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Autore: Chiara Francesca Caraffa

Impegnata da sempre nel sociale, è Manager del Terzo Settore in Italia, ove ricopre ruoli istituzionali in differenti Organizzazioni Non Profit. Collabora con ETS in Europa e negli Stati Uniti, dove promuove iniziative per la diffusione della consapevolezza dei diritti della persona, con particolare attenzione all'ambito socio-sanitario. Insegna all'International School of Europe (Milan), dove cura il modulo di Educazione alla salute. Cultrice di Storia della Medicina e della Croce Rossa Internazionale ed esperta di antiquariato, ha pubblicato diversi volumi per Silvana Editoriale e per FrancoAngeli.
Nave Po

Nave ospedale Po. Silurata in Albania nel 1941, ora attrae turismo storico

La nave Po è tra le 12 navi ospedale italiane impiegate durante la seconda guerra mondiale. Esse espletarono più di 600 missioni, riportando in patria oltre 280 mila tra feriti, malati e profughi.

La nave ospedale Po fece, in meno di un anno, 14 missioni. 2.300 i feriti e i naufraghi portati in salvo, oltre 4.000 gli ammalati o infermi fatti rientrare dai fronti africano e greco.

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Statine

Statine. Quali sono i reali benefici?

Statine: utilizzo passato dall’8% del 1987, anno di lancio, al 61% del 2016. 

La malattia cardiaca è la principale causa di morte a livello globale. Un dato ormai tristemente noto a tutti. È per questo che, quando i farmaci per abbassare i livelli di grassi nel sangue, colesterolo e trigliceridi – chiamati statine – sono arrivati sul mercato, la comunità scientifica era raggiante. Alcuni suggerirono addirittura che dovessero essere aggiunti alla rete idrica, così da garantire benefici a tutta la popolazione. La promessa di questi inibitori era quella di ridurre di un terzo il rischio di infarto e ictus. Non poca cosa.

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Cina

Cina in lockdown, comparto moda in crisi: NFT in rialzo

Sfilate online, avanza la popolarità degli NFT

Attualmente, di fronte alla più grande ondata di infezioni dall’epidemia, alcune parti della Cina sono tornate in isolamento. A differenza di Nazioni occidentali quali Stati Uniti e Regno Unito, Europa – che hanno scelto di allentare le restrizioni – la Cina sta cercando di proteggere i propri cittadini da una ulteriore ondata. Ciò si traduce in una parola da noi per fortuna quasi desueta: lockdown. 30 milioni i cittadini cinesi chiusi a chiave nelle loro case.

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DONNE

Il ruolo delle donne nella caduta dello zar Nicola II. Potrebbe succedere 105 anni dopo?

In questo giorno iniziato con messaggi, immagini variopinte, auguri più o meno pertinenti, non possiamo non pensare alle donne ucraine e russe. Il giallo della mimosa diventa il grano che colora la bandiera ucraina e il rosso delle rose è la base del vessillo russo.

In tanti, oggi, hanno parlato della violenza contro le donne più delle donne stesse. Come fossero oggetto e non il soggetto di una ricorrenza sempre più svuotata del suo significato.

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MICI

COMUNICATO STAMPA: SENSIBILIZZARE SULLE MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE DELL’INTESTINO

La campagna “FATTI PIÙ IN LÀ” promossa da Janssen dà voce ai pazienti

250.000 italiani soffrono di malattie infiammatorie croniche dell’intestino – MICI, tra cui Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa sono forse le più note.

Si tratta di patologie che tendono a manifestarsi nella fascia di età compresa tra i 15 e i 40 anni e che invadono la vita quotidiana dei pazienti. Diventano difatti una presenza indesiderata che si impone prepotentemente, disturbando ogni situazione, alimentando l’insorgere di ansia e vissuti di forte imbarazzo nelle persone che ne sono colpite. Sebbene le cause scatenanti delle MICI siano ancora sconosciute, si ritiene però che siano dovute a diversi co-fattori tra la genetica e i fattori ambientali. Oltre all’impatto fisico, esse hanno un risvolto psicologico molto rilevante: la qualità della vita e delle relazioni ne risente.

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Russia e Ucraina: il sentiment dei popoli coinvolti nella guerra

Abbiamo gli occhi pieni di immagini provenienti dall’Ucraina, ma la questione è (anche) russa. Certamente – inutile nascondersi dietro paraventi ormai lisi e trasparenti, l’attenzione prestata alla guerra che sta sconvolgendo due Paesi del nostro continente scombussola la pancia ben più di altre operazioni militari. Le ragioni sono molteplici, una tra queste è, terribile a dirsi, questione di pelle.

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Obesità

Lettera aperta delle Istituzioni: l’obesità non può essere trascurata oltre

Urgenti azioni concrete nella lotta all’obesità

Il messaggio che si intende trasmettere è sostanzialmente uno, di grande impatto: riconoscere l’obesità una priorità sociale, sanitaria, economica e clinica. 

Se non trattati, l’obesità e il sovrappeso sono responsabili di un forte carico di malattia che provoca l’80% dei casi di diabete tipo 2, il 7-41% di alcuni tipi di tumore e il 35% della cardiopatia ischemica.

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OLIMPIADI

In Italia le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026. Il racconto di Martina Riva, assessore allo Sport di Milano

Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026: la XXV edizione si svolgerà tra Milano e Cortina. Stanno per iniziare, con la notizia dell’esclusione degli atleti provenienti da Russia e Bielorussia, i Giochi Paralimpici Invernali di Pechino.

