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D.A.D. = Didattica A Distanza …..
ovvero Apprendimento a Disagio

Dal  DADAISMO  alla D.A.D.
E’ solo un’assonanza o forse una simbiosi ?

osservazioni sul tema a cura di LIDIA D’ANGELO *  

La scuola italiana è nel caos dal 5 marzo del 2020 quando iniziò la DAD, acronimo di “Didattica  a Distanza”, con una decisione presa dal Governo e comunicata alle Famiglie 24 ore prima della attuazione; con i numerosi cambiamenti, le contraddizioni, gli ordini e i contrordini la confusione totale regna sovrana e il 2021 appena iniziato non promette niente di buono.

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La “Censura Facebook” colpisce ancora Altaforte Edizioni e CasaPound

MMXX: “Quando un Libro diventa Reato”

UN COMUNICATO DI ALTAFORTE EDIZIONI, rielaborato dalla CONSUL PRESS  

Nonostante costituzioni e leggi garantiscano la libertà d’espressione, in Italia una multinazionale si arroga il diritto di decidere cosa è lecito e cosa non lo è. 
Nel caso specifico, da parte di FB – un Gigante del Web – viene impedito ad una Casa Editrice tradizionale di sponsorizzare un libro-intervista a uno dei volti più noti del sovranismo italiano, Simone Di Stefano, perché questo violerebbe gli standard di Facebook. Pena cancellazione dei post e degli account dei dipendenti di Altaforte Edizioni, con minaccia di cancellazione della stessa pagina aziendale.

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Google

Google riduce i profitti del 30% a causa di una sanzione della Commissione Europea

Alphabet, la società madre di Google, ha chiuso il primo trimestre con un utile di 6,66 miliardi di dollari, il 30% in meno rispetto al periodo di un anno fa per l’impatto dell’ultima sanzione inflitta a fine marzo dalla Commissione Europea per le sue pratiche nel settore pubblicitario. Il reddito della più grande società Internet è migliorato del 17%, a 36.340 milioni. Ma la crescita ha dovuto subire un rallentamento proprio dalla maggiore concorrenza, ovvero la pubblicità. Le sue azioni stavano precipitando di oltre l’8%.

Il regolamento europeo della concorrenza ha sanzionato Google tre volte in meno di due anni per aver abusato della sua posizione dominante, quasi monopolistica. Questo gli consente di imporre condizioni molto restrittive a terzi e impedisce ai concorrenti minori di partecipare al mercato. Il valore complessivo delle sanzioni ammonta a 8.250 milioni di euro.

Google è il motore di ricerca onnipresente, in quanto controlla oltre il 35% del business della pubblicità elettronica negli USA. Segue Facebook con una parte della spesa degli inserzionisti e Amazon, che comincia a mangiare terreno grazie al crescente interesse per la sua piattaforma, Amazon Prime. L’attenzione degli investitori si è focalizzata su come Google riesce ad attirare la pubblicità, soprattutto quella audiovisiva. Google sta espandendo l’offerta di dispositivi per aggiungere nuovi follower. Ha appena presentato la piattaforma per videogiochi Google Stadia ed è fortemente impegnato nell’auto autonoma con Waymo, con l’apertura di una fabbrica a Detroit.

Alphabet, sta dando la priorità agli investimenti in aziende con il potenziale di generare entrate in futuro, piuttosto che raccogliere profitti a breve termine. Un altro campo di battaglia è la distribuzione di contenuti audiovisivi. La piattaforma YouTube (proprietà di Google) ha come concorrenti Netflix, Amazon e Google e Disney+.

I risultati delle azioni pubblicati da Netflix, Facebook e Amazon hanno già dato agli investitori un’idea di dove sarebbe andata la loro performance all’inizio del 2019, dopo una fine dell’anno molto volatile per le società tecnologiche sul mercato. 

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