giovedì, 21 Marzo 2019
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Tag: Mattarella

Un grazie al Presidente Mattarella

….. “RED LAND”

Il Presidente Mattarella per la prima volta da quando è in carica si è espresso finalmente in modo sincero sulla tristissima realtà delle foibe, forse perchè da diverse fonti gli è stata evidenziata la tragica esistenza.

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The day after: il giorno dell’impeachment

Ebbene sì, l’Italia ancora non ha un governo. Per questo bisogna ringraziare la sig.ra Merkel, alias sig.ra Europa, che con una serie di dichiarazioni “terroristiche” ha spaventato e fatto pressione su Mattarella che ha posto il veto su Savona.

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Italia: la Repubblica dei Gattopardi tra Mattarella & Napolitano

RITI  & VETI RIPETITIVI,  nel refrain di carillon usurati dal tempo e da una partitocrazia malata

Raffronti tra “vecchi” presidenti: Mattarella & Napolitano

IERI, sabato 25 maggio (A.D. 2018), in base a quanto appreso dai vari telegiornali, sembrerebbe che il Presidente della Repubblica SERGIO MATTARELLA abbia posto il proprio veto al Premier incaricato Prof. Giuseppe Conte sul nome del Prof. PAOLO SAVONA quale responsabile del M.E.F. ….. così come in precedenza (A.D. 2014) l’allora Presidente GIORGIO NAPOLITANO si comportò analogomente  per lo stesso prestigioso Dicastero di via XX Settembre.  con l’allora Premier incaricato Matteo Renzi

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Maestri del Lavoro

Il lato nobile della festa dell’1 Maggio

Come tutti gli anni, il primo di maggio, essendo ricorrenza festiva del Lavoro, tutti gli italiani che si sono distinti per meriti speciali nel riguardo del sostegno, miglioramento, eccellenza nelle loro professioni o attività vengono insigniti del grado di Maestro e di Cavaliere. Quando uno di essi è un amico, un uomo che si è sempre messo in luce nel completo dono di sè, ottimizzando ogni possibilità volta al bene di chi lavora, ci si rallegra e ci si entusiasma.

È con gioia che si comunica che oggi all’amico Vincenzo D’Angelo, ottimo lavoratore e magnifico organizzatore di uomini ed imprese, è stato donato il premio al merito di Stella del Lavoro dal Presidente della Repubblica Mattarella: un poco commosso e fiero di sé, giustamente, egli ha riassunto durante l’evento, ripreso dal TG 1 RAI delle ore 11,00, il suo molteplice impegno, dal campo dell’amministrazione fino all’organizzazione di viaggi, di eventi culturali presso la Regione Toscana, di informazioni intorno al campo fiscale e pensionistico di ogni tipo. È sua inoltre l’idea del Premio “Una Poesia per la Vita”, di quello “Libera Fantasia” presso la Galleria Mentana di Firenze, di quello “Una Perla”, la diffusione della Rivista “Esperienza” in accordo con l’Associazione ANLA, Organizzazioni di Feste, visite di Musei e Mostre, passeggiate culturali, Viaggi in Italia ed all’Estero per i quali ha speso ogni sua capacità e sagacia. La dedizione, insomma, al mondo del lavoro, con un occhio particolare ai congedati ha visto Enzo – come è chiamato dagli amici – sempre all’avanguardia e sempre esaustivo in ogni piccolo ramo del suo immenso albero di generosità verso gli uomini.

La lettura di un breve foglio che elenca le applicazioni di quel suo spirito dedito al benessere altrui e alla nobiltà del lavoro ha spiegato il fil rouge del suo muoversi: l’accordo generazionale, che ha raccomandato al Presidente, e cioè l’unione, la mano tesa, l’importanza di ogni soggetto familiare, dall’avo al nipote, per una Nazione sicura ed efficiente. Giovani e meno giovani sono indispensabili per l’esito di uno Stato felice che si basi sul lavoro.

Un titolo meritato, dovuto, perché ciò che Enzo ha in dono è la luminosità percettrice del riconoscere cosa è l’essere umano e cosa sia, in ogni estensione, amore.

