sabato, 23 Febbraio 2019
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Tag: Polistampa

Editori e Libri nel cielo di Roma, con la “Nuvola” all’ Eur

PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI ….. in una selezione della Consul Press

Gli echi della Fiera dell’ Editoria, entro la “Nuvola” di Fuksas, non hanno tardato a rifrangersi in ogni libreria, piccola o grande, a due giorni dalla chiusura: qua e là nelle vetrine di esse appaiono diversi titoli già visti o presentati, come “Ciano” , la “Divinazione etrusca” e moltissimi “gialli”. Le medie e piccole edizioni, dunque, sono una concorrenza vincente sulle grandi Case, che spesso puntano ai romanzi d’intreccio senza colore, ma importati e dunque quasi imperati dalle organizzazioni di cultura di altri Stati.

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PiùLibriPiùLiberi – Un poliedro

Una Fiera libraria come manifesto e come umana comunicazione

E’ appena finita a Roma , il 9 dicembre, la Fiera della Piccola e Media Editoria nella Nuvola di Fuksas, un appuntamento regolarmente rispettato da diciassette anni, e con immenso successo. Svariati argomenti, svariati gusti e ricerche assolutamente svolti e soddisfatti, con qualche interrogativo, però, che sorge all’osservarla nel suo complesso.

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Severino ed Amèrica, due persone particolari

Un libro nuovo

Severino e América: storia d’amore e d’anarchia

 

Firenze, 30 novembre 2018 – Quella dell’anarchico Severino Di Giovanni, sbarcato in Sud America negli anni Venti del Novecento, e della compagna América Scarfò, sua compagna di vita e di ideali, è una vicenda intensa e ricca di pathos, un po’ come un tango argentino. Ce la racconta Tito Barbini nel suo ultimo libro, Severino e América (Mauro Pagliai Editore, pp. 176, euro 15) che sarà presentato domenica 2 dicembre alle 17:00 nei locali della libreria LaFeltrinelli di Arezzo (via Giuseppe Garibaldi, 107). L’autore dialogherà con Giorgio Sacchetti, storico dell’anarchismo e docente universitario.
Barbini è stato per molti anni figura di primo piano nella politica toscana. Già sindaco di Cortona, poi assessore regionale, amico e corrispondente di François Mitterrand, è noto come scrittore di viaggi a partire dal fortunato Le nuvole non chiedono permesso (2006), a cui sono seguiti titoli di successo comeAntartide (2008), Il cacciatore di ombre (2011) e L’ultimo pirata della Patagonia (2015). Trascorso quasi un secolo dalla morte di Di Giovanni, giustiziato a Buenos Aires nel 1931 dopo essere stato accusato di una serie di attentati e rapine, Barbini è partito per l’Argentina per seguire le sue tracce. Il diario di questo viaggio oltreoceano, arricchito da suggestive fotografie d’epoca, diventa così la cronaca di una storia d’amore febbrile e romantica, e allo stesso tempo di una cruda e disperata vicenda di lotta politica. “Credo che questo libro”, spiega lo scrittore, “sia allo stesso tempo una saga famigliare, una indagine storica e un racconto di lontana emigrazione. Ma mi piacerebbe fosse considerato un romanzo di sentimenti, una storia di persone che si cercano e si perdono per tutto il tempo di una vita senza mai trovarsi veramente”.

 

Gherardo Del Lungo

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Ci sono anche i bambini – Favole da Polistampa

La garbata falsariga scientifica ed umana di queste favole aumentano le potenzialità di docenti ed interessati verso il pensiero e le diverse situazioni dei ragazzi e bambini. E’ un dono per loro ed un dono anche per i genitori e gli adulti.

La Strega Buggerona, lo Zampacchione Giallo, la Bolla Gedeona: sono alcuni degli incredibili personaggi protagonisti delle Favole per Irene (Sarnus, pp. 64, euro 7), il coloratissimo libro firmato da Enrico e Filippo Zoi che sarà presentato Giovedì 29 Novembre alle 18.00 a Firenze nei locali della Libreria Feltrinelli (via Cerretani, 40).

Con gli autori interverranno la giornalista Valentina Buti e lo psicologo e psicoterapeuta Patrizio Batistini, presidente dell’ASA – Associazione Sindromi Autistiche.

