mercoledì, 19 Giugno 2019
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Tag: made in italy

News in “Casa” di ITALIA MADRE

ITALIA MADRE prosegue nella “Radicalizzazione sul Territorio”

Venerdì 22 marzo, a seguito di una “Riunione dei Quadri” di Italia Madre, svoltasi in data 8 marzo, presso la nuova Sede di Roma in via del Gesù, Irene Pivetti, Presidente del Partito, insieme al Coordinatore Nazionale Pier Luigi Sarzi Amadè, ha ufficializzato la nomina di Fabrizio Salvitti, quale nuovo Coordinatore di Roma e Provincia, con un comunicato diramato alla stampa, come riportato in calce. (*)

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Il “Made in Italy” nel Mondo: al via il nuovo progetto di internalizzazione delle imprese di Conflavoro PMI

“Il mondo ha fame di Made in Italy”

E’ questa l’ultima iniziativa messa a punto dalla Confederazione delle piccole e medie imprese, Conflavoro PMI, e presentata mercoledì pomeriggio a Palazzo Madama, nella sala dedicata ai caduti di Nassirya. Un roadshow per parlare di Made in Italy e di internalizzazione delle piccole imprese che girerà alcune città della Penisola (Cagliari, Lecce, Firenze, Verona, Torino) a partire da venerdì 8 febbraio allo scopo di supportare le imprese italiane e creare una rete di professionisti che sia di sostegno alla loro espansione nei mercati internazionali.

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‘Il mondo ha fame di Made in Italy’, Conflavoro Pmi presenta l’internazionalizzazione d’impresa

L’ Internazionalizzazione Imprenditoriale del MADE IN ITALY

Mercoledì 6 febbraio alle ore 15, Conflavoro Pmi presenta al Senato il roadshow “Il mondo ha fame di Made in Italy”, un tour in cinque tappe per aiutare le Pmi nel processo di internazionalizzazione di impresa e sostenere l’ampliamento dei loro mercati all’estero. Saranno presenti parlamentari e circa 70 imprenditori provenienti da tutta Italia. Prima tappa del roadshow l’8 febbraio a Cagliari.

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Un progetto per le “Eccellenze Italiane”
dell’ AgroAlimentare

PER  UN NUOVO “RINASCIMENTO DEL LAVORO”

e l’ esaltazione del “MADE in ITALY”

 

Tra GLOCAL FOOD ITALY  e l’Agenzia Giornalistica CONSUL PRESS è stata avviata una collaborazione con l’intento di raggiungere positivamente risultati di particolare rilevanza. Trattasi di una sinergia non nata casualmente, sia per la comune convinzione di voler condividere e realizzare determinati obiettivi condivisi, sia anche per una antica amicizia tra alcuni componenti dei due Team.

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Rafforzare il valore del Made in Italy
tra gli obiettivi primari di Italia Madre

Un Brindisi Natalizio ed Augurale per un “NUOVO RISORGIMENTO” ispirato al MADE IN ITALY

 Si è svolto a Milano il 19 dicembre presso la sede di “Italia Madre Milano” il brindisi di Natale con la Presidente Irene Pivetti, che ha incontrato tantissimi dei suoi sostenitori, accogliendoli insieme al Coordinatore Provinciale di Milano Marco Civiltà con un caloroso saluto e brillante discorso di benvenuto. A condurre la serata, la giornalista tv Ketty Carraffa che ha inizialmente presentato lo staff regionale e provinciale milanese, per poi cedere la parola alla Presidente di Italia Madre Irene Pivetti, mentre nella seconda parte della serata ha lasciato spazio a una sfilata di alta moda che ha visto protagonisti abiti di estrema classe e bellezza, in piena rappresentanza del nostro inimitabile made in Italy.

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Italia Madre: un nuovo “Progetto per l’Italia”

un “NUOVO RINASCIMENTO” per auspicare un prossimo “RISORGIMENTO”

Il 4 dicembre a Reggio Emilia Irene Pivetti presenterà “Italia Madre”, il suo nuovo partito politico nato dalla necessità avvertita come impellente di far riemergere l’economia e l’imprenditoria locale, avere servizi migliori e benefici sociali.