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rare

Malattie rare, molti i bambini colpiti

La Giornata Mondiale delle Malattie Rare:
un’occasione per fare il punto sulla situazione …..non solo a livello nazionale.

In Italia le persone affette da una malattia rara – o una combinazione di malattie rare – sono 2 milioni. Si contano tra 5.000 e 8.000 patologie rare che colpiscono 300 milioni di cittadini nel Mondo. Nella Giornata mondiale dedicata ai pazienti, è essenziale ricordare che il cammino è ancora lungo, ma gli strumenti a disposizione sono in continuo aumento.

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PROSTATA

Bollino Azzurro consegnato a 94 strutture impegnate nella prevenzione e cura del tumore alla prostata

Nello scorso mese di novembre, dedicato alla salute maschile – tumore alla prostata in primis – Fondazione Onda, osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, ha avviato la prima edizione del bando Bollino Azzurro. Obiettivo principale, identificare a livello nazionale i centri che garantiscono un approccio multi–professionale e interdisciplinare nell’ambito dei percorsi diagnostici e terapeutici dedicati alle persone con questa tipologia di tumore. 
In Italia gli uomini con tumore della prostata sfiorano il numero di 564.000. Ogni anno si contano circa 36.000 nuove diagnosi. E, purtroppo, non si tratta solo di over 50. 
In questa fascia di età il tumore alla prostata rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo, che si rivolge al medico dopo aver ignorato numerosi campanelli d’allarme.

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Emicrania

Emicrania: la call to action di Fondazione Onda in un Manifesto

Emicrania: ne soffrono 6 milioni di italiani, di cui due terzi sono donne, nelle quali la malattia è maggiormente debilitante. Esordisce in età prepuberale o puberale, e connota quindi la vita delle persone che ne soffrono, sino a scemare per gravità dei sintomi solitamente dopo i 50 anni. Secondo i dati dell’Oms è la terza patologia più frequente a livello globale, soprattutto tra le quote rosa. “Gli ormoni sessuali femminili hanno un ruolo cruciale nella determinazione delle differenze di genere che si osservano nell’emicrania”, sostiene Piero Barbanti, presidente dell’Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee e dell’Associazione Italiana per la Lotta contro le Cefalee.

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Regione Lazio stanzia fondi a tutela della salute di giovani in difficoltà psicologica e persone disabili

La Costituzione Italiana, articolo 32, stabilisce che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Ippoterapia, avere un cavallo per amico | Il Colibrì

Parte certamente da questa consapevolezza l’impegno profuso da Fabio Capolei, vicepresidente della VII Commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare della Regione Lazio.

Il politico azzurro nel recente Consiglio regionale ha visto approvati tre ordini del giorno a sua firma, tutti relativi a tematiche oggi di primo piano. Capolei volge lo sguardo all’altro, consapevole della necessità di garantire supporto integrato alle persone vulnerabili o rese fragili da questi anni tanto complessi.

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Pandemia: Omicron determina effetti negativi anche sulle donazioni di sangue

Il comunicato stampa diffuso dalla maggiore organizzazione di raccolta di sangue ed emoderivati – l’Avis – si rivolge ai donatori. Indispensabili 365 giorni all’anno.

L’incremento dei contagi da Covid-19 per via della rapida diffusione della variante Omicron sta causando disagianche a livello trasfusionale. Alcune zone del Paese, infatti, segnalano un calo fisiologico nelle donazioni di sangue, a seguito dell’innalzamento dei contagi e, di conseguenza, di persone – e donatori – che hanno contratto o che hanno avuto contatti diretti con persone risultate positive al virus.

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L’Australia e i campioni di tennis del mondo si interrogano sulla presenza di Novak Djokovic agli Open

 

 

L’esperienza di Djoker (uno dei suoi soprannomi) in Australia non è iniziata con un servizio vincente. Il campione, venerato in patria come un semidio e all’estero con ammirata circospezione, ha fatto un fallo inaccettabile.

Perché una cosa è il giocatore, altra l’uomo Novak. Irrispettoso delle regole di chi lo ospita – l’Australia, e altrettanto menefreghista delle persone incontrate a dicembre pur essendo in attesa del solo tampone valido per i contatti sociali – un antigenico negativo, il tennista segue le sue regole, le quali includono la scorciatoia, la menzogna, il sacrificio di alcuni membri dello staff.

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Milano, inaugurato il Master in Fashion e Luxury Law – MiFeLL

La Camera nazionale della moda italiana impegnata anche per il sociale

L’Italia, primo produttore di Alta moda al Mondo e Milano, con Parigi, Londra e New York, restano le piazze più apprezzate dagli addetti ai lavori.

A poche giornate dall’inaugurazione della Milano Fashion Week la città aggiunge un tassello al prezioso mondo della moda: il Master universitario di secondo livello in Fashion e Luxury Law – MiFeLL.

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Omicron, la variante dilaga: operatori sanitari allo stremo

L’obbligo vaccinale per gli over 50 sarà sufficiente a dar loro respiro?

Operatori sanitari al collasso. Tra i professionisti della salute gli infermieri hanno affrontato forse le ore più lunghe, tanto nelle strutture di ricovero che al domicilio.

I numeri

I casi totali di cittadini italiani positivi al Covid-19 registrati ieri toccano il record negativo: 219.441 persone.

Del totale dei contagi tra le professioni sanitarie – +210% in un mese – l’82% sono infermieri, la cui carenza crea seria preoccupazione.

