domenica, 25 Agosto 2019
Agenzia di informazione e approfondimento su tematiche economiche, professionali, aziendali, culturali e di attualità varie

Autore: Raffaele Panico

“ITALIA CHE PIANGE”
… come Craxi già preveggeva

Urna elettorale tricolore o solo ceneri e vaso funereo?
Questo è il dilemma!

Raffaele Panico

L’“Italia che piange” è una serie di opere artistiche in terracotta decorate da Bettino Craxi negli anni di esilio ad Hammamet fine anni Novanta.
Esilio, oggi parola chiave tornata per un senso di tristezza e purtroppo spesso di rancore che accompagna l’emigrazione per quanti giovani (sono oltre 165 mila molti laureati), altri eccellenti lavoratori, che sono espatriati all’Estero, dal 2011 ad oggi. Senza considerare i tanti nostri buoni pensionati che vanno in zone non pressate dalle bolge italiane della burocrazia, tassazione, inefficienza, lungaggini varie e postille farraginose a leggi e leggine a godersi la meritata pensione, o quanti imprenditori e via dicendo convertiti sulla Via dell’Estero,  perché in patria non possono reggere le sfide.

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elezioni politiche, fuga dall'italia, Fuga dei Cervelli, italia

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Germania occidentale come eri Bella!

Craxi e Kohl davanti al palazzo della Cancelleria della RFT a Bonn nel 1985

Raffaele Panico

Bonn, capitale della Repubblica federale tedesca, 22 febbraio 1985, Craxi presidente del Consiglio della Repubblica italiana è in visita come capo di Stato. Una visita di lavoro ovviamente. Intrattiene con il Cancelliere della Repubblica federale tedesca Helmut Kohl un colloquio sulle questioni relative alla politica europea, in particolare sui preparativi per il summit europeo che si terrà a fine marzo a Bruxelles, che accetterà poi l’adesione della Spagna e del Portogallo alle Comunità ed esprime il suo accordo sui Programmi mediterranei integrati (PMI) proposti dalla Commissione.
Craxi presiedeva allora il Consiglio delle Comunità europee, fu un successo per l’Italia e si era nelle fasi del passaggio dalle Comunità all’Unione europea.

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Craxi, europa, Germania, italia, Kohl, Lira pesante, Unione Europea

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Italiani in Australia, ieri ed oggi,
in una conversazione con Andrea Natale *

Come è cambiata l’emigrazione immagini di vita e storia politica

Raffaele Panico

Sidney anni Sessanta. È l’estate del 1963, nella baia di Sidney la nave “Guglielmo Marconi” è pronta a partire verso la Madre patria, l’Italia. Le riprese effettuate esterno nave, scene di famiglia con bambini che giocano su scivoli e giochi. Il personale navale viaggiante accompagna le famiglie i bambini, le persone; c’è l’ingegnere e il capo elettricisti della “G. Marconi” che li accolgono prima della partenza del viaggio di ritorno in Italia che durerà circa 30 giorni. 
Nel 1964 osserviamo un piccolo aereo bimotore. L’aereo è in volo, il bimotore fa un volo turistico con vista dall’alto di Sidney… la baia di Sidney come era allora, si può avere la visiona di tutta la città. 
Sidney mostra scene felici, la parata con ragazze maggiorette, la banda ragazze in divisa epoca; passaggi di treni, le strade praticabili larghe, e ancora nodi ferroviari, delle riprese da città moderna, sembra proprio una città in movimento come pensata dai Futuristi agli inizi del Novecento.

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Craxi e la presenza italiana in Tunisia – 1998