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The Extraordinary Commonplace: campagna di 2 anni per Made in Italy in India

L’ICE di New Delhi ha annunciato una campagna promozionale di due anni dedicata a rilanciare il Made in Italy in India con una serie di eventi nel campo della moda, del design, del food e di altri settori di punta del Belpaese. L’iniziativa, battezzata “Italy: The Extraordinary Commonplace”,

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Il Manifesto dei “Numeri 1” Italiani

I 10 PUNTI del “MANIFESTO con cui il Made in Italy disegna il proprio futuro  TALE “DECALOGO” E’ STATO PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO “ITALIA OGGI” A SEGUITO DI UN SUMMIT TRA I PRINCIPALI IMPRENDITORI ITALIANI, SVOLTOSI PRESSO IL PIRELLI HANGAR BICOCCA ED ORGANIZZATO DAL GRUPPO CLASS EDITORI in occasione del 35° Anniversario del proprio mensile Capital.  

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in lode a un Titano

Auspicando l’avvento di un’ EUROPA CHE NON C’E’ 

Io non sono tedesca, anche se sono stata in Germania più volte. Io non sono mai stata simpatizzante di partiti pseudohitleriani, come quelli  apparsi anche  in USA. Io sono italiana, di quelli che apprezzano i Marò innocenti, i conterranei presi a calci dall’Europa per questioni di pesca, produzione di latte e formaggi; io vorrei fare altrettanto per quei grassi  minushabens che rovinano la Barcaccia e ne escono innocenti.  Io sono una cittadina italiana, per grazia ricevuta e non per inciucio globalistico imposto e, pertanto, voglio dire la mia.

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Commercio: battuta d’arresto delle vendite alimentari

 

Farsi domande non basta più, agire? Come? Poteva bastare organizzare una sagra alimentare come EXPO per far ripartire i consumi? Invogliare le persone  ad acquistare prodotti di qualità? No, la gente è sempre più povera, sempre meno in salute, sempre più arrabbiata. Lo spettro della miseria fa diventare tutti più cattivi, ognuno marca  il proprio territorio. Nei rifugiati, negli immigrati, vediamo noi stessi, negando di essere uguali a loro, perchè , forse  a breve , potremmo trovarci nelle stesse condizioni. Ogni paese  erge il proprio muro, una volta lo abbiamo abbattuto, chissà ; forse allora faceva comodo buttarlo giù. Sassi, mattoni, cemento: più facili da trovare che non il cibo, più facile tirar su un muro che dare un piatto di minestra. Nel frattempo, siamo in tanti a non fare più la spesa, quella buona, quella che una volta si chiamava : la spesa del contadino, poi diventata :MADE IN ITALY.  CRISI ALIMENTARE

 Commercio: battuta d’arresto delle vendite alimentari “made in Italy” 

La Cia commenta i dati sulle vendite al dettaglio diffusi dall’Istat. Il presidente Scanavino: occorre un progetto organico di interventi che passi in primis dal settore primario, attraverso aggregazione dell’offerta e delle filiere, innovazione e semplificazione. Solo così si potranno cogliere le potenzialità ancora inespresse dell’agroalimentare tricolore.

            Dopo tre mesi di crescita, tornano a diminuire le vendite di prodotti alimentari “made in Italy” che, nel mese di aprile rispetto allo scorso anno, perdono quasi un punto percentuale in valore (-0,8%) mentre gli acquisti delle famiglie in volume si riducono dell’1,8%. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati Istat, spiegando che il calo dei consumi trova conferma nell’andamento tendenziale del fatturato dell’industria alimentare, crollato ad aprile del 4,6% rispetto a una sostanziale invarianza (-0,2%) del fatturato totale nazionale.

