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ULS proteggere di più gli operatori sanitari dal covid-19

UFFICIO STAMPA
COMUNICATO STAMPA
Sanità, Lazio ULS: “Bisogna proteggere maggiormente gli operatori sanitari dal Covid-19”

Non riusciamo a comprendere il motivo per cui esistano discrasie tra le misure di protezione adottate a livello nazionale dal Ministero della Salute per l’utilizzo dei DPI degli operatori sanitari e quelle applicate nella Regione Lazio – dichiarano Anna Rita Amato e Antonino Gentile del Direttivo ULSUnione Lavoratori Sanità Roma e Lazio. Infatti le indicazioni emanate dal Ministero della Salute e ribadite nella circolare prot. n. 0005443 del 22/02/2020 riguardo all’ utilizzo dei DPI per il contatto con un caso sospetto/confermato di Covid-19 contrastano con quelle della Regione Lazio che prevede solo l’uso della mascherina chirurgica al posto delle maschere FFP2 e FFP3.
Quanto raccomandato a livello regionale nel Documento dell’ 11 marzo 2020 “Raccomandazioni per la prevenzione o limitazione della diffusione del Sars-CoV-2 e della patologia correlata (Covid-19)” limita incredibilmente alla semplice mascherina chirurgica il livello di precauzione aerea da Droplet per tutte le procedure da contatto con Covid-19 tranne che per quelle che generano aerosol (broncoscopia, intubazione e manovre rianimatorie) in cui è possibile per l’operatore sanitario proteggersi con un filtrante facciale FFP2. Diversamente – continuano dal Direttivo ULS – si è previsto a livello nazionale grazie al Ministero della Salute che ha stabilito “Il personale sanitario in contatto con un caso sospetto o confermato di COVID-19 deve indossare DPI adeguati, consistenti in filtranti respiratori FFP2 (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol), protezione facciale, camice impermeabile a maniche lunghe, guanti.”
Purtroppo i limiti attuali di risorse e di personale nella Sanità laziale non consentono il lusso di far ammalare chi sta in trincea. In Assessorato Salute andrebbe imposta una seria riflessione sulla ratio per cui in un momento così delicato nella lotta per il contenimento del contagio si emanano direttive che diminuiscono il setting di protezione. Non riteniamo accettabile che la Regione Lazio, nonostante le raccomandazioni nazionali prevedano un livello alto di precauzioni, adotti un documento che va in una direzione pericolosa e non adeguata a salvaguardare completamente la salute di Infermieri, Medici, Oss impegnati a contenere il diffondersi dell’infezione nelle strutture sanitarie e nei pronti soccorso. Riteniamo – concludono Amato e Gentile – che sia più logica un’omogeneità di elevate misure precauzionali da applicare in tutte le strutture sanitarie di Roma e Lazio per scongiurare che chi dovrebbe curare e assistere rischi a sua volta di rimanere contagiato.

Roma, 13/03/2020
Il Direttivo ULS Roma e Lazio
www.sindacatouls.it

covid-19, sanitari operatori, ULS

“In poche ore si sta delineando una escalation da contatti positivi da Coronavirus sul territorio nazionale”

Coronavirus, ULS: “Un Governo responsabile deve assumere Infermieri Medici e personale sanitario” In poche ore si sta delineando una escalation da contatti positivi da Coronavirus sul territorio nazionale che ha già provocato purtroppo il decesso di due persone. Un Governo responsabile dovrebbe immediatamente prevedere le possibili complicanze legate alla diffusione virale e decretare d’urgenza assunzioni di nuovo personale sanitario– sollecitano dal Direttivo Nazionale ULS-Unione Lavoratori Sanità -. La Sanità italiana dopo anni di tagli di posti letto e personale– aggiunge il Sindacato – non è pronta a fronteggiare una possibile epidemia sul suolo nazionale con focolai su più fronti. Dai dati delle maggiori Federazioni professionali mancherebbero negli ospedali più di 60 mila Infermieri e circa 17 mila medici. I saldi negativi della carenza di personale già non permettono di garantire il diritto quotidiano alla salute dei cittadini, se a ciò si dovessero sommare le richieste di assistenza per ulteriori casi positivi da Coronavirus il sistema collasserebbe. Chiediamo al Governo di concerto con il Ministro della Salute Speranza di non perdere tempo prezioso e procedere a colmare immediatamente la carenza di personale sanitario, anche prevedendo lo sforamento del deficit a causa dell’emergenza. Le polemiche politiche su responsabilità pregresse e attuali non interessano ai cittadini e al personale sanitario – concludono dal Direttivo Nazionale ULS -, per questo riteniamo che sia prioritario in questo momento potenziare la Sanità del paese attingendo alle graduatorie aperte di concorsi, alle mobilità, alle stabilizzazioni e all’indizione di concorsi straordinari per riuscire a fronteggiare una possibile catastrofe sanitaria.

 

Roma, 22/02/2020 Il Direttivo Nazionale ULS

 

comunicato stampa, coronavirus, ULS

Tutela del lavoro, sanità e sicurezza i valori della Costituzione

Roma, 14 febbraio 2020, riceviamo dal Direttivo Nazionale ULS  – Unione Lavoratori Sanità – il comunicato che pubblichiamo integralmente a tutela del lavoro, della sanità e sicurezza in generale valori sempre, e da sempre fondanti sanciti e vitali tanto nella Carta Costituzionale della Repubblica italiana quanto nel quotidiano svolgersi di un servizio sanitario all’avanguardia in uno Stato di diritto e, doveri, tra le nazioni più progredite e socialmente dedite al progresso della vita sociale civile nell’insieme dei suoi cittadini e degli addetti alle mansioni nobili del lavoro che hanno aspetti di primaria importanza.

Raffaele Panico

“Assistiamo all’ennesima scelta politica di un Governo che spera di limitare il bollettino di guerra quotidiano delle aggressioni al personale sanitario con provvedimenti tampone. L’ inasprimento delle pene e la procedibilità d’ufficio non faranno abbassare i toni e le mani a chi continuerà a veder leso il proprio diritto alla Salute a causa di tagli perpetrati da anni a risorse e personale – dichiarano dal Direttivo Nazionale ULS – Unione Lavoratori Sanità.

cittadini, sanità pubblica, sicurezza, ULS, Unione Lavoratori Sanità

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