lunedì, 23 Settembre 2019
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Tag: pmi

Ecobonus – Sismabonus e Decreto Crescita:
problematiche per Artigiani e Piccole Imprese

 Il “Decreto Crescita” con l’art.10 su sconto in fattura danneggia artigiani e piccole imprese

I parlamentari  Prisco e Nastri (FdI) scrivono al ministro Di Maio:
‘Si attivi con urgenza, troppe aziende rischiano il crac’

Il deputato Emanuele Prisco e il senatore Gaetano Nastri di Fratelli d’Italia hanno richiesto al Ministro dello Sviluppo economico LUIGI DI MAIO di «attivarsi urgentemente» per abrogare l’articolo 10 del Decreto Crescita che ha introdotto lo sconto in fattura per l’Ecobonus e il Sismabonus affinché venga «impedito un danno evidente al nostro tessuto economico prevalentemente costituito da Pmi impossibilitate strutturalmente a poter sostenere un onere finanziario così gravoso».

C.N.A., Decreto Crescita, Ecobonus - Sismabonus, pmi

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“Win the Bank”…. Valerio Malvezzi e Massimo Bolla

LA CHIAREZZA D’IDEE DI MASSIMO BOLLA:
UN ESPERTO CHE BADA AL SODO E PUNTA IN ALTO

MASSIMO BOLLA a colloquio con Massimiliano Serriello 

Valerio Malvezzi ha stigmatizzato l’attitudine del neoliberismo a produrre inutili pezzi di carta ai danni delle sane aziende agricole. Massimo Bolla – suo partner associato, che per il corso “Win the Bank” costituisce l’anima del processo d’individuazione e creazione di valore, senza cui le competenze tecniche vanno a farsi friggere, la pensa uguale. E non le manda a dire.

Massimo Bolla, pmi, VALERIO MALVEZZI, WIN THE BANK

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a colloquio con “WIN THE BANK” …..
Intervista su Finanziamenti e Imprese

LA CONSUL PRESS intervista un “FINANZIALISTA”
su  “Come ottenere i soldi dalle banche ”

DIECI DOMANDE A ROBERTO DE SILVIO, un esperto finanzialista con  specializzazione conseguita alla Masterbank del Prof. Valerio Malvezzi, per farci spiegare – in modo esaustivo ma con parole semplici – come un imprenditore possa  aver successo con le banche.  Roberto De Silvio è un Commercialista iscritto all’ O.D.C.E.C di Roma e associato a Co-Ne.Pro – Commercialisti Network Professionale, ove è V.Presidente in due Commissioni di Studio.

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ROBERTO, buona giornata a Te e grazie per aver accettato a farti intervistare dalla Consul Press su un tema molto attuale …. Oltre ad essere nell’ Associazione Co-Ne-Pro, ti conosco anche come un estimatore dei corsi del Prof. Valerio Malvezzi (*1), che anche io ho avuto modo di conoscere e di apprezzare in un recente convegno organizzato dall’ Avv. Antonio Pulcini a fine settembre per un dibattito sul suo ultimo libro “La sovranità al popolo: rimedi e soluzioni per la ripresa economica”(*2). Ricordo ancora gli interventi sia del Prof. Malvezzi, sia del Prof. Antonio Rinaldi, sia del Prof. Antonino Galloni, che – a mio giudizio – sono stati tra i migliori.

Ciò premeso, passiamo alle domande con l’ invito a rispondere in modo chiaro, evitando – se possibile – quegli anglicismi che tanto piacciono agli opinionisti presenti sulla carta stampata e sui dibattiti televisivi. 

1) – D/  Oggi è ancora attuale la necessità di chiedere agevolazioni o finanziamenti alle banche da parte delle imprese ?  > R/ Si, perché il bisogno di finanziare il magazzino, i crediti verso i clienti, così come strutture, impianti ed attrezzature è sempre attuale per le nostre piccole e micro imprese, essendo la finanza agevolata troppo lenta e piena di burocrazia. Un vero imprenditore avvia e porta avanti il progetto d’impresa, se ha la convinzione di guadagnare e di riportare in tempi rapidi i soldi a casa. Il ricorso al credito bancario è un bisogno naturale dell’impresa, anche se qualche imprenditore afferma che può farne a meno. Tra l’altro, se l’imprenditore impiega solo soldi suoi è un ingenuo, semplicemente perché il costo dei soldi che gli presta la banca è minore di quelli che mette lui. Altro discorso è capire fino a quanto indebitarsi. Il debito è come un farmaco, serve la giusta dose. E’ pur vero, inoltre, che esistono altri modi per finanziare l’impresa ma questi canali alternativi sono ancora poco sviluppati e di difficile accesso per le nostre piccole imprese (alcuni esperti parlerebbero di venture capital, equity crowdfunding, invoice crowdfunding, ecc.).

