sabato, 16 Febbraio 2019
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Autore: Marilù Giannone

Fiera Libraria a Roma – PiùLibriPiùLiberi

Visti qua e là

La 17a Fiera della Piccola e Media Editoria, a Roma, chiusasi il giorno 9 dicembre, ha trovato come sempre grande successo. Un afflusso eccezionale di visitatori, dovuti anche all’istallazione della mostra nella Nuvola di Fuksas, in bilico sulla ragione per la quale è vista da turisti ed interessati oppure per l’esistenza della Fiera stessa, ha percorso in lungo e largo la vasta area di esposizione, dal soffitto nero e percorso da fili e filami tecnici.

L’organizzazione dell’evento non è stata della migliore, dalle file interminabili all’ingresso, che hanno scoraggiato non si sa quanti soggetti, ad alcune carenze in opposizione all’esito del vero e proprio commercio offerto. Ad esempio, cellulari e POS non hanno funzionato, impedendo le comunicazioni al di fuori dallo spazio, con interessati, distributori e clientela, ed anche i relativi pagamenti anche cospicui di libri acquistati presso questo o quello stand.

In nessun luogo fieristico e di scambio imprenditoriale e/o commerciale si è impedita qualsiasi transazione, per motivi che sfuggono a tutti e non mancano di far commentare negativamente, dal ” … non è il mio sindaco! ” al ” ecco come ci hanno ridotto con i loro servitori!” . Questo anno per fortuna le toilettes erano provviste di carta, e gli spifferi degli aeratori erano meno vistosi, così si sono risparmiati i salaci appunti dell’anno scorso. E’ stato invece stigmatizzato l’esoso prezzo delle ristorazioni e dei bar, così come il costo dell’ingresso, che è stato platealmente riconosciuto come sostegno della visita o della manutenzione della Nuvola, dalle rifiniture in oro zecchino e dal controvalore al tiepido apprezzamento di circa, dicono, cinquecento milioni di euro. Evviva l’autore, che, nella lingua goetica, potrebbe esitare in Fuchs, Volpe.

Facce vecchie e nuove sono state oggetto di meraviglia e di improvvisato corteo, o di codazzo in stile classico, contornando cioè la celebrità come si fosse clientes verso il patronus. Valdo Spini, ad esempio, che marcava e rimarcava il suo nome, o il correttissimo Edoardo Bennato, o la bella pantera matura Maria Rosaria Omaggio, reduce da una sofferta e viva interpretazione di Oriana Fallaci, e poi l’austero simpaticone Pietrangelo Buttafuoco, e Gianrico Carofiglio, Licia Troisi . Si sono inoltre alternati, con un’idea piacevolissima, stands per bambini e severi tavoli ricoperti di ostica scienza come quella della fisica, addolcita dalla presenza di astri e comete d’ogni tipo, dovuta all’Editore Dedalo, contornata da classici in rilegatura impeccabile come l’Editore Carocci.

Se ogni visitatore interessato ai libri soltanto, lasciata dov’era la Nuvola, che sembra interpretare un mero desiderio di farla finita qui e di scappar su Marte, avesse potuto contemporaneamente prendere anche per consultazione tutti i testi sui quali puntava gli occhi ed agitava il naso, avrebbe avuto bisogno di otto mani almeno, fra romanzi di scrittori neofiti, testi di economia come da Aracne editrice, esoterismo puro come presso gli editori Tipheret, Aseq, Odoya, testi ed illustrati di vario genere o di arte e storia circoscritti a regioni italiane, come Effigi e le Regioni Piemonte e Veneto. Un’esposizione che somigliava ad una console di pasticceria, come Mediterranee, dalla scienza antica all’esperimento olistico, dal sacro di iniziazioni e gradi di conoscenza alle discipline orientali. Non c’era dove non ci si potesse sorprendere ed appetire: forse si può ingrassare di libri.

Qua e là qualcosa di tessile, come Harry Potter ed il suo College, il grande Giordano Bruno a sovrintendere libri di sperimentazione presso Tempesta Editore, bambini buttati come cenciosi prepotenti sui dolcini di Pagine editore, specialista di testi politici dal Novecento, l’oscura camicia dei libri eccezionali di Sellerio, con Montalbano, Schiavone o Commissari altri a farla da padroni. A nominare tutti non si può, ci si deve limitare, riservandosi di focalizzare altri in un momento dedicato, o lasciandoli nelle loro orchestrazioni di prosecchini o di firme speciali o di indovina-indovinelli.

Si ha solo timore di trascurarne alcuni, quelli più affollati o quelli meno dediti a lasciarsi consultare o a favorire dialoghi, come Liberilibri o ancora le editrici dove il difficile Anarchismo è purtuttavia spiegato chiaramente, cosa da uomini d’élite, o i maestosi giacobini che si gabellano per reali. La memoria, usciti dalla Nuvola dell’EUR, fa affiorare nuovi posti e nuovi nomi come ninfee in uno stagno, c’è bisogno di un caffé, una comoda poltrona, e sospirando si apre il sacco più grosso di quello di Babbo Natale, per perdersi negli acquisti librari.

