sabato, 20 Aprile 2019
Agenzia di informazione e approfondimento su tematiche economiche, professionali, aziendali, culturali e di attualità varie

Tag: ISIS

Incontro con Sri Sri Ravi Shankar

Contro la violenza, un volo dentro di noi

Mercoledì 31 ottobre, presso l’Hotel Minerva, l’ambasciatore della pace e dell’accordo Sri Sri Ravi Shankar ha accettato un’intervista per far conoscere le basi del suo metodo, fondato sull’amore reciproco che si trasmette tramite la disciplina della non violenza e sulla meditazione fautrice della comprensione per se stessi e l’altro.

Sri Sri Ravi Shankar è riuscito, tramite questo difficile e delicato credo, l’Art of Living, a spegnere il fuoco di guerre e guerriglie che caratterizzavano il F.A.R.C. dopo 52 anni, e con il tristissimo numero di 250.000 morti; è riuscito allo stesso modo a creare equilibri fra numerose nazioni che ne erano lontane, e la sua disciplina ben presto ha raggiunto una diffusione mondiale, di 160 Paesi e milioni di seguaci, su base volontaria. Il 30 ottobre ha avuto un colloquio con la Presidente della Commissione Affari Esteri, Marta Grande, ed è atteso a giorni a Milano per la Unveiling Infinity. Il suo sistema ha un programma di benessere interiore, che toglie lo stress agli individui, e la sua arma è l’azione spirituale.

La domanda iniziale dell’intervista è se il metodo del Maestro sia una religione, cosa che nega, rispondendo che si fa fondamento sulla spiritualità, che tutte le religioni sono fondate sullo spirito, e comunicandomi che nell’Assam, a Bangalore, il grande tempio ha su ogni colonna l’emblema di ogni religione. (Come il Pantheon, si pensa) E’ spontaneo guardarlo, un uomo giovane, con grandi occhi, il sorriso incantevole. Continua, rispondendo alla seconda domanda su Dio, che è Principio che tutto fa giungere ed al quale tutto ritorna, lasciando riferirsi così alle antiche religioni europee, quella etrusca ad esempio, a Vertums (vertere) ovvero l’eterno passaggio vita-morte-ritorno. A questa frase si dichiara ammiratore di Roma antica e della sua civiltà, e prosegue, dicendo che ognuno può diventare un Maestro, un Gu-ru ( togli- oscurità) vivendo e meditando, fondandosi sulla nota di spiritualità che è in ognuno: quando si insegna, gli altri ascoltano, e da ascoltatori o studenti essi possono a loro volta divenire Maestri, con l’esempio, con la vita, e non dai libri, la saggezza è meditazione da questi due.

Una domanda che tutti si fanno, quando pensano alla potenza della saggezza che spinge non più ai conflitti, ma alla pace, è come agire di fronte ad un attacco violento e non atteso, e sorridendo, Sri Sri dice che sebbene il violento abbia un dolore, quando attacca inatteso o ci vuole il medico o la Polizia: soprattutto bisogna difendersi. Non è come i pacifisti pensano, e questo fa piacere perchè la pace non è sottomissione indegna, avendo ogni uomo un confine personale che va protetto.

Per conoscere del tutto il pensiero di Sri Sri Ravi Shakar ci vuole tempo, le domande affollano la mente infinite, e tutte insieme. Quando si chiede come considera il suo programma spirituale le donne, dice tranquillo che le donne stanno un gradino più su dell’uomo. E’ strabiliante, e si vuole sapere di più. Dice: la vita ha quattro fulcri: la madre, il padre, il guru e l’ospite. Meraviglioso. Non si riesce quasi a pensare alla religione indu’, o alle varie religioni che vedono e trattano la donna in modo indegno. Il ritorno alle antiche fedi è inevitabile, ma di quelle dell’Antica Europa: la prima Creazione si riaffaccia alla mente decisa.

