e giusto’ siano chiavi importanti nel rapportarsi agli altri e nella costruzione di un futuro migliore.» Una presenza significativa quella della parlamentare europea, che la stessa Berlinghieri ha indicato come «rappresentazione del supporto delle Istituzioni verso queste strategie e verso gli eventi culturali che, come questa mostra, le sostengono.»

“Ciao & Bridge” è stata realizzata grazie all’impegno di molti soggetti; organizzata da Air China, Beijing Design Week, National Base for International Cultural Trade (Beijing), Slow Food-Great China, la mostra ha visto contribuire, tra gli altri, l’Ambasciata Italiana in Cina, Huaxia, China Pavillion-Expo 2015, Union Pay, SEA, Fondazione Italia-Cina, Beijing City of Design – Member of the Creative Cities Network UNESCO 2015, Istituto Italiano di Cultura, Sino-European Innovation Center, ed è stata curata ed installata da DontStop Architettura.
“Ciao & Bridge” è un progetto artistico che comprende tre opere fotografiche, una delle quali vede la mano di un’artista italiana, Ludovica Anzaldi, che ha messo a confronto Palermo e Pechino, e lo ha fatto attraverso foto che sono scatti di vita, emozioni immortalate, di due città interconnesse e legate anche dal punto di vista gastronomico come sono Palermo e Pechino.
Ed ancora scatti surreali che raccontano un mondo a colori pastello dove c’è buon cibo per tutti e che fa eco alla Carta di Milano e al concept del Progetto Expo, che ospiterà, nel padiglione SlowFood la mostra delle tre artiste Katherine Xiao, Ludovica Anzaldi e Patrizia Piga.

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Expo&Territori: un progetto per le eccellenze della Lucania

Dopo il successo ottenuto lo scorso 7 luglio con la tavola rotonda organizzata nell’ambito dell’iniziativa Expo & Territori ed incentrata su “Miti e Riti dell’Appennino Lucano: dall’Uomo Albero alla Transumanza”, il Parco Nazionale Appennino Lucano continuerà, fino ad ottobre, a promuovere le eccellenze naturali, enogastronomiche e territoriali anche a Milano, attraverso  una rassegna di eventi realizzati con la Regione Basilicata.

Un progetto, quello di Expo & Territori, che gode, tra gli altri, del sostegno del Ministero dell’Ambiente e che prevede una serie di incontri itineranti, dentro e fuori Expo.

Dai Miti e Tradizioni alla “Valorizzazione del prodotto tipico”, titolo, quest’ultimo, del secondo degli appuntamenti in programma per il 25 luglio a Viggiano. Numerosi gli ospiti attesi, ma due soli saranno i veri protagonisti che conquisteranno il pubblico: si tratta del Vino dell’Alta Val D’Agri e del Prosciutto di Mersicovetere.

PNAL

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La pasta italiana in “cabina di regia”

 

Cabina di regia della pasta: Agrinsieme, iniziativa nuova e positiva

 Il coordinamento che raggruppa Cia, Confagricoltura, Copagri e l’Alleanza delle cooperative italiane agroalimentari commenta l’iniziativa dei Ministri Martina e Guidi: “Lavorare per la qualità, per una migliore organizzazione della filiera e una maggiore penetrazione sui mercati a vantaggio del reddito degli agricoltori”

 Agrinsieme accoglie con soddisfazione l’istituzione della “Cabina di regia sulla pasta”. Si tratta -spiega Agrinsieme- di uno strumento che andrà meglio valutato alla prova dei fatti, ma che risponde all’esigenza di una migliore organizzazione della filiera della pasta e di maggiore penetrazione del prodotto sul mercato internazionale.

La pasta -continua il coordinamento- rappresenta per l’agroalimentare made in Italy nel mondo, un must da valorizzare al massimo. Lo strumento della Cabina -aggiunge Agrinsieme- può fare da apripista per altri comparti, rendendo effettivamente più coese e funzionali le filiere con un’equa redistribuzione del valore lungo tutti i segmenti. Negli ultimi anni la parte agricola ha registrato una forte perdita di reddito, che spiega il calo strutturale delle superfici investite a grano duro nel nostro Paese.

L’Italia si pone l’obiettivo di aumentare sempre più il fatturato dell’export agroalimentare e l’iniziativa inerente la pasta può tornare utile al fine. La pasta -sostiene Agrinsieme- si fa con il grano e questo lo producono gli agricoltori. Il prodotto di qualità si fa con il grano di qualità e questo si produce se c’è adeguata redditività anche per le imprese agricole, cosa che in questi anni è mancata.