L’Istituto superiore di sanità dirama dati allarmanti: 4.142 operatori sanitari positivi il 2 dicembre 2021 e 12.870 il 2 gennaio 2022.

+8.728 in totale, 7.160 gli infermieri. Tra questi ultimi sono 135.000 i contagiati da inizio pandemia.

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CES 2022, le tecnologie digitali che migliorano la vita

Lo show presenta l’eccellenza internazionale in ambito digitale. Il made in Italy non tradisce le aspettative

Stati Uniti, ha aperto l’edizione 2022 del Consumer Electronic Show – CES, probabilmente il più importante appuntamento annuale dedicato al mondo dell’elettronica.

La manifestazione

L’evento, aperto al pubblico dal 5 al 7 gennaio, richiama a Las Vegas – Nevada oltre 2.200 espositori, tra i quali non mancheranno le consuete aziende legate al mondo automotive e alla mobilità in generale. A esse si aggiungono quest’anno, ancora appartenente all’era Covid-19, aziende con spiccato interesse per le tecnologie sanitarie, sia per soluzioni e dispositivi terapeutici innovativi che per le tecnologie digitali trasformative.

I nuovi casi di persone positive al virus prima dell’apertura della kermesse erano il 107% in più rispetto alla settimana precedente. È diminuito il numero dei morti, ma alla data del 4 gennaio solo il 62.2% della popolazione statunitense aveva la copertura vaccinale completa, percentuale che scende al 56.7 in Nevada. La salute, quindi, non può che restare al centro delle preoccupazioni dei cittadini.

Defezioni

A causa dell’aumento di casi con variante Omicron la Consumer Technology Association – CTA ha infatti accorciato la durata della manifestazione. Il CES 2022 terminerà con un giorno di anticipo proprio per ragioni di salute e sicurezza.

Non sono mancate le avvisaglie, tanto che nelle ultime due settimane grandi aziende quali BMW, Intel, AMD, GM, Google, T-Mobile, Amazon, Microsoft e OnePlus hanno disdetto la partecipazione fisica alla kermesse. Tra chi si paleserà da distanza in sincrono c’é anche Mercedes-Benz, che ha giocato d’anticipo, rivelando di voler produrre una concept car che potrebbe coprire 620 miglia con una singola carica, sufficienti per un viaggio senza soste da Brighton, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, a Inverness, nel Nord della Scozia.

CES, l’evento tecnologico più influente al Mondo

«Essendo l’evento tecnologico più influente al Mondo, il CES è fermo nella sua promessa di essere il luogo di ritrovo per mostrare i prodotti e discutere le idee che alla fine miglioreranno le nostre vite», ha dichiarato in una nota Gary Shapiro, presidente e CEO di CTA. Rassicurando, poi, circa la messa in atto misure sanitarie adeguate per garantire totale sicurezza a quanti parteciperanno in presenza.

Tecnologia per tutti i gusti

L’evento mostra diverse meraviglie: alcune innovazioni per la prima volta su token non fungibili (NFT) basati su Blockchainsoluzioni sanitarie a distanzaauto a guida autonoma, giochi, cibo e tecnologia spaziale.

Automotive: veicoli elettrici performanti

A rappresentare il nostro Paese in questa categoria c’è Fiat (Stellantis) con le versioni Nuova 500 3+1 e Nuova (500) RED, vetture esposte all’interno dell’area Electrification. La prima city-car con guida assistita di livello 2 è ora disponibile in 3 varianti di carrozzeria – berlina, cabriolet e 3+1 – e con un sistema di “infotainment Uconnect” di quinta generazione. 100% elettrica, soddisferà le esigenze della mobilità a zero emissioni nei centri urbani del futuro.

Tra le aziende presenti citiamo Sony, che secondo il presidente Kenichiro Yoshida sta “esplorando un lancio commerciale” di veicoli elettrici e lancerà in primavera una nuova società, Sony Mobility Inc. Yoshida ha presentato un prototipo di SUV – il Vision-S 02 – che utilizza la stessa piattaforma del veicolo elettrico del Vision-S 01, il coupé che ha iniziato i test sulle strade europee poco più di un anno fa.

«Con le nostre tecnologie di imaging e rilevamento, cloud, 5G e intrattenimento combinate con la nostra padronanza dei contenuti riteniamo che Sony sia ben posizionata come azienda di intrattenimento creativo per ridefinire la mobilità», ha affermato alla conferenza stampa del 4 gennaio il presidente Sony. E le azioni quotate a Tokyo sono salite all’istante del 3.7%! Tesla docet, Apple avanza.

Apple

Secondo un rapporto di novembre di Bloomberg, l’azienda di elettronica di consumo – che questa settimana è diventata la prima azienda a raggiungere una valutazione di 3 trilioni di dollari – mira a produrre un’auto a guida autonoma entro il 2025.

Eppure CES ha evidenziato che i produttori tradizionali non rinunceranno facilmente alla loro quota di mercato. 

Innovazione in ambito sanitario

Robert B. Ford, presidente del Cda e CEO di Abbott, salirà sul palco principale del CES affiancato da un gruppo eterogeneo di scienziati, ingegneri, inventori e partner dell’azienda. Si tratta di una prima assoluta, che indica l’aumento dell’interesse generale registrato per salute e benessere. 

La tecnologia, secondo gli organizzatori dell’evento, migliora la vita. È certo che, ora più che mai, stiamo assistendo all’incredibile impatto della tecnologia sull’assistenza sanitaria di qualità.