 

Marilù Giannone

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PiùLibriPiùLiberi – Un poliedro

Una Fiera libraria come manifesto e come umana comunicazione

E’ appena finita a Roma , il 9 dicembre, la Fiera della Piccola e Media Editoria nella Nuvola di Fuksas, un appuntamento regolarmente rispettato da diciassette anni, e con immenso successo. Svariati argomenti, svariati gusti e ricerche assolutamente svolti e soddisfatti, con qualche interrogativo, però, che sorge all’osservarla nel suo complesso.

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“Orizzonti perduti” – opere pittoriche
alla Galleria Medina in Roma

UNA RASSEGNA di NUOVI ARTISTI  alla “Medina”

per raffigurare  “ORIZZONTI PERDUTI”

Così dice, con un velo di malinconica certezza, Franco Battiato, in una delle sue splendide canzoni, divenuta qui, in una luminosa galleria di via Merulana in Roma, leit-motiv per una collettiva di pittura fortemente interessante e piena di spunti che anticipano o forse, determinano già ciò che sarà la tendenza dell’arte.

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Le Confraternite e le Corporazioni

Uno sguardo d’insieme sulla storia

Corporazioni nei tempi recenti ha un suono quasi ostile, il ricordo di un assetto della società italiana stabilito da Bottai, nel Ventennio, ed è un grande errore ritenere sia lo studioso sia la sua iniziativa come deplorevoli, anzi !  Nessuno, perso nel buio di una cultura marginale e superficiale, ha notato che l’uomo da sempre si è associato ad altri e da sempre ha cercato di darsi un regolamento affinchè un’organizzazione da lui tracciata avesse buon fine. Che qualche aspetto di una corporazione avesse un carattere incompreso o politicamente inquadrato, questo lo si deve semplicemente al fatto che si è posto un adeguamento con la società del tempo.

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Cari Fratelli Italiani

Cari Fratelli Italiani, attaccati da bombardamenti di TV e giornali di stile globalistico, cari lavoratori, madri, padri, figli, tenete alta e salda la memoria.

Ad alta voce, qui si dice e si rammenta quante volte, da Berlusconi in poi, è stato usato politicamente lo Spread dall’Europa per conto della cara sorella latina e germanica con gli affini, con le sole paure di essere oscurati dal genio italico e di tornare alla torbida sclerosi culturale ed economico-legale della fine dell’Impero Romano.

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Un medico oltre il fronte: Dino Giannotti

Documenti: pubblicato inedito della Grande Guerra
con l’introduzione di Franco Cardini

Il libro, inedito ed insolito, fa parte di una collana dedicata alla Grande Guerra, della quale ricorre il Centenario

Firenze – A distanza di un secolo la storia della Grande Guerra presenta ancora capitoli poco conosciuti. Come quello dei medici militari italiani prigionieri che, dopo la sconfitta di Caporetto, prestarono servizio nei territori invasi dagli austriaci. Tra poche fonti disponibili emerge il diario di Dino Giannotti, oggi trascritto e dotato di un apparato critico da Ubaldo Morozzi e pubblicato da Sarnus col titolo Un medico oltre il fronte (pp. 288, euro 19). Corredato da immagini d’epoca esclusive e introdotto dallo storico Franco Cardini.

L’autore del diario, nato a Montepulciano nel 1889, fu catturato dagli austriaci il 26 ottobre 1917, durante i fatti di Caporetto. Dopo essere stato rinchiuso nel campo di concentramento di Sigmundsherberg, fu inviato ad esercitare la sua professione nel territorio italiano occupato, prima a San Daniele e poi a Pordenone, come membro effettivo dell’ospedale locale. Restò prigioniero fino al 1° novembre 1918, quando la città venne liberata dall’esercito italiano in avanzata dopo la battaglia di Vittorio Veneto. Il suo diario offre uno sguardo inedito sulla Grande Guerra, quello di un medico italiano che opera dietro le linee nemiche, a contatto con i militari austriaci e con la popolazione civile. Giannotti, nella sua doppia figura di medico e militare, è da una parte testimone delle terribili condizioni di vita dei prigionieri italiani nei lager e della popolazione nei territori invasi, mentre dall’altra osserva con attenzione le manovre del nemico, raccontando alcune delle pagine più significative del conflitto come la battaglia del Solstizio e quella di Vittorio Veneto. Molte sono le riflessioni di carattere medico e militare, ma anche sociale e politico, così come i riferimenti alla cultura del tempo. “Quella di Giannotti”, spiega Ubaldo Morozzi, ricercatore presso la Swansea University nel Regno Unito, “non è soltanto una cronaca giornaliera di avvenimenti stilata per esigenza personale, ma un documento ricco e variegato che ci permette di ricostruire un quadro straordinariamente fedele del contesto culturale delle classi abbienti dei primi anni del Novecento”.