 A livello mondiale l’Italia è ancora il maggior produttore di pasta con 3,4 milioni di tonnellate, ma una quota crescente di questa domanda è soddisfatta dall’offerta di pasta non italiana (USA, Brasile, Turchia, Russia, ecc.) o sottratta alla produzione italiana dal cosiddetto fenomeno dell’Italian sounding. Recuperare quote di mercato alla produzione nazionale e consolidare la posizione di preminenza nel mercato mondiale, attraverso la leva della qualità: questo l’obiettivo finale della Cabina di Regia. Le misure promosse dalla Cabina di Regina sono gli strumenti attraverso i quali il sistema produttivo assieme al Governo intende raggiungere questo obiettivo. Quella di oggi è stata la riunione di insediamento, cui hanno preso parte i componenti della Cabina di Regia, ossia: due presidenti delegati (Stefano Firpo – MiSE e Luca Bianchi – Mipaaf)

 Sarà importante secondo Agrinsieme prestare maggiore attenzione anche alla ricerca e innovazione, ambito in cui l’Italia rischia di perdere un ruolo perché la ricerca genetica è ormai in mano alle multinazionali e alla Francia.

Agrinsieme riconosce ai Ministri Guidi e Martina il merito dell’intento, propedeutico per un’inversione di rotta nel comparto, che da molto tempo non ha goduto della dovuta attenzione. La Cabina di regia è, per Agrinsieme, un’iniziativa nuova e positiva. Agrinsieme garantisce totale impegno nella direzione dell’organizzazione di prodotto, effettivo apporto e contributo. Una prima occasione per concretizzare il lavoro della Cabina di regia potrebbe essere senz’altro la grande vetrina dell’Expo, in tal senso Agrinsieme si propone alle istituzioni per individuare iniziative e modalità per dare slancio al potenziale della filiera della pasta.

 

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Donne in campo: Agricoltura al femminile

L’agricoltura approda all’Expo con Donne in Campo della Cia. Sono loro ad accompagnare Vandana Shiwa in una cerimonia che è al contempo simbolica e rituale (l’inaugurazione del Bidiversity Park, l’area che narra al mondo l’immenso patrimonio naturale dell’Italia. 
Un patrimonio che consente oggi all’agricoltura italiana e alle imprese aderenti alla Cia di detenere il primato europeo delle coltivazioni biologiche.
Il Biodiversity Park  realizzato da Bolognafiere e di cui la Confederazione Italiana Agricoltori è main partner si articola in un percorso sensoriale emozionale didattico in cui è rappresentata tutta la flora italiana (ricordiamo che l’Italia con un trentesimo della superficie europea detiene il 50% della biodiversità vegetale e il 30% di quella animale) , in un museo della biodiversità e in uno shopping center dove i visitatori dell’Expo possono acquistare i prodotti biologici e farne esperienza di degustazione.

La cerimonia di inaugurazione del Biodiversity Park di oggi ha visto la partecipazione di Duccio Campagnoli, Presidente BolognaFiere – Paolo Carnemolla, Presidente FederBio – Cinzia Pagni, Vice presidente Vicario Cia-Confederazione Italiana Agricoltori – Fabio Brescacin, Presidente EcorNaturaSì – Lucio Cavazzoni, Presidente Alce Nero – Charikleia Minotou, Presidente Ifoam Agriobiomediterraneo – Andrea Olivero, Vice Ministro Politiche Agricole Alimentari e Forestali con delega all’Agricoltura Biologica. donne in campo

A seguire si è svolta  la “Cerimonia dei semi”. Ed è stata questa l’occasione per ripercorrere un rito antico e riaffermare l’origine della sacralità dell’agricoltura. Si ripete quattromila anni dopo la celebrazione della Grande Madre in un contesto di assoluta contemporaneità qual è l’Expo a significare che l’agricoltura è il filo di continuità dell’esistenza e dell’evoluzione dell’uomo in rapporto  con la natura.  Vandana Shiwa Presidente Navdanya International “Il Manifesto Terra Viva e l ’Agricoltura Biologica” dopo la sua prolusione incentrata sul tema “La biodiversità nelle mani delle donne”  ha messo a dimora nella terra del Biodiversity Park alcuni semi rari. Con lei ci saranno le Donne in Campo della Cia. Saranno Mara Longhin  Presidente Nazionale di Donne in Campo Cia, Serena Giudici Coordinatrice Nazionale, Barbara Fidanza Presidente Donne in Campo Liguria, Renata Lovati Presidente Donne in Campo della  Lombardia e Chiara Nicolosi Coordinatrice della Lombardia, Daniela Vannelli Vice Presidente di Donnei n Campo della Toscana e Anna Maria Dini Coordinatrice Toscana, Pina Terenzi Presidente di Donne in Campo del  Lazio, Gea Turco Presidente di Donne in Campo della Sicilia e Mara Baldo Presidente di Donne in Campo Trentino a mettere a dimora semi che arrivano dalle loro regioni. Questa cerimonia collettiva ha inteso mettere in luce come alle donne sia affidato il futuro dell’agricoltura sostenibile in un segno di continuità con il passato. 

