mercoledì, 19 Giugno 2019
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Autore: Marilù Giannone

Roma martedì 18 giugno, alla Fondazione Lepanto il “Complesso Occidentale” di Alexandre Del Valle.

La Fondazione Lepanto, Ente creato per difendere i principi e le istituzioni della Civiltà Cristiana, ha presentato presso la Sede di Roma il volume recentissimo del Prof. Alexandre Del Valle, esperto in Geopolitica e Storia Contemporanea, docente presso l’Università di Montpellier e Aix-en-Provence, specializzato per le Dottrine Politiche e Storia Militare, che ha esposto il suo ultimo lavoro “Complesso Occidentale, Piccolo trattato di decolpevolizzazione” intorno alla penetrazione islamica dell’Europa.

Questo  volume è una polarizzazione sulle strategie usate dal mondo islamico, sorretto dalle grandi istituzioni internazionali monetarie e di potere, al fine di scardinare lentamente ed inesorabilmente gli animi europei togliendo loro l’identità e dunque quella forza morale indispensabile per non perdersi nel caos di uomini, ridotti ad essere servi ed annullati dalla tecnica su di loro sperimentata, e condotti solo al bruto e ripetitivo lavoro come ragione di mantenimento, ed a vantaggio delle potenze internazionali in coalizione che ne godono la ricchezza spirituale e no. L’Europa, se non si ritorna all’anima greco-romana, rischia di essere estinta o asservita da queste bieche multinazionali.

Il libro, prefato da Marcello Veneziani e talvolta in relazione con le opinioni di Oriana Fallaci, esprime la lubrica tecnica dell’induzione alla colpevolizzazione per rendere inermi le Nazioni, soprattutto le migliori, e sclerotizzare fino alla scomparsa le individualità di esse. Ma offre anche molte vie di uscita basate su cinque indispensabili armi: la fede in se’ come cittadino di una terra, e nei suoi confini, l’attenzione a pubblicità formate come i romanzi rosa sulle Nazioni cosiddette vittime, l’abbattimento delle idee di Mondialismo, dei Capitalismi, la riduzione di ascolto ad Enti economici, Industrie, Banche, la messa in guardia costante sulle idee espresse dalla Chiesa, dall’Islam, dagli intellettuali convertiti, come Pietrangelo Buttafuoco.

L’illustre cattedratico italo-francese fa presente che con grossa percentuale i “perseguitati” i “ disagiati” i “migranti” non sono che vere e proprie armi per lavorare al detrimento delle personalità più sentimentali o più corrotte da regimi affamati di potere, dai quali commoventi lagni perpetrati dalle televisioni o da un Papa definito come ” seguace di globalisti” bisogna accuratamente guardarsi senza acribia nè reazione violenta, per non rendersi complici innocenti dei loro giochi. Sembra detto, fra l’altro, che si sia compreso che questa volontà sadomaso come vittima-carnefice sia iniziata in una nazione complice per cancellare la colpa iniziale dell’odio antisemita, o addirittura si sarebbe usata la Shoah martellando in continuazione il mondo intero con il ripetitivo racconto di essa, per“non  dimenticare”, e questo sarebbe comprensibile, ma con l’intento, si dice, di battere come magli per indurre chiunque a sentirsi aguzzino quando non ve n’è più ragione, o non lo è che come chi accusa, per lo scopo aggressivo che lascerebbe vincere la multipotenza straniera.

La scrittura del testo è scorrevole e ricchissima di esempi ed opinioni di pensatori e storici: un libro terribile e godibile, acuto e lucente come la Verità che vuole, (e tutti si vuole), cercare di raggiungere.

Marilù Giannone

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Roma, sabato 15 giugno, alla libreria “Eli” la presentazione di “La Vita”, opera della Psicoterapeuta Giovanna Breccia

Nata come sede editrice, la Libreria ELI è approdata ad uno stile nuovo ed attraente, per la cura dei libri offerti e per la frequenza quasi giornaliera dei suoi diversi eventi, volti alla scoperta di composizioni innovative e rivalutazione dei classici.

Sabato ha riunito conoscitori ed interessati alla presentazione di un recentissimo romanzo della Psicoterapeuta Giovanna Breccia, “La Vita”, a cura della Dottoressa Sabrina De Angelis e della Psicanalista Giuliana Zoppis ed il giornalista e critico letterario Fabrizio Federici.

la Psicoterapeuta è creatrice di una corrente medica che si è rapidamente affermata, la Psicoterapia Analitica Integrale, che ha come base inderogabile l’ascolto minuzioso del lessico del paziente che “nella sofferenza è suo proprio, nella gioia è comune a tutti”.

“La Vita” è il percorso di una persona comune che si rivolge ad uno psicoterapeuta perchè stanco e disincantato della sua esistenza, e vuole provare a trovare un’uscita positiva da essa. Non si cela che questo desiderio di rottura talvolta non presenti un intento negativo, ma è scansato dalla rara parola del medico e da un filo sottile in lui che non partecipa all’idea. Il protagonista è senza nome, perchè potrebbe essere chiunque o forse perchè non è riuscito a darsi un’identità, e questo fa pensare. Fa pensare, infatti, che la formazione recente -, salvando solo in parte quella arcaica dei remoti progenitori – , di un individuo, di infiniti individui, di un popolo, possa solo creare dolori e tragedie se non conduce ad una identità precisa, definita, codificata, secondo le caratteristiche infine personali.