A proposito di violenza, il Saggio racconta che ha lungamente provato con l’ISIS a dialogare con lui, a cercare un punto di accordo per la pace, ma si è visto recapitare un corpo senza testa, pertanto ha tralasciato il contatto. Infine ha ribadito che la politica è lontana dal suo metodo, perchè distorce la comprensione, fa antagonismo, che, insieme al possesso, rovinano i viventi. Sta provando un incontro, piuttosto, anche con Israele, ma è ancora non definito, in quanto la religione ebraica impregna la loro politica da secoli .

Una calma inusitata, una gioia leggera segna il commiato di questa intervista, con l’augurio che raggiunga lo scopo che si è prefisso e con la voglia di collaborare con lui.

Marilù Giannone

102 Visite totali, nessuna visita odierna

assam, DIO, guru, ISIS, Pantheon, Spiritualità, srisri ravi shankar, vertums

Dalla parte di Putin… e della Grande “Madre Russia”

“Dalla Parte del PRESIDENTE PUTIN”

Considerazioni post presentazione del Libro di Luca Leonardo D’Agostini

A Roma, lunedì 2 luglio, presso l’Aula Consiliare del I° Municipio (in zona p.zle degli Eroi), si è svolto un “Incontro–Dibattito”, alla presenza di circa 50 Ospiti/Invitati, per la presentazione del Libro scritto da Luca Leonardo D’Agostini: “Dalla parte del Presidente Putin”. L’incontro è stato organizzato dalla “Associazione Madre Russia” e coordinato da Irina Tomakhina.

177 Visite totali, nessuna visita odierna

"L'Orologio", 1° Municipio Roma, Alessandro Meluzzi, C.O.I., Irina Tomakhina, ISIS, Luca leonardo D'Agostini, Madre Russia, Nato, Patto di Varsavia, putin, siria, stalin, usa, Yalta

Continua a leggere

Tamburi di Guerra

La settimana scorsa tre paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, gli Stati Uniti d’America, la Gran Bretagna, tradizionale alleata militare, e la Francia che aspira al ruolo di galletto nell’Europa continentale di un’Unione europea a pezzi, hanno fatto rullare i tamburi di guerra, quelli fatti con pelle d’asino dal suono più cupo, emesso per intimorire come preludio a nuove operazioni.

123 Visite totali, nessuna visita odierna

Assad, ISIS, macron, May, onu, russia, Trump, Turchia, ue, usa

Continua a leggere

Ciò che l’Europa finge di non vedere

 11 settembre 1683, VIENNA  –  11 settembre 2001, NEW YORK 

L’11 Settembre 1683, dopo un durissimo assedio che concludeva l’ invasione sanguinosa delle terre danubiane, l’esercito agguerritissimo e determinato del Sultano Solimano subiva una pesante sconfitta a Vienna, che terminò radicalmente le volontà aggressive del principe islamico: la fuga rovinosa ed umiliante del suo Vizir Kara Mustafà fece trarre all’Europa intera un gran respiro di sollievo.

111 Visite totali, nessuna visita odierna

Costantinopoli, Eugenio di Savoia, ISIS, kahlenberg, Marco d'Aviano, polonia, roma, Sobjesky, Solimano, vienna

Continua a leggere

Uomini & “bestie”

Un vero Martire a Dacca

I “musi neri” eliminati dalla Forze Armate del Bangladesh, dopo aver torturato ed ucciso i “crociati” che non conoscevano il Corano, sono l’ennesima dimostrazione della catastrofe che può fare una qualunque religione quando diventa estremismo. Nessun paese ne è esente, sia in questo secolo, che nei secoli passati, fin dai Fenici che buttavano i bambini, per onorare il loro Dio, fra le braccia caustiche del suo simulacro.

