domenica, 15 Settembre 2019
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Tag: Mediterraneo

ATLANTROPA

 PROGETTO ATLANTROPA: un Muro alle Colonne d’Ercole – 
Le insostenibili ingerenze tedesche nelle cose d’Italia

 Raffaele Panico

La figura riportata è una didascalia di riferimento a un progetto italo-tedesco concepito negli anni tra il 1937 e il 1940, per la produzione di “energia bianca”, idroelettrica, in immensa quantità ricavata dalla chiusura con diga avveniristica del bacino del Mediterraneo allo Stretto di Gibilterra. Gli studi del progetto prevedevano l’abbassamento del livello marino stimato nei successivi 70-100 anni dalla realizzazione della diga faraonica, abbassato dai 100 ai 200 metri.

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Elezioni Europee: intervista a Tiberio Graziani, Presidente di VISION & GLOBAL TRENDS

 CONVERSAZIONE   a 360° con  TIBERIO GRAZIANI  

La mancanza di una politica estera condivisa, i possibili scenari futuri, una campagna elettorale che risulta poco attenta ai contenuti, ma incentrata sulla personalizzazione del momento elettorale. Di questo e di altri aspetti del ruolo europeo nello scacchiere internazionale abbiamo parlato con Tiberio Graziani, esperto di geopolitica e presidente di “Vision & Global Trends” – Istituto Internazionale di Analisi Globali.
Antecedentemente alla fondazione di “Vision”, Graziani è stato presidente dello IsAG – Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie, che aveva però una dimensione più nazionale, al pari di altri istituti italiani come lo IAI – Istituto Affari Internazionali o l’ ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale.

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ELEZIONI EUROPEE, ENI, Enrico Mattei, Mediterraneo, una Visione in Politica

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Mediterraneo: dall’unione alla disgregazione

….. Un “ex” – MARE NOSTRUM

Un fatto è fuori discussione: stiamo passivamente assistendo alla dissoluzione del Mediterraneo: si è dissolta quella costruzione sociale, politica ed umana che il tempo aveva edificato attorno al nostro mare.

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Su Terenzio Tocci, una biografia sincera ed appassionata

Terenzio Tocci, eroe per l’Albania

Si dice di questi tempi, e talvolta a ragione, che i figli non hanno più stima per i genitori. Ma questa biografia, “Terenzio Tocci, mio padre”, appassionata e soprattutto sincera, anche nella puntigliosa ricerca storica, è un vero balsamo per tutti i padri e le madri che sono veramente tali, ed è uno specchio limpido per consigliarsi su come si può vivere da eroe senza squilli di trombe, determinandosi nella scelta, legandosi allo scopo, insomma, da patriota, amare la propria nazione e la giustizia.

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Israele senza Pace

Considerazioni sull’inaugurazione di un’Ambasciata

Lo scorso 14 maggio Trump, per mezzo di sua figlia Ivanka, ha inaugurato la nuova sede dell’Ambasciata USA, sita non più a Tel Aviv ma nella città Santa di Gerusalemme, sperando forse che la presenza dei luoghi sacri delle tre maggiori religioni stemperasse gli attriti che esistono da tempi remoti fra Israele ed il mondo intero.

Doveva essere una semplice cerimonia, che invece si è presto rivelata una tentata sommossa ed infine una farsa, che, per quanto stupefacente, ha un enorme significato.

A Gaza infatti, già dal giorno precedente, si è ammassato lungo la famigerata striscia, contestata e teatro di continui attacchi a sorpresa da una quarantina di anni, un consistente numero di palestinesi intenzionati a passare le barriere che tenterebbero di impedire attacchi. Israele, a sua volta, ha fatto uso di lacrimogeni e operato decise reazioni che avrebbero lasciate a terra numerose vittime. Ciò che ha colpito l’opinione pubblica è stata la morte di una bambina soffocata dai fumi dei dispositivi di dissuasione. Indignate le maggiori Nazioni intorno, come la Turchia, che avrebbe allontanato l’Ambasciatore israeliano, forse per assurgere ad un ruolo sovrano nei rapporti con gli Stati mediorientali musulmani. Di contro l’Ambasciatrice della Palestina Dra Mai Alkaila ha a sua volta duramente attaccato Israele, per aver occupato territori palestinesi e quel giorno ucciso inermi cittadini.

Ma più tardi le vittime si sono rialzate: era un mezzo per richiamare l’attenzione del mondo sulla situazione di quegli Stati. Solamente alcuni manifestanti, appartenenti alla Organizzazione politica e militare Hamas, sarebbero effettivamente stati uccisi dalle contromisure israeliane: la bambina, poi, sarebbe già morta prima dell’ azione di difesa, ed i genitori avrebbero fatto passare il suo decesso non per crisi cardiaca da patologia, ma per i gas adoperati.