 Gherardo Del Lungo

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Fate presto, Dante ci porta il Natale!

 

Cartoline da Dante: torna la Divina Commedia illustrata da Razzolini

 

Firenze, 15 novembre 2018 – I versi immortali di Dante Alighieri incontrano l’opera di uno dei più fini miniatori italiani dell’Ottocento: torna in libreria la Divina Commedia illustrata da Attilio Razzolini, un volume (pp. 432, euro 24) realizzato dall’editrice Sarnus a dieci anni di distanza dalla prima edizione, uscita sotto il marchio Polistampa e ormai introvabile.
Per Razzolini l’illustrazione della Commedia fu il primo lavoro in assoluto. Miniato su cartapecora e realizzato nei modi e nella maniera del Quattrocento, il testo è conservato presso la Rylands Library di Manchester nel Regno Unito. Nel 1902, per i tipi della ditta Alfieri & Lacroix di Milano, furono riprodotte le cento cartoline e i tre frontespizi dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso. Ai fratelli Andrea e Fabrizio Petrioli, proprietari dell’intera serie – assieme ad una sterminata collezione di fotografie e documenti d’epoca – si deve la nascita dell’edizione del 2008, dove le illustrazioni di Razzolini vengono affiancate alla trascrizione dell’opera dantesca in italiano volgare curata dall’italianista Giorgio Petrocchi (1921-1989). Ciascuna cartolina illustra un canto e ne offre una raffinata trascrizione in caratteri gotici, ulteriormente impreziosita da capilettera fregiati in rosso, blu e oro con ornati vari. Completano l’opera tre tavole per i frontespizi delle cantiche. “I motivi ornamentali”, scrivono i fratelli Petrioli, “ci fanno tornare in mente le preziose miniature medievali e i monumentali incunaboli. Il volume riunisce quindi in sé il pregio di un’importante monografia d’arte e l’indiscussa importanza di un classico della letteratura mondiale”.

 

IL testo, dell’Editor Gherardo del Lungo, sottolinea quanto possa essere preziosa quest’opera, come regalo a studiosi, appassionati, gentiluomini e dame, persone che sanno veramente apprezzare cosa sia la bellezza della gente italiana

                                          Marilù Giannone

 

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Il Salotto Romano per la Grande Guerra

Giovedì 8 novembre presso il Chiostro di Santa Maria sopra Minerva Roma Tiberina ha ospitato un convegno sulla fine della Grande Guerra focalizzando sulla Vittoria ed i suoi autori: strateghi e soldati, tutti veri italiani, eroi con poca pubblicità.

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Museo Etrusco a Formello

Un giorno pieno di sole

Sabato 10 novembre si è concluso un corso di didattica museale basato sull’arte e la storia antica, precisamente sugli Etruschi, dal titolo: Nuovi Percorsi Attraverso la Civiltà Etrusca.

E’ ormai indiscutibile che Roma ha il museo etrusco più importante del mondo, di poco più ricco di quello di Firenze, ma, fino a poco tempo fa, era poco frequentato, poichè si riteneva, alla moda dell’Ottocento, che solamente i Greci fossero i veri e propri geni del Mediterraneo e del resto della terra, relegando gli Etruschi a poveri scimmiotti imitatori, dove invece sono, come gli Italiani, eccelsi per l’arte, la tecnica, l’ingegneria civile ed idraulica, la legge ed altro ancora. Grazie all‘Archeoclub di  Formello ed al Museo di Villa Giulia, di Santa Severa ed infine al Museo dell’Agro Veientano di Formello, in accordo con l’Università la Sapienza, si è notato che lo studio di questo antico popolo e la conoscenza che si offre di esso hanno fatto un vero balzo in avanti. Come sempre si ha nel cuore la giovanissima generazione che va distolta dalle insulse minuterie dei games ed app informatici, per per volerle bene raffinando la sua intelligenza con la storia e l’arte a tutto campo e lo scibile proprio della popolazione d’Italia.

Con questo encomiabile scopo, collegato alla buona volontà di riprendere il livello culturale all’avanguardia dell’Italia, si è organizzato un corso di Didattica Museale sostenuto da Archeologi, Sovrintendenti, Professori, dello spessore di Daniela Muscianese, Daniele Maras, Marco Peri, Rossella Zaccagnini, ed infine Fabiano Petricone, organizzato dall’Archeoclub di Formello gestito da Carla Canali. Quattro giorni che hanno preparato insegnanti, educatori e operatori museali a saper comunicare con scolari e persone esperte, con distratti ed appassionati, a gestire domande curiose o imprevisti, ad avvicinare l’oggetto al fruitore. Per la collaborazione di questo proposito è da ringraziare Marco Mannino, instancabile nel facilitare la comprensione dell’immenso patrimonio citato dai conduttori dell’evento.

