domenica, 18 Agosto 2019
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Tag: romani

Al Convento dei Domenicani
riprendono gli incontri del “Salotto Romano”!

L’incontro mensile con Romani e non, assetati  di cultura e curiosità, riprende al Convento dei Domenicani, piazza della Minerva

Giovedì 4 ottobre, alle ore 16,30 riprendono gli incontri organizzati da Accademia Tiberina e Voce Romana, a cura di Sandro Bari e Francesca di Castro.

Il Prof. Staccioli interesserà tutti con “i puntini sulle i”.

309 Visite totali, nessuna visita odierna

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E la chiamano Unione

Uno sguardo all’Europa attuale

 

L’apparente benessere dopo il dissesto lento dell’Impero Romano, smembrato ma già corrotto dall’ingresso nelle fila del potere di mercenari e di gruppi di genti incivili, fece ignorare a molti capi l’estrema debolezza delle parti di territori a loro affidate, che di fatto prepararono pseudostati in lizza o perlomeno in freddo con i confinanti e con gli altri tutti. Da qui, qualche tiranno o re costituì una zona a suo unico governo e consumo. E fu un nuovo mondo che di romano non aveva che il contadino o il guerriero.

Guerrieri che spesso avevano così bene assimilato la romanità, fatta di legge, di disciplina, di amore per la terra, da fermare pericolosi soggetti come Attila ed allontanare l’indifferenza astuta e distruttiva delle zone orientali di ciò che rimaneva dell’impero.

In Occidente prese la ribalta il Centroeuropa, che non smise di voler ricostituire il grande e splendente impero, conteso da un Papato che di fatto proseguì il peggio del peggio degli imperatori, ed appesantito da un sud sempre più nelle mani di pirati e saccheggiatori. Il senso del Sacro Romano Impero è questo, ma di fragile consistenza per quella bruttissima piaga che si chiama avidità di potere: dai figli di Carlo Magno si cominciò a vedere quanto l’unione europea fosse una facciata, marcita all’interno dall’ansia di possesso di re francesi e capi germanofoni, con la ragione di asservire, compresa l’importanza di questo, il popolo legatissimo alla realtà culturale e spirituale della vita. Non era Cristianesimo, assolutamente no: la Fede antica perdurava, e ci vollero secoli di paure, minacce, terrori di torture e di inferni per costringere a seguire quel politico sottogoverno di ogni stato che si chiama confessionale, nella fattispecie cattolicesimo, ideato per portare a avanti un sogno blasfemo: il governo universale degli Eletti.

Consci dell’importanza di un credo sentito dalle genti, l’Europa combattè per conquistare Roma che deteneva l’ordine spirituale, al fine di ottenere il potere su tutte e governare il mondo.

Il Papa, tanto, saliva sempre sul carro del vincitore e lo usava, per mantenere il potere suo mediante ciò che Heine e Marx dicevano “oppio dei popoli“. Avevano però, tutti, sottovalutato il carattere nazionale dei romani o protoitaliani al di là del loro dissesto e dei difetti: la bravura, la molteplice creatività, insomma, il Genio. Mediante questo l’Italia spengeva tutti col suo fulgore, e, se il carattere Germanico ne divenne partecipe, con i suoi Geni, quello Gallo annegava nell’acido dell’invidia e volle contrastare questo ex grande Impero ridotto ad un vecchio e sconquassato Stivale: fino ai Normanni convinsero le anime “blandule” e tremule di Papi a lasciare loro mano libera in Italia, poi aiutarono un Filippo il Bello a tradurre  pessimamente Roma in Avignone, ed in seguito contrastarono sempre e comunque ogni forza, ogni bellezza italiana che, come la loro piatta musica monotona come un lamento di servi infernali, li relegava nell’ombra. I francesi hanno sempre e comunque odiato l’Italia più d’ogni altra Nazione al mondo, perchè non ce la fanno ad eguagliare la grandezza di questa: la Grandeur loro non è che pallida prepotenza, beffarda anche, se perpetrata da un italiano rivestito da Egalité et similia, come Napoleone, che, oltre ai saccheggi, fu il primo artefice “manu militari” di un’Unione Europea.

Il paradosso è che anche i migliori dei tempi vari francesi furono italiani: Mazzarino, La Grangia, Caterina de’Medici che fu francese solo per matrimonio e che disse loro, fra l’altro, di non mangiare più con le mani, e sfogliando la storia se ne trovano infiniti altri, o anche nel campo della scienza e perfino dello sport, viene in mente Platini.

L’egocentrismo francese ha creato per contro guasti e dolori inenarrabili: colonialismo , invasioni, lanzichenecchi, per finire a Poincaré uno dei responsabili del sorgere del Nazismo, ed a Sarkozy per la politica sconsiderata circa gli stati nordafricani , ai danni di tutta Europa, e fomentatrice del terrorismo. E adesso arriva un giovane ducetto, che non riesce a capire che l’Italia non è il suo scendiletto, ma la Porta di tutta Europa, ammalato anche lui di livoroso complesso d’inferiorità.