Il sanitario ascolta: questo deve essere la posizione ottimale per la salvezza di una persona incerta e sbandata come è chi nel libro parla, che potrebbe essere uomo o donna, ma sicuramente è un’anima in pena. Egli accoglie il racconto e talvolta interviene brevemente, affidando all’ascolto del paziente la sua meditazione. E la Vita si evolve come un filo di fumo con le sue spirali verso l’alto, liberando infanzia incompresa e oppressa e dunque giovinezza sclerotizzata da dubbi e paure di errore, solitudine, disamore. In fondo è questo il sentiero del libro: come deviare da arcaiche convinzioni, come far tacere genitori insipienti nella coscienza che si scuote ai rimbombi o alle assenze delle loro voci, come infine puntellarsi ai caratteri singolari della propria psiche per formare quella vita che si vede lontana, ideale irraggiungibile eppure vivente. Il protagonista ci riuscirà? Ci riusciranno, amici, fratelli, figli? Ci riusciremo, i lettori?

L’immediato riferimento è, per gli astanti, anche all’ambiente ed al sociale: genitori e antenati prossimi sono ciò che ha voluto il Re, il Papa, il Presidente, o il Governo del momento che ha pensato solo all’interesse personale ed esclusivo: il libro non lo dice, ma è una correlazione logica del pubblico. La Vita non ha date, non definisce politiche, in quanto il risultato è quello che si legge negli esseri viventi e non nei giornali.

L’altra verità del testo è che ognuno, in base ai propri codici, vede gli accadimenti, le gioie, i contrattempi, le disgrazie, spesso diverse da come queste sono. Questo può essere motivo del fatto che si è infelici: non si riesce ad individuare, con la lettura imperfetta di un avvenimento, il perchè si vive e perchè in questo modo, quindi si è incerti nel procedere, spaventati da un dolore sofferto. La salvezza potrebbe essere il mistero della vita stessa, che insensibilmente offre un senso o sveglia un desiderio che non si percepiva. Ad ogni modo essa offre soluzioni, suggerisce svolte, Madre sempre e forse anche triste con il protagonista, ed anche felice al superamento dell’ostacolo, che, una volta meditato, si fa esperienza e fortezza a rideterminarsi ed a prepararsi ancora, come in un gioco di cavalloni.

Per i dubbi del vivere il critico letterario Fabrizio Federici osserva che la costruzione di “La Vita” fa trovare dei riferimenti con i classici russi amati dall’Autrice, soprattutto Dostojewsky o Tolstoj, con le lunghe descrizioni e meditazioni di “Guerra e Pace” ma, sostiene lo stesso ” l’incertezza fra il cosa fare e l’impossibilità di farlo ricorda il mito di Sisifo o il “Tempo di uccidere” di Ennio Flaiano“. E’ cioè una raccolta di pensieri affini per stabilire un punto dal quale terapeuticamente partire, che lo studio attento della parola ne facilita i passi.

Uno strumento valido di salvezza è l’amore del bello e la sua percezione, questo è detto chiaro qua e là nel testo, questo è ribadito dalla stessa presentatrice Sabrina De Angelis che sottolinea le parole della Dottoressa Breccia: ” io sono amante del bello. Chi non l’ha, non ha capacità creative. L’amore per l’arte fa trovare se stessi.” Ma questo asserto è condotto oltre dalla Dottoressa Zoppis:Si è più artigiani che artisti, quando si è psicoterapeuti. L’artigiano esegue lavori su commissione, dunque egli esegue, con il paziente, la dolorosa, talvolta, creazione della sua identità”.

Si comprende ancora quanto male si è potuta fare l’umanità accogliendo tesi livellatrici e politiche del “tutto uguale” che scompagina ulteriormente e nel mondo, le identità degli uomini in nome di un globalismo che, a questo punto, si osa definire demoniaco. Ma questa sera è la fiducia nella vita e non nella sua clericale bontà, il senso espresso dal volume e che incanta, e del resto non piace parlarne.

Marilù Giannone

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Breccia, De Angelis, Dostojewski, ELI, governo, papa, Presidenti, psicoterapia, Re, Sisifo, storia, Tolstoj, Zoppis

Premiazione per narrativa e saggistica all’Università “La Sapienza” di Roma

Mercoledì 12 giugno, nella Sala del Rettorato illuminata da un affresco di Sironi, il Premio Roma, nella sua XX edizione, ha trovato giusto luogo. La Sapienza ha visto letteralmente sfilare i migliori rappresentanti della odierna Cultura. Giunto a questa edizione il Premio, voluto e definito dal compianto Aldo Milesi, è stato diretto dal figlio Giorgio, Vicepresidente EMEA, con altrettanta dedizione ed abilità.

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Bambin Gesù, Baudo, Campoailla, Milesi, Molnàr, Picca, Strukul, Terence Hill, Viola Catalano

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Un “Eroe” a Horafelix: Guido Romanelli

Pariodando Brecht ….
“Miserabili quei Popoli che non hanno bisogno di eroi ! “

post una serata presso il Caffè Letterario Horafelix,  
una riflessione di MARILU’ GIANNONE  

La definizione di eroe spesso trova confusioni: l’eroe non è un calciatore, un personaggio manga o fumetto, qualche protervo cowboy che interrompe di accudire le vacche per vincere pericolosamente i “musi rossi”. Eroe è il figlio di Hera, un figlio della Dea delle possibilità o Grande Madre che a dir si voglia. L’eroe è un uomo che fa un’azione eccezionale, compromettendo talvolta la sua esistenza o la fede in sé.

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béla Kuhn, budapest, romanelli, russia, ungheria

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Il Mercato dell’Arte Contemporanea ……
L’Accademia Costantiniana fa il punto della situazione

L’ ARTE TRA MERCATO,
COLLEZIONISMO e GALLERIE

Mercoledì 5 giugno al Macro di Roma è stata organizzata una Tavola Rotonda dall’ Accademia Angelico Costantiniana, presieduta dall’ Avv. Alessio Ferrari Angelo-Comneno di Tessaglia per focalizzare le condizioni del mercato d’arte e del collezionismo moderno. 