            Tutto ciò -spiega la Cia- si riflette inevitabilmente sul livello qualitativo degli alimenti acquistati con una tendenza a preferire i cibi “low-cost”. Quella dei discount alimentari è infatti l’unica tipologia di esercizio commerciale dove gli acquisti di prodotti agroalimentari continuano a correre (+2,2%), mentre nella grande distribuzione le vendite diminuiscono dello 0,7%, così come nei piccoli negozi dove il calo è ancora più significativo (-1,2%).

            “Rispetto al primo trimestre del 2015, quando i positivi risultati sul commercio al dettaglio facevano presagire una definitiva inversione di tendenza nelle dinamiche di acquisto -osserva il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino- i dati di aprile fanno segnare una battuta d’arresto. Per ridare certezze future e far ripartire al più presto le vendite è urgente che le imprese agricole siano al centro dell’agenda economica nazionale”.FAME

            “L’agricoltura, essendo per sua natura particolarmente vulnerabile ed esposta alle emergenze e alla volatilità dei mercati, è una delle attività economiche che sta incontrando particolari difficoltà per uscire dalla crisi. Ciò che occorre -sottolinea Scanavino- è un progetto organico d’interventi necessario a rilanciare il ‘made in Italy’ agroalimentare. Un progetto che passi inevitabilmente attraverso l’aggregazione dell’offerta e la promozione di una più efficace organizzazione delle filiere; l’innovazione e la modernizzazione dell’assetto imprenditoriale; la semplificazione e la sburocratizzazione amministrativa; l’internazionalizzazione, senza trascurare il necessario processo di defiscalizzazione e di modernizzazione del mercato del lavoro”.

            Soltanto così, conclude il presidente della Cia, “si potranno cogliere le potenzialità ancora inespresse dell’agroalimentare italiano e, di pari passo, capitalizzare gli straordinari valori materiali e immateriali che caratterizzano e distinguono l’offerta del ‘made in Italy’ nel mondo, mettendoli a sistema in una prospettiva di rilancio e valorizzazione”.

A voi lettori una valutazione di tutto quel che accade nel mondo dell agroalimentare, visto dalla parte di chi, ogni giorno deve fare il conto con quel borsellino da aprire.

Adelfia Franchi

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Divisioni sul ‘made in’ molto pericolose

Ue,Valeria Fedeli, vice -presidente del Senato: Divisioni sul ‘made in’ molto pericolose 

“Le divisioni sul ‘made in’ emerse ancora oggi a Bruxelles tra i 28 paesi sono molto pericolose, perché la mancanza di reciprocità nelle regole commerciali tra l’Europa e il resto del mondo continua a danneggiare sia importanti settori del nostro sistema industriale che i criteri di sicurezza e informazione dei consumatori”. 

Lo dichiara, in una nota, la Vicepresidente del Senato Valeria Fedeli a proposito di quanto emerso al termine del dibattito pubblico del Consiglio Ue competitività, e aggiunge: “Condivido pienamente le preoccupazioni espresse dal Viceministro Carlo Calenda, che sta negoziando per l’Italia il dossier ‘made in’, perché nel pacchetto sulla sicurezza dei prodotti è indispensabile siano tutelati almeno quei settori che riscontrano le maggiori difficoltà in termini di concorrenza sleale e mancanza di rintracciabilità dei prodotti”. MADE IN ITALY

“Proprio mentre l’Italia realizza, finalmente, un segno distintivo unico per le proprie produzioni agroalimentari – conclude Valeria Fedeli – per migliorare l’export e contrastare l’italian sounding, cioè l’illegittima evocazione dell’italianità di prodotti non italiani, non riuscire ad ottenere, dopo dieci anni di discussione, regole certe sull’identificazione delle merci importate, rappresenterebbe un’occasione mancata per tutti i cittadini e le imprese d’Europa per realizzare, veramente, una corretta competizione globale”. 

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Dalla spiga al piatto: alla Forestale si parla di Pasta di qualità

La Pasta simbolo del made in Italy nel mondo, regina delle tavole degli italiani e delle migliori pellicole di Totò, è stata la protagonista della mattinata organizzata dal Corpo Forestale dello Stato, che ha visto riunirsi a Roma ricercatori, medici, esperti del settore, produttori e storici per fare il punto e confrontarsi su un tema che, forse solo a tavola, conoscono tutti.