Logicamente le alzate di scudi internazionali si sono subito placate, ma resta la considerazione su questo vulcano mai spento, sempre in procinto di esplodere, come è la terra fra Israele e Palestina. La terra, laggiù, è di ambedue: non si può pensare nè dall’una, nè dall’altra parte di invadere, rubare case e terre, uccidere, fomentare guerre internazionali.

Rivedere la storia per capire i moventi di questi sordi o conclamati conflitti è risalire al Pleistocene, da allora luogo di commerci, di relazioni, di arte e di progresso, come mostrato nel Museo di Storia di Gerusalemme . Cosa ha portato quelle popolazioni, di razze simili, di lingue simili, a lottare aspramente fra loro? L’istinto di conservazione contro l’inedia, che peraltro spesso produce invece alleanze, o una sorta di primato da raggiungere, ma agli occhi di chi, ed a quale fine?

Non erano culture, erano civiltà, Civiltà del Libro, Civiltà della Scrittura, dell’arte, alleate di altre Civiltà mediterranee; quella Palestinese, nella persona dei Fenici, più di quella Israeliana più concentrata sulla propria scienza religiosa. Mosè, se l’egiziano >M’s> voleva dire figlio, forse era stato adottato dal Faraone: ciò dimostra che non tutti gli uomini in quel luogo erano nemici. Poi è possibile che un Dio possa assegnare terre, e solo ad un gruppo di Sue creature, quando tutti gli uomini si dicono e, più importante, si sentano Suoi esseri, e, come dice la stessa Bibbia, per lo meno quella che è possibile leggere, abbiano le loro terre?

L’Imperatore Tito ha sconfitto le popolazioni ebraiche, distrutta Gerusalemme, portato il Candelabro a Sette Bracci, la Menorah, a Roma: i conflitti, però, in quella striscia proprio che ora si chiama Gaza ed anche più estesa, i dissidi fra famiglie e gruppi non cessavano mai, e Tito era un uomo pacifico, fra i migliori della Storia. La locale perenne fibrillazione risvegliava gli appetiti di molti Re assoluti, solleticati dalla bellezza mediterranea, ed era un rischio continuo. La Menorah, come la statua di Uni, ed altri Dei, è stato portato a Roma perchè a Roma si potesse adorare qualsiasi Dio, tutte le religioni erano accettate, considerate, rappresentate, i Romani non erano razzisti, non erano assolutisti come le genti nel Medioevo, corrotti da un Cristianesimo diventato Potere ed organizzato sulla base del Primo Comandamento che, a ben pensare, non è quello che si dice sia, ma: Amatevi, come Io vi ho amato.

Forse è questa la ragione delle lotte: il Potere, agognato da chi si sente superiore, non si sa bene a chi, pertanto si spera ferventemente che tutto finisca, che ognuno abbia la sua casa in pace, la sua terra, il suo focolare, ed Allah, e Jahvè, e Cristo, nomi di un Unico benefico e paterno, che solo questo vuole da gli uomini.

Marilù Giannone

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Il Museo di Valle Giulia per la Storia Italiana

Un ciclo indispensabile di conferenze ed iniziative 

Quando gli Indeuropei hanno conosciuto la nostra Penisola, si sono incontrati con i Villanoviani, in fase di evoluzione, e questo incontro è stato il più significativo per la formazione della Civiltà Romana, e per tutta la storia del Mediterraneo.

L’Italia è indubbiamente l’athanor dei popoli, e non vale rovesciare sottosopra la verità storica per una piaggeria filoestera. Prendiamo nota di questa rilettura che nulla nega dei lavori passati, ma che apre una finestra più ariosa alla nostra via di conoscenza.

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Un programma affascinante per i nostri ragazzi (e per noi)

PREISTORIA DELLA TUSCIA ALLA ROCCA FARNESE

Dai bambini agli adulti: un museo per tutti i gusti! Esperienze e linguaggi diversi al museo della preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese di Valentano

Conferenza

Sala della Fortuna

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Venerdì 24 novembre 2017, ore 17.00

Il ciclo Storie di Persone e di Musei riprende Venerdì 24 novembre con una nuova tappa alMuseo della preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese di Valentano, presentato dal DirettoreFabio Rossi e dal Commissario Straordinario del Comune di Valentano Salvatore Grillo.

Inaugurato nel 1996, il museo è collocato nella parte più alta del paese di Valentano, ospitato nella monumentale Rocca Farnese sapientemente restaurata, nel cuore del centro storico. Si articola in due sezioni principali: quella preistorica e quella medievale rinascimentale e moderna.

Nella prima sezione sono esposti manufatti dell’Alto Lazio (Tuscia) risalenti ad un’epoca compresa tra il paleolitico inferiore e l’età del ferro, provenienti dai più importanti siti del territorio.