Dopo un breve volo sulla storia del Collezionismo e sulla tradizione dell’Accademia, nonché sulle connessioni tra Arte e Finanza, il Convegno si è aperto con la Dr.ssa Raffaella Salato, Delegata per le Arti dell’Accademia Angelico Costantiniana, che ha innanzitutto sottolineato l’urgenza di disporre una chiara lettura sull’arte attuale e la sua diffusione.
E’ intervenuto poi Guido Talarico – giornalista ed editore – per concordare sulla necessità di agevolare la ripresa del mercato d’arte, lamentandosi come lo stesso sia caduto in mano ad affaristi e a banche che, mirando solo al mercato, oscurano la figura del Mecenate, amante e fautore del bello e con scarso interesse per un personale arricchimento. Talarico fa presente di aver ideato il Premio Talent Prize per favorire i giovani artisti desiderosi di conquistarsi uno spazio, invitando a seguire sempre l’istinto per l’acquisto di un prodotto d’arte, senza privilegiare l’inclusione in un catalogo più o meno monetariamente consistente.

La stessa opinione viene espressa da Georgia Bava, resposabile Dipatimento Arte Moderna e Contemporanea di FINARTE che incita i giovani talenti a non considerarsi subito grandi maestri, sottolineando nel contempo come il lavoro del gallerista sia fondamentale, pur se la la realtà a volte possa risultare non premiante. Infatti la chiusura di molte gallerie, oltre ad evidenziare le difficoltà del settore, incide sulla irrimediabile perdita dello stesso messaggio inserito nei lavori d’arte, quasi un encomio degli stessi artisti al proprio sè… senza che nessuno vada loro incontro per trovare una risoluzione a tale problema. 
Inoltre le condizioni dell’accesso da parte degli espositori sono quasi sempre gravate da costi notevoli, ed ancor più notevole è l’esborso per l’acquisto dei materiali da lavoro, il che rende l’arte solo una professione “da ricchi”. Vale a dire che si considera elitario un lavoro che lo è solo spiritualmente e non da tutti, oppure si pubblicizza come grande maestro l’artista adeguandone costi e strumenti di lavoro, il che serve solo a conquistare un’ immagine sovente bassa e momentanea, tanto è vero che alcuni nomi promossi con reboante pubblicità finiscono nel nulla. Ma il commerciante di strumenti artistici – quali tele, colori, affitto locali per mostre – riesce a conseguire invece un notevole guadagno. 
La verità è che, soprattutto per l’arte moderna, bisogna comprare solo ciò che piace, senza farsi trascinare dall’acquisto fatto “per investimento”.

L’Avvocato Luciano Faraone – Studio Legale Bernardini-de Pace, specializzato nel Diritto d’Autore, espone il suo pensiero sul “diritto dell’artista” di partecipare allo sfruttamento di un’opera venduta mediante una quota riconosciutagli dal venditore e del valore minimo di €. 3.000, per una percentuale di 1/4, che va in parte alla SIAE. E’ il Diritto di Seguito, per le “rivendite”, cioè, successive alla prima di un prodotto: questo diritto è ancora poco diffuso e prevede una professionalità acquisita. Bell’impegno, ma si ritiene che un esordiente, pur se magnifico, ne è escluso per livello di valutazione economica. Inoltre l’arte è un dono umano quanto mai imprevedibile: ci sono momenti in cui un artista ha notorietà, altri nei quali viene dimenticato o registrare una diminuzione di lavoro. Tali variabili potrebbero indurlo a ricercare altri sistemi o fonti di guadagno ed anche all’abbandono dell’attività artistica. Forse era meglio l’idea di una cinquantina d’anni fa, che prevedeva la retribuzione all’artista come “artista di stato” o “di regime” lasciandogli però la totale libertà di espressione.

Si ritiene anche che un artista sia o debba essere sempre povero, status condiviso e sottolineato da Gabriele Simongini, Storico dell’ Arte, Docente d’ Arte Contemporanea ed Accademico Belle Arti a Roma, che rimprovera alla società attuale la totale indifferenza o scarsa partecipazione in merito di arte, bellezza e spiritualità, soprattutto se diretta alla propria Nazione. Forse per “povero” andrebbe meglio la parola sfruttato dagli operatori di arte che in realtà, a volte, si comportano come veri affaristi.

In altri punti di dibattito, Simongini e, in parte, anche Talarico, sono gli unici a sostenere che un professionista d’arte non dovrebbe mai sbandierare la propria professionalità, ma attendere che i suoi meriti siano riconosciuti da altri. Un poco come le Associazioni di Religioni Tradizionali sostengono, ed a buon diritto, in quanto un artista (pittore o scrittore od altro) nel proprio ambito dovrebbe farsi riconoscere per le sue attività nobilitate dallo spirito e non dalla ricerca di ricchezza. Pertanto è la partecipazione dei fruitori delle sue attività a ricercarlo, a suggerirgli, a parlargli e quindi a sostenerlo. Successivamente e a breve potrà seguire la convalida e l’interessamento anche economica da parte di Gallerie, Case d’Asta e Critici, che dovrebbero veramente essere preparati e non inventare qualità o difetti irreali rispetto al prodotto od opera d’arte. 
Fondamentalmente si deve tenere presente che lArte è comunicazione e, dunque, un’ opera dell’uomo tesa al miglioramento di tutti, come espressione di un pensiero, anche se di rottura o di rivoluzione…. fattispecie questa non affatto prevista dai mercati, che hanno obiettivi eminentemente economici e pertanto a rischio di delusione per i veri artisti. 