Progressi

Il CES ospiterà una programmazione di conferenze incentrata sulle innovazioni nella tecnologia sanitaria e tornerà il Digital Health Studio, ospitando conversazioni con leader di spicco in tema di salute con focus sulle tendenze che plasmano il futuro.

Mr Ford afferma che: «Il CES è il palcoscenico ideale per mettere in luce come la tecnologia consente alle persone di assumere il controllo della propria salute». La quale è «al centro della nostra capacità di vivere una vita piena; e l’accelerazione della tecnologia sanitaria ha il potenziale per migliorare più vite in più luoghi che mai». 

La pressione conta

La distanza socialeumanaimposta dalle ondate pandemiche che si sono susseguite nei 24 mesi passati, ha imposto, d’altro canto, la necessità di rispolverare modalità di diagnosi e cura che – prima del Covid-19 – sembravano puri esercizi di stile.

Oggi strumenti e tecnologie che riducono i costimigliorano l’equità sanitaria e salvano vite sono finalmente sul podio. Ne è un esempio OMRON Healthcare, leader mondiale nel monitoraggio della pressione sanguigna a distanza e nell’uso della tecnologia per la salute personale.

Al CES 2022 presenta i nuovi servizi di monitoraggio remoto dei pazienti insieme a misuratori di pressione sanguigna collegati e un’app mobile avanzata.

Tutto progettato per supportare la salute cardiaca di ogni consumatore, indipendentemente da dove si trovi

La missione aziendale è progettare strumenti per favorire una maggiore gestione attiva delle condizioni di salute, rafforzare la connessione medicopaziente e guidare il cambiamento comportamentale. Capace di ridurre – se non eliminare – il rischio di infarto e ictus.

L’azienda darà inoltre vita a un’iniziativa di ricerca collaborativa che indagherà su un tema non più solo appannaggio dei film di fantascienza: come l’intelligenza artificiale può analizzare le metriche della pressione sanguigna per prevedere malattie cardiovascolari con precisione.

Telemedicina e medicina digitale

Non mancherà una valutazione collettiva su come nel 2020 e nel 2021 sia cambiato il panorama dell’assistenza virtuale, e verranno condivise le lessons learned.

Si osserverà quindi la traiettoria futura del mercato della telemedicinacomprese le sue inevitabili barriere. I recenti cambiamenti nel fare diagnosi sopravviveranno alla pandemia di Covid-19? Abbiamo una certezza: sono e saranno molte le sfide e le opportunità della rivoluzione digitale in medicina.

Sicurezza

Interviene al CES anche la tecnologia Made in Italy.

L’azienda Filo presenta Tata Pad, dispositivo tecnologico antiabbandono di nuova generazione in grado di rilevare la presenza di un bambino all’interno di un veicolo e lanciare l’allarme. Scongiurandone, quindi, il drammatico abbandono.

«Un tema molto sentito anche in America» – racconta Giorgio Sadolfo, Ceo di Filo – «tanto che proprio quest’anno in Usa si è tornati a discutere di una legge, l’Hot Cars Act, che renda obbligatori i dispositivi salva bebè».

Tata Pad è l’unico dispositivo anti abbandono con tre livelli di allarme e che usa la chiamata d’emergenza come primo livello. In caso di smartphone scarico o senza campo, Tata Pad è comunque in grado di inviare gli allarmi. Lo fa grazie a Tata Brain, centralino virtuale che effettua le chiamate senza costi aggiuntivi. Si attiva in automatico quando il bambino è sul seggiolino auto e si connette via Bluetooth al tuo smartphone senza ulteriori azioni.

Arena Italia

ICE ITA e Business France, agenzie nazionali per il commercio di Italia e Francia, hanno selezionato 8 candidati da ciascuna delegazione per partecipare all’Arena Italia al CES 2022, situata a The Venetian Expo, Tech West, Eureka Park, Padiglione/Stand #62724.

Vi sarà una competizione di startup delle due Nazioni, frutto della cooperazione oggetto del Trattato del Quirinale. Una delle eccellenze del made in Italy si chiama iNNOVA, startup siciliana che ha sviluppato il sistema di telemedicina all’avanguardia CheckMED. Dispositivo elettronico integrato da un software di gestione e da un’app per smartphone, assolverà a una pluralità di funzioni. Intese a migliorare, semplificandolo, il rapporto medico-paziente.

Lo strumento spazia dal monitoraggio da remoto della salute degli assistiti alle consulenze mediche online. Passando per il rilevamento di cadute accidentali attraverso il costante controllo dei parametri vitali.

CheckMED nel corso della giornata ricorda ai pazienti quali medicine assumere. E – se queste stanno per terminare – invia una notifica sul telefono della persona o del caregiver, piuttosto che agli assistenti vocali domestici. Ad esempio Alexa e Google Home.

Non manca neppure il tema/ambito green, abbiamo davvero tutto.

Mettiamoci comodi, occupiamoci della nostra arnia B-Box, sviluppata e testata per garantire una convivenza felice e sicura tra uomo e api, nel rispetto della normativa italiana in materia di apicoltura urbana.

La tecnologia ci salverà.

Chiara Francesca Caraffa

Foto © CES (copertina), Social News XYZ, Missionline, Ruetirs, Pharmaceutical Technologies

www.cta.tech/

www.governo.it/en/articolo/italy-france-treaty-signed-quirinale-palace/18662

 

Malattie sessualmente trasmesse: HIV e AIDS mietono ancora vittime

Adottare comportamenti adeguati diminuisce il rischio di contrarle

Trasmissioneinfezionevirusmalattia: non stiamo parlando di Covid-19, ma di HIV/AIDS.

