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Autore: Giorgia Iacuele

I bambini italiani sono quelli che leggono meglio nell’Unione europea

In Italia gli alunni della scuola primaria hanno capacità di lettura superiori alla media internazionale, ma con risultati tendenziali in peggioramento. Lo registra l’indagine Iea Pirls (Progress in International Reading Literacy Study) 2021 sulle competenze in lettura degli studenti al quarto anno di scuola primaria (circa 9 anni di età), condotta ogni 5 anni dal 2001.

Bambini, Italia, Lettura, Unione europea

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Gli Stati membri del Consiglio d’Europa si adoperano per obbligare la Russia a rispondere dei crimini di guerra in Ucraina

Durante il Vertice del Consiglio d’Europa a Reykjavik, Islanda, i capi di Stato e di Governo dei 46 Stati membri dell’Organizzazione hanno deciso di istituire un Registro dei danni causati dall’aggressione da parte della Federazione russa come primo passo verso un meccanismo di risarcimento internazionale. I leader hanno convenuto di rafforzare il Consiglio d’Europa e la sua azione in ambito di diritti umani, democrazia e Stato di diritto adottando una dichiarazione sui principi democratici, rinnovando il loro impegno a favore della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e sviluppando strumenti per rispondere alle sfide emergenti in ambito tecnologico e ambientale.

Consiglio d'Europa, Guerra, Russia, Ucraina

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Zelensky alla Corte penale internazionale dell’Aia

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando alla Corte penale internazionale dell’Aia ha dichiarato che solo «la creazione di un tribunale speciale per l’aggressione russa sarebbe in grado di rispondere all’attacco di Mosca. È ingiusto nei confronti delle generazioni future lasciare problemi che non possiamo risolvere ora. È sbagliato che qualcuno abbia paura di dare piena forza alla giustizia. Questa è la guerra che non volevamo, quella che deve essere l’ultima».

Aia, Russia, Ucraina, Zelensky

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Nasce Atlante “We Care”: un sistema per misurare la giustizia sessuale

Il report Atlante “We Care” mostra dati spaventosi. La morte di una donna ogni due minuti lascia sgomenti ma ancor più lo fanno le motivazioni che, nel 2023, appaiono sconvolgenti.

L’Atlante della salute sessuale, riproduttiva, materna, infantile e adolescenziale nel Mondo, presentato dall’organizzazione italiana impegnata da 50 anni a garantire i diritti di donne e bambini in 27 Paesi, compresa l’Italia – serve a valutare se la giustizia sessuale e riproduttiva di donne e bambine venga promossa e garantita nelle Nazioni.

Bambine, Donne, Giustizia sessuale, We care

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Fondazione Einaudi: Convegno a Roma
il 3 Aprile sugli “Accordi di Abramo”

UN SUMMIT A ROMA TRA PAESI ARABI ED ISRAELE

La Fondazione Einaudi è promotrice di un convegno, a Roma, sugli Accordi di Abramo che si terrà lunedì 3 Aprile 2023.
A tre anni di distanza dagli Accordi di Abramo, grazie ai quali abbiamo assistito alla normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Israele e alcuni Paesi Arabi, e all’inizio di una solida cooperazione tra gli stessi, il convegno è volto a discutere sull’importanza di allargare l’orizzonte dell’operatività di tale intesa anche al Continente europeo, per sviluppare nuove relazioni economiche e commerciali tra l’Unione europea e i Paesi degli Accordi.

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Un romanzo alla scoperta delle problematiche in cui delle ragazze possono incorrere

“I vestiti degli altri” di Calla Henkel, edito Guanda, è un romanzo che diventa un giallo mentre ci si addentra nella lettura. L’inizio potrebbe ingannare perché un po’ lento, ma già dopo una ventina di pagine si ha la sensazione che c’è molto di più da scoprire. Il finale lascia a bocca aperta e potrebbe far pensare a un seguito.

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12 anni dallo tsunami che ha colpito il Giappone. A che punto è la centrale nucleare?

L’11 marzo del 2011, dopo un terremoto di magnitudo 9 un violento tsunami si è abbattuto sul Giappone colpendo la centrale nucleare di Fukushima. La successiva dispersione delle radiazioni dalla centrale nucleare hanno provocato la morte di quasi 16.000 persone, e costretto 31.000 ex residenti a non poter più fare ritorno alle loro abitazioni.

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La centrale nucleare di Zaporizhzhia sotto la lente

Gli ultimi bombardamenti in Ucraina da parte dell’offensiva russa ha portato alla morte di 11 persone e altre 22 sono rimaste ferite. Ad essere stata colpita è anche la centrale nucleare di Zaporizhzhia dove le bombe avevano causato l’interruzione della corrente elettrica e questo sta destando preoccupazione da parte dell’Unione europea.

