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Autore: Raffaele Panico

Italia in Guerra, 10 Giugno 1940
in un libro del Prof. Piero Melograni

RADIO RADICALE, BEN DIECI ANNI DOPO: 
attualità di un dibattito radiofonico
nel Settantesimo della tragedia del 10 giugno

Raffaele Panico 

In occasione della tragica annunciazione avvenuta giusto 80 anni fa, vogliamo ricordare le parole pronunciate in un dibattito radiofonico “da allora la vita degli italiani non fu più la stessa”. È quanto aveva detto il professor Piero Melograni in una trasmissione nel Settantesimo anniversario della tragica dichiarazione di guerra consegnata agli ambasciatori di Francia e Inghilterra. Così passo dopo passo, il Regno d’Italia si avvolse il cappio al collo e tentava un impossibile equilibrismo per tenersi lo sgabello sotto i piedi. 
Step by step, qui l’inglesismo torna sarcastico per ironia della sorte, come un ritornello dell’epoca “la fine dell’Inghilterra da Giarabub comincerà” (Giarabub oasi felice della Libia italiana), ritornello divenuto un mulinello attorno cui la storia si è avviluppata: ovvero, passo dopo passo, a seguire la vigliacca dichiarazione di guerra alla Grecia, Paese e popolo amico dell’Italia (le ideologie e le convinzioni politiche passano, l’ethos i popoli e le loro culture restano!), la spedizione Amir in Russia, contro una potenza l’URSS sottovalutata dai nazisti tedeschi, ma non dall’Italia che manteneva ottimi rapporti di natura industriale e commerciale confermati anche nel secondo dopoguerra.

Italia in Guerra, Guido Mesiti, Piero Melograni, Pino Pelloni, Radio Radicale, Moamed Ba

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Pedofilia o del Mysterium Iniquitatis

Reato contro l’Umanità
perseguibile ad “Ira Divina” senza condizioni

Raffaele Panico

                                                                             Preambolo e Premessa

Il mistero dell’iniquità è un’idea tremenda anche al solo pensiero. È oscurità totale assoluta senza via d’uscita. Pensiamo solo ad accostare un concetto di questo male assoluto, che diviene esperienza e non solo un’idea malefica, come se da un romanzo di Edgard Allan Poe, durante la lettura in una tetra sera d’inverno sotto il tetto tempestato dalla pioggia battente, apparisse concreto l’abominio descritto nelle pagine di un libro. Esperienza, non solo idea malefica, per intenderci, è un concetto terrificante di fatto, di cronaca in corso o avvenuto che, pur si deve trattare per informare che l’abominio esiste, non è tetra immaginazione.

Madeleine McCann, Pedofilia, Mysterium Iniquitatis

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Giovanni Pastorelli, un eroe italiano dimenticato, nato nel Nizzardo 1859

Giovanni Pastorelli, Colonnello italiano caduto nei pressi di Tripoli durante la “Piccola guerra” 1911

Raffaele Panico

Per Piccola Guerra nell’Italia dei primi anni Venti del XX secolo si intendeva il conflitto italo-turco; oggi pochi ricordano, dopo la tragica ascesa al potere del fascismo e l’ingloriosa nefasta inutile entrata nella seconda guerra mondiale. La gloriosa guerra contro l’impero Ottomano del 1911 conclusa felicemente con la Pace di Losanna del 1912 era appunto la Piccola Guerra. Il Regno d’Italia dopo la Piccola Guerra a breve giro si trovava il 24 maggio del 1915 a schierarsi con La Francia, la Russia e l’Inghilterra nel conflitto già in corso d’opera, di fatto la IV guerra d’Indipendenza, detta Grande guerra.

Giovanni Pastorelli, “colonnello di origine brigasca, all’epoca La Brigue era italiana” era nato a Nizza da una famiglia brigasca, il 29 marzo 1859, poco prima del passaggio di gran parte del Nizzardo alla Francia, a seguito degli accordi di Plombièrers tra Cavour e Napoleone III. Col Trattato di Parigi del 1947 anche Briga e Tenda passarono alla Francia. Pastorelli prese parte alla guerra italo-turca in Libia e cadeva nella battaglia di Ain Zara, a 10 km da Tripolo il 6 dicembre 1911. Si era arruolato nel Regio Esercito italiano e prese il grado di colonnello. Nel suo paese d’origine gli venne dedicato un monumento. Nel 1947 a seguito del Trattato di Parigi il comune passavo alla Francia, con la clausola “optanti”, finiva per essere francesizzato con gli abitanti rimasti del municipio.

