martedì, 18 Giugno 2019
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Tag: renzi

La “buona scuola”

Timidi insegnanti contro teppisti di classe 

Un venti percento della popolazione scolastica subisce, nella fascia tra gli undici ed i diciassette anni, secondo un’indagine ISTAT, episodi di bullismo: una significativa percentuale a comprova dell’involuzione negativa di tanti ragazzi, senza alcuna distinzione sociale. Un fenomeno trasversale, che, soltanto in occasione di fatti clamorosi, finisce sotto i riflettori della cronaca e rapidamente torna nel cassetto dei problemi dimenticati, fino al successivo episodio di sopraffazione.

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buona scuola, Indro Montanelli, renzi, Umberto Eco

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Nosferatu a Palazzo Chigi e dintorni

Si ricomincia il giro di giostra:  non si resti abbacinati !

Il governo non-votato, che ha per assonanza “nosferatu”, è finito. Chiuso. Fatto salvo il conte Gentiloni, al timone, incerto, solo sul bastimento che nessuno abita, solo nel loculo dove l’esito delle prossime elezioni entrerà per nutrirlo ancora del sangue degli Italiani o per mettere un palo nel cuore sinistro di altri vampiri suoi e no scelti senza elezione negli ultimi anni, KjengeMonti, Boldrini, Fedeli, la “coccodrilla” Fornero, ed altri, con il bieco contorno di Fiano, Emiliano, quelli con le mani nel sacco di truffe e legami con ambienti delinquenziali, con Ong assetate di soldi, con cosiddetti religiosi sporchi, i figli di papà come Boschi e Renzi, i budini tremanti davanti all’Europa come altri.

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boldrini, fedeli, fiano, gender, Gentiloni, italia, merkel elezioni, napolitano, nosferatu, orfini, ORLANDO, renzi

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Renzi & Co. V/ M-5 stelle

INGERENZA E DISINFORMAZIONE

Una settimana fa scrivevo nell’articolo “la lunga marcia” che in questa campagna elettorale, all’insegna di una legge voluta da alcuni imbecilli del PD apposta per far fuori il M5S, «a Renzi e a Berlusconi, accomunati nel motto “auro quaeque ianua panditur”, interessa prima di tutto inquinare la mente degli elettori ed addossare al M5S la responsabilità dei mali che le loro politiche hanno causato al paese.  Contro le loro manovre occorre una maschera antigas”. Quanto accaduto negli ultimi giorni mi costringe a ricordare questo passaggio “Renzi appoggiandosi alla sponda americana (l’opinione pubblica mondiale è stata bombardata dalle notizie di interferenze russe nella campagna presidenziale per la Casa Bianca) ha accusato direttamente il M5S di essere un propalatore di notizie false… Renzi dimentica che a fare ricorso alla propaganda non sono i cosiddetti “populisti”, ma i detentori del potere che l’hanno storicamente utilizzata in pace e in guerra. Come si fa a dimenticare che il mondo è stato precipitato in una guerra contro Saddam Hussein accusato falsamente dagli USA di possedere armi di distruzione di massa con la plateale esibizione di finte fiale velenose e di filmati costruiti ad arte dal controspionaggio americano davanti al Consiglio di sicurezza dell’ONU

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MEDITERRANEAN FORUM of ROME Rethinking the Euro-Mediterranean geopolitical space in turbulent times, Mov.-5-Stelle, renzi

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Dallo “Schiaffo di Tunisi”…

….. PROSEGUONO LE OFFESE SEMPRE DALLA STESSA PARTE ! 

E’ passato più di un secolo dallo “schiaffo di Tunisi”, espressione ampiamente utilizzata nelle cronache dell’epoca per qualificare l’azione di forza dell’occupazione militare della Tunisia da parte della Francia, contro le aspirazioni italiane. La storia oggi si ripete, come se il Governo Gentiloni fosse ancora quello di Cairoli, primo ministro dell’Italietta povera, anzi stracciona, e del tutto inadeguato a fronteggiare le sfide del tempo, con la differenza che ora, al contrario di allora, si reagisce con molto meno orgoglio nazionale, si fanno spallucce e non ci si dimette.