198 Visite totali, nessuna visita odierna

dacca, faraaz, ISIS

Continua a leggere

La inettitudine dei “Nostri (?) Governanti”

PUBBLICHIAMO UNA ANALISI SPIETATA E FORSE CRUDELE, MA PURTROPPO VERITIERIA, TRASMESSACI DA TORQUATO CARDILLI – ESPERTO DEL PANORAMA MEDIO ORIENTALE, PER I NUMEROSI ANNI IN CUI HA RICOPERTO IL RUOLO DI AMBASCIATORE D’ITALIA ALL’ESTERO, attualmente opinionista su “L’Italiano” quotidiano pubblicato in Argentina – in lingua italiana. 

Terrorismo  & Dintorni 

Quattro mesi fa scrivevo che gli assassini dell’ISIS non potevano essere considerati alla stregua di rivoltosi rivoluzionari con l’ambizione di dare, dopo l’eliminazione dei Raìs arabi Saddam Hussein e Gheddafi e del principe nero Bin Laden, un nuovo leader e un nuovo futuro ai diseredati del Medio Oriente. Gli atti di terrorismo che avevano colpito Tunisi, Beirut, Cairo, Sharm el Sheikh, Nairobi, Parigi e Bamako avrebbero potuto ripetersi in modo spettacolare a Bruxelles, centro nevralgico delle istituzioni europee e della Nato[1].

101 Visite totali, nessuna visita odierna

Bruxelles, cia, Farc, Fujimori, IRAK, ISIS, Libia, Molenbeek, Noriega, Servizi Segreti, siria

Continua a leggere

Terrorismo: la fede nell’ odio

Il “merito” del Terrorismo

 Ciò che abbiamo di fronte, dopo quanto è accaduto e sta accadendo a Bruxelles, davanti ai morti ed ai feriti, ai bambini che andavano a scuola, agli impiegati che andavano in ufficio, in una città un tempo serena, efficiente e laboriosa, non può non sconvolgere tutti. Siamo in guerra contro un nemico feroce, assassino d’innocenti, che dispiega le bandiere nere della morte contro la nostra civiltà europea e cristiana.

116 Visite totali, nessuna visita odierna

europa, IRAN, ISIS, ISRAELE, usa

Continua a leggere

Dall’Atlantico agli Urali …..

Alla ricerca di una “IDENTITA’ PERDUTA”

La strage di venerdì sera del 13 novembre a Parigi è stata definita come “L’ XI SETTEMBRE Francese”. Allora, nel 2001, moltissime persone ritennero giusto definirsi “Siamo Tutti Americani”, così come oggi tante altre ritengono sia doveroso ripetere “siamo tutti Parigini” ……

A prescindere dalla spietata efferatezza dl questo nuovo barbaro massacro – e dalla necessità di dover obbligatoriamente “REAGIRE” – è opportuno, però, fare alcune considerazioni, trattandosi di situazioni notevolmente diverse.

132 Visite totali, nessuna visita odierna

De Gaulle, europa Unita, IRAK, ISIS, Libia, putin, siria

Continua a leggere

La Germania apre le porte

La Cancelliera tra bontà ed astuzia

Se le decisioni improvvise e per la verità quantomai tempestive di ANGELA MERKEL  hanno dato una scossa alla moribonda Europa, hanno però avuto il risultato di consolidare ancora una volta il ruolo guida della Germania. Il filo spinato dell’ungherese ORBAN la lunga diatriba sul numero dei profughi da dividere in quote, la grettezza e la fragilità europee, sono apparentemente scomparse, ma, sciogliendosi come neve al sole, hanno confermato l’astuzia della Cancelliera, che ha mostrato alla mediocre comunità politica una supremazia, non tanto basata sulla visione umanitaria tirata fuori in extremis,  ma sulla capacità di sfruttare la crisi provocata  dell’emigrazione a favore degli interessi tedeschi.