Garibaldi, la Reggenza di Tunisi, legami storici con l’Italia. parte II

Raffaele Panico

Craxi scrive sui rapporti stretti tra l’Italia e la Tunisia in una pubblicazione che giunge a Roma, nel 1998 alla redazione de l’Avanti, “Garibaldi a Tunisi”, di Bettino Craxi (Tunisi, MED edition 1995) di 34 pagine molto intense e testo bilingue italiano e francese. In copertina si riproduce la targa ricordo della permanenza a Tunisi di Garibaldi sita a Palazzo Gnecco – rue de la Commission. [p1] E li racconta sul luogo i rapporti, le tracce, i segni storici in una video intervista rilasciata a Marco Dolcetta nel 1998. Nel documento a stampa l’anno cruciale è il 1834 “[…] nella Reggenza di Tunisi, vivevano all’incirca 8.000 europei. Un terzo di loro erano italiani. Provenivano dalle più disparate parti d’Italia: dalla Sicilia, dalla Campania, dalla Toscana, dalla Liguria.” I Consoli italiani di Tunisi scrivevano rapporti e riferivano alle capitali degli Stati italiani pre-unitari: «Li bastimenti di bandiera francese, sarda e toscana, sono quelli che più spesso si vedono guarnire questo porto per estrarre delle lane, degli olii, cuoia e altri prodotti; essi introducono invece delle merci e manifattura di tutte specie (citazione in B. Craxi, “Garibaldi a Tunisi pag. 5)». “Ma mentre fiorivano i commerci, nel contempo si andava diffondendo il sospetto che i capitani di mare coprissero e favorissero i rapporti tra gli affiliati alle associazioni segrete che si venivano organizzando in vari centri del Mediterraneo e in particolare anche a Tunisi” (Craxi, “Garibaldi…”, pag. 5/6).

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Craxi racconta: la Folgore, l’ultima battaglia in Africa del Nord, aprile – 8 maggio 1943, dopo El Alamein

La presenza italiana in Tunisia – parte I

 Raffaele Panico

Dalla rocca strategica di Takrouna, Bettino Craxi racconta dal suo esilio in Tunisia pagine di storia antica e recente sulla presenza italiana in Tunisia, in una intervista rilasciata a Marco Dolcetta.
Siamo nel 1998, a Roma si editava un’edizione de L’Avanti! In redazione quotidianamente giungevano fax, i “Fax dall’esilio”, a firma di Edmond Dantes. Ed altri con citazioni de l’Avanti degli anni Dieci del Novecento. Spesso occorreva a me stesso chiamare ad Hammamet – “Presidente dica alla segretaria di inviare di nuovo la pagina capovolta, non si leggono le ultime righe in basso”, la posta elettronica da lì a pochi mesi avrebbe ovviato tale inconveniente. Mio compito, in quanto allora segretario di redazione, esperienza molto formativa, conclusa poi tra 2000 e il 2002 con riconosciute mansioni superiori, dato che era una Cooperativa Editoriale. 
Proprio lo stesso anno il 1998 giunse per posta una pubblicazione su Garibaldi a Tunisi con dedica al segretario e al caporedattore e ad altri, ma non tutti pur avendo “sposato” il mestiere di giornalista avevano e hanno mantenuto inalterata progettualità, aggiornamento ai tempi, integra la stoffa della storia intesa come maestra della vita e tenuta in riservata “Amante”, ovvero un dopolavoro, il lavoro e la ragione – prima ossia il giornalismo – intercalato dalle avventure di passioni e d’amore – per la storia, la grande Storia.

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battaglia di Takrouna, Cimitero soldati inglesi, Cippi ai soldati inglesi e italiani, Craxi, Dolcetta, el alamein, Folgore, francesi, Garibaldi, inglesi, italiani, Montgomery, Tunisia

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“Il Diario del Mondo”
attraverso luoghi e persone straordinarie

Un “PROGETTO” di Marco Dolcetta
  – anni ’70 e ’80 –
prosegue in questi Nuovi Tempi