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Cenerentola “Made in Rome”

La sua fortuna è che Cenerentola non è un cartone animato, come fu nel primo film Disney del ’50. Stavolta le attrici sono in carne e ossa, e quindi da vestire. E’ nato così il tocco ‘made in Roma’ dei 20 costumi indossati nella favola della sguattera gentile che diventa principessa, firmati da Annamode, sartoria romana che in 70 anni ha lasciato il segno (e l’etichetta) sugli abiti di quasi tutti i film del Neorealismo, passando per ‘Matrimonio all’italiana’, ‘Ultimo tango a Parigi’, ‘La grande bellezza’ di Sorrentino e conquistando spesso Hollywood.

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Bilancio positivo per “La Moda Italiana a Seoul”

“La Corea del Sud va a gonfie vele”. Lo assicura il presidente di Ente Moda Italia, Antonio Gavazzeni, di rientro dal sesto appuntamento con “La Moda Italiana a Seoul”, progetto espositivo organizzato da EMI in collaborazione con Sistema Moda Italia, il 9 e 10 febbraio scorso.

Quarantasei i brand italiani che hanno partecipato, circa 600 gli operatori del settore intervenuti nei due giorni dell’appuntamento espositivo (dei quali quasi il 30% erano new entries).

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Un Post-It per Due Presidenti

I° Gennaio:  “Un Post–It  per Due Presidenti” > Dopo aver ascoltato mercoledì 31 dicembre il discorso di GIORGIO NAPOLITANO (Presidente della Repubblica) e dopo essermi ricordato le recenti esortazioni di MATTEO RENZI (Presidente del Consiglio) sulla irrinunciabile necessità di valorizzare le nostre potenzialità, da parte mia sento la necessità di porre ai Due Presidenti una domanda.

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Milano Fashion Global Summit

Si è svolto oggi il Milano Fashion Global Summit 2014 dal titolo “Fashion is food, food is fashion”. Il summit, organizzato da Class Editori con la collaborazione della Camera Nazionale della Moda Italiana e Bank of America, riunisce i più importanti esponenti del settore per discutere ed analizzare le nuove opportunità e sfide che il settore della moda e dei luxury goods affrontano in un mercato in continua trasformazione. 

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Brand Italy: le aziende italiane espongono in Qatar

Brand Italy è la prima esposizione del Made in Italy in Qatar che si svolgerà dal 10 al 12 novembre a Doha presso il Qatar National Convention Center. Sarà un percorso che darà la possibilità ai visitatori ed ai buyer di conoscere la vera eccellenza italiana e tutte le aziende che hanno fatto del Made in Italy un marchio sempre più apprezzato e di successo.

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Mangiare sano,parla italiano

Alimentare: per Dop e Igp è l’Italia la vera “locomotiva d’Europa”, con 266 prodotti certificati contro i 99 della Germania

La Cia in occasione dell’iscrizione della Piadina romagnola e della Salama da sugo nel registro europeo delle denominazioni protette: il nostro Paese resta leader indiscusso, ma si può fare ancora di più per sviluppare il segmento. Oggi il 97% del fatturato è legato solo a 20 prodotti, è necessaria più promozione e investimenti sui prodotti meno conosciuti.

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Fashion Pills: il Made in Italy sbarca in Polonia

Lo scorso 29 agosto in Polonia, a Rzgov, è stata inaugurata (presente anche Anna Fendi –ndr) la più grande città della moda europea: il Ptak Fashion City. La particolarità è che all’interno di questa immensa area, ad aprile, sarà ultimato il Centro della Promozione del Made in Italy, 30 mila mq dedicati non solo al fashion ma anche al design ed alla gastronomia del Bel Paese.

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Il Made in Italy è ancora un valore?

