Tag: Giulio Andreotti

La Consul Press intervista Pippo Franco
sul valore dell’arte e dell’umorismo

IL PROFONDO SENSO D’APPARTENZA  E LA LEVITÀ IRONICA DI PIPPO FRANCO

Una conversazione con Massimiliano Serriello

Quando gli capitano sotto gli occhi, ne resta sempre conquistato: l’immediatezza espressiva connessa al timbro stilistico delle vignette, il dono della sintesi, la forza significante ad appannaggio dell’allegra deformazione caricaturale, l’implicita contemplazione del reale avvertita senza concedere alcunché all’infeconda enfasi grafica, l’innesto degli spassosi giochi di parole, gli elementi segnaletici riscontrabili nell’alacre cura dei dettagli rientrano appieno nelle corde del duttile e intramontabile Pippo Franco (nella foto). Giunto da poco al considerevole traguardo delle ottantuno primavere col famoso sorriso sulle labbra. Insieme alla sana leggerezza che trae linfa dal valore terapeutico dell’umorismo, dall’equilibrio preservato dallo slancio dell’empatia, dalla capacità d’impreziosire l’opportuno livello di comprensione sulla scorta dell’imprescindibile autoironia. Lontano anni luce dall’accidia del corredo d’idee sottratto di nascosto all’altrui ingegno, dal deleterio nonché goffo delirio d’onnipotenza, innescato dalle ingannevoli sirene del successo, dagli illusori luoghi comuni e dai pesanti restringimenti.

Giulio Andreotti, GABRIELLA FERRI, PIPPO FRANCO, ENRICO MICHETTI, BILLY WILDER, LUIGI MAGNI, SIGMUND FREUD

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Il viaggio nelle Americhe del Presidente del Consiglio Bettino Craxi nel marzo del 1985

Craxi e Andreotti, lungimiranza e dinamismo, 
un’Italia proiettata negli scenari internazionali

Raffaele Panico

ROMA era il 1985, il presidente del Consiglio Bettino Craxi ai primi di marzo è nelle Americhe per una fitta agenda politica.  È la “settimana internazionale”, pochi giorni prima in Italia c’era stato l’incontro bilaterale con l’Urss. Andrej Gromyko era giunto a Roma per una visita ufficiale di tre giorni. Era accompagnato dalla consorte e da un gruppo di alti funzionari del governo sovietico, tra cui il vice ministro per il Commercio Estero Nikolai Komarov, il vice ministro degli Esteri Nikita Rijov già ambasciatore sovietico in Italia per ben 15 anni. Gromyko viene accolto all’aeroporto di Fiumicino da Andreotti e la moglie Lidia, dagli ambasciatori d’Italia in Urss Giovanni Migliuolo e da quello sovietico a Roma Nikolaj Lunkov.

USA, Italia, URSS, Bettino Craxi, Giulio Andreotti, Scudo Spaziale, Andrej Gromyko, Ronald Reagan, Mario Cuomo

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Andreotti e Gheddafi, le relazioni Italia-Libia

Nel ricordo e per il ricordo della statura notevole
di uno Statista di Livello Mondiale

Raffaele Panico

“Italiani di Libia”, Periodico dell’Associazione Italiani Rimpatriati dalla Libia, edito a Roma, nel n. 3 del 2018 dedica una recensione che ripercorre le relazioni Italo-Libiche. Il libro che si presenta nella pagina Cultura è un poderoso saggio scritto da vari autori che esamina 40 anni di relazioni italo-libiche attraverso i rapporti di due leader Giulio Andreotti e Muammar Gheddafi.
La recensione è firmata dal direttore editoriale Giovanna Ortu che nel corso del tempo ha ascoltato il vissuto dei rimpatriati italiani dalla Libia, vicende che hanno segnato indelebilmente la vita di singole persone e dell’intera comunità italiani, lì laboriosa e presente dal tempo della “Quarta sponda” e molti nati in terra del Nordafrica.

Italia, Giulio Andreotti, Muammar Gheddafi, Libia

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