Marilù Giannone

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A Macerata sibilano proiettili / 2

Intervento del SINDACO di MACERATA ROMANO CARANCINI e, a seguire, precisazioni da parte della CONSUL PRESS

COMUNICATO STAMPA N. 1   # sabato 3 febbraio 2018        

OGGETTO: Sparatoria in città contro gli immigrati, le dichiarazioni del sindaco Romano Carancini

«L’odio e la rabbia non possono sopraffare il rispetto delle persone, che deve venire prima di tutto». Sono le parole del sindaco di Macerata, Romano Carancini, che interviene a fine giornata dopo il vertice tenutosi in Prefettura alla presenza del ministro Minniti, sul grave fatto di violenza che oggi ha visto la città assistere al ferimento di sei immigrati a colpi di arma da fuoco per mano di un 28enne che a bordo di un’auto ha seminato il panico per alcune ore.

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Ad Ascoli Piceno l’ultimo saluto alle 35 vittime marchigiane

Prima giornata di lutto nazionale per le vittime del terremoto nel Centro Italia. Nella calda mattina dell’ultimo sabato di agosto le bare di 35 delle 50 vittime marchigiane del sisma sono state poste una accanto all’altra nella palestra di Monticelli della città di Ascoli Piceno che ha accolto numerosissime persone, giunte per partecipare ai funerali solenni. Come preannunciato nei giorni scorsi, erano presenti il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Premier Matteo Renzi, i presidenti del Senato Pietro Grasso e della Camera Laura Boldrini. Ed ancora in prima fila i vicepresidenti della Camera Luigi Di Maio e Simone Baldelli, accanto ai presidenti delle Regioni e ai sindaci di molti comuni italiani. La scena, a cui si è assistito, è delle più prevedibili in situazioni così drammatiche. Gli abbracci sinceri di Mattarella e Renzi ai familiari delle vittime, hanno per un attimo preso il posto alle polemiche che già si stanno sollevando e ai molti perché ai quali le persone esigeranno, passato il dramma, una risposta. Un tentativo da parte dello Stato di dar loro una speranza per il futuro e cercare di convincerli che qualcosa cambierà, che non saranno lasciati soli.
Amore e solidarietà, forza e coraggio hanno fatto da collante per tutta la cerimonia, celebrata dal vescovo di Ascoli Piceno monsignor D’Ercole. Solidarietà che, come lo stesso ha sottolineato <è una parola importante che ci fa tenere i piedi ben saldi per terra e ci insegna ad abbracciare tutto, con un abbraccio che ci consente di costruire un mondo migliore, insieme solo insieme si può ricostruire un mondo migliore. Mentre gli occhi devono guardare in alto, verso il cielo per andare avanti>. Parole di conforto sono state più volte ripetute dal vescovo. <Amici tutti, non abbiate paura, non vi lasceremo soli, diversi di voi mi hanno detto ‘non ci abbandonate’, non abbiate paura di vivere la vostra sofferenza ma non perdete il coraggio, che insieme e solo insieme potremo ricostruire le nostre case e le nostre chiese, ridare vita alle nostre comunità. Non siete soli c’è l’abbraccio dell’Italia intorno a voi, c’è la volontà politica e spirituale di essere una famiglia che mi auguro diventi lo stile della nostra vita futura, che potrà essere migliore con l’aiuto di Dio e l’abbraccio di tutti>. Parole che hanno solo attenuato il dolore nel momento in cui D’Ercole ha comunicato la notizia della 50esmia vittima marchigiana. Un’omelia, conclusa dal vescovo,  con una nota di speranza cristiana: <I sismologi tentano di prevedere il terremoto ma solo la fede ci insegna come superarlo, la fede ci indica come riprendere il cammino: con i piedi per terra e il volto verso il cielo>.
I Vigili del Fuoco, gli stessi che per primi hanno estratto i corpi dalle macerie, sono stati anche gli ultimi a portare, ad una ad una fuori dalla palestra, le bare delle 35 vittime, passando lungo un corridoio umano creato dai boyscout. All’uscita un lungo e interminabile applauso ha accompagnato le vittime nell’ultimo e doloroso tratto di strada.

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