104 Visite totali, nessuna visita odierna

Angela Merkel, ISIS, Viktor Orban

Continua a leggere

Le Ultime Esequie per “IL PADRINO” …. e note a margine

 Comunicato Stampa di Adriano Tilgher per il “Fronte Nazionale”

FUNERALE  CASAMONICA:  SINDACO & PREFETTO CONNIVENTI CON I CRIMINALI

“Il sindaco non sapeva nulla; il questore non sapeva nulla; il prefetto non sapeva nulla.  Tutti, a Roma, ignoravano che si sarebbe celebrato un funerale in stile mafioso alla chiesa di Don Bosco, eppure c’erano tv, radio e giornali.  Delle due l’una: o la sicurezza di Roma è affidata a incapaci, che dunque vanno rimossi immediatamente, o questi signori predicano bene e razzolano male.

94 Visite totali, nessuna visita odierna

Giubileo della Misericordia, ISIS, Mafia Capitale

Continua a leggere

L’ultimo saggio di Pietrangelo Buttafuoco

IL FEROCE SARACINO PARAVENTO DEL NOSTRO TERRORE  – L’ultimo saggio di Pietrangelo  Buttafuoco

Nel suo ultimo lavoro, “Il Feroce Saracino” ed. Bompiani, l’autore Pietrangelo Buttafuoco, coglie il significato ultimo di quella guerra Islam – Occidente, che i più ritengono sia uno scontro di religione: da una parte l’Europa, oltre dieci anni fa chiamata “Eurabia” dalla scomparsa Oriana Fallaci, e dall’altra la complessa macchina bellica dell’ISIS. Tutto questo massacro di uomini, cose ed idee, non è una lotta di religione, è soltanto uno scontro tra chi non crede e chi, al contrario, pone la propria vita al centro di un CREDO. In realtà, è un Medioevo di ritorno, che s’impone sulla diffusa incapacità occidentale di fare fronte al terrorismo.

104 Visite totali, nessuna visita odierna

ISIS, museo crocetti, oriana fallaci

Continua a leggere

Intervista all’Ambasciatore dell’ Armenia

INTERVISTA all’ Ambasciatore  S. E. SARGIS GHAZARYAN  per il  centenario dell’inizio del genocidio armeno (1915-2015)__________________ a cura di Giuseppe PACCIONE *

 

1) Un secolo fa ci fu il genocidio del popolo armeno, ci può tracciare l’origine di tale atrocità?  A un secolo di distanza si può tracciare l’origine. L’origine del genocidio è sicuramente è da ricercarsi in quel piano geo-politico che, in qualche modo, si delineava già verso la fine dell’800 dell’Impero ottomano; in altri termini, dopo aver perso le province dei Balcani con la sommossa anche delle popolazioni arabe e, quindi, con il graduale e continuo restringimento dello spazio della protezione dell’Impero ottomano, emerge questa ideologia fatturanica che vedeva quel mondo turco fono a est che arrivava sino alle province nord occidentali tra La Cina e l’Anatolia, passando per l’Asia centrale e il Caucaso, il nuovo spazio vitale, in qualche modo, delineato nell’accezione hitleriana a questo spazio vitale per l’Impero ottomano. In quel contesto, in quella proiezione l’unico ostacolo, l’unica isola non turco fona, non musulmana era l’Armenia storica. Il piano è piuttosto certo. Bisogna eliminare quell’ostacolo e si aspetta un pretesto e allo stesso tempo non dimentichiamo che, invece, nella capitale dell’Impero, a Istanbul, c’è una intellighenzia armena piuttosto progressista che si forma nell’università europee, che in qualche modo torna a Istanbul e sono proprio quelli che vogliono una riforma profonda in termini moderni dell’Impero. Nel contempo, una classe economica e commerciale considerata abbastanza vibrante e che, pertanto, ci sono in qualche modo, in un momento in cui, poi, la Turchia entra nel primo conflitto mondiale vi è il pretesto in base al quale la maggior parte dei genocidi nell’900 vengono celati dietro ai conflitti mondiali. Il pretesto consisteva nella demonizzazione dell’armeno come l’origine dei mali dell’Impero ottomano e di conseguenza non attribuire all’armeno di sudditi e non affidabili secondo il movimento dei Giovani turchi. Spesso gli armeni contribuivano alla prosperità e al progresso dell’Impero ottomano. Quello è il momento in cui viene pianificato l’azione di genocidio, cioè viene messo in piedi una struttura ad hoc, denominata “organizzazione speciale” e, quindi, una rete dei governatori e degli appartenenti di esponenti al governo del partito dei Giovani Turchi.

