martedì, 24 Settembre 2019
Agenzia di informazione e approfondimento su tematiche economiche, professionali, aziendali, culturali e di attualità varie

Tag: foibe

A colloquio con Andrea Manco sul senso di appartenenza degli Italiani d’Istria

L’EGEMONIA DELL’ AMORE SULL’ ODIO.
NEL RICORDO DEI NOSTRI COMPATRIOTI ISTRIANI

Una conversazione con Massimiliano Serriello

Ad Andrea Manco sta realmente a cuore la cifra dell’amore. Perché può sconfiggere l’odio lontano dalle secche della retorica. Il carattere d’autenticità dei legami di sangue e di suolo deraglia dalle banalità scintillanti dell’inane propaganda in virtù del senso di appartenenza trasmessogli dalla saggia ed energica Mamma (con lui nella foto), originaria di Pola.

La chiarezza cristallina e l’irrinunciabile onestà, legate, a filo doppio, al rapporto con la terra natìa, resa rossa dalle cave di bauxite e disseminata dagli inghiottitoi conosciuti oggi, dopo oltre mezzo secolo di deplorevole negazionismo, con il nome di foibe, mandano a carte quarantotto qualunque, discutibile ragione di partito. Indicando la rotta giusta. La rimozione che ha messo altresì in discussione il nesso tra le atroci esecuzioni sommarie compiute dai titini e il mesto esodo giuliano dalmata trova ancor oggi l’approvazione degli ostinati seguaci dei partiti presi avvezzi a battere i pugni sul tavolo blaterando sulla libertà. Per poi incatenarne l’anelito vitale alle implicazioni politiche esacerbate dalla malafede. Non si tratta, però, di prendere di mira la gente venuta meno ai giuramenti alla Patria o i seguaci del mito resistenziale. Le presunzioni d’innocenza, al pari delle pretese di legittimazione d’ambo le parti, lasciano il tempo che trovano. Appare più utile riflettere in merito all’inattesa sintonia di Piero Fassino coi fautori del valore della tradizione, ed ergo dell’ordine naturale delle cose, allorché l’apertura degli archivi inasprì ulteriormente le sterili ma cocciute obiezioni di quelli che Giampaolo Pansa (nella foto) definisce i gendarmi della Memoria.

ANDREA MANCO, esodo giuliano dalmata, foibe, GIORGIO PISANO', MAXIMILIANO HERNANDO BRUNO, RED LAND - ROSSO D'ISTRIA, Simone Cristicchi

Continua a leggere

Dalla foiba di Jules Verne alla fossa di Moncucco … Un monito contro il negazionismo

I VINCOLI DI SANGUE E DI SUOLO DEGLI ISTRIANI: TRA INGHIOTTITOI ATROCI ED ESODI DOLOROSI

«Chi si appoggia al parapetto di quello spiazzo, vede un precipizio ampio e profondo, le cui impervie pareti, tappezzate di fogliame intricato, scendono a picco. Nessuna sporgenza in quella muraglia. Non un gradino per salire o per discendere. Non una cengia per sostare. Nessun punto d’appoggio. Soltanto scanalature, qua e là, lisce, logorate, poco profonde che fendono le rocce. In una parola, un abisso che attira, che affascina e che non restituirebbe nulla di quanto vi si facesse piombare.(…)
Quell’abisso è detto nel paese Foiba, e serve da serbatoio al soverchio delle acque del torrente. Questo torrente non ha altro sfogo se non una caverna, che si è formata a poco a poco fra le rocce, e nella quale esso precipita con furia indescrivibile. Dove va il corso d’acqua che passa sotto la città? Chi può dirlo? Ove ricompare? Anche questo è un mistero. Di quella caverna, o piuttosto di quel canale che solca lo schisto e l’argilla, non si conosce né la lunghezza, né l’altezza, né la direzione.
Forse le acque urtano in tumulto contro innumerevoli spigoli contro la foresta di piloni, che sostengono la fortezza e la città intera. Arditi esploratori, quando il livello delle acque, né troppo alto né troppo basso, consentì loro d’avventuratisi con una leggera imbarcazione, tentarono di discendere il torrente attraversando quella tetra apertura, ma le vòlte ad un certo punto si abbassano e costituiscono un ostacolo insuperabile. Ecco perché non si sa nulla di quel corso d’acqua sotterraneo. Forse s’inabissa in qualche «perdita» sotto il livello dell’Adriatico
».