Come sottolinea la Cia, “Questa è l’occasione per far risaltare il protagonismo delle imprenditrici agricole. L’agricoltura è il settore dove le donne trovano maggiore spazio per fare impresa ma sappiamo anche che l’impresa al femminile è quella che produce maggiore valore aggiunto e contemporaneamente che ha cicli produttivi più sostenibili. Le nostre “Donne in Campo”  sono oggi al vertice delle Fattorie didattiche, degli Agriturismo, ma anche al vertice delle imprese più fortemente orientate al biologico, alla difesa delle colture rare, alla promozione e valorizzaione dell’agricoltura multiruolo e dell’agricoltura custode.Ripetere all’Expo il rito della semina è il gesto attraverso il quale rivendicare che la fertilità, la vita, il rapporto con il naturale sono nelle mani delle donne e si coltivano con le mani delle donne. E il frutto di questo lavoro è un futuro più armonico per l’umanità. L’Expo si è datta per paroa dordine “nurire il pianeta energie per la vita” ebbene domani nell’area del Biodiversity Park si compie il più autentico degli atti che servono proprio a questo: il mettere a dimora da parte delle donne nuova vita che è la perpetuazione della vita stessa”.prodotti_tipici_toscani-600x350

Ma la cerimonia di cui sono protagoniste Donne in Campo insieme con Vidana Shiwa è stata anche l’occasione per rivendicare la centralità dell’impresa femminile in agricoltura. Basti dire che ben il 9% delle imprenditrici, infatti, opera nel settore primario, a fronte di una quota che tra gli uomini si ferma 6,6%.. Anche negli anni della crisi il trend di nuove imprese agricole avviate da donne è crescente: sono aumentata in cinque anni di quasi il 13 per cento compensando gli abbandoni. E vi è una particolarità: le imprese condotte da donne sono le più creative, quelle dove i criteri gestionali sono più manageriali. Il tratto di marcata modernità delle imprese agricole femminili è dato dalla spiccata multifunzionalità. In particolare, la multifunzionalità si concretizza nelle aziende gestite dalle donne in alcuni ben precisi ambiti, specialmente quelli più innovativi per il settore, come ad esempio le fattorie didattiche (fatte 100 le imprese agricole con fattorie didattiche annesse, 33,6 hanno un capo azienda donna), gli agriturismi (32,3), le attività ricreative e sociali (31,1) e la prima trasformazione dei prodotti vegetali (29,2), mentre non è affatto radicata la tendenza a svolgere lavoro per conto terzi (7,8), sistemazione di parchi e giardini (11,1) o produzione di energie rinnovabili (16,3). La produzione media dell’impresa agricola condotta da una donna risulta superiore a quella facente capo ad un uomo (28 mila e 500 euro nel 2011 contro circa 24 mila e 800 euro); ma lo scarto aumenta vertiginosamente se si considerano le aziende multifunzionali.
In conclusione l’agricoltura al femminile produce più valore, è multifunzionale, è innovativa, è orientata al bio e a tutto tondo esprime il valore dell’agricoltura custode. Esattamente quel valore che è rappresentato in Expo dal Biodiversity Park.

cia, Donne in Campo, Expò, VIDANA SHIWA

Sicurezza alimentare:Convegno AISES

 

L’ACCADEMIA INTERNAZIONALE PER LO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE

in collaborazione con la Fondazione Sapienza è lieta di invitare la S.V. il 27 maggio alle ore 14.30 presso l’Aula Magna della Sapienza – Piazzale Aldo Moro 5.

L’incontro, collegato alle iniziative di EXPO 2015, verterà sul tema Cooperazione e Sicurezza Alimentare tra Tecnologie e Imprese” e vedrà la partecipazione di autorevoli personalità del mondo istituzionale, diplomatico, accademico ed imprenditoriale.

Introduce Roberto Pasca di Magliano, Presidente Fondazione Roma – Cooperazione Internazionale e Presiede Valerio De Luca, Presidente di AISES.