2) Nel mondo attuale, il fenomeno del genocidio non è stato ancora cancellato.  L’esempio armeno potrebbe essere utile a far comprendere la pericolosità di questo fenomeno?  Sicuramente, sì! Negli studi dei genocidi, il caso armeno viene considerato come il proto genocidio. Mesi dopo l’inizio dell’azione del genocidio, il 24 aprile del 1915, viene specificata con l’arresto e la deportazione e l’eliminazione dell’intelligenza armena. Allo stesso tempo venivano chiamati alle armi, per la prima volta, nell’esperienza ottomana gli uomini armeni dell’età dai 18 ai 50 anni, che diede campo libero e semplice all’operazione del genocidio nei riguardi dei bambini, delle donne e degli anziani. In altre parole, il genocidio armeno certamente è quell’anello che lega la belle epoque al darwinismo sociale poi degli anni trenta e quaranta del secolo scorso in Europa. Per la prima volta, nel giugno del 1915, grazie all’intesa della Francia, della Russia e della Gran Bretagna, si usa l’espressione “crimine contro l’umanità”, proprio durante la condanna nell’azione del governo ottomano contro gli armeni. Il termine “genocidio” non esiste ancora, ma verrà coniato nel 1944 dal giurista polacco, di origine ebraica, Raphael Lemkin. Quest’ultimo è stato uno studioso del genocidio armeno e conia la fattispecie di reato, riferendosi in quel momento a quelli che erano i fatti noti nella pianificazione e implementazione del genocidio nei riguardi degli armeni. Quello è anche il termine giuridico che è alla base della “Convenzione delle Nazioni Unite per la Prevenzione e la Repressione del Crimine del Genocidio”, del 1948.

Perché è attuale ancora il genocidio armeno a cent’anni dai fatti? Per la ragione che ancor oggi vi è un negazionismo di Stato da parte degli eredi di quello che fu l’Impero ottomano e cioè l’attuale governo turco. Nel caso del genocidio armeno, rispetto agli altri genocidi del novecento, non si tratta di negazionismo di estremista di destra, ma si tratta di negazionismo che è estremamente pericoloso in questi termini ed è l’ultimo atto di un genocidio ovvero è quell’atto che rende il crimine reato incrementato, portato a conclusione con successo un crimine perfetto; quindi, negato e dimenticato e di conseguenza replicabile. Qua mi preme ricordare quelle parole di Adolf Hitler annunciate il 22 agosto del 1939, prima dell’invasione della Polonia, quando raduna il suo stato maggiore, quando li incita a essere irremovibili nell’azione anche nei riguardi dei civili, di essere feroci, di essere determinati. Qui nel suo discorso, domandandosi ironicamente chi dopo tutto si ricordava ancora dell’annientamento degli armeni? A questa domanda dovrebbe rispondere la società civile, come pure i governi. In altre parole, da una prospettiva contemporanea, la memoria per noi vuole essere più prescrittiva che descrittiva cioè quella memoria alla prevenzione dei genocidi.

