lunedì, 23 Settembre 2019
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Tag: militari

Nikolajewka: la battaglia sulla via del ritorno

Un omaggio sentito ai Nostri Caduti

Una ricorrenza con un’infiorescenza di sentimenti differenti, che spesso appaiono perduti dietro gli affanni voluti da tristi governi: la commemorazione, il 28 gennaio (il diciottesimo anno) dei Caduti di Nikolajewka, sulla via Cassia, nella piazza ai Caduti sul Fronte Russo. Un fluido invisibile di Fratellanza Militare scivola sui presenti nel nome Patria, esalta l’onore e la sofferenza per i parenti caduti nell’eroismo di un inverno ingrato, l’inverno russo, tremendo e struggente.

È un canto, questa giornata, per i fiori dell’umanità che dormono sotto la neve e si spera possano al più presto risvegliarsi: il coraggio, l’onestà, il merito, l’amore anche familiare, il patriottismo. Mani, che stringono strumenti, bandiere, altre mani ansiose di stringersi nell’arpeggio fresco ed azzurro della terra italiana.

Passano divise, passano insegne ed onorificenze, trascorrono lenti o in carica uomini e corpi militari: Artiglieria, Alpini, Marina, Paracadutisti, Carabinieri, Bersaglieri, uniti a Croce Rossa, la Polizia di Roma Capitale con il Gonfalone, fra mantelli, chepì e scintillio di gradi.

Manca materialmente, ma “penna nera” Silvano Leonardi incarna l’indomito esercito che è morto lontano perché l’Italia fosse libera e grande: è andato avanti lo scorso anno ma ognuno lo vede, presso l’altare , nel proprio cuore che conosce il dovere, costi ciò che costi. A lui va la luce di questo giorno, il pensiero ammirato diffuso da voci e strumenti della fanfara dei Bersaglieri, la presenza commossa delle Istituzioni. A sigillare il senso di pace e l’augurio che non possano più esserci conflitti sono, fra i militari italiani, due addetti della Difesa dell’Ambasciata di Russia, un Ufficiale dell’Aviazione ed un Capitano di Fregata, che hanno aggiunto al commento del Generale Flumeri e del Tenente d’Artiglieria Sandro Bari la voce di uno Stato che ha dovuto, come il nostro, obbedire, ma conferma nella fede ai valori la meravigliosa e possibile fraternità di due grandi popoli.

Due parole da amico, con quel lieve accento slavo e la correttezza, questa volta non formale, da diplomatico. Nikolajewka è storia e dolorosa, ma questo gesto ha aperto un varco verso un sereno futuro da uomini liberi.

Marilù Giannone

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Terremoto. Si continua a sperare mentre sale a 281 il numero delle vittime