Patologie dimenticate dalle nostre cronache, sono invece – con grande sorpresa dell’autore, il britannico Russell TDavies – al centro dell’attenzione mediatica del Regno Unito, dove la miniserie It’s a Sin è al primo posto tra le 50 trasmissioni più viste nel 2021.

Virtuosa la ricaduta: aumento della consapevolezza sull’HIV e sulla necessità di fare test, il cui incremento parla chiaro. Se il tema viene raccontato e affrontato in modo esplicito, pur ricorrendo a una narrazione ambientata negli anni ’80, il pubblico risponde.

Dati allarmanti

L’Oms afferma che l’HIV continua a essere un grave problema di salute pubblica globale, avendo causato finora 36,3 milioni di vittime dal 1988. I dati dell’UNAIDS sull’epidemia di HIV e AIDS, stimano che nel 2020 – a fronte di 37,7 milioni di persone che vivono con il virus, di cui 36 milioni sono adulti e 1,7 milioni bambini con meno di 15 anni, vi siano state 1,5 milioni di nuove diagnosi.

Sono però solo 27,5 milioni le persone con HIV che hanno avuto accesso alle terapie antiretrovirali. Il Covid-19, secondo l’Oms, sta esacerbando le disuguaglianze e le interruzioni dei servizi, rendendo più difficile la vita di quanti convivono con l’infezione da HIV.

Nel Mondo molti positivi tra i più giovani

Il numero delle nuove diagnosi è dimezzato dal 1997 (3 milioni di nuove infezioni) al dicembre dello scorso anno. Ogni settimana vengono diagnosticate circa 5.000 nuove infezioni da HIV tra giovani donne (15-24 anni).

Tra gli adolescenti dei Paesi dell’Africa Sub-Sahariana 6 nuove diagnosi su 7 riguardano ragazze (15-19 anni). Il numero di decessi per anno continua a diminuire, principalmente per effetto delle terapie antiretrovirali combinate, e tuttavia i dati del 2020 lasciano di stucco: 680.000 decessi.

L’Europa

Secondo il rapporto “HIV/AIDS surveillance in Europe 2021”, pubblicato a novembre 2021 dall’ECDC e dall’Ufficio europeo dell’Oms, nel 2020, 46 dei 53 Paesi dell’Oms Europa hanno segnalato 104.765 nuove diagnosi di HIV e 43 Paesi hanno notificato 7.721 nuovi casi di AIDS.

La situazione in Italia

L’Istituto superiore di sanità – Iss, premette che “i dati relativi al 2020 hanno risentito dell’emergenza Covid19 in modi e misure che potranno essere valutati correttamente solo verificando i dati dei prossimi anni”. Lettura: restrizioni nella circolazione e minori opportunità di incontro e aggregazione potrebbero aver determinato la riduzione di contatto/contagio.

Ecco la fotografia del 2020 nel nostro Paese: 1.303 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a un’incidenza di 2,2 nuovi casi per 100.000 residenti, numero in continua diminuzione dal 2012. Le Regioni con più casi sono Valle d’AostaLiguriaProvincia Autonoma di Trento e Lazio.

È aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere HIV positiva nel semestre precedente la diagnosi, passando dal 70,9% nel 2019 all’80,4% nel 2020.

Oltre un terzo delle persone con nuova diagnosi ha eseguito il test per sospetta patologia o presenza di sintomi HIV correlati (37,1%). Oppure a seguito di rapporti sessuali non protetti (17,2%), comportamento a rischio generico (10%), accertamenti per altra patologia (3,5%), screening/campagne informative (6,5%).

Azioni congiunte

Sorge spontanea una domanda: lo sforzo per arrestare l’ondata pandemia da Sars-Cov-19 non dovrebbe includere anche l’aumento delle azioni di prevenzione dell’HIV?

Si muovono in tal senso le valutazioni di diversi ricercatori, concordi nell’affermare che la variante Omicron sia “strana. Sembra non discendere da varianti di preoccupazione quali Alpha, Beta o Delta e si ipotizza che sia sorta in una persona con il sistema immunitario indebolito.

La scienza si interroga

L’identikit è di un individuo fragile la cui condizione o malattia, secondo The Guardian, potrebbe essere un tumore, un trapianto d’organo, HIV incontrollato. Il virus attacca infatti  il sistema immunitario, rendendolo debole e quindi più esposto a una serie di agenti patogeni. Il livello di allerta si alza se pensiamo che l‘Africa subsahariana ospita i due terzi della popolazione mondiale affetta da HIV: 8 milioni di persone attualmente non sottoposte a una terapia efficace.

Il claim della recente giornata mondiale contro la malattia va proprio in questa direzione: “Stop alle diseguaglianze. Stop all’AIDS”.

Il quotidiano si chiede infine se vi sia il rischio che l’HIV non controllato porti all’emergere di varianti di Coronavirus. Ne parla con il dottor Richard Lessells, infettivologo dell’Università di KwaZulu-Natal a Durban, parte del primo team che segnalò Omicron.

Il quale afferma che le questioni importanti sono due. «Prima c’è la scienza, che ha bisogno di andare avanti per capire meglio cosa sta accadendo».

«Ma […] non abbiamo bisogno di aspettare la scienza. […] mentre affrontiamo la sfida immediata del Covid-19, dobbiamo anche intensificare gli sforzi per porre fine all’HIV come problema» – appunto, aggiungiamo noi – «di salute pubblica».