Le domande del pubblico coinvolgono soprattutto Faraone e Simongini, che concordano nell’evidenziare come spesso, in questo ambito, in Italia non esista la Formazione: le scuole sono abissi di ignoranza, la gente è solo bocca aperta davanti ai territori del Grande Fratello, dell’ Isola dei Famosi et similia, …. lo Stato non cura né ama se stesso, manca l’identità di Nazione.
Con Talarico si riconosce dolorosamente infine che il presentismo ha ucciso lo sviluppo dell’arte e la conoscenza, e che si dà spazio spesso senza motivo agli allestimenti e non alle opere in mostra: la Società dell’immagine è soltanto quella, come gli allestimenti cinematografici dei film sul Far West: le case sono facciate, e dietro nulla. 
La Bellezza, l’Arte, nata con l’uomo, può trovare il modo per rimettersi in marcia.

Marilù Giannone

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Avv. Alessio Ferrari Angelo-Comnemo di Tessaglia, Diritto di Seguito, Gabriele Simongini, Georgia Bava, Guido Talarico, Luciano Faraone, Premio Talent Prize, Raffaella Salato

Coraggio e Responsabilità ….
un appello di F.d’I. al Premier Conte

Venerdì 31 maggio, fra consultazioni, accordi, discussioni post elettorali per stabilire una rinnovata partenza verso il bene e l’equilibrio sociale ed economico d’Italia, alcuni consiglieri del Comune di Roma, appartenenti a Fratelli d’Italia, Lavinia Mennuni , de Priamo e Figliomeni hanno gentilmente “accerchiato” e fermato il Premier Giuseppe Conte per sollecitare il decreto Salva-Roma, fermo da ormai lungo tempo.

Alla domanda del perché di questo atto fuori programma, che denota un notevole coraggio nel prendere di petto il Premier occupato ad altri impegni difficili, data la situazione, il Consigliere Lavinia Mennuni ha così risposto: ” Abbiamo approfittato della presenza del Premier Conte per rappresentargli l’esigenza urgente e stringente di approvare il Decreto “Salva Roma”. Non è battaglia di destra o sinistra, ma è superamento di ogni minuteria venuta fuori da vanto personale su chi vince e chi no, e volontà certa e determinata di una Nazione che sta oscurando la sua Capitale come se fosse un angiporto mediorientale invece di curarla come essa merita. La Giunta Veltroni ha lasciato un debito di 9 miliardi, ribattuti sul sindaco che seguì, inseriti nella gestione poi commissariale. Se la massa debitoria ricadesse sulle spalle dei cittadini sarebbe un disastro. Ricordo che ogni capitale europea gode di uno status e di poteri speciali: Roma non ottiene quanto le spetta per i servizi che eroga come Capitale di tutti gli Italiani. Fratelli d’Italia si è assunto l’onere di rappresentare tale esigenza, sollecitando faccia a faccia il Premier e cancellare così il silenzio vergognoso del Sindaco Raggi e di altri colori politici. Premier Conte, vi invitiamo a varare al più presto questo Decreto: ci mostri, oltre alle sue molte abilità, il suo amore per Roma” .

Non rimane altro che aggiungere che il Consigliere interpreta il desiderio nazionale, e oltre a notare il coraggio di questo gesto,  si vuole qui sottolineare la sentita responsabilità del Consigliere Mennuni nel farsi portavoce di una città, e quella del Premier insieme al suo coraggio nel sapere gestire personalità di governo così diverse. Queste due qualità, in lui unite, dovrebbero concedere a Roma ciò che è doveroso ed ormai urgentemente irrinunciabile.

Marilù Giannone

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De Priamo, Figliomeni, Giuseppe Conte, Lavinia Mennuni, Salvaroma, Veltroni

Il Crocifisso ligneo della Basilica Vaticana

Un restauro eccezionale

Mercoledì 29 maggio nella Sala Conferenze dei Musei Vaticani è stato presentato il volume che ha raccontato un restauro d’eccezione passo dopo passo: il Crocifisso ligneo di un ignoto scultore, ma gran maestro nell’evidenza della scultura prodotta, che, per vicissitudini varie, molte delle quali dovute ad indifferenza, era in condizioni pietose. Dipinto di color bronzo per farlo passare per tale, seminascosto sotto un finestrone che gli escludeva la luce per una tenda, ed altro ancora, sembrava dovesse perdersi.

Il restauro, voluto dalla Fabbrica di S. Pietro e dall’ Ordine dei Cavalieri di Colombo, è stato eseguito per il Giubileo della Misericordia ed ha richiesto 15 mesi di lavoro continuo, con squadre di specialisti che hanno rimosso strati e strati di ridipinture, fino a 15, fatte nei secoli dalla sua nascita, vale a dire dal XIV°. La Casa Editrice Aracne ha diretto e curato la ripresa dell’ evento.

Purtroppo l’artista non ha nome, ma l’opera, che ha visto in questa occasione la sua seconda luce, porta all’evidenza una figura la cui espressione, umana e classica, attrae ogni appassionato d’arte e visitatore. Il capo reclinato, l’abbandono alla morte e la forza che emana, dovute all’esecuzione curata ma non parossistica ( sebbene la schiena, a differenza di molti simili soggetti, riporti muscoli e struttura) così come molti altri particolari anatomici, fanno considerare il Crocefisso un capolavoro accostabile alla Pietà di Michelangelo e ad altre meraviglie, che non richiesero ricerche di “bello” più o meno filosofico e non seguirono l’aderenza massima ad un “vero” improbabile da riprodurre , tipiche del periodo 1700/800 . Di classico c’è il panneggio del perizoma, bordato d’oro, e di vero l’intreccio della corona di spine. La statua di 2 metri circa d’altezza è in legno di noce, senza aggiunte, ripresa da un albero annoso di due metri circa di diametro. Dimostra l’anima della vera arte: quello spirito che dal profondo di una personalità di artista trasmuta un elemento naturale in un’ essenza che comunica ad ogni osservatore i passi della sua umana ricerca, diversa ma ancorata a lui.