Sale a 281 il numero delle vittime del terremoto che in pochi secondi ha messo in ginocchio l’Italia centrale. Tra le macerie di Amatrice, con le sue 69 frazioni, Arquata del Tronto ed Accumoli si cerca, ancora, di estrarre corpi vivi e recuperare quelli senza vita. Al momento, da fonti Ansa, sono 135 le salme riconosciute. L’elenco dei nomi è stato pubblicato sul sito della prefettura di Rieti. 51 vittime sono di Amatrice, ben 32 di Roma. Quattro le vittime ad Accumoli tra cui un’intera famiglia di cui facevano parte due creature di appena 8 anni e 9 mesi. Ma il triste primato di età spetta all’angelo di Amatrice, nato appena 5 mesi fa e morto insieme al fratellino di 3 anni. La vittima più anziana è l’amatriciano Giovanni Battista D’Emidio, classe 1922. Un terremoto che si ricorderà anche per il numero delle vittime minorenni. Ad oggi sono cinque le giovani vittime residenti nel Lazio che non superano i 13 anni di età che si uniscono a quelle di Amatrice e dei paesi marchigiani colpiti dal terremoto. Tra le vittime ci sono anche la spagnola Ana Huete Aguilar, di Granada e i due turisti londinesi William e Maria Hennicker Gotley. Da ogni parte dello Stivale gli italiani hanno dimostrato la propria generosità che servirà soprtatutto nelle settimane a seguire, quando si cercherà di ritornare ad un clima di “finta” normalità. Le scosse di terremoto sono state  fino ad oggi 928, 57 e non sembrano terminare. Tutta l’Italia si è stretta attorno ai centri colpiti e tante associazioni, singoli cittadini e gruppi organizzati si sono attivati per portare un aiuto concreto. Tra le iniziative già annunciate dal governo Renzi la più imminente si avrà Domenica, con museums4italy organizzata dal Ministero dei Beni culturali. <Tutti gli incassi dei musei statali della prossima domenica 28 agosto saranno destinati ai territori terremotati>, ha dichiarato il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini che ha invitato tutti gli italiani ad <andare nei musei in segno di solidarietà con le popolazione coinvolte dal sisma della scorsa notte>.
Segnali anche dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina che all’ANSA ha anticipato: <Nel quadro delle prime azioni necessarie a supporto dei territori del centro Italia drammaticamente colpiti del terremoto abbiamo disposto oggi, tramite Agea, che entro il 15 settembre siano erogati i 5 milioni di euro di contributi europei Pac richiesti dalle 958 domande presentate dalle imprese agricole operanti nei 16 comuni dell’emergenza individuati dalla Protezione civile>. Nessuno vuole arrendersi: instancabili gli uomini della Protezione civile e dei Vigili del fuoco a lavoro da ormai 48 ore, così come il personale del Genio militare, le unità cinofile, i militari giunti nella località di Illica, una frazione a pochi chilometri da Accumoli in provincia di Rieti, gli Alpini e gli uomini inviati dal Coi, la Croce Rossa Italiana che sta dando supporto nei campi allestiti per ospitare gli sfollati. Ad Ascoli Piceno sono già stati predisposti per sabato 27 agosto i funerali di Stato, mentre nelle stesse ora da Amatrice il Sindaco Sergio Pirozzi ha affermato con convinzione che  <Amatrice risorgerà, lo dobbiamo alle vittime, a coloro che stavano qui, che sono tutti miei concittadini, turisti compresi>. Nelle sue parole si percepisce tanta forza di non arrendersi neanche difronte al più drammatico degli eventi. Ed è forse la voglia di ricominciare che gli sta dando il coraggio di andare avanti e non fermarsi, neanche quando si estraggono dalle macerie amici e conoscenti ormai privi di vita.

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Operazione Strade Sicure: da novembre 2000 Militari presidiano la Capitale

Dal 17 novembre le Forze Armate hanno intensificato i controlli nella Capitale con 700 militari dell’Esercito che si vanno ad aggiungere a quelli impegnati dal 2008 nell’Operazione “Strade Sicure”, operazione nata con il compito di svolgere servizi di vigilanza esterna a Centri di accoglienza e a obiettivi sensibili nonché di pattuglia e perlustrazione in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia al fine di incrementare la deterrenza nei confronti della microcriminalità.

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Folgore No Limits. A Livorno vince lo Sport senza limiti anche per disabili

Livorno ha accolto, per il secondo anno consecutivo “Folgore no limits” la manifestazione dedicata a persone diversamente abili e organizzata dalla Brigata paracadutisti dell’Esercito Italiano  in collaborazione con il Comitato Italiano Paraolimpico.

Al centro della giornata dedicata la pratica sportiva e la sua grande potenzialità nel farsi, tra l’altro, strumento di integrazione sociale e reinserimento nella società. Una manifestazione che ha avvicinato al mondo della Folgore circa 900 studenti delle scuole livornesi che, grazie alle 30 associazioni intervenute,  hanno contemporaneamente conosicuto le iniziative create per migliorare la quotidianità dei disabili e delle loro famiglie.
La cerimonia dell’alzabandiera, ha lasciato spazio alla consegna del distintivo da paracadutista a Giacomo, ragazzo disabile di Livorno, che nei precedenti alla manifestazione, si è lanciato con il paracadute da un’altezza di 4.200 metri, vincolato ad un istruttore del Centro Addestramento Paracadutisti dell’Esercito Italiano.
30 postazioni e molto più di 30 buoni motivi per apprezzare l’evento e l’impegno delle associazioni che veicolano messaggi importanti attraverso lo sport e aiutano, con quest’ultimo, le famiglie delle persone disabili a rendere la vita dei propri cari più “normale”, attraverso una delle pratiche parasportive. Dal  Basket in carrozzina al sitting volley all’ippoterapia, il panorama sembra veramente vasto e variegato.

Sport e disabilità, due temi fortemente legati tra loro, che si intrecciano in un insieme di valori. Il collante non poteva che esser l’Esercito che in Italia meglio di ogni altra Figura istituzionale incarna, fa propri e mette in atto a favore della comunità la costanza, il sacrificio, la volontà, lo spirito di gruppo, ma soprattutto la stessa possibilità offerta a chiunque, di mettersi alla prova e superare le difficoltà: che siano con il proprio fisico, con la propria mente o per un bene superiore chiamato Nazione!

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