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La sicurezza dei giornalisti in Europa non è abbastanza considerata

La guerra tra Mosca e Kiev sta portando a un continuo deterioramento della libertà dei media in Europa e la conseguenza più evidente è un aumento del numero dei giornalisti detenuti. Infatti, secondo il rapporto annuale 2023 delle organizzazioni partner della Piattaforma del Consiglio d’Europa per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti, nel 2022, da quando la Russia ha iniziato l’invasione contro l’Ucraina, almeno 12 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi e 21 feriti durante l’esercizio della loro professione.

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Continua a salire il bilancio dei decessi del terremoto in Turchia e in Siria

Più di quarantamila vittime è il drammatico bilancio derivante dal fortissimo terremoto che ha scosso la Turchia e la Siria. A dare una mano sono giunti soccorritori da tutto il Mondo e continuano a scavare ininterrottamente giorno e notte sperando di trovare ancora qualcuno in vita sotto le macerie. Nella serata del 12 febbraio è giunta la notizia di una donna di 55 anni estratta dalle macerie ad Hatay dopo 159 ore. Durante la stessa giornata altri salvataggi si sono susseguiti, tra cui un uomo di 35 anni, un neonato di sette mesi e un bambino di sette anni. Tutti loro sono rimasti intrappolati sotto cumoli di macerie per almeno sette giorni. Per il neonato si tratta di un vero e proprio miracolo.

Numeri che stanno facendo di questo sisma il più letale della storia della Turchia, che solo nel 1939 visse una tragedia di proporzioni simili con il terremoto di Erzincan, quando i morti furono 35 mila.

Le operazioni di soccorso purtroppo sono ostacolate anche dalle continue scosse che fanno tremare la terra col rischio di nuovi crolli. L’ultima, di assestamento, con magnitudo 4.6 che ha interessato la zona terremotata della Turchia più colpita, quella nei pressi della devastata città turca di Kahramanmaras. Da non sottovalutare anche il rischio di saccheggi come già segnalati in varie zone che hanno spinto le autorità turche a schierare l’esercito.

L’agenzia turca che si occupa delle emergenze ha dichiarato che più di 32.000 persone appartenenti a organizzazioni turche sono impegnate nelle operazioni di ricerca e salvataggio, insieme a 8.294 soccorritori internazionali. Nella devastata città turca di Kahramanmaras, vicino all’epicentro del terremoto, gli escavatori hanno lavorato tra montagne di macerie contorte. Ma in molte aree le squadre di soccorso hanno dichiarato di non disporre di sensori e di attrezzature di ricerca avanzate finendo a scavare tra le macerie con le pale o solo con le mani.

Dall’Italia si susseguono i team di soccorritori che vanno in Turchia per prestare aiuto. Una delle prime squadre composta da un gruppo di 60 persone di cui 50 Vigili del Fuoco, personale sanitario e 118 è responsabile del salvataggio di due persone. «Lo scenario è terribile, devastazione totale. E purtroppo abbiamo visto tanti bambini senza vita. Torniamo comunque con la soddisfazione di aver potuto prestare soccorso» hanno dichiarato i soccorritori italiani che hanno operato ad Antiochia.

Inoltre, l’Italia ha avuto incarico dall’Onu per coordinare i team usar di Serbia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Hong Kong, Sudafrica, Slovacchia, Grecia, Argentina, Bahrain, con il supporto di Cina, Gran Bretagna, Oman, per i soccorsi ad Antiochia.

La situazione in Siria, invece, è notevolmente più complicata di quella turca soprattutto perché faticano ad arrivare gli aiuti internazionali. Il massimo funzionario per le operazioni umanitarie dell’Onu nel Paese, Martin Griffiths, ha affermato: «Finora abbiamo deluso le persone nel nord-ovest della Siria. Si sentono giustamente abbandonate. Alla ricerca di aiuti internazionali che non sono arrivati. Il mio dovere e il nostro obbligo è correggere questo errore il più velocemente possibile». Ma la realtà è che le zone del terremoto sono controllate dalle fazioni ribelli e non sarà facile far giungere le spedizioni. Un portavoce delle Nazioni Unite ha dichiarato che gli aiuti ai terremotati provenienti dalle Regioni controllate dal Governo siriano e diretti verso il territorio in mano all’opposizione sono stati bloccati dal gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS). Una fonte della brigata a Idlib ha affermato che nessun carico proveniente dalle aree controllate dal Governo sarà consentito.