Dopo il saluto di Eugenio Gaudio, Magnifico Rettore della Sapienza Università di Roma, i lavori saranno aperti da Claudio De Vincenti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e proseguiranno con gli interventi, tra gli altri, diMichele Valensise, Segretario Generale del Ministero Affari Esteri, Domenico Arcuri, Amministratore Delegato di Invitalia S.p.A., Lorenzo Leuzzi, Vescovo Ausiliare di Roma, Paolo Cuccia, Presidente del Gambero Rosso, Giovanni Busi, Presidente Consorzio Chianti, Renato Guarini, Presidente Fondazione Roma Sapienza.

 

AISE, Expò, SAPIENZA

Quella che storpia l’inno non è una nazione

I bambini hanno cantato l’Inno al modo che gli hanno insegnato, alla parola “vita”, Agnese, che di solito ha la stessa espressività di un uccello impagliato, si è commossa, Matteo ha naturalmente preso la palla al balzo, e giù con l’Italia che s’è desta e s’è aperta alla vita, ovvero alle magnifiche sorti e progressive dell’era di Renzi; il giorno seguente i blackbloc, anzi i quattro teppistelli, hanno risposto, la polizia ha osservato, Alfano si è felicitato con sé medesimo, ovvero col nulla,e siamo a posto, meglio vetrine e macchine bruciate, meglio la capitale dell’Expo devastata, che una sola graziosa capoccetta di delinquente spaccata. Perché noi siam pronti alla vita, no?

La verità? Non glien’è fregato niente pressoché a nessuno della storia dell’Inno smostrato. I giornali lo hanno catalogato come un grazioso aneddoto, qualche tg si è commosso con la signora Agnese, e quelli che hanno provato a indignarsi non contano niente, sono i famosi giornali berlusconiani, riusciti nell’arduo compito di essere insignificanti per lettori e pubblica opinione. Pure, i cantori dell’Era non hanno mancato di far notare che 1) si trattava di bambini; 2) noi siamo aperti alla vita,è l’Isis quello aperto alla morte; 3) l’Inno nazionale è brutto. Sono argomenti risibili e perfino volgari, pure persistenti, pure prova provata della nostra dannazione, dell’impossibilità di essere una nazione. La storia dell’Inno brutto è vecchia, ed è un dibattito unico al mondo, gli altri tenendosi quello che hanno allegramente, insegnandone il testo ai figli, i famosi bambini, cantandolo in tutte le pubbliche occasioni con convinzione. Noi no, è un dibattito che la sinistra italiana ha tenuto sempre vivo, riuscendo anche a proporre a lungo un cambio con Va Pensiero. Ora, è innegabile la bellezza del Coro del Nabucco, ma anche la sua inadeguatezza al compito, essendo il canto disperato di un popolo sconfitto, in catene, in esilio. Appunto. La sinistra italiana si cantava e ricantava l’Internazionale perché era anti italiana, vocazione mai sopita, anzi vivissima ai tempi della troika. In Parlamento preferiscono Bella Ciao, in un incubo di Resistenza eterna sempre senza verità, e discutono di obelischi da abbattere, che gli toccherebbe buttar giù mezzo Paese.

Oggi eccoci qua: tacco 14, effetto Diaz, l’accoglienza ai profughi un business mafioso, il presepe quasi proibito, le balle sulla ripresa economica, e l’Inno ad uso degli imbelli. Non c’è niente da fare perché gli italiani sono come drogati, capaci di essersi inorgogliti ad ascoltar che “siam pronti alla vita”, anche perché costa poco sforzo. La morte può essere un gesto d’amore che è meglio non praticare. Certo, si potrebbe proporre ad altre nazioni analoghe modifiche contemporanee e bimbesche dei rispettivi Inni. Che so, laddove si canta: “Di’, puoi vedere alle prime luci dell’alba ciò che abbiamo salutato fieri all’ultimo raggio del crepuscolo?Le cui larghe strisce e brillanti stelle, nella battaglia pericolosa, sui bastioni che sorvegliavamo, sventolavano valorosamente? E il bagliore rosso dei razzi e le bombe che esplodevano in aria hanno dato prova, nella notte, che il nostro stendardo era ancora là. Di’ dunque, sventola ancora la nostra bandiera adorna di stelle sulla terra dei liberi e la patria dei coraggiosi?”, potremmo proporre “le cui larghe strisce e brillanti stelle, nel gioco di società sui bastioni che dipingevamo, sventolavano graziosamente? E il bagliore rosso dei fuochi d’artificio e dei petardi che esplodevano in aria..” Ma anche e definitivamente ” sulla terra dei rom e la patria dei carini”.
Abolita invece la strofa che insiste che “il nostro motto è abbiamo fede in Dio”.