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assolutismo, Francia, macron, medioevo, migranti, porti mediterranei, renzi, trattati, tunisi

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Escamotage

La scoperta, (o meglio la riscoperta), dello stabilimento Playa Punta Canna, del quale tutti i giornali parlano più o meno ferocemente, poiché in barba alla legge contro l’apologia di Fascismo semina di frasi del Ventennio una lunga spiaggia a Chioggia, ha fatto sorgere un dubbio a moltissime persone . Esse si sono infatti chieste come mai uno stabilimento balneare così grande ed organizzato potesse sorgere, completo di zone di ristoro, di gioco, di ogni comfort, praticamente dal nulla, in tempi brevissimi. E’ possibile, questo? Qualcuna di  queste persone ha deciso di compiere qualche giro informativo al Comune, (dove si sarebbe trovato che un rappresentante PD avrebbe partecipato alla costituzione dello stabilimento ) fra la gente, in altri vari Istituti, per scoprire che il complesso infame ed infamante perchè provvisto di manifesti con il “Faccione” ed altri cartelli con raccomandazione all’ordine, al rispetto, alla pulizia o dove si accennava a qualche detto dei tempi del “regime”, era beatamente funzionante da più di tre anni, sotto infiniti occhi e senza nessuna obiezione. I concittadini del gestore hanno pure ammesso che lo stabilimento era ottimo, e che era noto che tutto l’apparato corrispondeva ad un desiderio di originalità, o voglia di scherzo, del proprietario.

Di certo il Sig. Scarpa non ha voluto che una struttura magnificamente costituita fosse ridotta a discarica come capita ad altre, questo è il motivo addotto e credibile. Si ammetta che nessuno più crede nell’ordine, nella disciplina, nella rispettosa tranquillità: fa parte dell’imbarbarimento di estrazione Far West, e l’uomo ha ragione.

Al di là delle discussioni se un simile sciorinio di norme da collegio o educandato fosse lecito, con la tacita risposta morbida o positiva, il fatto eclatante è che Ministri, Minestre, altri faccioni del tipo di Fiano e compagnia di compagni ultrà si sono svegliati adesso in lacrime e rabbie indignate. Il buon Fiano ha richiesto “ore rotundo” (lo scriveva spesso Cicerone) un inasprimento della legge, portandosi così bravamente al primo piano sul balcone delle future scelte elettorali, magari come Premier.

Non prendiamoci in giro. Nostalgie, lamenti, proteste, scandalo non sono che un escamotage per dirottare l’interesse verso altri temi, affinché la gente venga distolta dalle dolorose questioni dell’assenza di lavoro o non-lavoro dei giovani, quella della sicurezza zero, e soprattutto che non affiori alla coscienza un tradimento nostrano, quello della Sanità gratis ai rifugiati ormai cosa annosa, ma mai detta, e per di più la spaventosa notizia avuta da esperti che per motivi commerciali hanno rapporti con gli Stati africani, quella che annuncia che entro cinque anni la popolazione di quel Continente sarà più che raddoppiata, con tutti i guai del caso. Invece di perdere tempo e organizzarsi per sgomitare Renzi o chi per lui, a cominciare da magistrati del decrepito pensiero stalinista, si vada immediatamente ad organizzare e, se possibile, acculturare gli africani a casa loro. Chissà? Domani l’Africa potrebbe dare la pista a tutti. Bisognerebbe poi creare un monumento al Buonsenso: gli estremismi sono odiosi; bene, perchè allora, visti i delitti, gli incitamenti a pene capitali ai prigionieri italiani, le foibe, i gulag, ecc, ecc., non si includa nella legge sull’apologia anche il comunismo?

Marilù Giannone

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Ad Ascoli Piceno l’ultimo saluto alle 35 vittime marchigiane