Enrico Zoi, giornalista e scrittore, ha raccolto nel volume sei storie dedicate alla figlia Irene, classe ’91. “Sono molto curiosa”, racconta oggi Irene, “quando ero bambina volevo sempre sapere qualcosa di più, qualcosa di mai sentito. E il babbo era sempre pronto a inventare nuove fiabe”. Autore delle illustrazioni è il fratello di Irene, Filippo, giovane adulto rientrante nello spettro autistico dalle grandi doti artistiche.

Nato nel 1996, ha già all’attivo alcune mostre personali e collettive tra cui la recente rassegna internazionale L’arte risveglia l’anima. “Enrico”, spiega Patrizio Batistini, “riesce con maestria a far irrompere il ‘fantastico’ nel quotidiano, creando attesa, stupore e senso di meraviglia. I disegni di Filippo si impongono e colpiscono per l’essenzialità e per la generosità dei colori. Ho fatto leggere le fiabe ai miei figli e ne sono rimasti letteralmente conquistati!”.

Gherardo Del Lungo

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Le Alpi Apuane: accorgersi quanto è “unica” l’Italia

Viaggio attraverso la bellezza delle Apuane

Per non sciupare la vita, e farsi trascinare in mete “di moda”

Sarà presentato sabato 24 novembre alle 17.00 a Firenze nei locali dello Spazio Ex Fila – Connessioni metropolitane (via Leto Casini, 11) il nuovo libro di Gianluca Briccolani intitolato L’altezza della libertà. Viaggio tra l’essenziale bellezza delle Alpi Apuane (Polistampa, pp. 320, euro 25).

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Un medico oltre il fronte: Dino Giannotti

Documenti: pubblicato inedito della Grande Guerra
con l’introduzione di Franco Cardini

Il libro, inedito ed insolito, fa parte di una collana dedicata alla Grande Guerra, della quale ricorre il Centenario

Firenze – A distanza di un secolo la storia della Grande Guerra presenta ancora capitoli poco conosciuti. Come quello dei medici militari italiani prigionieri che, dopo la sconfitta di Caporetto, prestarono servizio nei territori invasi dagli austriaci. Tra poche fonti disponibili emerge il diario di Dino Giannotti, oggi trascritto e dotato di un apparato critico da Ubaldo Morozzi e pubblicato da Sarnus col titolo Un medico oltre il fronte (pp. 288, euro 19). Corredato da immagini d’epoca esclusive e introdotto dallo storico Franco Cardini.

L’autore del diario, nato a Montepulciano nel 1889, fu catturato dagli austriaci il 26 ottobre 1917, durante i fatti di Caporetto. Dopo essere stato rinchiuso nel campo di concentramento di Sigmundsherberg, fu inviato ad esercitare la sua professione nel territorio italiano occupato, prima a San Daniele e poi a Pordenone, come membro effettivo dell’ospedale locale. Restò prigioniero fino al 1° novembre 1918, quando la città venne liberata dall’esercito italiano in avanzata dopo la battaglia di Vittorio Veneto. Il suo diario offre uno sguardo inedito sulla Grande Guerra, quello di un medico italiano che opera dietro le linee nemiche, a contatto con i militari austriaci e con la popolazione civile. Giannotti, nella sua doppia figura di medico e militare, è da una parte testimone delle terribili condizioni di vita dei prigionieri italiani nei lager e della popolazione nei territori invasi, mentre dall’altra osserva con attenzione le manovre del nemico, raccontando alcune delle pagine più significative del conflitto come la battaglia del Solstizio e quella di Vittorio Veneto. Molte sono le riflessioni di carattere medico e militare, ma anche sociale e politico, così come i riferimenti alla cultura del tempo. “Quella di Giannotti”, spiega Ubaldo Morozzi, ricercatore presso la Swansea University nel Regno Unito, “non è soltanto una cronaca giornaliera di avvenimenti stilata per esigenza personale, ma un documento ricco e variegato che ci permette di ricostruire un quadro straordinariamente fedele del contesto culturale delle classi abbienti dei primi anni del Novecento”.

 Gherardo Del Lungo

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Fate presto, Dante ci porta il Natale!