Dopo l’introduzione riferita al volume che narra il recupero del Crocifisso, fatta da Barbara Jatta, si sono avvicendati il Card. Angelo Comastri, il Card. James Francis Stafford,  per gli interventi, poi Giorgio Capriotti, Lorenza d’Alessandro, Pietro Zander , maestri e restauratori e ricercatori ai quali il Vaticano ha affidato la difficile impresa. L’incanto è stata la conclusione della presentazione: una rapida visita, dal vivo e senza elementi di filtro, della statua lignea che resta nel luogo che l’ha accolta per primo, l’Altare della Crocifissione. Si è presa da vicino la certezza di una mano da Gran Maestro e del messaggio che il Soggetto diffonde.

Marilù Giannone

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Barbara Jatta, Basilica Vaticana, card Angelo Comastri, card. James F. Stafford, Giorgio Capriotti, Lorenza D'Alessandro, michelangelo, Pietro Zander

Tavola Rotonda sull’Inno di Mameli
nella Basilica di S.Maria degli Angeli

Venerdì 24 maggio, per gli Incontri in Basilica, organizzati dall’Ing. Cinzia Longo e l’Avv. Gianni Borrelli per il Parroco, Don Franco Cutrone, nell’apposita sala affrescata riservata agli eventi si è ascoltata la relazione di un noto Storico, l’Ing. Roberto Piazzini, avente il titolo di “Suggestioni dell’Inno di Mameli”.

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Georgia, la “Nazione della Vita”
un evento di alto livello alla Sapienza di Roma

Mercoledì 22 maggio, nella Sala del Rettorato presso l’Università la Sapienza di Roma è stata offerta una manifestazione culturale organizzata dalla Fondazione “Roma Sapienza”, che ha attratto vari settori di studiosi e di visitatori: una lunga presentazione di una Nazione fra le più particolari del mondo, la Georgia, con la visibilità a tutto campo di arte ed artigianato e con l’esposizione della storia e della cultura che caratterizza questo grande lembo di terra che racchiude il Caucaso e si affaccia in buona parte sul Mar Nero.

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Caucaso, Europa Antica, Fondazione "La Sapienza", Gerorgia, Lali Panchulidze, Nena Gabelia

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Roma canta all’Accademia Polacca delle Scienze

Un suggerimento per fare Europa Unita

 

Martedì 21 alle 18,30 l’Accademia Polacca di vicolo Doria 2 ha offerto ai cultori della civiltà romana attuale, quella che non si trova menzionata in riviste di stampo oltreoceanico, un pomeriggio veramente incantevole grazie ad un relatore particolare, Giuliano Santangeli detto Sangiuliano, stimato erede di quella cultura elitaria che trova la Città Eterna come suo fulcro. Santangeli non è un romanesco nello stile di Gabriella Ferri, sia pur lodevole, ma è un vero uomo di cultura che evidenzia della raccolta sapiente della Capitale  ciò che la fa luce e maestra dell’Italia intera e dell’Europa.

Accanto a lui il non meno squisito musicista ed interprete dell’anima romana Corrado Amici, degno figlio di Alvaro, che ha diffuso le sottigliezze dell’espressione musicale tipica svelando cosa sia il messaggio popolare scevro da presupposti d’ignoranza radical-shick . Il calore di Roma, spesso mistificato in supponenza e svogliataggine grazie a le corde della sua chitarra e alla presentazione di contesto e ragione delle composizioni è stato rivelato e diffuso, trovando i numerosi astanti compiaciuti.

Così la “Società dei Magnaccioni” non è più facile verità per i criticoni, ma è realmente una sorta di presa in giro o di rituale per quelle persone che non erano prese dall’amore del lavoro, e le stornellate amorose hanno convinto per la delicatezza insita nella melodia e nel verso che il vero uomo di Roma non è sentimentale, ma semplicemente amante. Cosa difficile da apprezzare oggi, date le correnti inquinate che spostano l’essenza dell’umanità in confusi pasticci di sesso inqualificabile, ma valorizzata da chi ancora segue la luce di Roma come fonte di unione di sapienza e natura, vale a dire umanità. Non si veda questo sotto la cupola di dubbi pastori, ma nella mandra, o mangiatoia, che ha visto ingigantirsi la parola di chi crea e vuole che si crei senza globalistiche catene, per essere gregge di liberi in libera terra.

Il ventaglio di motivi e canzoni romane è stato ampio e gradito, l’esperienza musicale di Amici e la chiara esposizione di Sangiuliano sono stati intima convinzione che è doveroso e vera bellezza il mantenere sempre l’ individualità ed il carattere che esprime ad alta voce la filiale appartenenza alla Nazione Italia, con buona pace dei lividi esseri che ne parlano male come le vecchie prefiche per puro gusto di essere politically correct.

Una serata difficile da dimenticare e portatrice di nuove amicizie e nuovi legami nel segno di ciò che deve essere l’Unione Europea: un accordo di anime, di popoli, di culture in pace. E che le banche tacciano.

Marilù Giannone

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Corrado e Alvaro Amici, europa, gabriella Ferri, italia, roma, Sangiuliano

La voce di una Balalaika a Borgo Pio,
per la fratellanza fra i popoli

Lunedì 6 maggio presso il Centro Russia Ecumenica a Borgo Pio la prima Balalaika dell’Orchestra di Mosca “Stravinsky” ha offerto un luminoso panorama di musica russa, corredata da un tocco di Italia e di Europa.