La disponibilità sorridente di Daniela Muscianese, la larghissima facoltà di diffusione di Daniele Maras, la tecnica precisa di Rossella Zaccagnini ed infine la presa diretta di Fabiano Petricone hanno reso quattro giorni di impegno in un lungo excursus di informazioni meravigliose. Ma non si deve sottacere l’opera degli studiosi che hanno contribuito a rendere le zone di studio dei veri e propri gioielli d’arte e di conoscenza: Flavio Enei, dirigente del Museo di Santa Severa, che permette una full immersion nel mondo marinaro e cultuale etrusco, sul territorio da moltissimo tempo e con ottimi esiti, e la dirigente del Museo dell’Agro Veientano, Iefke van Campen, ricchissima di inusitate iniziative creatrici che lasciano stupito chi visita il luogo e se ne appassiona.

Se a Santa Severa si è ricostruito, un esempio fra tutti, lo spazio interno di un naviglio antico, con tutti i suoi arredi necessari, tale da portare il visitatore fuori dal tempo e nel fatto diretto di un’operazione di marineria, a Formello si è assorbita la cultura etrusca anche con una riproduzione recitata e luminosa della realtà veiente verso la conquista operata da Roma: Livio ha scritto, Iefke van Campen ha eseguito, ma in modo assolutamente bello ed efficace: nessun adulto, e, soprattutto, nessun bambino perderà una sola parola ed un solo pezzo d’arte esposto.

Ci si aspetta che si dia seguito a questo nuovo corso museale e si prende nota che probabilmente è iniziata un’era nuova per i genitori, i discenti, ed i docenti dello Stato, un percorso dall’ antico che nel moderno darà frutti belli e dolci, comincia un Ministero per l’Educazione, l’Università e la Ricerca degno di questo nome: ecco, bisogna pensare al sacerdote di Veltumna che, pieno di aspettativa, batte un nuovo chiodo nel tempio.

Marilù Giannone

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Incontro con Sri Sri Ravi Shankar

Contro la violenza, un volo dentro di noi

Mercoledì 31 ottobre, presso l’Hotel Minerva, l’ambasciatore della pace e dell’accordo Sri Sri Ravi Shankar ha accettato un’intervista per far conoscere le basi del suo metodo, fondato sull’amore reciproco che si trasmette tramite la disciplina della non violenza e sulla meditazione fautrice della comprensione per se stessi e l’altro.

Sri Sri Ravi Shankar è riuscito, tramite questo difficile e delicato credo, l’Art of Living, a spegnere il fuoco di guerre e guerriglie che caratterizzavano il F.A.R.C. dopo 52 anni, e con il tristissimo numero di 250.000 morti; è riuscito allo stesso modo a creare equilibri fra numerose nazioni che ne erano lontane, e la sua disciplina ben presto ha raggiunto una diffusione mondiale, di 160 Paesi e milioni di seguaci, su base volontaria. Il 30 ottobre ha avuto un colloquio con la Presidente della Commissione Affari Esteri, Marta Grande, ed è atteso a giorni a Milano per la Unveiling Infinity. Il suo sistema ha un programma di benessere interiore, che toglie lo stress agli individui, e la sua arma è l’azione spirituale.

La domanda iniziale dell’intervista è se il metodo del Maestro sia una religione, cosa che nega, rispondendo che si fa fondamento sulla spiritualità, che tutte le religioni sono fondate sullo spirito, e comunicandomi che nell’Assam, a Bangalore, il grande tempio ha su ogni colonna l’emblema di ogni religione. (Come il Pantheon, si pensa) E’ spontaneo guardarlo, un uomo giovane, con grandi occhi, il sorriso incantevole. Continua, rispondendo alla seconda domanda su Dio, che è Principio che tutto fa giungere ed al quale tutto ritorna, lasciando riferirsi così alle antiche religioni europee, quella etrusca ad esempio, a Vertums (vertere) ovvero l’eterno passaggio vita-morte-ritorno. A questa frase si dichiara ammiratore di Roma antica e della sua civiltà, e prosegue, dicendo che ognuno può diventare un Maestro, un Gu-ru ( togli- oscurità) vivendo e meditando, fondandosi sulla nota di spiritualità che è in ognuno: quando si insegna, gli altri ascoltano, e da ascoltatori o studenti essi possono a loro volta divenire Maestri, con l’esempio, con la vita, e non dai libri, la saggezza è meditazione da questi due.

Una domanda che tutti si fanno, quando pensano alla potenza della saggezza che spinge non più ai conflitti, ma alla pace, è come agire di fronte ad un attacco violento e non atteso, e sorridendo, Sri Sri dice che sebbene il violento abbia un dolore, quando attacca inatteso o ci vuole il medico o la Polizia: soprattutto bisogna difendersi. Non è come i pacifisti pensano, e questo fa piacere perchè la pace non è sottomissione indegna, avendo ogni uomo un confine personale che va protetto.