Prima giornata di lutto nazionale per le vittime del terremoto nel Centro Italia. Nella calda mattina dell’ultimo sabato di agosto le bare di 35 delle 50 vittime marchigiane del sisma sono state poste una accanto all’altra nella palestra di Monticelli della città di Ascoli Piceno che ha accolto numerosissime persone, giunte per partecipare ai funerali solenni. Come preannunciato nei giorni scorsi, erano presenti il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Premier Matteo Renzi, i presidenti del Senato Pietro Grasso e della Camera Laura Boldrini. Ed ancora in prima fila i vicepresidenti della Camera Luigi Di Maio e Simone Baldelli, accanto ai presidenti delle Regioni e ai sindaci di molti comuni italiani. La scena, a cui si è assistito, è delle più prevedibili in situazioni così drammatiche. Gli abbracci sinceri di Mattarella e Renzi ai familiari delle vittime, hanno per un attimo preso il posto alle polemiche che già si stanno sollevando e ai molti perché ai quali le persone esigeranno, passato il dramma, una risposta. Un tentativo da parte dello Stato di dar loro una speranza per il futuro e cercare di convincerli che qualcosa cambierà, che non saranno lasciati soli.
Amore e solidarietà, forza e coraggio hanno fatto da collante per tutta la cerimonia, celebrata dal vescovo di Ascoli Piceno monsignor D’Ercole. Solidarietà che, come lo stesso ha sottolineato <è una parola importante che ci fa tenere i piedi ben saldi per terra e ci insegna ad abbracciare tutto, con un abbraccio che ci consente di costruire un mondo migliore, insieme solo insieme si può ricostruire un mondo migliore. Mentre gli occhi devono guardare in alto, verso il cielo per andare avanti>. Parole di conforto sono state più volte ripetute dal vescovo. <Amici tutti, non abbiate paura, non vi lasceremo soli, diversi di voi mi hanno detto ‘non ci abbandonate’, non abbiate paura di vivere la vostra sofferenza ma non perdete il coraggio, che insieme e solo insieme potremo ricostruire le nostre case e le nostre chiese, ridare vita alle nostre comunità. Non siete soli c’è l’abbraccio dell’Italia intorno a voi, c’è la volontà politica e spirituale di essere una famiglia che mi auguro diventi lo stile della nostra vita futura, che potrà essere migliore con l’aiuto di Dio e l’abbraccio di tutti>. Parole che hanno solo attenuato il dolore nel momento in cui D’Ercole ha comunicato la notizia della 50esmia vittima marchigiana. Un’omelia, conclusa dal vescovo,  con una nota di speranza cristiana: <I sismologi tentano di prevedere il terremoto ma solo la fede ci insegna come superarlo, la fede ci indica come riprendere il cammino: con i piedi per terra e il volto verso il cielo>.
I Vigili del Fuoco, gli stessi che per primi hanno estratto i corpi dalle macerie, sono stati anche gli ultimi a portare, ad una ad una fuori dalla palestra, le bare delle 35 vittime, passando lungo un corridoio umano creato dai boyscout. All’uscita un lungo e interminabile applauso ha accompagnato le vittime nell’ultimo e doloroso tratto di strada.

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A Favore del “SI”

Una “Costituzione” che non merita essere difesa !

RECITA L’ ART. 1 – “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul Lavoro  … “   – In effetti, questa è una affermazione che può significare tutto e, pariteticamente, idonea a non spiegare nulla.

Mi ricordo che, quando ero ancora studente diplomando (Roma 1961, V° anno nel blasonato Istituto “Duca degli Abruzzi”, nella allora “mitica sezione A”), il nostro Docente di materie giuridiche ed economiche – Prof. Salvatore Marino – durante una lezione di diritto pubblico, commentando sarcasticamente tale enunciazione della Costituzione, ci fece osservare come uno Stato non potesse, ovviamente, “fondarsi sull’ Ozio”.

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A proposito dei Referendum

UNA LEZIONE DI DIRITTO COSTITUZIONALE … A PROPOSITO DEL REFERENDUM

I mezzi di informazione, che si comportano come il clero officiante del potere, al quale dimostrano ogni giorno consenso e obbedienza, riferiscono con enfasi notizie e temi, con le adeguate sottolineature e i vergognosi omissis, scelti o suggeriti da chi comanda di modo che il pubblico abbia sotto gli occhi e nelle orecchie solo ciò che non mette in discussione le scelte fatte al vertice del Governo e dello Stato. Il compito della stampa indipendente è invece quello di rivelare ciò che il potere vuole che non si sappia e non si dica, cioè esattamente il contrario di quanto avviene, specialmente nel servizio pubblico radio televisivo i cui notiziari trasudano piaggeria e disinformazione.

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Craxi, EMILIANO, Il Dovere Civico, la Costituzione, renzi

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Fashion Pill: i calzini di Renzi

Al presidente del Consiglio Matteo Renzi non piacciono i “risvoltini” ma sembra apprezzare direttamente i pantaloni dall’orlo corto con calzino (Gallo) ben in vista.

I pantaloni incriminati sono quelli dell’abito indossato durante l’incontro con il presidente delle Filippine Benigno Aquino III. L’orlo ed il calzino sono stati oggetto di interesse mediatico, tra articoli di costume e battute sui social network.

Il popolo dei fashionisti si divide tra chi promuove il look giovanile di ispirazione “hipster” e chi invece ritiene poco idoneo indossare pantaloni così corti durante un meeting ufficiale.