E la Marsigliese, che è bella tosta, roba di stragi e di ghigliottina, mica the delle cinque? Basta, è culto di morte, dove dice “Andiamo andiamo, che un sangue impuro bagni i nostri campi”, si ponga un bel “Brindiamo,brindiamo, che una bella birra bagni le nostre ugole”. Sono modernizzazioni che si impongono, è la volta buona. Anzi a pensarci, l’Inno per l’Italia di oggi lo possiamo prendere pari pari da una nazione vicina. Recita più o meno così : Dio salvi la nostra graziosa Regina, viva a lungo la nostra nobile Regina, Dio salvi la Regina, mandala vittoriosa, felice e gloriosa a regnare a lungo su di noi”. E non venitemi a dire che noi non ce l’abbiamo, una regina.

di Maria Giovanna Maglie.

 

Expò, inno

Salute e Formazione: parte il master in Analisi e Gestione del Rischio Alimentare

L’Expo è ormai alle porte e l’Italia si prepara ad accogliere la sfida che sembra esser poi quella mondiale. Dai vari convegni e riunioni dei big, che si sono susseguiti in questi mesi, è emerso un pensiero condiviso: Scienza, ricerca, innovazione, tecnologia sono fondamentali per soddisfare la crescente necessità di produrre di più e di produrre meglio per garantire ai consumatori alimenti di qualità in quantità adeguate alle loro necessità.

A vari livelli ed ognuno per le proprie competenze si è già attivato per far in modo di mettere in pratica e di trasformare il pensiero condiviso in obiettivo raggiunto al termine dell’Expo. L’analisi e la gestione del rischio alimentare è sicuramente un tema che interessa tutti e che è strettamente legato non solo alla tutela del made in Italy ma, principalmente alla salute dei cittadini. In un’ottica europea, da tempo risuona l’idea, di un’unica sanità: one heath, significa proteggere la salute pubblica controllando l’interfaccia tra persone, animali e ambiente.

Molti Atenei si sono dimostrati attenti al tema promuovendo corsi di specializzazione e percorsi completi di formazioni di quelle che saranno le nuove figure sanitarie, in ambito veterinario. Ancor di più e come ultima iniziativa è stato attivato un corso per master di primo livello in Analisi e Gestione del Rischio Alimentare – Cibo e Salute, che vede collaborare l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Pavia e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il corso per master si propone di dedicare specifici approfondimenti ai temi della sicurezza alimentare, al fine di formare competenze e professionalità interdisciplinari in scienze cliniche ed epidemiologiche, biotecnologiche e veterinarie, integrate con conoscenze agrarie e giuridiche. Il percorso formativo si svolgerà attraverso lo sviluppo di un’approfondita conoscenza delle basi teoriche e sperimentali di tecniche analitiche per la qualità e la rintracciabilità degli alimenti, della proteomica e della bioinformatica, con particolare riferimento alla gestione del rischio alimentare. Il master si propone inoltre, di offrire un quadro completo in campo giuridico dell’attuale regolamentazione nazionale ed internazionale in relazione all’igiene e alla sicurezza dei processi produttivi, distributivi, di consumo.

Gestione del rischio nella filiera agro alimentare, problemi e rischi nell’alimentazione dell’uomo; alimentazione e salute e cibo e salute sono solo alcuni dei moduli di cui si compone l’articolato e completo percorso formativo che, in 640 ore di lezioni frontali e 250 di stage, si prefigge di formare figure specializzate

Il corso si svolgerà presso l’Università degli Studi di Milano a partire dall’11 maggio 2015 e fino al 10 maggio 2016.

Scarica il bando

Per informazioni:

luigi.bonizzi@unimi.it tel. 0250318177

roberto.mattina@unimi.it tel. 0250315083

www.unimi.it

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I Due Prof. della Bocconi

ATTENTI a  “QUEI  DUE”  – Come l’ex Premier MARIO MONTI, anche ALBERTO MICALIZZI può vantare un ottimo curriculum di Docente e Ricercatore all’ Università Bocconi !  Ai suoi tempi (ma comunque abbastanza recenti) è stato infatti giudicato un enfant prodige, inventore di modelli per analisi matematiche/finanziarie con cui ha ricavato varie plusvalenze a suo favore per circa 700 mln di €uro, ma a discapito di blasonate Merchant Bank, floride multinazionali, investitori pubblici e privati, come pubblicato nel breve corsivo”Diritto & Rovescio”  sul quotidiano ITALIA OGGI del 24.5 

A.Micalizzi, Expò, M.5S, M.Monti, V.Putin

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