3) L’ISIS (Islamic State Iraq & Syria)che avanza, come sta affrontando il problema del terrorismo l’Armenia?  Prima di tutto mi preme dire che l’Armenia da consumatore di sicurezza, negli ultimi 15 anni, si formato in un fornitore di sicurezza che si basa, per l’appunto, sul concetto della complementarietà e multilateralità di politica estera di sicurezza. In altre parole, l’Armenia ha contribuito e contribuisce ancora alla missione di pace nel Kosovo, era presente nella pacificazione dell’Iraq, dell’Afghanistan, siamo presenti con il contingente ONU sotto comando italiano (UNIFIL) nel Libano del sud, con una determinazione, appunto, di aumentare anche la nostra presenza in termini numerici in quella missione. In sostanza, ci assumiamo una responsabilità di fronte a una sfida e minaccia che certamente non è regionale, ma riguarda l’intera comunità internazionale. Dall’avvento di questa grottesca organizzazione che ne fa dell’assassinio una spettacolarizzazione. Naturalmente, voglio ricordare che le nostre comunità armene sono esposte a minacce nelle aree dove opera l’Isis, mi riferisco nei territori iracheni e siriani. Voglio inoltre rammentare che vi sono ancora 80 mila armeni diroccati ancora ad Aleppo (Siria), dove abbiamo ancora aperta la nostra sede consolare, dove i miei colleghi, eroicamente, continuano ancora a essere presenti per essere gli occhi e le orecchie della comunità internazionale, ma in termini delle questioni umanitarie.

4) Come sono i rapporti tra l’Armenia e l’Italia?  La ringrazio molto per questa domanda perché viene posta propria alla vigilia della visita ufficiale del Presidente della Repubblica d’Armenia Serž Sargsyan in Italia, questo mese. Sono rapporti che hanno duemila anni di storia. Iniziano nel 66 dopo Cristo, quando il Re armeno Tiridate I si recò a Roma per ricevere la corona da Nerone, che, poi, sono stati duemila anni di continue relazioni di solidarietà ricevuta ma, allo stesso tempo, di generoso contributo alla costruzione dell’Italia, come è conosciuta oggi. In altre parole, sono rapporti antichi. I rapporti formali, diplomatici fra il nostro Paese e il vostro s’instaurano molte settimane dopo la dichiarazione d’indipendenza nel 1991, quando l’URSS si stava sgretolando. Quest’anno, infatti, celebreremo i 24 anni dei rapporti diplomatici con l’Italia. Ad esempio, sul piano commerciale, negli ultimi 4 anni, l’interscambio, che è stato caratterizzato dalla recessione, dalle crisi economiche nel mondo, è aumentato del 92%. In Armenia vi operano più di una sessantina di imprese con capitale italiano. Circa la cooperazione culturale, abbiamo delle storie di successo straordinarie da raccontare.

 *Intervista già registrata a cura dell’ autore per il mensile de “La Gazzetta italo-brasiliana”

2015-03-05 19.00.49

117 Visite totali, nessuna visita odierna

Armenia, ISIS, Turchia, Unifil

Bibbia o Corano?

E si, perché certa informazione compiacente è complice di questi spargimenti di sangue !!!  IN-FORMARE invece è diverso, in-formare significa creare cittadini in grado di agire per il bene comune che è la vita.

Abbondantemente atroce, notevolmente grondante di sangue, è il momento di chiarire che questa non è informazione !!!

107 Visite totali, nessuna visita odierna

Al Shabaab, Al-Qa'ida, ISIS, Izzedin Elzir

Continua a leggere

“Fermiamo il Terrorismo”

 

OGGI alle 18.30, è indetta una fiaccolata a Piazza della Rotonda (Pantheon), per dire basta al terrorismo e all’invasione delle nostre coste da parte degli immigrati, a cui parteciperà anche il Presidente di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale Giorgia Meloni. L’ISIS è giunto ad un passo da casa nostra, fermiamo il terrorismo e  “DIFENDIAMO L’ITALIA !”

95 Visite totali, nessuna visita odierna

Difendiamo l'Italia, fratelli d'Italia, ISIS

Continua a leggere

Yes, we can

 YES, WE CAN  –  Una mattinata insieme a Barack Obama tra:Welfare, Obama care, politica interna e… sondaggi _____________________________________________di  Cristian ARNI 

 Il Presidente Obama è andato in “Tour” negli States, durante l’Estate appena trascorsa, in cerca di popolarità e consensi. I sondaggi dei maggiori Network e Media locali e nazionali a luglio lo davano in calo, calo confermato nel mese di agosto quando la percentuale si attestava intorno al 38%.