 Raffaele Panico

Il “Diario del Mondo” è un progetto di Marco Dolcetta, regista cinetelevisivo, scrittore, storico e corrispondente di vari giornali nazionali e stranieri. Le persone i luoghi le istituzioni, la memoria il vissuto insomma, sono queste le cose che occorre ricordare divulgare al di là e al di sopra dei fatti dovuti e notizie relative a gruppi che perseguono  influenze e potere. Attraverso un giornalismo storico di altissimo profilo seppur fatto da pochi si può redigere “Il Diario del Mondo” a più voci dei protagonisti e meglio dalle voci dei vinti dalla storia.
Un po’, per farsi portavoce dei cittadini e, se è questo, per questo dovremmo porci la domanda, chi è il cittadino, nel mondo intero e paese per paese, e che cosa vuole il cittadino e quindi, di conseguenza, come e di cosa farsi portavoce? In questo caso la ricerca del giornalista in “giro per il Mondo” getterebbe le fondamenta forse sui sondaggi? O sulle istanze dei movimenti politici, sindacali, di gruppi di potere finanziario, industriale o corporativi … Tornando al punto, in linee generali un giornalista e uno scrittore di storia che oggi deve fare i conti con la multimedialità se non è la voce del potere, e se non si fa portavoce del cittadino (perché cos’è oggi il cittadino… uno nessuno o intere masse e dove e in quale paese, e dov’è cos’è, solo il fruitore di un bene di consumo?), e se non è neanche il mediatore tra il potere e il cittadino, può forse fare solo il mediatore tra la notizia e il cittadino? Ancora non ci siamo. Resta allora solo una cosa che può fare: vantare di essere il controllore del potere, o dei poteri? No! neanche questo è lo spirito del “Diario del Mondo”!

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cittadini, Democrazia, grande storia, istituzioni, media, persone, regimi totalitarismi, statisti, verità storica, visioni del Mondo

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Il comunismo arriverà in Europa occidentale prima per il popolo sovrano italiano?

Idea d’ Agosto di un “Sovranismo Comunista”
a trazione difesa dell’Ambiente

Raffaele Panico

 Nel XX secolo i regimi comunisti, sovietici in Russia, nelle repubbliche democratiche popolari in Est Europa, Cina, Cuba, Vietnam, Corea del Nord, hanno mostrato alla lunga disfunzioni e corruzione burocratica anche criminale che ha contrassegnato poi, o la decadenza del comunismo nel mondo intero o, dove presente oggi, incertezze e ambiguità, disparità sociali ed economiche, poca trasparenza per non dire libertà in tema di pensiero e la sua espressione, nonostante, tali governi ancora esistono e si autodefiniscono comunisti.  Il punto è che in Occidente c’è una America che sembra sempre più defilarsi con un isolazionismo tipo anni Venti post presidenza Wilson e gli europei della cosiddetta Unione, a doppia capitale Bruxelles-Strasburgo, non vedono prospettive, e solo uno spettro si aggira per l’Europa, che fa tremane la dirigenza politica: il sovranismo. E dove avanza? In Italia. E perché?

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Mario Cerciello Rega …. Ad recordationem et Memoriam

IN RICORDO di MARIO CERCIELLO REGA  
Ottimo Cittadino e servitore dello Stato

 Sui tribunali dell’opinione pubblica e l’ordinaria insicurezza delle città

Raffaele Panico

Mediatore! Un chiaro segno del degrado dei tempi, gli storici della società, degli usi e costumi e dei termini linguistici lo definiscono “scivolamento” del termine, ovvero un cambiamento semantico, una perdita del valore di un significato. Mediatore nei decenni scorsi evocava una mediazione commerciale, finanziaria, anche agricola e industriale in economia e lavoro. Oggi il mediatore è colui che nelle piazze e parchi delle città, sin nei piccoli paesi, funge da tramite tra l’assuntore e il piazzista di sostanze psicotrope. Traffico divenuto ingente quantitativo moltiplicato per provenienza geografica con nuova sostanza, talvolta proveniente da piantagioni a nuove latitudini e longitudini del globo, o da nuovi improvvisati laboratori chimici clandestini di sostanze sintetiche. Libere di viaggiare, come la lama del coltello di 18 centimetri arrivata dagli Stati Uniti sino a Roma.

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degrado, globalismo, legge, Mario Cerciello Rega, media, rdine pubblico, sanità, sicurezza, social, Stato di diritto

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Auguri Commissario Ursula von der Leyen per l’Umanesimo il Rinascimento e Risorgimento dell’Europa

Per un contributo italiano ai molteplici problemi d’identità e particolarità dell’Europa

Raffaele Panico

Ricordiamo, per il futuro di tutti noi, che il nucleo di fondazione dell’Unione europea è avvenuto a Roma nel 1957, nel solco della romanità quindi, con i Paesi dell’ex area carolingia con l’aggiunta del Sud Italia di ascendenza bizantina e normanno-sveva. Ma questo è solo uno dei molteplici punti di vista. Qui è già tutto avviato il dipanarsi del problema Europa, un bel gran da fare, e forse più che “fare gli europei” per analogia con la frase dell’italiano qui di seguito citata ampiamente, occorre dare dei confini netti precisi e distinti su cosa è l’Europa e qual è il suo posto nel Mondo!
E ci ritorneremo in seguito nei prossimi giorni dopo questi auspici alle nuove alte cariche dell’Unione europea.