Un profondo dispiacere giunge anche per la notizia della morte di Proteo: il bellissimo cane da soccorso che ha lavorato due giorni continuamente fra le macerie del terremoto in Turchia. Il pastore tedesco era in forze ai soccorritori del Messico. L’annuncio è stato dato su Twitter da Aminollah Faisal, coordinatore Onu per Unitar (ricerca scientifica). “Secondo le testimonianze ha aiutato a salvare almeno due persone“. Il tweet è accompagnato dalla foto del cane-eroe a terra: “Un’immagine del suo ultimo riposo prima di andare in pace. Pensieri a tutti gli eroi di tutto il Mondo“.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha promesso tolleranza zero verso sciacalli e costruttori negligenti. Dieci persone sono state arrestate per furti e saccheggi nella Regione dell’Hatay e altre due ad Adiyaman. In tutte e dieci le province colpite dal sisma, più di 100 costruttori edili sono stati arrestati con l’accusa di aver violato le leggi in materia di costruzioni introdotte dopo il terremoto del 1999. Al momento, ha fatto sapere il vicepresidente Fuat Oktay, su 131 sospetti identificati sono stati emessi in tutto 113 ordini di detenzione, accusati di aver utilizzato cemento di qualità scadente o aver imbottito i muri di polistirolo in proporzioni ben oltre di quelle necessarie all’isolazione. Mandati d’arresto che riguardano 10 delle province colpite dal sisma.

In tutto, in base a quanto riporta l’agenzia di stampa Anadolu, sono 122.152 i palazzi crollati o pericolanti ispezionati (29 mila sono quelli buttati giù dal terremoto, altri sono stati abbattuti o dichiarati inagibili e in attesa di abbattimento ndr) almeno in 6.400 di questi sono state riscontrate irregolarità palesi.

Il governo ha istituito una unità di investigazione speciale per i crimini legati al terremoto. Costruttori, imprese edili, aziende produttrici di cemento, architetti, ingegneri, geologi e sovrintendenti sono ora nel mirino della giustizia turca. La polizia ha arrestato due persone responsabili della costruzione di diversi edifici crollati ad Adiyaman presso l’aeroporto di Istanbul, mentre tentavano di fuggire in Georgia.

Altri due ingegneri sono finiti in manette a Gaziantep per aver firmato un progetto che, attraverso l’eliminazione di colonne portanti, ha creato nuovi spazi abitativi in un grande palazzo collassato. La procura di Adana ha ordinato la detenzione di 62 persone, tutte coinvolte nella costruzione di edifici crollati. Stessa cosa a Diyarbakir, dove i mandati d’arresto spiccati sono 33. Altre 8 persone arrestate a Urfa e altre 4 a Osmaniye per negligenza nelle costruzioni. Un costruttore è finito in manette con l’accusa di aver costruito un grande complesso residenziale con cemento di pessima qualità ad Antakya. Palazzine nuove dove ci sono stati decine di decessi. L’imprenditore arrestato all’aeroporto di Istanbul mentre cercava di fuggire in Montenegro.

Giorgia Iacuele

“Omicidio a Cap Canaille”

Poliziesco ambientato in Francia è un libro che si legge tutto d’un fiato. In “Omicidio a Cap Canaille” di Christophe Gavat, edito Neri Pozza, ci fa immergere nei paesaggi di Marsiglia che fanno da cornice alle squadre di polizia pronte a indagare.

Marsiglia, oltre a essere la più grande città della Francia meridionale, è il primo porto del Paese, quarto del Mediterraneo a livello europeo. Fondata dai Greci durante l’Antichità, è una delle più antiche città francesi. Dopo Parigi è, considerando il numero di abitanti della sola municipalità, la seconda città della Francia.

L’autore Christophe Gavat riesce con la sua penna a far vivere l’intensità dei momenti che si susseguono nel racconto.

Una delle particolarità di “Omicidio a Cap Canaille” è la struttura composta da brevi capitoli. Proprio questa modalità permette di andare avanti con la lettura senza il problema di dover lasciare i capitoli in sospeso per mancanza di tempo. Quindi riprendere il filo risulta estremamente facile. La scrittura risulta semplice, scorrevole e appassionante, quindi si potrebbe definire un libro che si legge tutto d’un fiato.

Gli argomenti trattati sono di spessore e coinvolgono sentimenti quali l’amore, la passione, il dolore e l’amicizia. Il libro risulta realistico e appassionante e sicuramente ciò scaturisce anche dal fatto che l’autore è esso stesso in polizia. Quindi sicuramente sa bene cosa descrive e come funzionano gli animi all’interno delle squadre che agiscono per scoprire chi ha ucciso chi.

“L’orrore è lì, sotto i suoi occhi. Nonostante trentadue anni alla Brigata criminale, non riesce ad abituarsi. Anche se ogni scena del crimine è diversa, la sua reazione resta uguale. Si lascia sempre sorprendere. La ripugnanza, tanto per cominciare. Per quello che immagina prima ancora di vedere il corpo“.

In “Omicidio a Cape Canaille” sono varie le figure protagoniste, e tutte hanno delle particolarità uniche. La sofferenza per qualcosa che si è perso, la tenacia e la caparbietà nel portare a compimento un’operazione, la pazienza e l’ottimismo di chi sa essere calmo anche nelle situazioni più difficili.