 2) – D/  Nel prossimo futuro ci saranno più possibilità per le imprese ?  > R/ No, al contrario ! Stanno introducendo, nel silenzio assoluto dei mezzi di comunicazione, tutta una serie di nuove regole che renderanno le banche molto più attente a prestare soldi alle nostre micro e piccole imprese. Tra le tante (alcuni cattedratici citerebbero il principio contabile IFRS 9, l’addendum BCE, ecc.) la riforma delle banche popolari e quella delle banche di credito cooperativo porterà questi istituti bancari a non essere più disponibili come prima ad ascoltare le imprese locali. Esse diventeranno come le grandi banche che lavorano, a loro volta, con procedure e regole rigide. Prevedo che nell’arco di poco tempo in Italia opereranno non più di 8/10 grandi banche. Tutto questo interessa all’imprenditore per una cosa molto semplice: le banche daranno i soldi a chi non farà errori e a chi si dimostrerà capace di meritarli, a condizione di essere disposto ad imparare le nuove regole per aver successo.

3)D/ Come imparare queste nuove regole ?  > R/ Bisogna tornare a scuola, serve un po’ di applicazione per imparare queste nuove regole (altri Colleghi potrebbero intrattenerci su un corso di “educazione finanziaria”). Ma attenzione, queste regole sono semplici in realtà; esse sono rese solo apparentemente difficili dalle stesse banche che tendono volutamente a complicarle per fare selezione tra le imprese (gli esperti vi parlerebbero di rating bancario). Prevedo che ci saranno tanti soldi per quei pochi imprenditori che avranno appreso le nuove regole, e pochi soldi, o addirittura nulla, per i tanti imprenditori che, non avendo imparato queste semplici regole, continueranno a commettere sempre gli stessi errori.

4) – D/ Quale l’errore più comune dell’ imprenditore quando richiede soldi alla banca ?  > R/ L’errore più comune è quello di presentarsi in banca e dire genericamente: “ho bisogno di liquidità” senza spiegare se tale bisogno deriva dal passato, dal presente, ovvero se deriva dal futuro. La banca ha molto interesse per il futuro e poco per il presente ed il passato. Essa tira fuori i soldi volentieri solo per questa fase temporale. Capire questo è già un grande passo avanti. Ma avviene raramente. Ed è un peccato, perché anche nella prima situazione (bisogno di liquidità che deriva dal passato) ci può essere una soluzione a patto che l’imprenditore non presenti la sua azienda come un problema, bensì come una opportunità da costruire nel futuro.

5)  – D/ Quali sono gli altri errori, in ordine d’importanza ?  > R/ Ecco di seguito un breve riepilogo degli altri errori più frequenti: a) Il giro delle 7 chiese con la Brochure, la Camerale ed il Bilancio, spesso avallato da “consulenti che hanno le relazioni” e per i quali non servono documenti di analisi e programmazione // b) Non sapere come ci si è comportati con il sistema bancario: infatti molti imprenditori scoprono, solo presentandosi in banca, che la situazione evidenzia qualche problema ….. (gli esperti sentenzierebbero che “la Centrale dei Rischi presenta delle criticità”)  // c)  Non avere idea di cosa dicano i numeri di bilancio, non avere disponibile cioè una analisi di bilancio di tipo finanziario, così come la predispone la banca // d) Non spiegare con un documento scritto di tipo qualitativo e quantitativo a cosa serviranno i fondi richiesti e come saranno restituiti alla banca, per effetto dei flussi di cassa prodotti in futuro // e)  Non spiegare bene in questo documento cosa si intende finanziare: il magazzino e credito meno i debiti verso i fornitori (gli esperti vi parlerebbero di capitale circolante), gli investimenti, ovvero tutti e due (il caso più frequente) // f) Sbagliare l’ordine delle cose di cui parlare: non si parte dalla garanzia che è solo l’ultima cosa, ma prima dalla capacità di guadagnare e quindi di avere flussi di cassa positivi, poi da quanti soldi propri ci sono in azienda, e solo in ultimo la garanzia che sarà tanto più elevata quanto più debole sarà la capacità di guadagno e di soldi propri in azienda.