Per conoscere del tutto il pensiero di Sri Sri Ravi Shakar ci vuole tempo, le domande affollano la mente infinite, e tutte insieme. Quando si chiede come considera il suo programma spirituale le donne, dice tranquillo che le donne stanno un gradino più su dell’uomo. E’ strabiliante, e si vuole sapere di più. Dice: la vita ha quattro fulcri: la madre, il padre, il guru e l’ospite. Meraviglioso. Non si riesce quasi a pensare alla religione indu’, o alle varie religioni che vedono e trattano la donna in modo indegno. Il ritorno alle antiche fedi è inevitabile, ma di quelle dell’Antica Europa: la prima Creazione si riaffaccia alla mente decisa.

A proposito di violenza, il Saggio racconta che ha lungamente provato con l’ISIS a dialogare con lui, a cercare un punto di accordo per la pace, ma si è visto recapitare un corpo senza testa, pertanto ha tralasciato il contatto. Infine ha ribadito che la politica è lontana dal suo metodo, perchè distorce la comprensione, fa antagonismo, che, insieme al possesso, rovinano i viventi. Sta provando un incontro, piuttosto, anche con Israele, ma è ancora non definito, in quanto la religione ebraica impregna la loro politica da secoli .

Una calma inusitata, una gioia leggera segna il commiato di questa intervista, con l’augurio che raggiunga lo scopo che si è prefisso e con la voglia di collaborare con lui.

Marilù Giannone

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La Grande Guerra e le Donne

Un male che caccia via un altro male.

Si è detto presto: riguarda la condizione sociale delle donne, questo sostenere che il male già affliggesse le loro esistenze.

Infatti, se si legge qualche tomo pieno di prosopopea o qualche stringato reportage giornalistico o brano di qualche saggio di emeriti studiosi come Freud, Evola, Marx, Weininger e così via, la donna era stata creata solo per sfornare pargoli, cucire calzini e stare zitta, in un angolo di focolare, in assenza dei mariti comandata dai suoceri o dal maschio di casa, come avveniva in Cina, com’è nei paesi più culturalmente trogloditi. Quando la guerra tolse loro mariti e figli, padri e parenti, le donne tirarono su le maniche ed asciugarono le lacrime, stravolte dal cambiamento che avrebbero non già gestito, ma subito ancora: si trattava non di mutare attività, quella loro richiesta di sostituire gli uomini in fabbrica o nei campi o negli uffici, ma di accettare il lavoro degli uomini in aggiunta al loro. Alcune si angosciarono, altre si schiantarono dalla fatica, ma, al tempo della Grande Guerra, quella del 1915, le donne e gli uomini avevano un’unica, amata parità: la Patria, che adoravano entrambi, così come morirono entrambi nel servirla .

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Quattro Percorsi attraverso la Civiltà Etrusca

Un’iniziativa encomiabile dell’ Archeoclub di Formello in collaborazione con il Museo Villa Giulia

Quasi in gara di corsa per iscriversi, Villa Giulia ha accettato diversi insegnanti e mediatori culturali per un corso di perfezionamento sull’Archeologia, dal titolo: Nuovi Percorsi attraverso la Civiltà Etrusca. Quattro sabati “full immersion” con i progenitori della presente Italia, affidati alle esperienze di archeologi ed esperti in didattica noti e felicemente disposti ad offrire del loro meglio. L’iniziativa trova il merito di Archeoclub Formello che l’ ha richiesta e preparata.

Il primo giorno, sabato 13, è stato una lunga corsa avvincente sui caratteri salienti dei “nonni”, visto che gli italici padri sono i Romani, e poi vari suggerimenti di percorsi diversi per farli capire ed apprezzare a visitatori e scolaresche: questa parte svolta dall’Archeologo Daniele Maras è  stata la più impegnativa, ma lo studioso è riuscito a rinnovare un panorama completo su questa civiltà millenaria che ci ha costruiti . Un ottima collaborazione per questa esperienza è stata fornita da Daniela Muscianese, che guida anche il gruppo per illustrare Veio, il giorno 10 novembre. L’archeologa non ha fatto mancare nulla al completamento della “passeggiata” sulla grande civiltà dal punto di vista artistico, fermandosi opportunamente su ciò che era più importante.