Cosa possiamo fare: il nastro rosso non basta

Il primo obiettivo è educare le nuove generazioni attraverso il confronto: non solo i giovanissimi, ma anche quella fetta di popolazione sfuggita alle campagne di sensibilizzazione impresse nella memoria dei nati alla fine degli anni ’60 e negli anni ’70 e ’80.

Drammaticamente indimenticabile è la campagna del 1989: “Aids: se lo conosci lo eviti, se lo conosci non ti uccide», diceva Fondazione Pubblicità Progresso.

Un bar, una festa, una sagoma che diventa improvvisamente bordata di un alone viola.

Un incubo per i ragazzi e le ragazze di quell’epoca, diventati poi uomini e donne assuefatti alla notizia, distratti e con una gran voglia di vivere una sessualità libera. Il problema? La quasi totale mancanza di consapevolezza, lo scollamento tra il “so che potrei farmi del male” e l’unica azione valida a proteggersi vicendevolmente: l’uso del profilattico.

Allora c’erano molti testimonial, diversi politici, il mondo della moda con l’iniziativa Convivio, le band musicali. E ora? Un silenzio quasi assordante!

La scuola ha un ruolo cruciale

Le campagne di prevenzione guardano all’abuso di sostanze alcoliche piuttosto che all’educazione alla salute anche in ambito di sessualità. I pochi incontri organizzati nelle scuole secondarie di secondo grado, finalizzati alla sensibilizzazione sui rischi di trasmissione dei virus e sulla protezione consapevole, parlano ancora troppo spesso un linguaggio ingessato, poco vicino ai giovani.

Obbligatoria in Gran Bretagnal’educazione sessuale non è materia cara alla scuola italiana, che improvvisa. Le serie dedicate all’argomento non sono infatti sufficienti a promuovere l’adozione di comportamenti all’insegna della sicurezza.

Occorrerebbe invece stilare programmi strutturati di educazione affettiva e sessuale – quale docente ha ore sufficienti da dedicare alla materia? – da svolgere a partire dalla prepubertà. Un assaggio alle scuole medie con la definizione di salute, la sua importanza, come mantenerla con una corretta routine quotidiana.

Giusta quantità e qualità di cibo e acqua, attività fisica, sonno, eccetera. Poi la pubertà, caratterizzata da profondi cambiamenti fisici, emotivi e sociali. Quindi un focus su genere, percezione di sé, identità, orientamento sessuale. Infine le relazioni e le emozioni, il desiderio – argomenti fondamentali per giungere a parlare di sessualità, di infezioni e malattie sessualmente trasmissibili e di quali comportamenti adottare

Uno strumento importante

È ancora l’Istituto superiore di Sanità a proporre contenuti di alto interesse: la monografia “Le infezioni sessualmente trasmesse. Come riconoscerle e prevenirle”,  curata da Barbara Suligoi e Maria Cristina Salfa (Iss) per la collana di libri “I Ragazzi di Pasteur”, è rivolta agli studenti delle scuole secondarie. Frutto della cooperazione tra Ibsa Foundation e Istituto Pasteur Italia è ora disponibile anche in lingua inglese.

La monografia, che adotta un linguaggio semplice e non tecnico, inizia illustrando le “Regole del sesso sicuro” e spiegando ai giovani come riconoscere le infezioni sessualmente trasmesse, i potenziali rischi a esse connesse e a chi rivolgersi per avere delucidazioni a riguardo. Nella seconda parte trova invece spazio un fumetto sul tema a cura della scuola romana dei Fumetti, con la sceneggiatura elaborata dagli studenti del Liceo scientifico Galileo Galilei di Trento.

Il silenzio degli adulti porta al rischio disinformazione

Se gli adulti sono imbarazzati e manchevoli, i ragazzi si rivolgono allora a quel che ritengono essere il miglior medico sul mercato, Dr Google. Purtroppo non accurato e sovente tardivo nel dare risposte realmente utili e accessibili. Le stesse domande poste sui motori di ricerca evidenziano difatti una preoccupante disinformazione di base.

I nuovi dati dell’Iss, che da oltre trent’anni risponde alle domande e ai dubbi su HIV e AIDS attraverso il numero verde 800 861061, sottolineano l’urgenza di intervenire contro il ritardo di diagnosi. 6 nuove diagnosi su 10 avvengono tardivamente.

il tempo è prezioso: quello della prevenzione primaria, come quello della prevenzione secondaria, le nuove terapie, se iniziate precocemente, possono difatti salvare la vita e salvaguardarne la qualità.

Che sia un Capodanno all’insegna della sicurezza!

 

Chiara Francesca Caraffa

Foto © Eurocomunicazione (copertina), Wall Street International Magazine, Press View, Best Movie

www.eurocomunicazione.com/2021/11/29/omicron-e-la-nuova-variante-di-preoccupazione-del-covid-19/

www.epicentro.iss.it/ist/pdf/vol.10_le-infezioni-sessualmente-trasmesse_suligoi-salfa.pdf

ITALIA, UN PAESE DI VECCHI CON LA PENSIONE E DI GIOVANI SENZA FUTURO

ITALIA, UN PAESE DI VECCHI CON LA PENSIONE E DI GIOVANI SENZA FUTURO

La decrescita demografica interessa anche la previdenza

L’Italia dà segnali di recupero nell’economia, ma è attraversata da un’ingravescente crisi demografica che pone seri interrogativi su forza lavoro e sostenibilità del sistema previdenziale. L’Equilibrio tra generazioni sembra essere venuto meno: abbiamo pochi giovani, la cui istruzione di base lascia a desiderare, che non lavorano e un alto numero di persone anziane che – con la loro pensione – si fanno carico di figli e nipoti.