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renzi

PMI Day VI Edizione. Renzi plaude agli imprenditori che hanno aperto le porte agli studenti.

Giunta con successo alla sua VI edizione, si è svolta questa mattina la PMI Day, la giornata delle Piccole e Medie industrie associate Confindustria che, in Italia, hanno aperto le porte a studenti e visitatori. Un progetto che ha segnato quest’anno  +20% , con oltre 850 imprese che hanno fatto proprio lo slogan della manifestazione “Industriamoci”, decidendo di raccontare e passare ai giovani  il mondo delle imprese, quelle basate su valori alti della cultura imprenditoriale . Un evento che ha ottenuto un riscontro positivo anche dal Presidente del Consiglio, che ha deciso di cogliere l’importante occasione per rivolgeri a imprenditori, insegnanti e studenti.
Di seguito la lettera a firma del Premier Renzi che ha ricordato come Scuola e industria dovranno camminare sempre più insieme.

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Lettera aperta al Ministro Poletti da parte di un insegnante

Lo ammetto: faccio il docente per fare tre mesi di vacanza.

Egregio MinistroPoletti
ebbene sì lo devo e lo voglio ammettere. Mi sono laureato, ho preso due abilitazioni a numero chiuso, ho fatto un concorso nazionale e sono precario da 13 anni (assunto il primo di settembre e licenziato il 30 giugno) non tanto perché volevo far l’insegnante, ma per godermi tre mesi di vacanze estive, oltre ovviamente a quelle natalizie, pasquali, di carnevale e ai ponti dei santi, dell’immacolata, del 25 aprile, del primo maggio e del 2 giugno. Peccato non si stia a casa anche il giorno della festa della mamma, del papà, della donna e magari dei nonni.

Ebbene sì lo devo e lo voglio ammettere, la volgarità e la disonestà intellettuale che caratterizza lei e tutto il governo Renzi è squallida e imbarazzante, sintomo di un paese sempre più allo sbando, retto da personaggi di piccolo cabotaggio, corrotti, prepotenti e mediocri.


Probabilmente signor Ministro lei è troppo impegnato in cene e feste con importanti esponenti di Mafia Capitale per conoscere la professione dei docenti e la realtà in cui vivono gli studenti italiani; altrimenti saprebbe che il numero di giorni di scuola in Italia è pari a quello dei principali stati europei (Germania, Francia, Spagna. ..). Le vacanze sono solo distribuite in modo diverso. Se conoscesse le condizioni in cui versano gli edifici scolastici italiani e l’ubicazione geografica del Paese che governa, saprebbe, inoltre, che andare a scuola a luglio e agosto nella maggior parte delle città (Napoli, Bari, Palermo, Roma, Sassari, Milano) sarebbe impossibile.TRE MESI DI VACANZA

 
Infine, signor Ministro, le ricordo che ormai anche il mio macellaio di fiducia (purtroppo sono carnivoro) non pensa che un insegnante faccia tre mesi di vacanza. Tra esami di stato, esami di riparazione, riunioni e programmazione le ferie dei docenti (trenta giorni più le domeniche) si concentrano per lo più da metà luglio al 31 agosto.


Comunque, Egregio Ministro e Esimio Premier, fate bene ad umiliare costantemente noi insegnanti. Ce lo meritiamo. Negli ultimi decenni abbiamo accettato tutto supinamente: blocco salariale, classi pollaio, precarietà, aumento dell’orario di lavoro, edifici insicuri, finanziamento alle scuole private, cattedre spezzatino e concorsi truffa. Ed ora, sprezzanti ma con il sorriso sulle labbra, state realizzando la privatizzazione della scuola e la sua trasformazione in un’azienda senza che il corpo docente italiano dia un sussulto di vitalità. Tra chi aspetta la pensione e chi pensa che un salario fisso anche se basso è meglio che niente, tra chi è stanco di lottare e chi si considera intellettuale, tra chi “tanto mio marito è un dirigente o libero professionista” e chi è solo e disperato, tra chi “o si blocca il paese per settimane o uno sciopero non serve a nulla” e chi ” ora servirebbe la rivoluzione”, gli insegnanti stanno assistendo inerti e rassegnati alla lenta morte della scuola pubblica, democratica e costituzionale.


Il nostro silenzio è complice. E non basta più (se mai è servito a qualcosa) sfogarsi solo sui social network.
Per chi non si vuole arrendere non vi è altra strada che la lotta, per la nostra dignità e per il futuro dei nostri figli e dei nostri studenti.
Una terza via non ci è data.