Il sabato successivo si è fatta luce soprattutto sulla didattica, consigliando di immedesimarsi, per una spiegazione esaustiva, ai vari generi e stati sociali dei visitatori in modo da coinvolgerli. Un discorso che si è puntato soprattutto su scolari e studenti, per i quali Marco Peri, educatore museale, è da anni felicemente applicato. Lo studioso ha suggerito di incanalare l’attenzione dei giovanissimi lasciando loro libertà di movimento dipendente dalla situazione e dall’oggetto che si intende illustrare, in modo da creare un’interazione fra osservato ed osservante. Sabato 27 è stata Pyrgi il teatro dell’azione conoscitiva, guidata dall’archeologa Rossella Zaccagnini, ed estesa alla visita completa dell’apparato museale che, anche per il luogo naturalmente splendido, è stata particolarmente apprezzata. L’archeologa ha fatto notare soprattutto i pannelli ceramici dipinti, sorta di antenati dei quadri, dell’arte etrusca che, com’è giusto, non finisce mai di incantare, anche fra luoghi comuni e cedimenti verso prese di posizione critica ormai stantie e clericali, mentre la giovane accademica Magda Vuolo ha avuto il compito arduo, ma chiaramente condotto, di far apprezzare il Museo anche per il Medioevo, non tralasciando la storia  quotidiana al Castello fino all’età presente. La stessa ha illustrato le iniziative sorprendenti del Direttore, Flavio Enei per le persone attratte dai tesori d’Italia. A tal proposito, è evidente, in relazione agli oggetti d’arte, come e quanto l’Arma dei Carabinieri, nella persona del Gen. Conforti e dei suoi sia stata magnifica per salvaguardare e recuperare, soprattutto, prodotti artistici rubati o minacciati di alienazione.

Marilù Giannone

 

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Il Patrimonio Culturale Digitale

Il Convegno del CNR per promuovere la Cultura

Mercoledì 24 ottobre al CNR, piazzale Aldo Moro, 7, un convegno organizzato da CNR, ICCU, La Sapienza ed altre entità di ricerca del territorio ha fatto il punto della situazione sull’esito ed i benefici avuti dall’applicazione del digitale nella cultura e nella diffusione delle informazioni e comunicazioni nel campo sia umanistico che scientifico. E’ emerso che la digitalizzazione delle elaborazioni culturali è essenziale soprattutto per la preparazione di sviluppi ulteriori delle conoscenze.

Il Convegno è stato aperto da Vittorio Calaprice, del Patrimonio Librario Antico, il quale ha dato parola al collega Solimine, della Sapienza, in argomento. In particolare lo Studioso ha riferito che la Rete usufruisce del digitale per 30 milioni di volumi in 400 lingue diverse, cosa che favorisce sia il professore che lo studente occupato in ricerche. I corsi che si è potuto offrire per questo allargarsi della consultazione e della conoscenza sono 2700 da ben 2150 Università. I corsi preferiti sono quello di Archeologia e discipline artistiche. Si è poi trattato della valorizzazione del patrimonio, ad opera di Cristina Loglio, consigliere dell’On. Silvia Costa, che è riuscita a forzare la volontà dissuasiva di Juncker per la dichiarazione dell’ “anno europeo” , al fine di mettere in evidenza le diverse radici cultuali europee e comprenderne gli indici comuni. Tale iniziativa, approdata, ha convinto anche la Gran Bretagna e gli euroscettici in genere che, nel momento di crisi che si evidenzia, la cultura è un ottimo sostegno ed una risoluzione importantissima per l’Unione. Tanto è vero che, trascinati dall’idea, i Paesi tutti hanno celebrato l’anno con eventi e si è dichiarato che il Patrimonio Italiano intangibile è quello della musica, arte anche coreutica ed umanistica nel complesso. Elencando progetti particolari si è dichiarato che è imprescindibile curare il riconoscimento, sostenibilità, protezione, allontanamento del rischio (con particolare riferimento all’ISIS che assale i monumenti) della cultura europea.

Gino Roncaglia, dell’Università della Tuscia, ha sottolineato che la cultura è richiesta assolutamente come base nella formazione e soprattutto nel giornalismo. La creatività che la stimola e la completa è stata descritta da Marzia Santone del Mibact, anche se talvolta con qualche concessione in più al linguaggio che non deve essere “burocratese”, ma va rimarcato che ella usa moltissimo parole inglesi anche quando si possono evitare, facendo pensare a tendenza “global” e suggerisce dialoghi con migranti che, a ben vedere, sono improbabili, per eccessiva differenza.

Paola Calicchia , ingegnere, spiega in seguito cosa è la piattaforma web e questo rapisce l’attenzione di tutti, così come è interessante seguire le argomentazioni degli Avvocati Sandra Loreti e Diana Iovanna per il Diritto Digitale.

Un ringraziamento particolare, sentito ed elogiativo va al Comitato, soprattutto a Massimina Cattari del CDE/OPIB – ICCU.

Il Convegno ha chiuso con grandissima soddisfazione per il lavoro eccellente.

Marilù Giannone

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La Matrix Europea ad Horafelix

Il “cartello” per governare il mondo globalistico

 

Un libro edito 5 anni fa e precipitosamente messo da canto, martedì 16 ottobre è stato ripresentato ad Horafelix dall’autore, Francesco Amodeo, giovane ricercatore partenopeo esperto in economia, con tutta la conoscenza di causa che possono possedere oggi i cittadini e pertanto accolto con favore.