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<L’attuale momento storico che tutti noi stiamo attraversando è caratterizzato da diverse contraddizioni: si parla di Europa, utilizzando una moneta unica ma esistono ancora campanilismi ed interessi privati, siamo circondati ed accerchiati dalle tecnologie più sofisticate, ma ciò ha distrutto e diviso le famiglie e gli individui>. Parole dure, in controtendenza con quanto più spesso emerge circa l’Unità di un Popolo, quello Italiano e l’abbattimento delle barriere mentali che vogliono ancora un Nord ricco ed evoluto ed un Sud che fatica a dimostrare il proprio valore, umano ed economico. Lo sa bene il dott. Massimo Urbani, esperto di cooperazione umanitaria in Africa, in Asia ed America centrale, che per circa un ventennio, lo ha portato a operare in aree remote e di crisi, collaborando ad operazioni speciali con le Nazioni Unite, con la Croce e Mezzaluna Rossa Internazionale di Ginevra e con il Ministero Affari Esteri italiano, nella regione dei grandi laghi in Africa, Algeria, Iran, Somalia, Zimbabwe, Libia, Haiti.

Unico operatore umanitario al mondo ad aver trascorso dieci anni nella Repubblica Democratica Popolare di Corea, meglio nota come Corea del Nord di cui ne diviene esperto con conoscenza adeguata e diretta. Insomma, il dott. Urbani rappresenta quel gruppo di persone che hanno portato concretamente un po’ d’Italia fuori dai confini europei, spinte dal solo amore per il Paese Italia e intenzionate a mantenere il made in Italy come valore e non come mera valuta per arricchire i pochi che sperperano.

Dott. Urbani, vista la sua pluriennale esperienza e la nascita del Progetto “C’è Italia”, qual è il vero problema?

<Pullulano enti, agenzie, istituzioni ma nessuno sa come comportarsi in ambito imprenditoriale o commerciale. Tali, diversi e variegati fattori colpevolizzano o impediscono la presenza italiana nel mondo.

Solo un secolo fa un Popolo alla deriva, umiliato e sconfitto, partiva con malsani piroscafi e senza, inoltre, sapere le lingue, raggiungeva posti sperduti, aree isolate, zone inospitali ed issando la nostra bandiera accomunata al Crocefisso, con lacrime e sudore, trasferiva la conoscenza italiana unica in ogni settore, creando da una parte benessere delle masse, dall’altro progresso per le Nazioni tutte. Dalle disgrazie nascono i benefici… pertanto le Comunità italiane espatriate nelle Americhe, in Oceania, nel nord Europa, talvolta in Africa da ultime divennero, nel corso di due generazioni, gestrici e Maestre nel Mondo. Sulla scia di tale colonizzazione il termine ITALIA, in mezzo secolo, diviene sinonimo di fascino, qualità, bellezza, armonia, equilibrio, innovazione. Solamente l’Oriente rimane evaso ed escluso da tale diaspora: troppo lontano, troppe leggi, troppe complicazioni. L’Oriente faceva paura ora attrae>.

Nonostante le molteplici eccellenze in ogni settore, perché l’Italia fatica ad emergere?

< I due soli e precipui aspetti della completa assenza dell’industria e commercio italiani: secoli fa Maestri ora alunni indisciplinati ma soprattutto svogliati, delusi. Solo una ridda di marchi, spot, logos, novellini ammaliati da facili guadagni presentano e ci presentano all’estero; mai una giusta immagine, conoscenza, analisi dei mercati e dei loro potenziali clienti. Nulla e niente corrisponde a realtà: si parte da soli, a malapena con l’amante che diviene interprete e procacciatrice di affari ma che poi sconvolge e travolge le nostre vite ed i nostri interessi. Alcuna realtà e conoscenza concreta del Paese che ci ospita dove a malapena ci affidiamo al primo autista trovato nelle notti degli aeroporti o al portiere che ci accoglie in alberghi dove si pratica sesso a buon mercato. Nella mitica Cina che ospitò ed accolse Marco POLO e Matteo RICCI, oggi nel 2014 siamo oltre il 20° posto in termini di affari>.

Giusto ma quale tutela ha un imprenditore che decide di “osare”?