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Andreij Pypin, Borgo Pio, Centro Ecumenico, Orchestra Stravinski di Mosca, russia, Scopelliti Ubaldini

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Il Maestro di Leonardo da Vinci: l’evento “Verrocchio, maestro di Leonardo” a Palazzo Strozzi

Il 9 marzo si è aperta a Firenze, a Palazzo Strozzi, un’ esposizione di quadri, sculture e disegni di Verrocchio, allo scopo di spiegare la genesi artistica di Leonardo da Vinci, suo allievo, che oggi, 2 maggio 2019, viene celebrato nel cinquecentesimo anno del suo transito.

La manifestazione è ricchissima di opere riguardanti anche altri frequentatori e studiosi del maestro  Andrea di Cioni Verrocchio, ma essa è soprattutto mirata a decantare le evidenze del magistero di questi sul suo eminente allievo: 120 opere offrono un excursus esaustivo del pensiero e delle espressioni del periodo, degli impegni sociali, della fiducia filiale di Leonardo verso chi seppe trarre alla luce le potenze del suo genio.

Dopo la rincorsa ad una Storia dell’Arte “alternativa” che andasse alla ricerca di artisti minori o poco conosciuti, accantonando i Grandi Maestri per non indulgere alla “poco democratica” esaltazione di un “leader”, l’equilibrio ritrovato nella cultura attuale ha focalizzato lo studio su altri  nomi dell’Arte Italiana ed ha così messo in evidenza Maestri che hanno dimostrato come l’eccellenza artistica e letteraria è un acme trovata da più voci, tutte diverse, tutte notevoli, tutte collegate, tutte madri di un Genio. Così è avvenuto per molti inarrivabili personaggi, soprattutto, ma non solo, in quel ricco e difficile momento sociale e storico che si chiama Rinascimento.

Se si guarda bene, sono diversi anni che le opere critiche di Vittorio Sgarbi lo esprimono, e recentemente il pensiero filosofico di Marcello Veneziani, quando spiega cosa è la “dea” Comunità. Si tratta infatti di idee e concetti che vengono condivisi, discussi, ma dimostrati univoci nei protagonisti di un percorso storico, e dunque scambiati, accettati o respinti, elaborati : attività non solo intellettuali che rivelano il Pensiero di un dato tempo.

Una delle più belle ed esaustive dimostrazioni della formazione creativa di un Genio come Leonardo da Vinci viene offerta per celebrare il miglior artista e scienziato italiano, per la cinquecentesima ricorrenza della sua morte, dal questa mostra ” Verrocchio, il Maestro di Leonardo”, esposizione ricca quel che basta di esempi e capolavori per chiarire come è impossibile separare o contrapporre, come voleva la cattiva critica artistica ottocentesca, diversi grandi artisti, inseparabili, invece, e lodevolmente attivi a perfezionarsi ed a perfezionare il loro linguaggio per raggiungere un’unità di alte opere. Nel corso di questo lavoro ben presto emergono le personalità eminenti, ma si leggono anche le matrici, come una genitorialità scritta o dipinta.

Andrea di Francesco Cioni, il Verrocchio, come si vede nell’esposizione,  forma nella sua scuola molti valenti artisti senza perdere nulla della sua indiscutibile grandezza. Nella sua bottega si  trovano pittori e scultori i quali, pur trascorrendo la loro vita spesso in luoghi lontani da essa, non hanno mai perso quel filo conduttore che li rende fratelli: la Madonna realizzata con gli occhi abbassati, presagio doloroso del trauma che la ferirà, lo studio realistico delle mani curato fino al più piccolo particolare, la sua posizione e la figura del Bambino, gli sfondi, la riproduzione di panneggi e paesaggi, la scelta dei colori. Sulla base degli insegnamenti di Verrocchio l’elaborazione differente nella resa materiale e nella maggiore o minore cura di altri corollari, come l’ornamento di alcune parti o alcune variazioni sul tema, si possono riconoscere gli allievi che, divenuti maestri e capiscuola, capillarizzano nell’unico corpo della Storia del Quattrocento i pensieri di questo scultore, architetto, pittore, uno dei numerosi gioielli italiani voluti dal Mecenate de’Medici.

Andrea di Cioni non dà nulla di stabilito; invece, sperimenta, creando una Madonna inquieta, o dà importanza alla presenza ed alla leggibilità dei simboli nelle sculture, come si può vedere da alcuni particolari degli elmi, arricchiti da citazioni del mondo classico come la Medusa, girali naturalistici, o dell’età medievale, come la presenza di un drago sull’armatura o sul cimiero, (fino al Monumento a Bartolomeo Colleoni) come di seguito gli allievi migliori, fra i quali Leonardo, rammentano nelle sculture. La preziosità dei particolari è data dalla lunga esperienza di orafo nella bottega di Verrocchio, dal quale Andrea di Cioni prende il secondo cognome, come prende la morbidezza della resa scultorea da Desiderio da Settignano: qui un’altra dimostrazione che nessuno è genio da solo, ma è figlio di altri maestri.