6)  – D/ Esiste, quindi, un modo agevole per ottenere i soldi dalle banche, pur con questi cambiamenti in atto? Quali sono i passi da fare per avere successo ? > R/  Il primo passo, come abbiamo visto, è quello di evitare gli errori più frequenti ed imparare regole semplici ma corrette.  Ma la teoria non basta, occorre la pratica applicazione sul campo. Prendiamo una impresa che voglia svilupparsi e quindi possiamo schematicamente individuare 3 momenti, per riesaminare 3 precedenti comportamenti:  a) come ci si è comportati con le banche fino ad oggi; // b) cosa dicono i numeri del bilancio; // c) quale è stata e a che risultati ha portato la strategia fino ad ora.

Se alla fine di questo studio il giudizio è positivo si prosegue, altrimenti si consiglia un periodo di controllo per mettere a posto la situazione. Presentarsi in questo modo in banca sarebbe sbagliato e controproducente. Infatti, come abbiamo già accennato, la banca è interessata a capire dove saranno destinati e come saranno rimborsati i soldi prestati e questo non lo può dire il bilancio che parla solo del passato. Alla banca interessa sempre di più il futuro (i soliti esperti vi parlerebbero di unlevered cash flow prospettici). Quale documento serve, quindi? E’ chiaro: un documento scritto che parla del futuro! (i solii esperti vi parlerebbero di un business plan, piano industriale, budget, ecc)

Infine, bisogna scegliere il finanziamento giusto che non è quello meno costoso, ma quello che risponde perfettamente alla domanda “quanti soldi servono e per quanto tempo servono” così come dimostrato nel documento scritto sul futuro dell’azienda. La scelta della garanzia, come abbiamo detto, rappresenta solo un elemento finale di riduzione del rischio della pratica. A tal proposito, esistono strumenti agevolativi molto interessanti come il fondo di garanzia statale per le PMI gestito dal Medio Credito Centrale.

7) – D/  E per una start up ?  > R/  Per una start up non esiste un passato, non esiste un bilancio. L’errore più grave è credere che basti l’idea di una impresa e non invece un progetto d’impresa. “Ottenere i soldi” è assolutamente secondario rispetto alla valutazione della bontà del progetto stesso. La prima finalità del progetto è proprio quella di capire se avviarla l’impresa e cioè se il mercato ne ha bisogno (gli esperti vi parlerebbero di “no market need”). Il secondo errore è quello di non capire da dove si parte per scrivere un progetto di start up: il prodotto? Il servizio? Il concorrente più agguerrito? Il piano di marketing? Nulla di tutto questo: si parte dal “chi sono i soggetti che vogliono avviare la start up”? Banale, ma non lo fa quasi nessuno.

8) – D/ L’imprenditore deve essere coinvolto nel preparare i documenti sul passato e sul futuro aziendale e perché ?  > R/ La prima cosa che vuole vedere la banca è che il lavoro non è mqdefault (1)stato fatto solo per la banca, ma per lo stesso imprenditore. Questo è un metodo che richiede impegno e che non illude l’imprenditore che tutto è facile e a portata di mano. Non si ottengono i soldi con una magia. Detto questo, il consulente è disponibile ed agevola in ogni fase il lavoro dell’imprenditore. Al riguardo, un grave errore che commette l’imprenditore è quello di “farsi scrivere” il piano aziendale dal consulente. Nulla di più sbagliato! Questo documento deve essere pensato dallo stesso imprenditore, il consulente lo deve assistere unicamente nella metodologia di costruzione e nella parte più tecnica relativa ai numeri. Quanti imprenditori fanno mettere giù quattro numeri al proprio consulente, non entrando in quelli che sono le cause (gli esperti vi parlerebbero di value driver) di quei risultati? Se poi la banca dice di no, a mio giudizio, fa bene: eviterà all’azienda un bel disastro annunciato. Così si spiega la presentazione di documenti tecnicamente fatti male e che non verranno mai presi in considerazione da una banca, se non per sostenere i tavoli traballanti degli uffici fidi. Le aziende hanno bisogno di gente che ha studiato a fondo la materia (gli esperti vi parlerebbero di finanzialisti) perchè in questo settore improvvisarsi è pericoloso.