ANDREA MANCO, ASSOCIAZIONE NAZIONALE VENEZIA GIULIA E DALMAZIA, foibe, MASSIMO FEDERICI, MAXIMILIANO HERNANDO BRUNO, RED LAND - ROSSO D'ISTRIA

Continua a leggere

Round Table su “RED LAND” ….. per discutere non solo di”Settima Arte” !

RED LAND:

UN FILM SUI VINCOLI di SANGUE e di SUOLO DEGNO DEL GIUSTO RIGUARDO

____________una analisi a 360° di Massimiliano Serriello 

È trascorso più di un secolo dall’uscita nelle sale del kolossal “Nascita di una Nazione”. L’avvertito pensiero del regista statunitense David Wark Griffith, che nella didascalia introduttiva volle chiarire di non voler offendere con provocazioni od oscenità, rivendicando però il diritto di mostrare il lato oscuro del male per mettere  in luce il lato luminoso del Bene, sembra avere insegnato poco, se non niente, agli  accidiosi posteri.

Esodo, foibe, Licia e Norma Crosetto, Red Land, Terre Dalmate Giuliane ed Istriane

Continua a leggere

Ricordando l’Inno del Piave ….”va fuori, straniero !”

UN’ ITALIA SENZA FUTURO,

perché priva di memoria verso i propri “Ricordi”

GRAZIE AD UNA INDEGNA CLASSE POLITICA ed AMMINISTRATIVA CHE ATTUALMENTE CI GOVERNA  

ROMA TODAY –  Quotidiano online della Capitale del 6 settembre, mercoledì, ha pubblicato la foto sgargiante e sgangherata di un “fratèlo” ospite che urina vistosamente su un monumento alla memoria. Il monumento si trova sulla via Cassia, è quello dedicato ai Caduti , a tutti i Caduti di Tutte le Guerre, a pochi passi da quello ai Caduti di Nikolajewka.

Così come nel quartiere Dalmata i monumenti ricordano l’esodo di Fiume, le Foibe: insomma entrambi i quartieri ed i monumenti in essi contenuti sono semplicemente sacri, si tratta di memorie dei militari e degli altri nostri fratelli che hanno sacrificato la loro vita per tutta l’Italia che, a questo punto, si mostra indegna, abbandonandoli a qualsiasi sfregio.

boldrini, Cassia, Dalmata, foibe, immigrati, NIKOLAJEWKA

Continua a leggere

Escamotage

La scoperta, (o meglio la riscoperta), dello stabilimento Playa Punta Canna, del quale tutti i giornali parlano più o meno ferocemente, poiché in barba alla legge contro l’apologia di Fascismo semina di frasi del Ventennio una lunga spiaggia a Chioggia, ha fatto sorgere un dubbio a moltissime persone . Esse si sono infatti chieste come mai uno stabilimento balneare così grande ed organizzato potesse sorgere, completo di zone di ristoro, di gioco, di ogni comfort, praticamente dal nulla, in tempi brevissimi. E’ possibile, questo? Qualcuna di  queste persone ha deciso di compiere qualche giro informativo al Comune, (dove si sarebbe trovato che un rappresentante PD avrebbe partecipato alla costituzione dello stabilimento ) fra la gente, in altri vari Istituti, per scoprire che il complesso infame ed infamante perchè provvisto di manifesti con il “Faccione” ed altri cartelli con raccomandazione all’ordine, al rispetto, alla pulizia o dove si accennava a qualche detto dei tempi del “regime”, era beatamente funzionante da più di tre anni, sotto infiniti occhi e senza nessuna obiezione. I concittadini del gestore hanno pure ammesso che lo stabilimento era ottimo, e che era noto che tutto l’apparato corrispondeva ad un desiderio di originalità, o voglia di scherzo, del proprietario.

Di certo il Sig. Scarpa non ha voluto che una struttura magnificamente costituita fosse ridotta a discarica come capita ad altre, questo è il motivo addotto e credibile. Si ammetta che nessuno più crede nell’ordine, nella disciplina, nella rispettosa tranquillità: fa parte dell’imbarbarimento di estrazione Far West, e l’uomo ha ragione.

Al di là delle discussioni se un simile sciorinio di norme da collegio o educandato fosse lecito, con la tacita risposta morbida o positiva, il fatto eclatante è che Ministri, Minestre, altri faccioni del tipo di Fiano e compagnia di compagni ultrà si sono svegliati adesso in lacrime e rabbie indignate. Il buon Fiano ha richiesto “ore rotundo” (lo scriveva spesso Cicerone) un inasprimento della legge, portandosi così bravamente al primo piano sul balcone delle future scelte elettorali, magari come Premier.