Nella seconda sezione sono esposti reperti che raccontano lo sviluppo del territorio a partire dall’Alto Medioevo, con una particolare attenzione alla storia della Famiglia Farnese fra il 1300 e il 1600; molto interessante è la ricchissima raccolta di ceramiche rinvenute nei butti del castello, tra cui si segnala il corredo matrimoniale di Pier Luigi Farnese e Gerolama Orsini (1519).

Il percorso espositivo trova compimento nella sala etrusca, dove è esposta la collezione con pregevoli ceramiche ceretane e vulcenti donata dal Vescovo Giovanni D’Ascenzi, e in quella dedicata alla cosiddetta Tavoletta Enigmatica, straordinario oggetto preistorico ritrovato nella Caldera di Latera.

La stessa Rocca Farnese, abitata dalla famiglia omonima dalla metà del 1400 fino alla distruzione di Castro, costituisce un interessante percorso architettonico e storico-artistico fra cui spiccano il cosiddetto Cortile d’Amore e il pozzo del Sangallo, la loggia di Paolo III, la Scala Santa.

Affascinante e suggestiva la terrazza panoramica cui si accede dalla sommità della grande Torre Ottagonale.

Di recente inaugurazione è, infine, il percorso tattile (e non solo!) dal titolo Toccare la Preistoria!. I manufatti, realizzati con materiali diversi (ceramica, bronzo, legno, pelle animale, ecc.) e resi idonei alla manipolazione, sono stati ordinati cronologicamente all’interno di un percorso lineare, dove è anche presente una ricostruzione in scala quasi al vero di una capanna dell’età del Bronzo, che integra la lettura tattile, l’accompagnamento verbale e, infine, le scritte in linguaggio braille per non vedenti.

 Il ciclo Storie di Persone e di Musei

La conferenza rientra nel ciclo di incontri “Storie di Persone e di Musei”, finalizzato al perseguimento dello spirito della Convenzione di Faro (2005) sul valore dell’eredità culturale per la società e, al contempo, ispirato al “decalogo per un Museo che racconti Storie quotidiane” di Orhan Pamuk, per dare spazio e voce alle molteplici realtà culturali locali che popolano il territorio di cui il Museo di Villa Giulia è stato ed è tuttora interprete. Lo scopo è quello di mettere a disposizione degli amministratori locali e dei curatori di raccolte civiche di interesse archeologico presenti nelle regioni del Lazio, dell’Umbria e della Toscana un luogo in cui poter raccontare la loro esperienza di valorizzazione non tanto dalla prospettiva delle “cose” quanto, piuttosto, da quella delle “persone”, intese sia come operatori museali che come fruitori culturali, in modo tale da far convergere l’attenzione anche sulla dimensione immateriale della nostra eredità culturale e sulle persone che, a vario titolo, “desiderano” identificarsi in tali valori.

L’iniziativa rientra nella programmazione dell’Anno europeo del patrimonio culturale (2018) e ha ottenuto il patrocinio dell’International Council of Museum (ICOM) sezione italiana.

La partecipazione all’iniziativa così come l’ingresso al Museo per i partecipanti alle conferenze saranno eccezionalmente gratuiti, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Il prossimo appuntamento del ciclo avrà luogo venerdì 1° dicembre e sarà dedicato al Museo Civico “U. Mastroianni” di Marino.

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Mediterranean Forum of Rome – // 2

Solamente con un’illuminata “Politica Economica
si può salvare l’Umanità

E’ finito il tempo della propaganda mendace, dell’ipocrisia buonista fondata sul dogma di eguaglianze inesistenti, come, ad esempio, il continuo riferimento, da parte di tutti i livelli politici, all’emigrazione italiana, quel falso accostamento alla trasmigrazione dall’Africa, a quella dei nostri connazionali verso le Americhe e l’Europa del Nord. I nostri lavoratori partirono per l’estero con un bagaglio, nel quale, oltre alla sofferta povertà, c’erano capacità indiscusse di tradizione e sacrificio in quelle attività a fatica conquistate, e, in primo luogo, antico buonsenso ed umiltà che contraddistinguevano la terra di provenienza, culla di millenaria civiltà.

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UN MARE DI…LACRIME

Pensare ad un intervento dell’UE solo dopo l’ennesima strage del mare lascia l’amaro in bocca e fa rodere di parecchio il…fegato. Salvini è quel che è, questo si sa come sappiamo chi sono anche gli altri, tutti complici; lo Stato, in quanto tale, non esiste più da tempo immemore, almeno da quando l’impero sovranazionale ha scolorito i confini rendendo inabile ogni autonomia e sovranità, se non in determinati e strategici momenti dove si è completamente “autonomi” ovvero lasciati a sè.

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Barconi, Libia, mare nostrum, Mediterraneo, Naufragio, Salvini

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