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globalismo, Massimo D'Azeglio, Rinascimento, risorgimento, roma, Trattato di Roma, Umanesimo, Unione Europea, Ursula von der Leyen

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Il Buono e il Cattivo governo in Italia e in Europa

Dallo Stato politico-sociale al mercato globale i bisogni reali dei popoli e delle persone

 

 

Raffaele Panico

 L’arena nel corso degli anni Novanta del secolo scorso si è allargata. Arena in quanto la tanto magnificata globalizzazione ha fatto riemergere logiche più simili alla decadenza dell’impero romano d’Occidente: tratta di essere umani, salari da poche manciate di euro, insicurezza, il ritorno di malattie infezioni già debellate, massiccia immissione di sostanze stupefacenti. Problemi igienico-sanitari, le scuole fatiscenti… Basta anche vedere i marciapiedi di Roma, i rifiuti sotto il sole d’estate, anche in strade di riferimento turistico e nelle periferie, la prostituzione di ogni genere. Durante il regno d’Italia si citava per la saggezza quotidiana, la pratica della casalinga di Voghera “la pratica rompe la grammatica” si diceva, per sostenere il buon senso e di riflesso il Buon Governo. Troviamo nella storia degli italiani i famosi dipinti medioevali l‘Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo, sono affreschi di Ambrogio Lorenzetti, conservati nel Palazzo Pubblico di Siena, databile tra il 1337-1340.

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Ambrogio Lorenzetti, Buono e Cattivo Governo, europa, Globalizzazione, italia, roma, Stato Etico

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LA PACE PERPETUA E’ ANCORA UTOPIA

UN PENSIERO POLITICO SOSTENIBILE E FUTURIBILE

Raffaele Panico

Un futuro conosciuto in anticipo è un controsenso” scrisse Jacopo Burckhardt. Il problema però si fa esplicito nel corso del Novecento. Il mito delle “magnifiche sorti e progressive” dell’Ottocento conduce a sperimentazioni continue applicate con procedure su scala industriale, e globale, sulla vita di intere popolazioni e generazioni di uomini attraverso gli Stati nazione del tempo. Promesse di maggior benessere e rappresentanza politica, di partecipazione sociale, e si manteneva l’equilibrio del potere con la “pace armata”. È il tempo definito da Karl Polany de “La grande trasformazione” (Einaudi Torino, 1974), temperie che vede un’attenzione per il mantenimento della pace dopo il Congresso di Vienna del 1815 attraverso varie fasi. Sono stati tre i periodi dell’esercizio e del controllo dell’equilibrio del potere. Primo: è con la diplomazia che si localizzano i conflitti in regioni limitrofe e in periodi temporali ristretti, senza devastazioni totali e perdite ingenti. Polany la chiama La pace dei cento anni 1815-1914 perché, nonostante tutto, malgrado tutte le prove di forza militari, il meccanismo generale delle relazioni internazionali funzionava in modo da localizzarle, le guerre, e in generale esse erano brevi, e in un certo modo, umanizzate, nel senso che non colpivano i civili e la fibra, ossia le strutture industriali economiche delle nazioni.

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'800, '900, Burckhardt, guerra, guerra fredda, pace, Polany, Santa Alleanza, XXI secolo

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ALBA KIA l’arte tra tradizione e multimedialità

Una rassegna di importanti successi  

Raffaele Panico  

Alba Kia, vanta un curriculum importante ed ha partecipato a numerose mostre collettive in tutta Italia, una personale e numerosi riconoscimenti tra cui il primo premio al Concorso d’arte contemporanea “ArtExpò” nel 2012. 
Alcune delle sue opere sono state acquisite nell’Archivio del “Fondo Incisori Siciliani” di Palermo, sono presenti in esposizione ed in archivio al Liceo Artistico “Remo Branca” e nell’Archivio Storico Comunale di Iglesias, oltre a far parte di diverse collezioni private. Nel corso degli anni ha collaborato con operatori didattici e numerosi artisti a livello internazionale, galleristi, professori, maestre, grafici, curatori d’arte, autori, registi, emittenti televisive regionali, associazioni no-profit, riviste d’arte, musicisti.