La decrescita demografica è una pessima notizia: nel futuro avremo abbastanza lavoratori da impiegare nelle nostre industrie?

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UOMINI, QUALE RUOLO NEL PREVENIRE ATTI DI VIOLENZA CONTRO LE DONNE

UOMINI, QUALE RUOLO NEL PREVENIRE ATTI DI VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Numeri da brivido, il cambiamento parta dalla famiglia

Violenza contro, violenza sulle donne.

Generazioni di donne spendono una parte sensibile del proprio tempo a mettere in atto comportamenti sicuri. Quando prendono un mezzo pubblico, parcheggiano l’auto, rientrano a casa: anche di giorno, anche quando sono con i loro bambini al parco. Accanto, troviamo spesso uomini inconsapevoli del ruolo che potrebbero avere per proteggerle, non solo in maniera diretta.

Libertà minata

La recente pubblicazione dei dati 2021, a cura del ministero dell’Interno, non lascia spazio a interpretazioni. Il documento porta il nome Omicidi volontari.

Ecco i dati: relativamente al periodo 1 gennaio – 26 dicembre 2021 sono stati registrati 289 omicidi, con 116 vittime donne di cui 100 uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 68 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner.

 

Analizzando gli omicidi del periodo sopra indicato rispetto a quello analogo dello scorso anno si nota un lieve incremento (+1%) nell’andamento generale degli eventi (da 285 a 289), mentre resta stazionario il numero delle vittime di genere femminile (116).

Si evidenzia, invece, una leggera diminuzione (-2%) sia per i delitti commessi in ambito familiare/affettivo, che passano da 147 a 144, sia per le relative vittime di genere femminile che, da 101 nel periodo 1° gennaio – 26 dicembre 2020, scendono a 100 nell’analogo periodo dell’anno in corso. Invariato, invece, il numero delle donne vittime del partner o ex partner (66).

 

I numeri, le cronache, le storie acuiscono nel mondo femminile la sensazione di insicurezza. Non essere sicure significa una serie di NON. Se il tunnel della metropolitana o un sottopassaggio ferroviario potrebbero allarmare chiunque, pensiamo allora a una banalità. Un qualcosa che si fa così, senza pensarci: uscire con il cane da sola. Di sera tardi, con il buio, con il lockdown: troppe poche persone per strada, uguale meno possibilità di essere protette in caso di aggressione. Oppure con il sole e una blusa svolazzante, una gonna, un paio di scarpe con il tacco. Con il sorriso sulle labbra e gli occhi luccicanti o con l’aria corrucciata e tanti pensieri nella testa.

Banalità?

NON per molte donne. E neppure un numero sempre più grande di uomini, ora consapevoli del loro ruolo. Uomini che, peraltro, rischiano altrimenti di continuare a rimanere schiacciati dagli stereotipi, quelli vecchi e quelli più recenti.  I fatti dicono – senza possibilità di smentita – che gli uomini sono i principali responsabili della violenza contro donne e ragazze, bambine.

E bambini. Chi uccide una donna spesso colpisce anche i suoi figli, i propri figli.

Tutti gli uomini, compresi quelli che NON perpetrano violenze o abusi, hanno un pezzo di responsabilità, oggi, nell’immediato: possono infatti avere un ruolo nell’aiutare a porvi fine, cambiando nella quotidianità quelle norme sociali e di genere.

Il potere degli stereotipi

La letteratura evidenzia che le norme sociali e di genere cambiano nel tempo, attraverso le culture e all’interno di gruppi particolari. Mentre atteggiamenti e valori risiedono negli individui, le norme sono “incorporate” nelle organizzazioni, istituzioni, strutture, processi e sistemi più ampi e riflettono regole, leggi, costumi e ideologie di società diverse.

Il cambiamento delle norme di genere non riguarda quindi solo il cambiamento della mentalità individuale, anche se questo può rappresentare un obiettivo già di per sé importante. Una recente revisione della letteratura esistente in materia, svolta nel Regno Unito, ha dimostrato che le norme sociali di genere continuano a plasmare in modo significativo le vite di uomini e ragazzi. Sebbene siano avvenuti cambiamenti importanti, questi spesso riguardano ciò che significa essere un uomo piuttosto che una riduzione del bisogno di conformarsi a certi ideali di mascolinità più in generale.

Inoltre, i cambiamenti nelle percezioni normative non equivalgono necessariamente a modifiche comportamentali. L’esempio, mostrato nella ricerca della Durham University, suggerisce infatti proprio questo: sono ancora le donne a svolgere la maggior parte delle mansioni di cura dei bambini e dei lavori domestici. Benché svolgano anche un ruolo significativo nel mercato del lavoro. Cose che sappiamo bene, tutti.

Il vento del cambiamento

Perché alcuni uomini, osiamo dire invece, assumono un ruolo empatico, attivo? Spesso è stato l’impatto dell’ascolto – anch’esso attivo – di donne che fanno parte della loro vita. Il processo di risveglio inizia talvolta da una conversazione su bisogni e paure, oppure dopo aver visto – e quindi sperimentato indirettamente – la violenza di altri uomini su una donna. Magari vicina per rapporto di relazione, per età, per contesto di riferimento.