Giovanni Pastorelli, colonnello regio esercito, "Piccola guerra del 1911", guerra italo-turca, Ain Zara, Briga

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Operazione “Mago” un patrimonio milionario di imprenditori vicini ‘ndrangheta

Roma, la Guardia di Finanza ha sequestrato un patrimonio milionario 

I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito il sequestro dei beni, per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro, appartenenti a imprenditori contigui al clan di ‘ndrangheta MANCUSO di Limbadi (VV).

Il provvedimento, emesso dalla Sezione Specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale capitolino su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, trae origine dall’approfondimento del curriculum criminale e della posizione patrimoniale di Luigi Ferruccio BEVILACQUA (classe 1948, deceduto nel 2018), arrestato dalle Fiamme Gialle nel 2015, nell’ambito dell’operazione “HYDRA”, per i reati di usura, intestazione fittizia di beni ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, 'Ndrangeta, Fiamme Gialle, Guardia di Finanza Roma

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Colloquio ad ampio raggio con Federico Zanon Vicepresidente ENPAP

ENPAM: INIZIATIVE, OBIETTIVI, PROGRAMMI & STRATEGIE 

a cura di Raffaele Panico 

Prima di riportare l’intervista a Federico Zanon, in sintesi, ecco cos’è l’ENPAP. L’Ente Nazionale Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi è una fondazione di diritto privato che attua tutele previdenziali e assistenziali in favore degli psicologi che esercitano la loro attività come liberi professionisti. L’obbiettivo principale è quello di proteggere e far fruttare i risparmi degli Psicologi per dar loro una pensione futura. Questo punto l’ENPAP lo porta avanti attraverso una gestione del bilancio e degli investimenti molto accurata, che giunge a risultati concreti. Per esempio? Far fronte alle attuali oscillazioni del mercato grazie a una visione di lungo periodo che rendiconta tutto il target del 2020, già a fine febbraio. Praticamente, come se una famiglia avesse guadagnato già a febbraio tutto ciò che le occorre per l’intero anno.

Il “welfare – stato di benessere” nel suo insieme, l’ENPAP lo considera anche come una scelta etica intimamente collegata. Ovvero, l’Ente vuole facilitare la vita privata e professionale degli iscritti, al fine di trovare serenità e maggiore autonomia di scelte libere, affrancate dalle incertezze varie, per dedicarsi interamente alla professione, versare contributi per la pensione e, come ci si prefiggeva solo alcuni anni o pochi lustri fa, ottenere attraverso il lavoro la crescita nei sensi e nei termini della felicità del singolo, della famiglia e della società a cui si appartiene.

ENPAP, scuola, tutela diritti, Zanon Federico, psicologi, formazione, previdenza, previsioni, emergenza covid-19, Vicepresidente ENPAP

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Giuseppe Dosi il poliziotto di altissimo livello e la grande arte dell’investigazione

Parte Prima. L’Ascesa, il declino e la Ri-nascita con il secondo dopoguerra

Raffaele Panico

Dosi Giuseppe classe 1891, esattamente il suo natale a Roma il 28 dicembre, la scomparsa avvenne nella città fondata in onore di Casa Savoia, la cittadina di “Fondazione” Sabaudia in provincia di Latina, il 5 febbraio 1981 alla soglia dell’età di quasi novant’anni.

Del servizio prestato nel corpo della Polizia nel periodo del Regno d’Italia, l’eco di un segno ha sopraffatto anche i destini del regime politico capeggiato da Benito Mussolini. Di quell’eco si trovava traccia persino nel chiacchierare comune nella memoria popolare. Fino, più o meno, agli inizi degli anni Ottanta, surrettiziamente, o impropriamente visti passati diversi decenni da fatti inenarrabili per la coscienza della natura umana. Non sulla cronaca di fatti disumani è lecito aprire il discorrere sulle capacità e talento dell’intelligenza umana di un superpoliziotto, in un’epoca in cui tecniche e strumenti investigativi al paragone odierno diremo erano pre-istorici o persino primitivi.

ICPO-INTERPOL, Benito Mussolini, il caso Girolimoni l'innocente, Dosi Giuseppe, International Criminal Police Commission

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Sette giorni di conoscenza e divulgazione con il nostro cervello

UNA SETTIMANA DI CONOSCENZA DEDICATA AL CERVELLO, 
OVVERO IN COMPAGNIA DI “MISTER BRAIN”

Anche quest’anno l’appuntamento con La Settimana Mondiale del Cervello, ed è il quinto. Sarà un incontro interattivo su piazza virtuale. La “Brain Awareness Week” – la “Settimana del Cervello”, dal 18 al 24 maggio, infatti si svolgerà on line per ovvia emergenza Covid-19. La Settimana è dedicata a conoscere meglio il funzionamento del nostro cervello e divulgare così le nuove scoperte neuroscientifiche. L’iniziativa prevede incontri dedicati con gli esperti, seminari e webinar – seminari telematici, studiati ad hoc. Si potranno sperimentare i benefici della meditazione, conoscere meglio i disturbi dell’apprendimento dei bambini, fare esercizi per mantenere in allenamento i nostri neuroni, tenendo alla larga il decadimento cognitivo, partecipare a webinar divulgativi e tanto altro. L’iniziativa, come detto è giunta alla sua V edizione. Coinvolgerà psicologi, psicoterapeuti e neuroscienziati su tutto il territorio nazionale. Anche quest’anno, l’ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi) è tra i patrocinatori dell’evento.