<Questo il Secondo deleterio e terrificante aspetto: ogni imprenditore magari pronto e preparato per sbarcare in lidi lontani, trova nel bar sotto casa o in chiesa agenzie, movimenti, brokers, società, franchising, procacciatori, PR, business experts, enti, istituzioni, gemellaggi, uffici di consulenza, holding; un mercato di mercanti di merci fittizie, facili guadagni, surrogati e succedanei, sogni proibiti, procacciatori e faccendieri, truffe assicurate, costellate ed incorniciate da camere di commercio, libero scambio, uffici di rappresentanza, ambasciate, consolati semplici ed onorari, Ice, Sace, Simet, cooperative e cooperazioni che non solo non ricevono ma neanche si degnano più di rispondere a qualsiasi nostra richiesta o semplice domanda. Niente nessuno ci parla, ci indirizza, ci consiglia, niente nessuno, il vuoto più totale e terrificante>.

Esiste una soluzione? Cosa propone?

< ovviare a tutto ciò? Semplice, fattivo, a nostra portata e soprattutto alla portata di tutti, senza alcuna spesa: tornare alle Arti e Mestieri per cui siamo ancora in prima linea al mondo, presentarsi adeguatamente, conoscersi reciprocamente e conoscere altri imprenditori e soprattutto i Paesi dove si intende andare ad operare ma farlo direttamente ed in prima persona, essere totalmente coinvolti e conoscitori di quanto sta compiendosi e sviluppandosi, sine irae et studium – dicevano i romani – stabilire sani, solidi e concreti rapporti di qualità con tutte le controparti, basati sui valori e non esclusivamente sulla valuta, presentando, prevedendo e producendo attività, progetti, programmi e prodotti di certa e sicura qualità, inconfondibili ed imbattibili a qualsiasi livello su qualsiasi mercato estero. La qualità dei materiali, la fattura che li caratterizza e la cura dei dettagli hanno reso sempre, dovunque e con chiunque vincente la nostra Azienda Italia.

Porsi di fronte a politiche economiche o ad economie politiche a noi sconosciute senza mai innamorarsi di nessuno, poi consociarsi in modo completo diversificato ma integrato. Una spedizione, un ufficio o realtà estera ha bisogno di logisti, legali, interpreti fidati, esperti, informatici, maestri e poi partire assieme dando alla controparte il tempo adeguato e necessario per far sì che i nostri programmi, progetti, prodotti vengano studiati, assimilati accettati, modificati, corretti, diffusi e portino a dei proficui profitti che magari talvolta non collimano e/o corrispondono alle nostre iniziali aspettative. Non possiamo imporre nulla di noi ad altri senza un previo periodo di fattiva e produttiva collaborazione; la firma di semplici contratti non assicura il risultato, solamente la produzione di merci atte e rispettose dei popoli stranieri in nome dei comuni principi assicura un risultato certo e continuo>.

Nulla equipara  e supera il fascino e la cultura italiana di quegli uomini che, pur confrontandosi e scontrandosi con tutti i problemi legati all’emigrazione e al desiderio di preservare il Made in Italy come Valore, riesce a dare una lezione di vita che esula dalle strategie di marketing.

<Solamente il riavvio di arti e mestieri, fondamento di C’è Italia, in qualsiasi angolo della Terra, porterà ad unificazione delle diversità con creazione di prodotti adeguati, ad una Vita armonica ed equilibrata a favore di Individui che da una parte ancora non posseggono e/o gestiscono denari e dall’altra sono privati e privi del più semplice supporto ed apporto umano e materiale. Assieme, come armoniose e complete sono le dita di una mano per incontrare e stringere l’altra che ci attende ma che purtroppo non conosciamo assolutamente e quando dopo un po’ magicamente guardandosi negli occhi, sorridendo, stringendoci le due mani e smettendo una volta per tutto di essere presi o di fare a pugni; ecco così dovremmo partire come fecero i nostri Avi in silenzio, sorridenti, determinati e consapevoli delle nostre qualità umane e professionali>.

 

 Roberta Spinelli

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