Si tratta di uno studio sull’Europa coronata di spine nell’illustrazione, e vittima di chi ? di un “cartello” euroamericano gestito da un paio di istituzioni bancarie, una di esse Bildemberg, e l’altra che fa capo a Rockefeller, probabilmente Soros vi è compreso. Questa associazione non tanto segreta e per nulla proba costringe gli Stati che le si collegano a mantenerla come una grossa piovra, e godendo dell’appoggio di lacchè e scherani oltre Prodi, D’Alema, Monti, Amato, (quello del prelievo forzato il 2002 dai conti correnti italiani a mezzanotte) e molti, veramente molti altri della vecchia politica italiana e dal gallico Moscovici,  da Trichet, e da altri in Germania ed Europa, sparsi e nello stesso tempo coesi fra di loro, pronti ad ogni giro di governo europeo a “girarsi” le poltrone: sempre quelli, sempre gli stessi, come in Italia, dove per esempio si sono raccolti euro su euro dal sangue dei cittadini per sostenere Monte Paschi o qualche altra banca in sofferenza, dove si ha ignorato i terremotati per pagare più o meno i debiti della Grecia, e così via. “Quousque   tandem, cives?” non vi sarà chiaro che l’Italia è entrata in basso nell’euro perchè così hanno voluto, che hanno diviso il Ministero del Tesoro dalla Banca d’Italia per consegnarla a “privati” che fanno il bello ed il cattivo tempo, pagati a dollari e delinquenze, che è un dovere ribellarsi anche se costerà dolori: quale libertà, quale indipendenza, quale giustizia non si ottiene duramente?

Il libro è stato ampiamente spiegato dall’autore per poter permettere una totale comprensione data la lingua tecnica che lo forma, per questo si è fatto uso anche di slides che riportavano fotocopiati articoli di testate per ogni problema citato. La limpida cura con la quale è stato steso, e l’italiano diretto e semplice, con una sottilissima vena di arguzia, lo rendono piacevole al di là della tormentosa documentazione nella quale consiste.

Non può mancare nessuno di leggerlo e farne tesoro: la conoscenza è anche questo, è lotta, è salvaguardia della propria casa.

Marilù Giannone

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Denunciati alla Procura della Repubblica,
a Roma, Moscovici e Oettinger

Oettinger  e  Moscovici, i due bravi Euro-Burocrati della Austerità

Da parte della AGENPARL – Agenzia parlamentare per l’informazione politica ed economica, la più antica agenzia di stampa parlamentare Agenzia, attualmente  diretta da Luigi Camilloni oggi mercoledì 24 ottobre, ci è pervenuta in Redazione la notizia che è stata presentata una denuncia contro i commissari europei Pierre Moscovici e Guenther Oettinger per manipolazione del mercato in relazione alle loro dichiarazioni sulla manovra del Governo italiano. Tale denuncia è stata presentata questa mattina presso la Procura della Repubblica di Roma da due giornalisti Francesco Palese e Lorenzo Lo Basso.

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Mafia e Massoneria: l’improbabile legame

LA LIBRERIA ASEQ (Via dei Sediari, 10 – zona Corso Rinascimento, Roma)

D’INTESA CON IL SERVIZIO BIBLIOTECA DEL GRANDE ORIENTE D’ITALIA ORGANIZZA

Martedì 20 novembre 2018 alle ore 20.00 la presentazione dei volumi

MASSOFOBIA. L’ANTIMAFIA DELL’INQUISIZIONE del GRAN MAESTRO STEFANO BISI (Tipheret)

Il volume racconta la complessa ed articolata vicenda dell’indagine dell’Antimafia sulla Libera Muratoria associata alla mafia, del sequestro degli elenchi e delle iniziative legali a livello europeo.

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Magda Szabò e Deszò Kosztolànyi all’Accademia Ungherese

Il passato recente europeo attraverso l’Ungheria

‘Accademia Ungherese ha offerto, martedì 4 ottobre, la presentazione di un grande classico della letteratura, un testo che è d’obbligo conoscere se si vuole apprezzare ulteriormente la creatività di una grande Nazione.

Anna Edes, di Deszo Kosztolànyi, non è sufficiente definirla un’ opera esistenzialista, perchè è contributo dato da una delle voci migliori per la sofferta visione dello scorso secolo europeo fra le due guerre e, nella riproduzione cinematografica di esso, è l’eccellenza artistica di un regista e scenografo fra i migliori, Zoltàn Fàbri . Notissimo in Ungheria, Anna Edes si diffonde al pubblico romano ed italiano grazie alla traduzione particolare di Mònika Szilàgyi con la quale il romanzo coinvolge già alle prime righe il lettore, preso dallo stile rapido ed a brevi frasi incisive e dalla scelta realistica ed elegante dei termini che scorrono quasi come una linfa entro di lui.

Non si chiede mai abbastanza, alle Case Editrici nazionali, di prendere contatto con altri ottimi traduttori per poter apprezzare com’è giusto il corpus letterario della nazione magiara e non restare deprivati del suo panorama così incantevole, dalla poesia al romanzo o al saggio , grazie anche al metodo che la stessa Mònika ha messo a punto vista la peculiarità della sua lingua.