ENPAP, cervello, settimana di studi sul cervello, seminario, psicologia, neuroscienze

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ENPAP APPROVA IL BILANCIO 2019

Comunicato Stampa, Roma, 11 maggio 2020 

Sempre più adesioni all’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi: oltre 64.000 gli Iscritti attivi (+5,7% rispetto al 2018).
L’utile dell’esercizio 2019 è di 37,7 milioni di euro, il patrimonio immobiliare investito è di 1,6 miliardi di euro (+21,5% dal 2018), con un risultato finanziario pari a 163,9 milioni di euro.

Felice Damiano Torricelli, Presidente ENPAP: «Anche quest’anno il risultato della Gestione è più che soddisfacente. Come sempre, abbiamo perseguito l’obiettivo della massima tutela della contribuzione degli Psicologi, nell’ottica della trasparenza e della creazione di maggior valore per il loro futuro pensionistico. L’Ente si è già attivato per fronteggiare non solo i rischi finanziari legati alla diffusione del Covid-19, ma anche per individuare linee precise di intervento a sostegno dei suoi Iscritti che dovessero restare scoperte dalle garanzie dello Stato, per coloro che hanno subito le ricadute economiche delle norme emergenziali per la pandemia».

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Corsica e Italia durante la Liberazione dai nazisti tedeschi

Corsica e l’Italia: dalla seconda guerra mondiale alla Liberazione dai nazisti.
Riflessioni solari e mediterranee dalle «Memorie storiche militari 1977»

Raffaele Panico

Un volume miscellaneo «Memorie storiche militari 1977» raccolta di studi e ricerche elaborati dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, a distanza di tanti anni suscita interesse e respiro culturale per il lungo difficile processo di integrazione europea all’indomani dell’ultima guerra sul nostro continente. Il volume edito a Roma consta di 258 pagine, diviso in quattro parti, con “Saggi”, “Profili biografici”, “Testimonianze” e “Ricerche”. Non per specifica nota di aggiornamento di settore o per specialisti, ma per la periodizzazione di fasi tra gli eventi della tragedia della seconda guerra un saggio assume e merita rivisitazione.

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Oltre l’Italia, le lingue e i dialetti neolatini

Il Romancio o Ladino: lingua del Canton Grigioni e delle Provincie di Bolzano e Trento

Raffaele Panico

La lingua Romancia o Ladina è sopravvissuta per secoli nelle isolate valli tra l’Italia, la Svizzera, l’Austria e dal 1947 anche in Slovenia. Il romancio è un antico idioma dalle origini latine che stava diventando sempre più marginale. È la quarta lingua ufficiale elvetica ed è tutelato anche in Italia, sensibile alle minoranze etniche autoctone. Infatti, l’uso del tedesco ha portato ad una riduzione delle persone che lo parlano. La lingua Ladina o Romancia aveva massima estensione attorno l’anno mille. Geograficamente copriva un’estensione che va dalle Alpi centro-orientali, la Lombardia (Ducato di Milano fine Quattrocento) e la Svizzera (oggi il Canton Ticino e il Canton Grigioni); le Alpi orientali (le attuali Province italiane dell’Alto Adige e del Trentino, e nell’area nord dello spartiacque, il Tirolo, fino alle Alpi Giulie, il Friuli e l’attuale Slovenia occidentale, aree delle province dell’ex Regno d’Italia. Il ladino deriva dall’incontro e fusione delle popolazioni germaniche e celtiche dell’Impero Romano rifugiatesi nelle valli delle Alpi orientali a partire dal V secolo, quando trovavano rifugio dalle invasioni dei barbari, Rugi, Avari e Slavi.

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“Consiglio d’Europa” e consigli all’Europa, da due autori della Britannia o Regno Unito

A.J.TOYNBEE e H.TREVOR-ROPER

Raffaele Panico

Ha scritto Hugh Trevor-Roper, storico inglese specialista in Storia dell’età moderna e della Germania nazista, su Arnold Joseph Toynbee nel giugno 1957: “Toynbee […] non solo predica un vangelo di deliberato oscurantismo; egli sembra voler fiaccare la nostra volontà, voler dare il benvenuto alla nostra sconfitta; sembra guardare con crudele sarcasmo la fine della nostra civiltà, non perché sia favorevole alla forma di civiltà che ci vuole distruggere, ma perché è animato da ciò che potremmo soltanto chiamare un «desiderio masochistico di essere conquistati». […] Egli brama spiritualmente la nostra sconfitta.”
Arnold Joseph Toynbee era uno storico esperto di storia comparata e filosofo della storia che, durante la prima guerra mondiale aveva operato per conto dell’“Intelligence” inglese, e venne poi delegato alla Conferenza di Pace di Parigi nel 1919. Hitler nel 1936 lo volle ricevere e lui si portò nel suo quartier generale.