La scuola buona è la scuola pubblica, la scuola di tutti.

Matteo Saudino

Chi è Matteo Saudino? Insegnante di  filosofia di Torino, con questa lettera che mi ha inviato, si descrive.

A giugno finirà il mio quindicesimo anno di insegnamento. Nonostante due abilitazioni conseguite con il massimo dei voti (nel 2003 e nel 2004) e il superamento del concorsone del 2012, sono ancora un professore precario, o meglio un viandante della filosofia come amo dire, l’ultimo giorno di scuola, ai mie alliev*, prima di salutarli e augurare loro buon viaggio. Di questi 15 anni, i primi 3 li ho trascorsi in un istituto privato. Per realizzare la tanta sognata professione di insegnante (follia?) è stato, infatti, necessario fare dei compromessi. In quegli anni ho fatto un’importante gavetta formativa e, soprattutto ho conosciuto decine di studenti dai percorsi scolastici spesso travagliati, ma al contempo animati da inaspettate curiosità intellettuali e da sincera voglia di riscatto. Con molti di essi sono nati significativi rapporti di stima e alcuni fanno, ancora oggi, parte del mio variopinto album di famiglia. Tale esperienza sul campo, unita agli insegnamenti dei miei genitori, che sempre mi hanno ricordato che non è rispettoso sputare nel piatto in cui si è mangiato (anche se poco e spesso con tanti mal di pancia), ha fatto si che non si impossessasse di me alcun spirito di crociata contro gli istituti scolastici paritari (spesso cattolici e/o diplomifici). Inoltre, il mio essere ateo, marxista e libertario si fonda innanzitutto sul rifiuto di ogni dogmatismo e di ogni deformazione ideologica della realtà.

Però… c’è un però…. Viviamo in un’Europa liberista (sistema che io avverso, in quanto alienante e mercificante), che la maggioranza degli italiani, attraverso il voto e la scarsa mobilitazione sociale, continua a legittimare; allora qualcuno mi può spiegare perché le scuole private debbono ricevere i finanziamenti pubblici dello stato? La risposta ricorrente è che offrono un servizio pubblico. Vero, esattamente come offrono un servizio pubblico anche i cinema, i teatri, i circhi, le bocciofile e le società sportive non statali, non comunali e non regionali. Allora finanziamenti statali per tutti. A pensarci bene anche molti supermercati offrono un servizio pubblico.

E che dire dei bar open h/24. Strano modo di concepire l’economia di mercato. Proprietà privata, utili privati, ma con sovvenzioni pubbliche. Liberisti nei profitti, ma socialisti nelle spese. Sempre geniali i padroni, sempre più ingenui i lavoratori. Intendiamoci. Per me le scuole private sono legittime, ma non devono avere costo per lo stato e per la collettività! Vuoi andare in una scuola privata perché è migliore? Te la paghi! Vuoi andare in una scuola privata perché vuoi essere promosso? Te la paghi! Perché ci sono gli insegnanti più belli e più giovani? Te la paghi! Perché ci sono insegnanti più anziani e più saggi? Te la paghi! Vuoi andare nella scuola privata perché non vuoi avere in classe zingari, marocchini, rumeni, islamici, ebrei, disabili o professori gay o comunisti o peggio gay e comunisti? Te la paghi!

Vuoi andare in una scuola cattolica perché vuoi crescere con dei sani e robusti valori religiosi? Te la paghi! Tutti quei pochi soldi che lo stato italiano investe nell’istruzione, invece, devono servire per rafforzare e migliorare la scuola statale, pubblica, laica, democratica, repubblicana, pluralista, universalista, inclusiva, finalizzata alla formazione di un pensiero critico, vero strumento di emancipazione e liberta’ per i cittadini. tutti i soldi alla scuola pubblica per avere edifici sicuri, palestre moderne e attrezzate, laboratori, spazi per studenti, corsi di aggiornamento per insegnanti, bagni dignitosi. tutti i soldi alla scuola pubblica per avere classi da 20 studenti, in modo da realizzare lezioni attive, partecipate, coinvolgenti, in cui si possa dare la giusta attenzione a chi è più debole e stimolare chi è più brillante, fortunato e volenteroso. La scuola statale è la Scuola di tutti i cittadini e i soldi pubblici devono essere destinati ad essa. questa sarebbe una scuola buona, una scuola in cui costruire un futuro per chi la frequenta da studente, per chi ci lavora da insegnante o da personale ATA e anche per l’Italia.