9) – D/ L’imprenditore, oltre che alla fase di elaborazione della documentazione, deve prestare attenzione anche all’impostazione della strategia e della tattica di negoziazione con la banca?  > R/  Certamente. Ogni fase di vita dell’impresa richiede un modo diverso di parlare con la banca che l’imprenditore deve conosce. E’ inutile parlar male delle banche, ma occorre invece capire come relazionarsi con loro. Ecco alcuni punti fermi della negoziazione bancaria: a) E’ opportuno avere più banche per una banale logica di concorrenza // b)  la banca vuole parlare con l’imprenditore e non con il suo consulente // c) le banche non sono tutte uguali, quindi si tratta di relazionarsi con le banche “giuste”// d) Il “rating ha detto no” non è un buon motivo per negare il credito // e) la relazione deve essere frequente e non solo quando si deve “chiedere qualcosa”// f) Il costo del denaro non deve rappresentare l’unica cosa su cui negoziare // g) La banca non è un partner (non mette soldi propri nell’impresa). Anche qui esiste la teoria che va conosciuta, ma poi bisogna passare all’applicazione pratica.

X) – D/ E quindi, per passare alla applicazione pratica ?  – R/ DIAMOCI UN APPUNTAMENTO CON UNA PROSSIMA CONVERSAZIONE !

 Intervista a cura di Giuliano Marchetti

(*1) > https://www.consulpress.eu/sull-etica-e-l-economia-lectio-magistralis-del-prof-valerio-malvezzi/

(*2) > https://www.consulpress.eu/convegno-su-la-sovranita-torni-al-popolo-un-saggio-dellavv-antonio-pulcini/

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Per maggiori informazioni

Contattare:     bolla@winthebank.com –  Tel. 335.6539628   #   robertodesilvio66@gmail.com  – 335.7903292

Visionare.       https://www.winthebank.com/   #  https://www.facebook.com/groups/WinTheBank/

"PROGETTO IMPRESA", pmi, VALERIO MALVEZZI, WIN THE BANK

Sintesi 6/7/8 Aprile dal “Salone del Risparmio”

Qui di seguito viene riportata una sintesi sugli interventi che si sono succeduti nelle TRE GIORNATE  di mercoledì 6, giovedì 7 e venerdì 8 presso il “SALONE DEL RISPARMIO”, svoltosi a Milano. I resoconti ci sono pervenuti dall’ Ufficio Stampa dello stesso Salone 

Andrea Beltratti, Anna.Maria Lusardi, ASSOGESTIONI, Bankitalia, Consob, Enrico Zanetti, Fabrizio Pagani, Feduf, Giuseppe D'Agostino, Giuseppe Vegas, Joseph Martin Fischer, LEGA CONSUMATORI, Magda Bianco, Maria Stella Anastasi, MEF, Oliver Guersent, Pier Carlo Padoan, pmi, SGR, Terrance Odean, Tommaso Corcos

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Sostegno alle PMI: Intesa Sanpaolo e Piccola Industria Confindustria siglano accordo