Le mani cesellate della Dama col Mazzolino sono ritrovabili nei disegni preparatori o di esercizio di Leonardo da Vinci, come gli sfondi di colline azzurre dei quadri che addirittura lasciano studiare anche scientificamente l’evanescenza di un colore di particolari lontani al Da Vinci, e così il serpeggiare di un fiume, che non ha soltanto il significato del percorso vitale contrastato, visto come accesso iniziatico a dimensioni superiori, ma è una nota di riconoscimento del luogo dove la figura ritratta ha vissuto o si è trovata. Realismo e voce dell’intelletto: la riga chiara porta la luce al piano di veduta: ciò che sarà unione di natura e storia qui è comunicazione fra di loro, contrappunto fra cielo e bambino nella Madonna di Volterra, conclusi in una intuibile losanga che richiama al grembo generatore, e, nelle sculture, la realizzazione di forme che facciano trascorrere la luce vitale su di esse, siano panni o arti, siano storie bibliche della Porta del Battistero, siano visi che essa vivifica nelle espressioni: tutto ciò è con certa frequenza ritrovabile in Leonardo, ma anche nell’allievo meno espanso Francesco Ferrucci. E’ arduo spesso riconoscere le varie mani in un’opera, cosa che denota l’assoluta stima degli apprendisti verso il maestro. Se Ferrucci rimane sempre con Verrocchio, Perugino, come Leonardo, porta l’arte del Maestro nella sua terra e, con il Pinturicchio, a Roma. Ma è Leonardo che, pur non oscurando mai la scuola del grande Andrea, finisce per risplendere nel mondo per le caratteristiche sue proprie impegnate ad unire scienza ed arte, fede e architettura militare, amore, come la Gioconda, e caricatura, accesa distorsione dei tratti di soggetti così ben incisi e perfezionati di Verrocchio fatta da uno spirito umano assai più acuto ed osservatore del proprio e dell’altrui “motus animi” mediante una profonda conoscenza . In tutto ciò, e con il massimo dell’ammirazione per il Verrocchio, Leonardo da Vinci ha esteso all’infinito il linguaggio umano scritto e figurato più vicino alla somma Divinità: l’arte.

Marilù Giannone

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battistero, desiderio, Ferrucci, Gioconda, Leonardo da Vinci, Madonne, Perugino, Rinascimento, Verrocchio

Più Imprese, più Italia, nell’Europa dei Popoli
….una “svolta” per le Elezioni del 26 Maggio

UN PATTO  per  LO SVILUPPO, L’IMPRESA, IL LAVORO   

Mercoledì 17 Aprile nella Sala dell’Hotel Santa Chiara il Presidente dell’Associazione Farefuturo, Adolfo Urso, ha raccolto i rappresentanti delle Confederazioni delle Imprese Italiane, per esporre le necessità di ogni settore in vista delle elezioni europee prossime.

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Artigianato, Boccia, Casasco, cina, Confcommercio, Cosmoproof, fdi, Giansanti, granelli, meloni, Molinari, Stoppani, Urso, usa

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“Il segreto di Italia” e le stragi partigiane

HO VISTO UN FILM …. Novembre del 2014 

Lo voglio rivedere. Nonostante la tragedia che talvolta sciabola la mente dello spettatore, con l’evidenza buia ed insanguinata per come l’uomo possa cancellare di essere figlio di Dio. Si tratta di una pellicola insolita, il Segreto di Italia.
Non vi si trovano stars sponsorizzate, lucidate, con salamini di labbra semichiuse e libri scritti non da loro, ma attori veri, che si immergono nelle vite che devono vivere e fanno vivere.

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antifiscisti, Antonello Bellucco, istria, RESISTENZA, Romina Power, veneto

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Europa e Banche:
una proposta di “FareFuturo”

Credito alle Imprese e Famiglie, ….. NPL ed immobili all’asta   

Giovedì 11 aprile alle 9,30 alla Sala ISMA del Senato si è avuto un evento il cui argomento non poteva passare inosservato: il Sen. Adolfo Urso, Presidente della Fondazione Farefuturo, ha presentato una sua proposta a salvaguardia di imprese e famiglie dai “danni collaterali” derivanti dai fallimenti di ben quattro Banche: la Popolare di Ferrara, l’Etruria, la CariChieti e la Banca Marche, i cui deficit erano stati fatti ricadere su numerosissimi incolpevoli risparmiatori.

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"bail in", bagnai, brancadoro, debertoldi, dell'erba, giorgianni, minenna, paragone, Pedrizzi, UCID, Urso

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L’Agguato sul Lungotevere –
Storia di un Eroe: il Colonnello Varisco

I Carabinieri ed i loro Eroi

Domenica 7 aprile – a cura dello Studio Ugolini & Scopelliti, presso la Sede UNAR di Roma – è stato presentato un libro per le Edizioni Segno, “La storia del Ten. Col. Antonio Varisco” di Anna Maria Turi, che ha conosciuto ed apprezzato l’azione e la vita dell’indomito Colonnello dei Carabinieri, uno degli uomini migliori che ha dato l’Italia con Missoni, Cambiani, Bettiza. L’Anniversario dell’assassinio di Varisco è stato presenziato dal figlio Giorgio, esule della bella terra di Dalmazia.

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Andreotti, Brigate Rosse, dalmazia, fabbri, mafia camorra, mattei, moro, pecorelli, piantadosi, terrorismo, vacca, varisco, zara

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Farefuturo: l’Europa e le Banche. Un meeting per imprese, famiglie e per i casi NPL

Due proposte per sanare la “grande crisi”