Invece il governo Renzi cosa fa? Aumenta i finanziamenti diretti alle scuole private, a cui aggiunge ingenti sgravi fiscali (raggiungendo cifre mai toccate dai governi democristiani e neanche dai governi Berlusconi). La scuola pubblica italiana da decenni è un albero costantemente potato, tagliato nelle risorse economiche e precarizzato e demotivato nel personale. In tale contesto, giunge come un masso nello stagno l’ennesima contro-riforma scolastica voluta dal gruppo dirigente del PD. La buona scuola renziana altro non è che ideologia a buon mercato: un mix di vuota meritocrazia (strumento messo nelle mani dei dirigenti scolastici e dei collaboratori per abbassare complessivamente il salario dei docenti e per accontentare la pancia degli italiani, spesso rancorosi verso il pubblico impiego) e di vuoti richiami all’inglese, all’informatica e alla flessibilità, come se quest’ultime fossero la panacea per uscire dalla crisi economica e sociale italiana. Di tecnologia come fine e di meritocrazia come servilismo si può morire, di certo muore la scuola della Costituzione. I risultati di una scuola buona si ottengono attraverso la cooperazione tra docenti e tra insegnanti e allievi. Non è un call center in cui premiare chi stipula più contratti telefonici (attraverso lo sfruttamento del lavoro) o un cda aziendale in cui premiare i manager più capaci (avviene così?). Non serve meritocrazia per creare servilismo e addomesticare i docenti, servono sanzioni e provvedimenti, per quei pochi professori che sono fannulloni o inadeguati.

La buona scuola che il governo continua a sbandierare è un progetto pericoloso, altamente ideologico ed autoritario, che vuole costruire scuole aziende con tanto di sponsor privati e di tirocini nelle imprese (leggasi lavoro sottopagato regalato alle imprese). Serve una scuola snella, una scuola 2.0, adatta per un Paese sempre più ai margini del capitalismo produttivo, destinato a diventare terra di lavoro poco specializzato e mal pagato. La buona scuola è l’altra faccia del job acts: Renzi in un sol colpo manda in soffitta lo statuto del lavoratori e la scuola pubblica democratica statale, strumenti ormai obsoleti per chi ha deciso di sacrificare i diritti sociali acquisiti nel Novecento sull’altare della finanza, dei mercati, delle banche e delle logiche dell’impresa. La buona scuola deve formare molti lavoratori precari, predisposti alla sudditanza e pochi studenti preparati e cinici destinanti ad essere classe dirigente. Tutto ciò che ostacola il sol dell’avvenire che ci promettono i cantori dell’Europa liberista e della società dinamica di mercato è un orpello del passato da rimuovere, anche quando si tratta della dignità dei cittadini*, dei lavoratori* e degli studenti*

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Poletti Giuliano, renzi

La fine delle province, a che punto siamo rimasti?