“Quando ogni cosa è morta e nera, solo l’immaginazione dà colore alla vita“.

Nascosto tra le righe l’autore lancia un messaggio di rilievo: andare avanti nonostante le difficoltà a cui la vita ti sottopone con tutti i mezzi che si hanno a disposizione. A volte bastano le semplici domande di un collega o di un amico, per far affiorare sentimenti che si pensava fossero sopiti.

Trama

Marsiglia: una città infiammata dal sole del Mediterraneo e dalla violenza delle gang che si contendono il controllo del traffico di droga. A combatterle un pugno di poliziotti: il comandante Henri Saint–Donat che ha lasciato il prestigioso Quai des Orfèvres, sancta sanctorum della polizia parigina, per combattere il male nella metropoli del sud; la capitano Lucie Clert, figlia di sbirro e sbirro tenace a sua volta; il giovane e baldanzoso tenente Basile Urteguy, che sognava il pianoforte e gira con la pistola e il distintivo.

Dal ritrovamento di un “barbecue“, regolamento di conti tipico della città focese, a un carico di droga fino a una serie di audaci rapine a furgoni blindati, si snoda un’indagine complessa e pericolosa in cui crimini in apparenza non collegati, commessi in varie zone della Francia, sembrano ricondurre tutti a Marsiglia. Agli uomini e alle donne, che dai loro uffici nell’antico palazzo episcopale della città si spingono – ciascuno con le proprie debolezze, con le proprie ferite nel cuore – fino ai quartieri più a rischio, spetta innanzitutto il compito di scoprire chi siano i malviventi che comunicano con messaggi in codice tra cellulari intestati a “Maria Callas” e altre stelle dell’opera. Devono agire in fretta, poiché una grossa operazione è in corso, e qualcuno cerca vendetta.

Omicidio a Cap CanailleIn un luogo di selvaggia bellezza, Cap Canaille, scenario perfetto per storie di amore e di morte. Promontorio della Francia meridionale, situato tra La Ciotat e i Calanchi, vicino Cassis è una roccia calcarea rossastra composta da detritici. Con un’altezza di 399 metri sul livello del mare, è la più alta scogliera francese nonché una delle più elevate dell’Europa continentale. Christophe Gavat, nato nel 1966, è entrato in polizia nel 1989. Parigi, Marsiglia, Grenoble, Guyana: nella sua carriera pluritrentennale è stato decorato al valore, messo sotto inchiesta e reintegrato. Ha avuto a che fare sia con i grandi casi che catturano l’attenzione mediatica, sia con i piccoli casi quotidiani che lasciano il segno. Già autore di tre libri sulla sua vita di poliziotto, con questo suo primo romanzo si è aggiudicato il Quai des Orfèvres, premio deciso da 21 giurati tra poliziotti, avvocati, magistrati e giornalisti.

Giorgia Iacuele

Combattere la criminalità in Africa

La 16th Annual General Meeting and Africa Prosecutors’ Association (APA) intitolata “Rafforzare il coordinamento e la cooperazione per un’efficace azione penale transfrontaliera contro il crimine organizzato transnazionale” dal 29 gennaio al 2 febbraio a Mombasa in Kenya. All’evento hanno partecipato i procuratori capi degli Uffici di Procura (DPP), i procuratori Generali (AG) e le Agenzie Governative provenienti da 43 Paesi africani tutti impegnati nella lotta contro la criminalità organizzata transnazionale. Questo mentre l’attenzione del Mondo è sul Continente nero anche grazie alla presenza di Papa Francesco in Congo e Sud Sudan.

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In un incidente in elicottero morto il primo ministro degli affari interni ucraino

Tra le vittime dell’elicottero dei Servizi di emergenza caduto in Ucraina nella città di Brovary nella Regione di Kiev, tre bambini, il ministro e il vice ministro degli Affari interni. Le persone rimaste ferite sono 29 di cui 10 minori trasportati in ospedale. Secondo le ricostruzioni l’elicottero si sarebbe schiantato su un asilo e successivamente su un edificio residenziale. Le condizioni metereologiche nella zona non erano ottimali, forte nebbia e scarsa visibilità.

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Matteo Messina Denaro arrestato dopo 30 anni di latitanza

Matteo Messina Denaro, il super boss di mafia latitante da 30 anni, è stato arrestato senza opporre resistenza dai carabinieri del Ros fuori dalla clinica privata “La Maddalena” di Palermo, dove si trovava sotto falso nome (Andrea Bonafede è il nome sul documento che aveva presentato nella struttura) per sottoporsi a cure, in quanto malato di tumore. Messina Denaro era stato infatti operato un anno fa e doveva seguire una terapia.

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