Il forte impatto della morte di Sarah Everard, avvenuta nella primavera di quest’anno per mano di un uomo di legge, ha acceso un dibattito, aperto una conversazione. Ha rappresentato una opportunità per molti uomini: diventare alleati. Uomini che amano le donne, come si autodefinirono quei gruppi spontanei di uomini di ogni età che organizzarono un flashmob l’8 marzo. Semplice ed efficace: sedie rosse – il colore della violenza, oltre che della passione – con il nome delle vittime di quelle prime settimane del 2021. Il cui numero è cresciuto senza sosta, sino a raggiungere le 116 unità.

Non si dimentichi che ragazzi e uomini, nel loro ruolo di amici, figli, genitori, compagni di scuola, partner attuali o passati possono denunciare. Devono farlo, se sanno.

Se vogliamo fermare la violenza contro donne e ragazze, dobbiamo saper raggiungere e ingaggiare un maggior numero di uomini. Vanno coinvolti, iniziando con un esame onesto degli atteggiamenti, comportamenti e attaccamenti degli stessi uomini alle aspettative maschili. Le idee sessiste e le norme di genere dannose sono così profondamente radicate nelle istituzioni e nel discorso pubblico che nessuno ne è immune. Non si tratta di incolpare i singoli uomini, ma di riconoscere che, affinché il cambiamento avvenga, ogni uomo deve mettersi in gioco. Insomma, avere un ruolo.

Intercettare le richieste di aiuto – Canadian Women’s Foundation

Ancora, la morte di Sarah ha fatto esclamare a migliaia di uomini e donne la parola COLPEVOLE! Attraverso i social media la comunità britannica ha deciso il verdetto di colpevolezza del poliziotto accusato del suo omicidio. Il mondo del giornalismo è stato invece cauto, consapevole dei rischi che si corrono a puntare il dito contro un sospettato. E sono di nuovo le mani, capaci di gesti e narrazioni complesse, a girare alla velocità del web.

Pollice della mano piegato, quattro dita in alto e poi chiuse a pugno: un gesto che significa richiesta urgente di aiuto.

Si chiama Signal for Help, va conosciuto e riconosciuto quando una donna – mentre chiacchiera con un sorriso solo accennato e gli occhi sgranati – lo fa una volta sola, o ripetutamente. Anche saperlo replicare è importante, sappiamo bene che la violenza è drammaticamente diffusa, e talvolta inaspettata. A novembre ha salvato la vita a una sedicenne statunitense che, in auto con il suo rapitore, si è salvata grazie al Signal for Help notato da un automobilista.

Alfabetizzazione relazionale

Parliamo per un attimo di maschi, perché il seme va annaffiato da subito. E chi abbevera e dà nutrimento alla pianta che cresce è perlopiù la donna, la madre.

Il cambiamento di paradigma, dunque, deve compiersi anche nelle figure femminili di riferimento. Nella madre deve iniziare subito, senza aspettare che i maschi si sentano inadatti alle aspettative dominanti di mascolinità – il famoso sii forte, mantieni il controllo, non piangere. Permettersi di farlo è, ancor oggi, un lusso di pochi.

Riponiamo grande fiducia nella generazione Z

Interessante l’abbecedario realizzato a corollario del toolkit e del report dello studio promosso dalla Durham University. Incredibilmente, quando si vogliono contrastare gli stereotipi, le problematiche – pur non essendo del tutto sovrapponibili – si spiegano con le stesse parole.

Ragazzi e uomini possono fare davvero la differenza nelle loro interazioni quotidiane con familiari, amici, compagni e colleghi. Possono sfidare il sessismo e la misoginia quando le incontrano. Impostare relazioni paritarie e rispettose con donne e ragazze. A casa, ciò potrebbe significare garantire che compiti come i lavori domestici e la cura dei bambini siano equamente condivisi. Anche la sessualità ha un posto, d’onore: non con l’accezione di privilegio, bensì di dignità.

Questo significa avere, ad esempio, sempre e solo, rapporti sessuali consensuali.

Gli spazi aperti

Al di fuori delle mura domestiche, la consapevolezza maschile deve includere la comprensione di come la libertà delle donne negli spazi pubblici possa essere limitata. Esperienza che gli uomini raramente provano.

Questo implica la necessità di provare a mettersi al posto della donna, comprendere con gli occhi e il passo e il respiro accelerato di lei, che se sente dei passi alle spalle teme che le si voglia fare del male. Chiedersi cosa determinate situazioni significano per ragazze e donne può essere un buon inizio.

Il potere delle parole

Anche l’idioma può avere un ruolo – del tutto inconsapevolmente per chi lo parla – nella distinzione di genere. La lingua inglese specifica il genere della persona solo quando ne parla in terza persona, l’italiano lo fa da subito. E da qui nasce la diatriba su il presidente e la presidente, l’avvocato e l’avvocata, il direttore o la direttora: devi scegliere. Occorre prendere posizione, come fanno i creatori di Parole O_Stili. Progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza delle parole.

Mettere in discussione commenti o stereotipi sessisti, di cui le donne – o chi non si adatta al ruolo sociale attribuito – sono vittima privilegiata, sarebbe un ottimo inizio.

L’uguaglianza di genere e l’inclusività si costruiscono con l’impegno individuale, che poi si trasmette alla propria famiglia, alla comunità, alla collettività.

Chiara Francesca Caraffa

www.eurocomunicazione.com/2020/11/25/25-novembre-no-alla-violenza-sulle-donne/

www.eurocomunicazione.eu/donne-e-sicurezza-il-contributo-dellorganismo-paritetico-nazionale/

 

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