 

Cartoline da Dante: torna la Divina Commedia illustrata da Razzolini

 

Firenze, 15 novembre 2018 – I versi immortali di Dante Alighieri incontrano l’opera di uno dei più fini miniatori italiani dell’Ottocento: torna in libreria la Divina Commedia illustrata da Attilio Razzolini, un volume (pp. 432, euro 24) realizzato dall’editrice Sarnus a dieci anni di distanza dalla prima edizione, uscita sotto il marchio Polistampa e ormai introvabile.
Per Razzolini l’illustrazione della Commedia fu il primo lavoro in assoluto. Miniato su cartapecora e realizzato nei modi e nella maniera del Quattrocento, il testo è conservato presso la Rylands Library di Manchester nel Regno Unito. Nel 1902, per i tipi della ditta Alfieri & Lacroix di Milano, furono riprodotte le cento cartoline e i tre frontespizi dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso. Ai fratelli Andrea e Fabrizio Petrioli, proprietari dell’intera serie – assieme ad una sterminata collezione di fotografie e documenti d’epoca – si deve la nascita dell’edizione del 2008, dove le illustrazioni di Razzolini vengono affiancate alla trascrizione dell’opera dantesca in italiano volgare curata dall’italianista Giorgio Petrocchi (1921-1989). Ciascuna cartolina illustra un canto e ne offre una raffinata trascrizione in caratteri gotici, ulteriormente impreziosita da capilettera fregiati in rosso, blu e oro con ornati vari. Completano l’opera tre tavole per i frontespizi delle cantiche. “I motivi ornamentali”, scrivono i fratelli Petrioli, “ci fanno tornare in mente le preziose miniature medievali e i monumentali incunaboli. Il volume riunisce quindi in sé il pregio di un’importante monografia d’arte e l’indiscussa importanza di un classico della letteratura mondiale”.

 

IL testo, dell’Editor Gherardo del Lungo, sottolinea quanto possa essere preziosa quest’opera, come regalo a studiosi, appassionati, gentiluomini e dame, persone che sanno veramente apprezzare cosa sia la bellezza della gente italiana

                                          Marilù Giannone

 

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Importante “inedito” pubblicato dalle Edzioni Pagliai

Ancora un inedito da non perdere dell’ EDITORE PAGLIAI, sempre alla ricerca di “Perle Editoriali”

“Documenti: inediti sulla Grande Guerra” con introduzione di Franco Cardini

Trattasi di interessante reportage della Grande Guerra, corredato da immagini insolite e commentato con l’icastico e preciso stile di Gherardo del Lungo –

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Ricordando “La Capannina” a Forte dei Marmi

 Ancora un libro fantastico dell’Editore Pagliai  sui ricordi vivi e dinamici della celebre CAPANNINA

                    COSI’  HO  SEDOTTO  LA  NOTTE 

GHERARDO GUIDI, Grande Ufficiale ed imprenditore pisano verace (egli si dice pisese), con tutte le caratteristiche tipiche toscane della risposta pronta e della finissima intelligenza intuitiva, ha aperto giovedì 16 novembre alla Sala Nassirija del Senato un evento che lo ha visto protagonista insieme al suo libro “Così ho sedotto la notte” una particolarissima carrellata degli anni ’60 fino ad oggi presso i locali celebri della costa tirrenica, in particolare nel suo locale cult, La Capannina.

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Due parole ancora su Don Milani

“Italia Oggi” dello scorso 9 giugno, tramite la penna di Sergio Bianchini, stigmatizza la lentissima evoluzione della scuola e per questo fa riferimento al fatto che l’ ottimo Don Milani viene spesso citato a sproposito o addirittura mal interpretato per fini politici o semplicemente per incompetenza dei responsabili dell’educazione nazionale.

Qualche giorno prima una riedizione di Polistampa, dal titolo: La scuola di Don Milani, di Mario Lancisi, esponeva le particolarità della Scuola di Barbiana, chiedendosi cosa sia rimasto della creazione del Sacerdote, con interviste a personaggi che hanno avuto mano nella guida dell’istruzione, come Veltroni, Berlinguer,Casini,Berlusconi ed altri ancora, che hanno offerto una visione personale e diversa dell’opera del controverso religioso.

La ragione e l’esito di questi testi in esame sono sicuri: nessuno, oggi, è in grado di gestire l’educazione alla cultura per inadeguatezza di preparazione: il Ministro attuale, (e si sottolinea che il buon italiano non usa il femminile per una carica istituzionale) è un’ ex sindacalista, che confessa di “non avere specifiche competenze in materia”, e dunque una figura indefinibile che non può tenere le redini di questo importantissimo Ministero. Sappiamo tutti che la cultura è un’arma di difesa dall’estremismo violento, che è soprattutto una via certa per trovarsi, conoscere, costruire, e, cosa basilare, per comunicare. Non si riesce tuttora a comprendere, data la misera condizione sociale attuale, perchè cultura è ancora, marxianamente, vista come privilegio malvagio di classe, e non si riconosce che chi ne è privo – sia essa umanistica o scientifica – è destinato a trascinare un futuro da mezzo uomo, da pitocco spirituale, da sbandato.