Come antecedente di Anna Edes, infatti, la Casa Editrice di Mònika Szilàgyi, Anfora, ha ampiamente offerto l’insieme delle opere migliori di Magda Szabò, non giustamente qui conosciute, le quali, pur differenti, come è naturale, da Anna Edes, lasciano però intendere benissimo l’apporto narrativo, stilistico, e realista che la scrittrice detta ha fornito al Kosztolànyi, preparando spesso esiti di fatti con la stessa chiara e dolorosa evidenza. Si consiglia vivamente la lettura di Abigail, di Creuseide, se si vuole prendere in mano la lancia a difesa del femminile senza il grottesco dell’estremismo, di Affresco, se si ha intenzione di conoscere il lato ironico della letteratura ungherese presente in un lungo racconto, ma soprattutto è capolavoro il Per Elisa, incentrato sulla vita dall’infanzia alla giovinezza della stessa Szàbo, fra oscuri limiti religiosi della società ungherese prima del secondo conflitto e con un velo opportuno fatto da un altro nome ed altre momentanee situazioni che non nascondono la scrittrice, anzi la vivificano ancora di più, con l’ottima inserzione della sorella che non è altri che l’alter ego della protagonista.

Affiora nel romanzo la protervia politica, la violenza degli invasori del Trianon, la forte anima magiara che non si abbatte per esse e ne rende visibile l’ignoranza spesso delinquenziale, così come la piccineria o l’incomprensione dei piccoli borghesi rese in mobbing sono scoperte con una sorta di disprezzo. La Szàbo ha una profondità meditativa che non carica lo stile ed è senz’altro maggiore di quella del Kosztolànyi, che preferisce affidarsi all’uso della semplice verità anche se amara . Se è il narrare dei fatti esplicati da considerazioni il fascino, sempre realistico, della Szàbo, spesso arricchiti di accenni del dopo, è l’immediatezza dolorosa del male, portata con una sorta di angustiata espressione ed attraverso brevi frasi, il legame del lettore all’opera di Kosztolànyi .

Ma l’essenziale è il trascorso del 1900 ungherese e, meno continuamente citato, quello europeo, fra la crescita postbellica del marxismo e l’incertezza dolente, rovinosa, degli altri Paesi verso il secondo conflitto al quale, osservando attentamente il contenuto di queste opere incantevoli, si dice che , per la erronea condizione umana e l’incompletezza di una pace rabberciata, esso si è dimostrato inevitabile.

Marilù Giannone

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Roma in Stampa

Riviste di Cultura Romana oggi

Giovedì 18 ottobre presso la Sala del Chiostro di S.Maria sopra Minerva si è svolto un evento particolare, per nutrire una cultura di élite che ha Roma come punto focale: “Roma in Stampa”. Organizzato da editrici specializzate in argomento, Pagine ed Editalia, l’incontro ha avuto un buon numero di pubblico ed argomenti.

Si è evidenziata la presenza di diverse riviste che si occupano di arte, storia, archeologia, vita quotidiana, personaggi illustri della Capitale in Italia ed anche fuori dai confini :Voce Romana, Forma Urbis, Archeoroma, Lazio ieri ed Oggi, ed altre ancora di pari interesse, ognuna con propositi nuovi e consuntivi dei traguardi raggiunti. 

In particolare è stata seguita l’esposizione di Forma Urbis per la pubblicazione differenziata di temi prettamente romani ed altri di storia ed arte extraitaliane, la grande diffusione di Voce Romana, con una veste tipografica tradizionale ed attualissima nel contempo, secondo i canoni del fondatore Giorgio Carpaneto e dell’attuale poliedrico direttore Sandro Bari, coadiuvato da Francesca di Castro, esperta in eccellenze romane più o meno nascoste. A questi due nomi è dovuta l’attuale scoperta del secondo Ponte Milvio che Massenzio costruì per motivi strategici, e la descrizione di tutto ciò che di quel tempo gli stessi hanno trovato lungo le due rive del Tevere al Flaminio.

Si è notato l’aggiornamento di Lazio ieri ed oggi più focalizzato sull’Urbe, e la forza delle più antiche testate informative come Archeoroma ed il 996.

Non poteva mancare la Strenna dei Romanisti che raccoglie ogni anno, con una festa, i contributi di ricerca e di cultura su note ed aspetti insoliti o poco evidenziati della Città Eterna. E’ una ricorrenza a buon diritto attesa e onorata come una primadonna. Commenti sono stati ampi e svariati, alternati a doviziosi assaggi di una meravigliosa porchetta innaffiata da vino di Marino: un’agape rustica e soddisfatta dalla bellezza delle riviste e dall’eccellente atmosfera di amichevole cordialità perfusa ed encomiata dall’ideatore dei Salotti Romani, Frate Angelo di Marco.

Marilù Giannone

 

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