La percezione che possiamo avere noi europei nei confronti degli Stati Uniti d’America certo potrebbe risentire di rivendicazioni, a torto o ragione, antipatie, sentimenti di anti-americanismo da un lato, oppure condanne di esterofilia, sindrome dello Yankee per chiunque invece simpatizzi per i cugini d’oltreoceano.

190 Visite totali, nessuna visita odierna

"gendarmi" del Mondo, American style, ISIS, U.S.A., Yankee

Continua a leggere

Manifestanti curdi assaltano Montecitorio

Distruzione e saccheggio arriveranno anche a casa nostra…con l’ indifferenza,con l’arroganza,con il pensare che a noi non succederà mai: nel frattempo già , qualcosa succede…

 In sala stampa della Camera dei Deputati a Montecitorio è arrivato il frastuono di urla, giornalisti e operatori presenti ad una conferenza stampa si sono precipitati fuori,(mentre molti politici correvano impauriti dentro)  e, al  portone d’ingresso  un folto gruppo di manifestanti curdi, riconoscibili da bandiere  ad un passo dal coronare con l’ingresso nell’atrio quello che può definirsi un breve quanto concitato ‘assalto’ alla Camera. Gli attivisti sono riusciti a superare il cordone di rispetto che separa la zona di piazza Montecitorio riservata alle manifestazioni dall’area di accesso al Palazzo. Tanto da arrivare a ridosso del picchetto d’onore che lo presidia, nei giorni di seduta.

92 Visite totali, nessuna visita odierna

curdi, ISIS, montecitorio

Continua a leggere

Un Premio Nobel per la Guerra

Un PREMIO NOBEL per la GUERRA  ______________________________Torquato CARDILLI *

 

Gli uomini politici hanno imparato che le telecamere stanno sempre in agguato pronte a cogliere qualsiasi loro atteggiamento che possa risultare sgradito al pubblico e quindi suscettibile di far perdere consensi. Perciò quando parlottano tra di loro, imitando goffamente i giocatori e gli allenatori di calcio che vogliono sfuggire alla censura della FIFA, mettono sempre la mano davanti alla bocca per evitare che possa essere letto, con il teleobbiettivo e la moviola, il labiale che evidentemente riferisce cose sconvenienti o che è bene il pubblico non conosca.

Non hanno però ancora imparato a diffidare delle fotografie che possono essere, a distanza di tempo, la prova documentale dei loro intrighi amorosi (vedi Hollande) o politici. E’ questo il caso di un esponente di spicco dell’establishment americano, non uno qualunque, ma il senatore repubblicano dell’Arizona John Mc Cain, fatto prigioniero e decorato con medaglia d’argento al valor militare nella guerra del Vietnam, già candidato alla Casa Bianca contro Obama, le cui foto hanno percorso in tutta la sua ampiezza la rete informatica mondiale. E che non si tratti di fotomontaggi è stato confermato da fonti della stessa intelligence americana.

96 Visite totali, nessuna visita odierna

Al-Baghdadi, ISIS, obama

Continua a leggere

Newsletter

Iscriviti al Servizio Newsletter di Consulpress e riceverai via posta elettronica gli ultimi aggiornamenti dalla nostra Agenzia di Stampa.

Archivio Articoli

© 2013-2019 Consul Press. Testata registrata presso il Tribunale di Roma, N° 87 del 24/4/2014.
Editore: Associazione Culturale "Pantheon" - Direttore Responsabile: Antonio Parisi
Sede: via Tagliamento, 9 - 00198 Roma (RM). Telefono: (+39) 06 92593748 - Posta elettronica: info@consulpress.eu

Le statistiche sulle visualizzazioni degli articoli, si riferiscono ad un periodo che inizia da gennaio 2019.