Come risanare la grande crisi che si è aperta sul fronte del credito che pregiudica la ripresa dell’economia”: viene rilevato  dal sen. Adolfo Urso, di Fratelli d’Italia, presentando il meeting su “Le banche e l’Europa. Quale prospettive per il credito alle famiglie e alle imprese”, organizzato dalle Fondazioni Farefuturo e New Direction, che si svolgerà giovedì 11, alle ore 9.30 nella Sala Isma del Senato, con la partecipazione dei principali attori del sistema bancario che si confronteranno con parlamentari e rappresentanti del sistema delle imprese e dei risparmiatori. Parteciperanno, tra gli altri, Alberto Bagnai, presidente Commissione Finanze Senato, i sen. Andrea De Bertoldi e Franco Zaffini, Letizia Giogianni, presidente della Associazione risparmiatori truffati dalle banche, Gianluca Brancadoro, presidente Comitato sorveglianza Carige, August Dell’Erba, presidente FederCasse, Beniamino Quintieri, presidente Sace.
Nel corso del meeting saranno anche presentate due proposte di legge volte a “sanare” la crisi creditizia e sociale determinata dalla grande crisi, sia sul fronte dei NPL che delle case all’asta.
La prima proposta riguarda appunto i crediti deteriorati ceduti a terzi, per i quali si prevede la possibilità per il debitore di riscattare il proprio NPL con modalità concordata e ad un valore definito nella procedura già attivata dalla banca per la cessione del NPL.
La seconda proposta consente ai titolari di prima casa posta all’asta di potersi riappropriare del bene attraverso una procedura concordata con la banca. “Si tratta – ha spiegato Urso – di una soluzione pratica, di buon senso, che risolve un dramma sociale, con il consenso del sistema bancario”. In particolare, il provvedimento intende “favorire la rinegoziazione del contratto di mutuo immobiliare per acquisto di prima casa in corso di procedura esecutiva immobiliare per il recupero di un proprio credito ipotecario di primo grado qualora oggetto dell’esecuzione sia la prima casa di abitazione del debitore”.

 
 

 

 

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bagnai, brancadoro, de bertoldi, dell'erba, giorgianni, quintieri, Urso, zaffini

La Lega espone il Programma per il Sud
alla Camera, in un evento del Centro Studi Machiavelli

Il Sud Italia plaude alla Lega ed al Mov. 5-Stelle

Martedì 3 aprile, nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati un convegno eccezionale organizzato dall’Istituto Machiavelli ha illustrato ad un numeroso uditorio un tema ad altissimo interesse: il futuro della Lega nel Sud Italia.

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bussetti, buttafuoco, camera, castiello, citati, furgiuele, italia, machiavelli, miglio, Salvini

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L’Europa vista come un mosaico:
Progetto su Progetto

ANALISI ed INTERPRETAZIONI
proposte da VISION GLOBAL TRENDS

Martedì 26 marzo a Palazzo Theodoli Bianchelli di Roma ha avuto luogo il Seminario ‘Costruire Europa’ promosso da Vision Global Trends & Co., a cura di Filippo Romeo. E’ stato un lungo excursus, corredato da slide, sui mali dell’Europa che il Relatore  Francesco Boccia, della Commissione Bilancio, ha aperto con un panorama di programmi riguardanti l’impiego, l’inquinamento, la cultura e la finanza. Non è mancato l’opportuno cenno sui migranti e sulla questione Tav che il Responsabile del Settore Studi Trasporti, Giovanni Saccà, ha ricordato come essenziale per lo snellimento dei trasporti commerciale e la diminuzione dell’inquinamento. Giovanna Zappa ha esposto slide sul progetto Metrofood, essendo l’Italia all’avanguardia nel settore alimentare per indirizzare le relative ricerche con ampio impiego di dati.

Roberto Battiston, Professore all’Università di Trento, ha sottolineato l’importanza dell’attività spaziale, pur se con qualche perplessità da parte di alcuni fra gli astanti, collegati ai problemi economici e di sicurezza. Lo steso Battiston e Tiberio Graziani,  hanno fatto riferimento anche agli USA e della loro maggior attenzione per la tecnologia e per i costi delle produzioni militari. La riunione è proseguita con interventi di Lisa Calamanno sulla coesione sociale da molti ritenuta come la chiave di volta dell’Unione Europea.

Il tema centrale è stato affrontato da Vera Negri Zamagni, dell’Università di Bologna, autrice di un’esposizione chiara e sintetica sulla creazione di un codice di condotta per combattere i paradisi fiscali e per armonizzare la “bilancia vita-lavoro”, soprattutto per le donne, a ripartire il Welfare per evitare povertà. La Docente ha esaminato inoltre tutti i porti del “Paese Europa”, consigliando di rivedere il Frontex ed augurando l’avvento di un prossimo futuro, ove lo Stato non sia solamente un’ente assistenziale.

L’Europa è stata esaminata sotto ogni aspetto ed in  tutti i lati, con asserzioni e proposte che spesso sono similmente riscontrabili nei vari gruppi politici e sociali. E’ sempre così, soprattutto in prossimità di elezioni, ed è giusto, ma anche più auspicabile è l’augurio che tutte queste lucide disamine e gagliarde intenzioni non restino, come già purtroppo è accaduto in passato, solo tali.

Ma non fermarsi è doveroso: si prenda dal passato tutto il buono che può esserci e si costruisca un’Europa futura non sui discorsi e le imprese economico-finanziarie ma, veramente ed urgentemente, sui popoli.

Marilù Giannone

 

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L’Ordine della Concordia presso il Ra.Lo.Ce. Roma
… a breve Istituzione di Nuove Rettorie

Sabato 16 marzo presso il Circolo del Ra.Lo.Ce. dello Stato Maggiore dell’Esercito, in Roma a via della Lungara, l’antico e nobile Ordine della Concordia ha riunito i propri componenti con amici ed ospiti accanto al Gran Maestro, Principe Mario Augusto Petricca Giordani. Con l’occasione si è proceduto alla nomina di Pari, tra i quali l’ Avv. Andrea Pistilli, il Dr. Antonio Luigi Liuzzi, il Dr. Antonio de Felicis e alla nomina a Terziario del Precettore Manlio Mochi della Rettoria di Santa Maria del Tempio della Concordia.

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