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Alba Kia, arte, cinema, insegnamento, Premi

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“Isola dei Morti” oggi: l’Europa

Hitler il decostruttore annunciato da “Il Dr. Mabuse” film di Fritz Lang 1922 – Germania.
Da Weimar verso il male assoluto del III Reich,
una pellicola annuncia l’avvento del potere perverso

      Raffaele Panico                                                

Ha scritto Arnold Toynbee: “L’informazione minuta non è sufficiente per abilitare chi la possiede a predire risultati con esattezza e sicurezza, giacché essa non è affatto un’informazione completa. C’è una cosa che deve restare quantità ignota per l’astante meglio informato, giacché essa va oltre quanto sanno gli stessi combattenti o giocatori; ed è questo il termine più importante dell’equazione che il preteso calcolatore vorrebbe risolvere. Questa quantità ignota è la reazione degli attori quando verrà la prova. Questi impulsi psicologici, che è essenzialmente impossibile pesare e misurare e quindi valutare in modo scientifico in anticipo, sono le vere forze che in realtà decideranno dall’esito quando l’incontro avrà luogo. È per questo che i più grandi geni militari hanno sempre ammesso un elemento incalcolabile nei loro successi”.

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A. Boecklin, A. Toynbee, arte, cinema, Dr. Mabuse, Europa Italia, Fritz Lang, hitler, Isola dei Morti, Karl Marx, Molotov, Mussolini, O. Spengler, repubblica di Weimar, Ribbentrop

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Europa dei cittadini

Presidenza della  Federazione delle Associazioni
de
gli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati

Lo scorso 12 giugno il Presidente della FederEsuli, Antonio Ballarin, ha scritto una lettera per ringraziare il Primo Ministro della Repubblica di Croazia, Andrej Plenković, per la sensibile apertura al mondo della diaspora dei popoli di Istria, Fiume e Dalmazia, auspicando una nuova fase tra le due sponde dell’Adriatico. ….  E ciò nel quadro dei rapporti tra popoli europei che hanno insieme superato le difficili questioni a lungo trascinate dalle oppressioni ai principi liberali e nazionali dell’Ottocento culminate nel primo conflitto mondiale, e le ideologie del Novecento che hanno segnato ancora e con più tragici esiti e profondamente le generazioni passate attraverso la feroce guerra civile europea combattuta in Spagna, il conflitto generale 1939-45, la divisione in due dell’Europa dalla città di Berlino a Gorizia e i decenni della cosiddetta Guerra fredda.

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europa, Istria Fiume Dalmazia, Padri, popoli europei, roma, Zagabria

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“Russia ed Europa: tensione senza ragione”
… la Lectio Magistralis di Aleksej Puskov

UNA CRISI CHE E’ UNA OPERAZIONE MONTATA AD ARTE  
Prolusione di Aleksej Puskov * al Centro Russo di Scienza e Cultura

Raffaele Panico

La serata presso il Centro Russo di Scienza e Cultura il 3 luglio ha visto la relazione di Aleksej Puskov, senatore della Duma e presidente di una importante commissione della Federazione russa, affermato giornalista da oltre 21 anni, considerato il numero uno, il migliore nel panorama della professione che, anche in Russia, è in divenire e si trasforma con i nuovi media della comunicazione. “Una buona penna” – per evocare il senso profondo del mestiere del giornalista – deve essere diretta ad una dimensione storica, geopolitica, non seguire effetti emotivi e contingenze del momento. Fare analisi e previsioni. Puskov in questo solco è stato ed è prezioso per senso diplomatico, perché vive, ascolta, segue il senso del tempo storico.