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, rappresentato da Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo  e Piccola Industria di Confindustria, presieduta da  Alberto Baban hanno rinnovato, a Roma,  la partnership che li vede collaborare a sostegno delle PMI dal 2009. Fino alla nuova scadenza, fissata a settembre di quest’anno, le piccole e medie imprese continueranno a usufruire dei servizi e degli strumenti a sostegno del loro rafforzamento previsti dal quinto Accordo nazionale di luglio 2014 e dalla successiva integrazione di settembre 2015. In più, con la proroga viene aggiunto un nuovo e importante intervento finanziario a favore delle aziende che usufruiscono dei superammortamenti al 140% previsti dalla Legge di Stabilità 2016 per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi. Il ricorso al “bonus del 140%”, infatti, consentirà alle imprese di accedere a un finanziamento a medio lungo termine concesso da Intesa Sanpaolo fino al 100% dell’investimento, oltre a un’ulteriore linea di credito fino al 40% per smobilizzare i crediti derivanti dalla crescita aziendale generata dall’investimento.Intesa Sanpaolo ha già selezionato le prime 22.000 PMI che esprimono un potenziale di investimento pari a 10 miliardi di euro al fine di contattarle entro tre mesi per proposte finanziarie a sostegno degli investimenti produttivi. L’intesa rinnovata oggi rappresenta un ulteriore sviluppo della quinta fase di un percorso che Piccola Industria di Confindustria e Intesa Sanpaolo hanno intrapreso dal 2009 per mettere a disposizione delle PMI strumenti e soluzioni in linea con l’idea di una finanza sempre più strategica, al servizio della crescita e della competitività del sistema imprenditoriale del Paese. Il quinto Accordo, siglato a luglio 2014, ha dato continuità ai contenuti dei precedenti accordi nazionali, ed ha introdotto anche importanti elementi di novità in tre ambiti strategici: crescita, export e internazionalizzazione, innovazione. Per sensibilizzare ulteriormente le imprese sull’importanza di investire in innovazione, a settembre 2015 è stato siglato uno specifico addendum focalizzato sulle opportunità introdotte dall’Investment Compact per le PMI innovative e sulle iniziative attivate dalla Banca per dare impulso ai loro processi di innovazione.
«
Intesa Sanpaolo- ha dichiarato Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo–  ha accolto molto positivamente l’iniziativa introdotta dalla Legge di Stabilità per favorire il rinnovamento tecnologico delle imprese. Ovunque vediamo segnali di ripresa che dovrebbero spingere le aziende, anche di piccole dimensioni, a investire in innovazione per dotarsi di tecnologie d’avanguardia e di know-how adeguato per crescere ed essere competitive sui mercati internazionali. Il nostro obiettivo è fornire sostegno finanziario a chi vuole cogliere le opportunità offerte dai benefici fiscali introdotti dalla Legge e da un momento storicamente unico per le condizioni finanziarie e i bassi tassi di interesse».
L’accordo integrativo ha incluso la condivisione e promozione congiunta della piattaforma di business matching Tech Marketplace tra imprese innovative e ha dato vita a un ciclo di incontri realizzati da Intesa Sanpaolo e Piccola Industria di Confindustria sul territorio per promuovere, assieme ai referenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero dello Sviluppo Economico, la conoscenza della policy relativa alle PMI innovative. Il roadshow – che proseguirà anche nel 2016 – terminerà con l’incontro nazionale dedicato alle “Pmi innovative” che hanno raccolto la sfida e si sono iscritte alla Sezione speciale del Registro imprese.

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PMI Day VI Edizione. Renzi plaude agli imprenditori che hanno aperto le porte agli studenti.

Giunta con successo alla sua VI edizione, si è svolta questa mattina la PMI Day, la giornata delle Piccole e Medie industrie associate Confindustria che, in Italia, hanno aperto le porte a studenti e visitatori. Un progetto che ha segnato quest’anno  +20% , con oltre 850 imprese che hanno fatto proprio lo slogan della manifestazione “Industriamoci”, decidendo di raccontare e passare ai giovani  il mondo delle imprese, quelle basate su valori alti della cultura imprenditoriale . Un evento che ha ottenuto un riscontro positivo anche dal Presidente del Consiglio, che ha deciso di cogliere l’importante occasione per rivolgeri a imprenditori, insegnanti e studenti.
Di seguito la lettera a firma del Premier Renzi che ha ricordato come Scuola e industria dovranno camminare sempre più insieme.

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LAZIO: Fondo di Garanzia per PMI

A seguito di un accordo tra la REGIONE LAZIO ed il MEF – Ministero Economia e Finanza, è stato istituito un Fondo di Garanzia di 30 Milioni di €uro. Potranno beneficiare di tali fondi le PMI, i Consorzi e le Reti d’Impresa, fino all’ 80% dell’importo dell’operazione finanziaria. > Per informazioni visionare  www.regione.lazio.it

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REGIONE LAZIO – a disposizione per le P.M.I.

A disposizione per le P.M.I. 50/milioni di €uro per finanziare il risparmio energetico, produzione energia da fonti rinnovabili, impianti di cogenerazione ad alto rendimento, spese per investimenti, per consulenze, studi e progetti. Il finanziamento prevede un prestito a tasso agevolato (75%) e a tasso orinario (25%). Il bando termina il

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