Strillate pure, francesi: “Italie” delenda est? E’ solo il verso di gallina di chi è impotente a fare un buon governo, basato sull’intesa, il rispetto, e l’onorevolissimo senso del proprio limite.

Marilù Giannone

 

291 Visite totali, nessuna visita odierna

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Sul Tevere, sino ad Orte, in canoa con i Romani

Un’eccezionale visita archeologica nell’Antica HORTA 

Orte era, in età villanoviana, un luogo abitato e dedicato alla Madre Matuta di quelle civiltà preromane ad alta definizione artistica, musicale e commerciale. Per questo motivo andare sulle onde del fiume, o dei mari, per essi era vitale, così come lo era la fedeltà alla Dea. della quale arricchivano il tempio e la città. La Mater Matuta era, come tutti sanno, la Dea della Generazione e della Rigenerazione dopo la morte.

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La Via della Seta

 
Centro Culturale Turco Roma
                                                             

LA NUOVA VIA DELLA SETA

CONFERENZA 

THE BULDING OF AN ECONOMIC AND CULTURAL NETWORK 

YUNUS EMRE ENSTİTÜSÜ

VIA LANCELLOTTI 18 ROMA

19 OTTOBRE 2017

 
Il 19 gennaio 2015 la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, in collaborazione con Eurosis Consulting e il supporto dell’Ambasciata italiana ad Ankara, ha organizzato la conferenza “The New Silk Road. The building of an economic and cultural network from the Mediterranean to Central Asia”, presso il Teatro del Centro di Cultura Italiano ad Istanbul.
La Conferenza ha rappresentato il primo passo verso la costruzione di un network di soggetti economici e sociali (istituti culturali, università, imprese) lungo la “nuova via della seta”.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti di Ice, Cna, Yapı Kredi, Tofaş, Turkonfed, Deik, Università di Galatasaray e Università dell’Aquila.
La seconda tappa del progetto sarà organizzata dall’Istituto Yunus Emre di Roma, in collaborazione con la Fondazione Ugo Spirito e Renzo de Felice e Eurosis Consulting, il 19 ottobre presso la sede ​del medesimo istituto di Cultura Turca, a Palazzo Lancellotti.

L’iniziativa sarà articolata nelle seguenti sessioni:

Sessione introduttiva. Discorsi di apertura (09:30-10:45)

Prof. Şeref Ateş (Presidente dell’Istituto Yunus Emre)
Prof. Giuseppe Parlato (Presidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo de Felice)
S.E. Mammad Ahmadzada (Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian)
S.E. Murat Salim Esenli (Ambasciatore della Repubblica di Turchia)
On. Dorina Bianchi (Sottosegretario MiBACT)
Rappresentante del Ministero di Cultura e Turismo della Turchia

Coffee Break (10:45-11:00)

Prima sessione di lavoro. Progetti economici lungo la nuova via della seta  
(11:00-13:30)

Moderatore: Marco Zaganella (Direttore Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice) 

Giuseppe Reggia (Eurosis Consulting- Chairman of Board) – The New Silk Road 4.0: Policy, Culture, Education, Economy –  SMEs strategy

Pınar Bolognini  (Console Onorario della Turchia a Brindisi e  Presidente della Camera di Commercio turca in Italia)  – I rapporti tra imprese italiane e turche

Manuela Traldi (Presidente della Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana) – I rapporti tra le imprese italiane ad azere 

Irene Pivetti (Presidente di Only Italia) – I progetti di Only Italia in Cina

Corrado Bocci (Università di Cassino) –  Le problematiche dei rapporti commerciali tra Italia e Cina 

Giulio Sfoglietti (Eurosis Consulting) – Trasferimento Tecnologico e Finanziamenti del Governo Cinese

Luca Costa Sanseverino (f3 Business Advisory Services): World Bank e finanziamenti internazionali per progetti di sviluppo lungo la via della seta

Lunch break (13.30-14.30)

Seconda sessione di lavoro. La cooperazione culturale come porta d’ingresso per la cooperazione economica lungo la nuova via della seta: il ruolo delle Università (14.30-15.30)

Moderatore: Sevim Aktaş (Direttrice dell’Istituto Yunus Emre di Roma)

Lorenzo Medici (Università di Perugia), Il ruolo dei soggetti culturali nelle relazioni internazionali 

Carmine Marinucci (Digital Cultural Heritage, Arts and Humanities School), La nascita di
una Università italiana in Cina

Daniel Pommier (Sapienza Università di Roma) – La cooperazione tra le Università italiane ed azere

Coffee Break (15.30-15.45)

Presentazione del gruppo di lavoro sui rapporti politici, culturali, economici e sociali nel Novecento tra i paesi della via della seta (15.45-17.00)

Intervengono: 
Fabio L. Grassi (Sapienza Università di Roma),
Angelo Iacovella (Università Unint di Roma)
Sandro Teti (Casa Editrice Teti Roma).

 , turch

353 Visite totali, nessuna visita odierna

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