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Europa e Italia, russia

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Russia, la Madre-patria e “La ballata di un soldato” un film del 1959

“LA BALLATA DI UN SOLDATO”  per narrare non solo la speranza,
ma d
estini, forza d’animo, amore filiale e per la Patria nel film russo

Raffaele Panico

Roma, domenica 30 giugno 2019, presso l’Auditorium “Casa tra noi” con un pubblico in sala italiano e russo, abbiamo assistito alla proiezione di tre film russi con i sottotitoli in italiano. L’evento è stato organizzato da Luca D’Agostini – Presidente Associazione “Madre Russia”, con patrocini importanti e altre associazioni culturali di altissimo livello artistico.

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cinema, cultura, guerra e pace, la ballata di un soldato, Russia e Italia

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ATLANTROPA

 PROGETTO ATLANTROPA: un Muro alle Colonne d’Ercole – 
Le insostenibili ingerenze tedesche nelle cose d’Italia

 Raffaele Panico

La figura riportata è una didascalia di riferimento a un progetto italo-tedesco concepito negli anni tra il 1937 e il 1940, per la produzione di “energia bianca”, idroelettrica, in immensa quantità ricavata dalla chiusura con diga avveniristica del bacino del Mediterraneo allo Stretto di Gibilterra. Gli studi del progetto prevedevano l’abbassamento del livello marino stimato nei successivi 70-100 anni dalla realizzazione della diga faraonica, abbassato dai 100 ai 200 metri.

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Atlantropa, Braudel, canale di Suez, Colonne d'Ercole, energia, europa, geopolitica, GUF Napoli, italia, IX Maggio, Mediterraneo, roma capitale, Sörgel

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Riservato Segreto “RS-33 Guglielmo Marconi”

 Primato della scienza alternativa
del gruppo riservato segreto italiano RS-33 ‘Guglielmo Marconi’

Raffaele Panico

Le ricerche scientifiche del ristretto riservato e segreto gruppo di studiosi italiani “RS – 33 Gruppo Guglielmo Marconi”, voluto dal regime nel 1933 in sigla RS-33, è avvolto ancora in un velo di leggende.
Era uno dei gruppi di studiosi che focalizzavano le ricerche sulla natura e sugli atomi della materia di tipo implosivo con particolare attenzione alle energie alternative che culminano, oltre che sull’atomica, dalle ‘cronache della guerra’ nel finale più tragico, anche con un programma di aereo discoidale e di orbita geostazionaria spaziale.

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Ahnenerbe, Ighina, Marconi, Mussolini, Romersa, Rs 33, scienza, Teschio di Cristallo XII

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MAFIE E CORRUZIONE

Modelli e fattori sinergici nelle relazioni globalizzate e de-regolarizzate
 …dal “Piccolo Mondo Antico” al “Grande Nuovo Mondo”
Viaggio dalla Sicilia all’America, con andata e ritorno

 Raffaele Panico

Il pensiero politico nelle democrazie maggiori – con economie importanti sugli scenari mondiali negli ultimi decenni, in particolare – a partire dagli anni Sessanta, con l’apparizione di movimenti ideologici tipici della nuova generazione nelle forme di protesta e di culture alternative – intese anche come “altra” e, oppure,  “contro” cultura – hanno eclissato, nella lunga durata i livelli di una buona condotta nell’amministrazione e del buon governo della cosa pubblica.

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cittadini onesti precisi, Corruzione, criminologia, Mafie, Paese di Machiavelli, Paese mafie, Piccolo Mondo antico, Regno d'Italia, Repubblica italiana, sicilia, Stati Uniti

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GUERRA di LIBIA. l’Esercito Italiano visto da Jean Carrère, un amico della “Nuova Italia”

 Jean Carrère fu ferito a Tripoli ,
giunto a Napoli, venne acclamato dalla folla in attesa

Raffaele Panico

Così Jean Carrère scrisse durante il governo Giolitti: “l’esercito italiano, fino alla vigilia della guerra di Libia, era per tutti, forse per gli stessi italiani, sconosciuto”. Brillante penna Carrère, partecipe ad un tempo ad una visione dannunziano della vita ed anche all’attivismo dei futuristi italiani È infatti ancora lui a scrivere: “La guerra è un filtro potente sulle anime, che trasforma ogni vizio in virtù!”.

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Cronista di guerra, guerra e pace, italia, le Civiltà del Mediterraneo, Libia

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