Strade come voragini, scuole che cadono a pezzi, mezzi di trasporto locale al collasso. È questo il risultato del blocco della riorganizzazione degli enti provinciali.
Dopo il passaggio della legge sul riordino della Province, il processo è bloccato a livello regionale per mancanza di risorse. Nel frattempo, però, agli enti provinciali è stato tolto un miliardo di euro e la maggior parte dei lavori pubblici è ferma.SCUOLE A PEZZI
Ogni giorno, i cittadini rischiano la propria vita per la mancanza di sicurezza sulle strade e agli studenti cadono i calcinacci in testa perché le scuole non vengono ristrutturate da anni. I servizi essenziali per tutti i cittadini spariti nel nulla, si continuano a fare tagli senza un vero progetto di risparmio. La politica delle riforme va a rilento, senza idee, addirittura rielaborata,  politici che continuano a battersi per la poltrona, che passeggiano  da un palcoscenico ad un altro. Dal potere sono attratti anche molti del M5S, che potrebbero allearsi con la maggioranza. Che dire? Avanti , sul carro c è spazio per tutti. La minoranza Dem si è arresa, le armi si sono spuntate, contro Il Premier sono rimasti in pochi. Paura di restare a piedi? Ultimo tentativo di opposizione lo fanno ancora i vari Fassina, Civati e D’Attore, che dicono no al ddl dell’ onorevole Boschi.
Gianni Cuperlo scrive lettere aperte a Renzi “Trova il coraggio per aprire alle vere modifiche sulle riforme”. Da Forza Italia, un Giovanni Toti che , con cautela esprime il suo dissenso per la Lega e, polemizza con il nuovo centrodesta. I cittadini, in attesa di cose reali e concrete, subiscono l’ aggressività di Matteo Salvini, che trova ampio spazio nella massa di cittadini scontenti.
Il  Palazzo  è in stato di assedio, da nemici che però non sono in grado di contrastarlo né di insidiarlo seriamente. E, con forzature un tantino dittatoriali, sta ottenendo quello che voleva. La battaglia  non finisce. Al  Senato i numeri sono meno rassicuranti per il governo di quelli della Camera. È anche vero, però, che quando si voterà le elezioni regionali saranno già alle spalle. E i «no» berlusconiani e la compattezza di facciata di FI potrebbero sgretolarsi d’incanto.downloadguerini
Il vicesegretario Lorenzo Guerini ha  il compito di spiegare il motivo di una riforma costituzionale approvata a maggioranza. Rimane a guardare per il momento  una  dissidenza di Forza Italia inquieta, con Renzi che toglie loro ossigeno.Cosa   accadrà di qui a giugno?  Se dopo le Regionali il centrodestra  riuscirà a contenere la diaspora, per il governo il Senato potrebbe diventare una trappola. Sulla riforma dell’Italicum, in molti sanno di giocarsi la sopravvivenza come candidati alle elezioni. La speranza del premier è nello sport preferito  di deputati e senatori d’opposizione, pronti ad appoggiare i suoi provvedimenti anche contro Berlusconi. Temono lo lo scioglimento delle Camere. E si continua a raccontare al popolo favole da quattro soldi, le raccontano i politici per acquisire potere e   voti.
La pseudo democrazia della politica attuale  ha prodotto solo chiacchere e povertà, mentre i nostri politici sono ubriachi di potere e  voglia di palcoscenico. A noi non ci resta che aspettare ITALICUM.
Adelfia Franchi

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italicum, renzi, riforme

Operai in corteo caricati dalla polizia: Renzi-ALFANO, giocano a scarica barile

Sono settimane che la storia dell’ acciaieria di Terni va avanti, i lavoratori  chiedono di essere ascoltati, l’ultimo tentativo con Renzi, lo hanno fatto sabato a Firenze.Mentre tutti erano riuniti nel salotto buono del Premier,gli operai hanno lucidato gli scarponi anti-infortunistica, indossato la tuta pulita per non sporcare i divanetti della Leopolda; sicuramente il 25 ottobre Renzi aveva troppo da fare, troppi ospiti

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Un Premier e un Parlamento

Un premier autocratico ed un parlamento di incapaci ___________di Torquato CARDILLI 

Il premier autocratico, gaffeur e indisponente, attaccato dai gufi, dai rosiconi, dai professoroni, dai sindacati, dai pubblici dipendenti, parvenu che ha scoperto l’aereo di Stato, per ora sta bene al parlamento composto da allegri festaioli (lavorano al massimo tre giorni alla settimana) incapaci di occuparsi del benessere del popolo. Hanno votato in prima lettura, su ordine di scuderia, senza colpo ferire, la riforma della legge elettorale e la riforma della Costituzione. Si tratta di due leggi mostruose: la prima non elimina affatto i vizi di incostituzionalità rilevati dalla Corte Costituzionale contenuti nella legge elettorale vigente, cosiddetta porcellum, mentre la seconda svilisce il Senato a rango di dopolavoro di sindaci e consiglieri regionali (ai quali viene riconosciuta però l’immunità parlamentare) che ovviamente in questi anni si sono distinti per ruberie, uso privato e sperpero di fondi pubblici.

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renzi

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TFR…Propaganda a buon mercato

 Dopo il fallimento – documentato dati alla mano – del bonus da 80 euro, sembra profilarsi all’orizzonte il secondo capitolo della stessa storia,c’è anzitutto da dire che  il Premier ha almeno capito una cosa. Molto semplice ma che in passato non era così pacifica: la gente deve assolutamente ritrovarsi più soldi in tasca.QUALE COSA MIGLIORE CHE DARGLI SOLDI PROPRI? Altrimenti i consumi non ripartiranno mai. Alla direzione nazionale del Pd di lunedì scorso è stato approvato, fra le altre cose un testo che afferma che il TFR, dal 1° gennaio 2015, “sarà nelle buste paga a condizione che ci sia un protocollo tra Abi, Confindustria e governo (oltre a 1,5 miliardi per i nuovi ammortizzatori sociali) nella legge di stabilità”.

