mercoledì, 17 Luglio 2019
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Tag: Garibaldi

Ricerca sui revival dell’estrema destra nell’inserto del “Corriere”

La rabbia che sale

Nell’inserto del Corriere della Sera del numero 1 di gennaio 2018 il dottor Andrea Rossi, intitolando l’articolo “La Rabbia”, compone un affresco ottimo su alcuni aspetti della politica alla soglia delle prossime elezioni. Dopodiché egli evidenzia con chiarezza gli aspetti esteriori come anche gli slogan che caratterizzano certi focolai di recrudescenza di pensieri e convinzioni che – sembra, se non si tiene conto che ormai sono passati circa ottanta anni dal Fascismo – siano del tutto ripetitivi del famigerato “ventennio”, e mettano paura all’opinione pubblica e soprattutto a diversi onorevoli o deputati.

Si ha insomma un timore tanto profondo quanto immotivato, data la differenza e la vetustà del Fascismo, che il “ventennio” possa tornare.

Spiacente per Vico, che indulgeva sulla certezza, anche se non matematica, dei corsi e ricorsi storici, si sa che qualsiasi idea si possa riproporre non è e non può essere mai eguale a se stessa: c’è quel “quid” pari alla dimensione aurea, incommensurabile e sconosciuta, che inevitabilmente rende molto differente l’idea dal suo primo stadio di affermazione. Inoltre, e qui è il punto, si parla un poco tutti di Fascismo, ma nessuno più sa con sicurezza che cosa sia. Il nostro giornalista inoltre sembra non conoscere che la Patria è la Nazione sono, da secoli, e semplicemente, la casa dei cittadini della Penisola, e che i due termini sono stati usati da molto tempo e da quando il Risorgimento l’ha resa una e con la stessa bandiera. Non sembra che Amatore Sciesa o i Fratelli Bandiera, per finire a Garibaldi, fossero fascisti.

Andrea Rossi espone con ricchezza atti di violenza trascorsi con quelli che si teme possano manifestarsi ancora e soprattutto sostiene che essi sono frutto della “rabbia” data dalla sfiducia nelle istituzioni. Giustissimo: ma illustra i motivi di questa sfiducia? rileva che è da più di trent’anni che l’Italia è appesa ad un filo, che rischia un commissariamento, un fallimento? E delinea i perché e gli errori di queste passate istituzioni che hanno giocoforza portato i cittadini a ritenere validi sistemi di governo diversi dai loro anni bui ? Direi di no. Forse egli lascia questo compito, spontaneo, immediato, incontestabile, all’evidenza dei fatti vista dal lettore e dal cittadino.

Marilù Giannone

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20 nov – Visita guidata gratuita al Parco Gianicolense per ricordare Padre Ugo Bassi

Domenica 20 novembre, dalle ore 10.30, si svolgerà una visita guidata gratuita al Parco Gianicolense – Parco degli eroi per ricordare, con una breve cerimonia, la figura di P. Ugo Bassi. Nel corso del tour, organizzato dall’associazione A. Cipriani Comitato in collaborazione con il Centro Studi Storici dei PP. Barnabiti, ci si fermerà nel Piazzale Garibaldi, davanti al busto di P. UGO BASSI, prima di proseguire la visita ai busti e ai monumenti, e terminare intorno alle ore 12.00, al Belvedere della Costituzione della Repubblica romana del 1849. Per il ricordo di Ugo Bassi, proprio al termine del Giubileo della Misericordia, interverranno Enrico Luciani, per l’associazione A. Cipriani Comitato Gianicolo P. Filippo Lovison, per il Centro Studi Storici dei PP. Barnabiti, e Alessandro Manna, per il Comitato Ugo Bassi di Bologna.
Ugo Bassi, barnabita, cappellano garibaldino, è tra le figure che meglio incarnano il Risorgimento religioso in senso profondo, liberaldemocratico e moderno. Battezzato con il nome di Giuseppe, mutato in Ugo, in omaggio a Foscolo, padre Bassi morì martire all’età di 48 anni. Dopo aver studiato retorica presso i Barnabiti a Bologna, entrò nella loro Congregazione e, nel 1821, emise i voti. Negli anni successivi insegnò a Napoli e nel 1825 venne ordinato sacerdote. Si dedicò allora alla predicazione, prima a Napoli poi in Piemonte, segnalandosi per i contenuti liberali delle prediche. Nel 1848 seguì, come cappellano, le truppe di volontari guidate dal generale Durando. Ferito tre volte a Treviso, partecipò poi alla difesa di Venezia. Trasferitosi a Roma, si unì ai volontari garibaldini, di cui divenne cappellano, nella difesa della Repubblica. In quei mesi fu emesso nei suoi confronti un provvedimento di secolarizzazione, che però non gli fu comunicato. Alla caduta della Repubblica romana, P. Bassi partecipò con i Garibaldi alla ritirata attraverso l’Italia centrale. L’8 agosto 1849 fu catturato dagli austriaci a Comacchio, condotto a Bologna e fucilato, proprio nella stessa città che, nello stesso giorno e mese dell’anno prima (8 agosto 1848), si era ribellata agli austriaci e li aveva costretti a ritirarsi – provvisoriamente – a Nord del fiume Po.

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“Qualcuno così” … anche per Noi in Europa !

In anteprima assoluta ed in lingua nazionale è stato presentato il Film: “El Libertador”, con una egregia organizzazione da parte dell’Ambasciata della Repubblica del Venezuela, e con la presenza  di S.E.Ambasciatore Jùlian Isaias RODRIGUEZ DIAZ, del Ministro Consigliere Maria Elena UZZU, e della Dott.ssa Maylin LOPEZ, in occasione del 206° anniversario della Repubblica Bolivariana del Venezuela.
Alle ore 19,30 del 19 aprile SIMON BOLIVAR ha scelto la Casina delle Rose di Villa Borghese – oggi “Casa del Cinema” – per offrirsi nella potenza recitativa dell’attore Edgar RAMIREZ e dell’intero cast guidato dal regista Alberto ARVELO, che per la ricostruzione precisa della vita e dell’ ambiente naturale del grande personaggio e del suo titanico impegno verso la libertà dei paesi sudamericani, ci ha veramente messo l’anima e la sapienza, con un risultato vincente. Dopo il plauso per la fotografia eccezionale e l’adesione al vero, senza romanzate da cassetta, della pellicola ed, infine, per le musiche, il pensiero è per il protagonista.

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