Il testo e l’articolo citati vogliono evidenziare che è ora di smettere di cibarsi solo di giochini informatici, spesso pericolosi, o bearsi di figure di piccolo e grande schermo. Accettarli è giusto, adeguarsi al proprio tempo, sacrosanto, ma non ci sono unicamente questi, e si chiede ad alta voce che i genitori lo riconoscano, e che riconoscano che il docente non è un negriero, ma una persona che è demandata a formare ed a selezionare chi ha talento per questo o quel settore dello scibile umano. Non è vero, cari Marxisti immaginari, cari zii d’America, che “tutti siamo capaci di fare tutto”. Non si chiama il meccanico della propria auto se un figlio ha gli orecchioni, e nel contempo lui ed il medico sono entrambi indispensabili. Una selezione prelude a vie diverse ed eguali, non è antidemocratica, non è una pena capitale.

Non è valida l’idealizzazione dell”ultimo”, è invece una buona scusa per fare “egualitarismo verso il basso” e formare il gregge grigio di elettori, che, come dimostra l’evidenza degli afflussi bassissimi alle urne, annullano sia il seguace dell’appiattimento, che uno Stato. Appiattendo il livello dei cittadini si uccidono i talenti, si ha malasanità, mala gestione, nessuna scelta, si ha unicamente degrado. Un capitolo di un bel libro: “Meglio di Niente”, dell’economista, giornalista, docente, Danilo Breschi ( Ed.Pagliai), esamina l’opera di “decrescita” di un Segretario di Partito, il “dolce Enrico” di Antonello Venditti, e punto per punto ne dimostra l’azione livellatrice (che Totò riservava alla morte) e distruttiva di tutte le attività professionali e no d’ Italia, per un distorto timore di egemonia politica di qualcuno, ma che lascia vedere in filigrana l’adesione – pagata – alla volontà di potere sovietica.

Chi si informa, chi segue un docente che crede in ciò che fa, resta libero, diviene esperto, e giorno per giorno si felicita con se stesso perchè dimostra alla propria coscienza di essere un buon cittadino del mondo. Don Milani ha gettato una grande base per permettere di salire la scala della crescita secondo attitudine. Crescita, e non il contrario, voluto da un malinteso cristianesimo: Francesco era ricco e colto, si è fatto povero ma colto, poeta e musicista, italiano, santo, non apostolo della decrescita e non argentino e populista.

Marilù Giannone

 

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Giotto e la sua Toscana

La scoperta di Riccardo Nencini: “Giotto dipingeva il suo Mugello”

Nel “Miracolo della sorgente” il pittore avrebbe rappresentato la Cascata del Rovigo presso Firenzuola

Firenze, 20 giugno 2017 – Due speroni rocciosi sedimentari, l’acqua che cade verso un pianoro, la pietra divisa da una spaccatura a forma di ‘V’: la cascata del torrente Rovigo, nella zona di Firenzuola, è il paesaggio riprodotto da Giotto di Bondone nel Miracolo della sorgente, dipinto tra il 1295 e il 1300 come parte del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco che ornano la Basilica superiore di Assisi. Lo sostiene Riccardo Nencini, viceministro dei Trasporti nonché scrittore e storico attento alle vicende toscane del Medioevo e del Rinascimento.

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Vera Gobbi Belcredi alla Filarmonica di Roma

La vita ed il metodo pianistico di VERA GOBBI BELCREDI, musicista ed interprete eccezionale del secolo scorso sono stati ampiamente illustrati il giorno 27 aprile presso la Filarmonica di via Flaminia, a Roma, in un convegno che ha visto un ricco numero di partecipanti.

L’allievo migliore della insigne signora, il M.° DANIELE RISCICA ha tenuto alto l’interesse nel volume citato con il raccontare l’impegno, i dialoghi, gli incontri attuati dalla Belcredi, esigente nel suo campo quanto affettuosa e vivace, capace di conquistare il talento ed il cuore dei suoi studenti, innovativa e lungimirante nel saper vedere il bello di compositori talvolta criticati o incompresi come Gershwin, o Strawinsky.

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