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Cnel: interrotto il convegno sul lavoro

PRECARIETA’

Roma, verso lo sciopero sociale bloccato convegno al Cnel


 “oggi prendono parola i precari, non solo sindacati concertativi ed esponenti del governo, per dire a Renzi: NOT IN MY NAME”
Contro precarietà e disoccupazione #14N #scioperosociale‬

Sono giorni che il premier Renzi e il ministro del Lavoro Poletti si autoproclamano difensori dei precari, di chi, come noi, è privo di diritti. Lo fanno sostenendo il Jobs Act e la necessità di rendere più flessibile il mercato del lavoro attraverso l’eliminazione dello Statuto dei lavoratori.

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Renzi, l’art.18, il passato che non molla

Renzi, l’ art.18 e, il passato che non molla

SE NON LO ODIANO LO NASCONDONO BENE,-Si i poteri forti, come nell ‘antica Grecia , mettevano il re sul trono , poi lo uccidevano perchè era diventato re. Perché dovrebbero vi chiederete voi?E chi odiano? Ormai l’uomo più amato e più odiato d’ Italia è: Matteo Renzi, l’ uomo dei mille giorni, mille giorni di te, di me, di noi e, non è la canzone di Claudio Baglioni, la più amata , contenuta in un album, che, sapete quanto tempo c è voluto per partorirlo? circa 3 anni, circa mille giorni.

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L’euro è di tutti ma non lo sappiamo

Nel suo libro “L’euro è di tutti”, edito da Fioriti e con la prefazione del Premier Renzi, Roberto Sommella ne spiega le ragioni

«L’euro è stato creato poiché la moneta unica offre molti vantaggi e benefici rispetto alla situazione precedente, che vedeva ogni Stato membro dotato di una propria valuta… Oggi circa 333 milioni di cittadini europei lo usano quale moneta e ne godono i benefici…» Così la Commissione Affari economici e finanziari dell’Unione Europea motivava l’entrata in vigore dell’euro come moneta unica, ed è in parte ciò che pensava e auspicava, nel 2002, ogni cittadino italiano. Un inizio positivo per giungere, ad oggi, ad una situazione di totale sfiducia al punto estremo da proporre un ritorno alla lira e l’uscita dall’UE. Quale sia il vero problema e come superarlo è ciò che ha cercato di individuare Roberto Sommella nel suo saggio “L’euro è di tutti”, edito Fioriti e con la prefazione del Premier Renzi.

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Vittorio Feltri: dalle pagelle di Renzi e Berlusconi al futuro dell’Italia in una serata dedicata al piacere di leggere

Il ruolo del Premier Renzi, il futuro politico di Berlusconi e l’attuale situazione italiana sono solo alcuni degli argomenti al centro dell’intervista rilasciata da Vittorio Feltri al termine di Capalbio Libri 2014. Una serata, la settima nel programma dell’ottava edizione del festival dedicato “al piacere di leggere”, nel corso della quale la giornalista de L’Espresso Denise Pardo e Andrea Purgatori attraverso domande pungenti e mirate agli ospiti, Luigi Bisignani e Vittorio Feltri, hanno svelato “complotti, segreti e lo scandaloso fascino del potere che non dorme mai” (filo conduttore del libro di Bisignani dal titolo “Il direttore – Un romanzo sul potere”, edito da Chiarelettere) e “mezzo secolo di politica, economia, cultura, costume, cronaca, spettacolo e sport”, attraverso i ritratti al vetriolo racchiusi da Feltri in “Buoni e cattivi – Le pagelle con il voto ai personaggi conosciuti in 50 anni di giornalismo”, edito da Marsilio e scritto con Stefano Lorenzetto.

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“L’Italia Amena”

Una “ITALIA Amena” estrapolata dal Quotidiano “ITALIA Oggi”

a cura di  Pierre de Nolac  > 2 agosto: “IL MINISTRO BOSCHI VEDE LA LEGA AL SENATO” – Silenzio stampa sui commenti di Bossi.  #  31 luglio: “RENZI = NON MOLLIAMO DI UN CENTIMETRO”  –  Matteo ce l’ha  sempre con Brunetta.  #  24 luglio: “SCHETTINO SI RILASSA AD ISCHIA” – Il Giglio lo aveva già visto.   19 luglio: “RENZI IN AFRICA” – Dove non troverà Veltroni.

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Bardot, Boschi, Bossi, Consulta, napolitano, renzi, Tesauro

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