Non prendiamoci in giro. Nostalgie, lamenti, proteste, scandalo non sono che un escamotage per dirottare l’interesse verso altri temi, affinché la gente venga distolta dalle dolorose questioni dell’assenza di lavoro o non-lavoro dei giovani, quella della sicurezza zero, e soprattutto che non affiori alla coscienza un tradimento nostrano, quello della Sanità gratis ai rifugiati ormai cosa annosa, ma mai detta, e per di più la spaventosa notizia avuta da esperti che per motivi commerciali hanno rapporti con gli Stati africani, quella che annuncia che entro cinque anni la popolazione di quel Continente sarà più che raddoppiata, con tutti i guai del caso. Invece di perdere tempo e organizzarsi per sgomitare Renzi o chi per lui, a cominciare da magistrati del decrepito pensiero stalinista, si vada immediatamente ad organizzare e, se possibile, acculturare gli africani a casa loro. Chissà? Domani l’Africa potrebbe dare la pista a tutti. Bisognerebbe poi creare un monumento al Buonsenso: gli estremismi sono odiosi; bene, perchè allora, visti i delitti, gli incitamenti a pene capitali ai prigionieri italiani, le foibe, i gulag, ecc, ecc., non si includa nella legge sull’apologia anche il comunismo?

Marilù Giannone

africa, Chioggia, Faccione, fiano, foibe, PD, Punta canna, renzi, Scarpa

Al Sacrario di Monte Zurrone

Opera Nazionale per i Caduti Senza Croce

57° Giornata del Ricordo dedicata agli oltre 145.000 Caduti nel II° Conflitto Mondiale, ai quali non fu possibile dare una degna sepoltura, una lapide o una Croce. 

A Monte Zurrone, presso Roccaraso, il 25 giugno c.a. si terrà la Cerimonia in onore di tutti i Caduti senza Croce, Combattenti, Martiri delle Foibe e dei Campi di Concentramento. Mons. Giacomo Feminò – Cappellano Opera Caduti – celebrerà una Messa in ricordo di tanti Martiri, le spoglie dei quali giacciono in luoghi ignoti, ma che il grembo generoso di Madre Natura ha riaccolto, per lasciare la memoria del loro eroismo.

esercito, foibe, Martiri, monteZurrone, Opera Caduti senza Croce, Roccaraso

Continua a leggere

10 Febbraio…….. per non dimenticare

LA  GIORNATA DEL  RICORDO ______________________di Lidia D’ANGELO  

Tra l’anno 1943 e il 1947 lungo il confine nord orientale italiano  è stata  scritta una pagina orribile di storia che ha visto 350 mila nostri connazionali costretti ad abbandonare la terra in cui erano nati e cresciuti per evitare la fine orrenda dei 20 mila infoibati uccisi o torturati dai partigiani comunisti di Tito, senza dimenticare l’esproprio dei beni, spesso frutto di sacrifici che si tramandavano di padre in figlio. I profughi preferivano avventurarsi  verso un’Italia disastrata, affamata e diffidente piuttosto che restare estranei nella Jugoslavia di Tito, una terra di violenze e soprusi che non riconoscevano più.

10 febbraio, cristicchi, foibe, giorno del ricodo

Continua a leggere

7-2-2014 a Roma: Foibe per non dimenticare!

L’Associazione Campo della Memoria e l’Associazione Nazionale Volontari di Guerra insieme al gruppo consiliare di Roma Capitale di Fratelli d’Italia hanno organizzato per venerdì 7 febbraio, alle ore 16.30, nella Sala Pietro da Cortona, in Campidoglio il convegno Foibe per non dimenticare! 

Relatori: Marino Michic, Segretario Istituto di Studi Fiumano; Carlo Cesare Montani, profugo fiumano; Giuseppe Pititto, Magistrato di Cassazione; Augusto Sinagra, Prof. Oridanrio dell’Università La Sapienza.

Introduce: Fabrizio Ghera.

Modera: Alberto Indri.

Intervengono: Franco Grazioli, Federico Mollicone e Andrea De Priamo.

foibe

Newsletter

Iscriviti al Servizio Newsletter di Consulpress e riceverai via posta elettronica gli ultimi aggiornamenti dalla nostra Agenzia di Stampa.

Archivio Articoli

© 2013-2019 Consul Press. Testata registrata presso il Tribunale di Roma, N° 87 del 24/4/2014.
Editore: Associazione Culturale "Pantheon" - Direttore Responsabile: Antonio Parisi
Sede: via Tagliamento, 9 - 00198 Roma (RM). Telefono: (+39) 06 92593748 - Posta elettronica: info@consulpress.eu