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“CONSIGLIO D’EUROPA” e consigli all’Europa, dall’Italia dei Diritti e dei Doveri

Europa e i Doveri dell’Uomo, secondo Giuseppe Mazzini

Raffaele Panico

Roma, ottobre 1972 si stampa l’edizione critica dei “Doveri dell’Uomo” di Giuseppe Mazzini, a cura della Camera dei Deputati, promossa per le onoranze del centenario di questo Grande Italiano – patriota, pensatore e politico. Il Comitato era presieduto da Sandro Pertini, allora Presidente della Camera dei Deputati, ed era composto da illustri componenti dei due rami del Parlamento. 

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ITALIA & RUSSIA, la Bella Donna e la Madre Russia, bellezze nel Mondo che si parlano alla finestra

Nuovi scenari per l’Italia “Indipendenti sempre isolati mai”

Raffaele Panico

La celebre frase di Visconti Venosta, “Indipendenti sempre isolati mai”, il diplomatico, politico e più volte ministro degli Esteri, veniva spesso da lui ripetuta per la visione geopolitica del Regno d’Italia. L’Italia veniva effigiata come una Bella Donna contesa tra le altre potenze europee. Tali ricordi sono evocati per tentare di riannodare la malasorte della storia degli italiani. Storia lacerata dalla guerra – 10 giugno 1940, la fine della belligeranza attiva – l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’inizio della guerra civile, gli eserciti invasori in pesanti scontri fino al 1945 sul Belpaese e le conseguenze a “cascata” dopo il Trattato di Pace 10 febbraio 1947. Fasi importanti e occorre con realismo ricordare che gli americani avrebbero voluto un trattato molto più favorevole per l’Italia (Linea Wilson sul confine orientale, scongiurarono l’annessione della Valle d‘Aosta, erano per una estesa Amministrazione o status quo per le Colonie pre-fasciste, come avvenne solo per la Somalia fino al 1960). Dopo la tragedia del 1940-45 l’Italia riprende il percorso grazie all’aiuto degli USA, con il piano che prende il nome dal generale Marshall allora Segretario di Stato americano. Un intervento importante per la ricostruzione e la ripresa, che poi portò a vivere tra la fine degli anni Cinquanta e la fine dei Sessanta un decennio di grande crescita economica. Un decennio di diffusione del benessere economico certo con delle luci e ombre nella società civile.

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Operazione Valchiria e il doppio verso

 Germania il controllo degli stranieri e dell’opposizione interna: dal piano all’operazione Valchiria

Raffaele Panico

Germania oggi. Quanti sono gli stranieri nel Paese teutonico? Dati riferiti al 31 dicembre 2018 ci dicono di 10,9 milioni di presenze senza cittadinanza, pari al 13,1% sul totale di 82,9 milioni di tedeschi. Tra gli stranieri erano circa 620 mila gli italiani. Nello stesso periodo in Italia su 60 milioni di cittadini gli stranieri risultavano circa 5,2 milioni, in percentuale l’8,5% della popolazione.
Questo il dato prossimo di riferimento di presenze straniere nei due Paesi al tempo del Mondo di prima, cioè “Ante Covid-19”. Ed oggi, che siamo bombardati non dalla RAF inglese o dagli Alleati, bensì dai media che ci propinano ora minuti e quarti d’ora ad ogni giro di telecomando, dati terribili sulle morti giorno dopo giorno, quante presenze e quanti milioni di italiani se la passano molto male in termini di sussistenza?
Di tanto in tanto si riportano alcuni dati statistici intermezzati dai consigli sanitari sulla quarantena forniti agli italiani che tengono duro e sopportando sperano. Oltre ai dati inquietanti della massa impressionante di migliaia di persone decedute, tra i caduti in prima linea, oltre 129 medici, decine di infermieri e addetti in “prima linea” e, dato che ci aspetta, a data da definirsi, un Mondo nuovo che verrà, cosa è stato in realtà progettato?

Germania, operazione valchiria, lavori forzati, nazisti

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ROMA BERLINO E BRUXELLES VEDIAMO CHI LA SPUNTA

Lo spazio vitale tentazione di Berlino che perde la croce uncinata ma non il vizio

Raffaele Panico

L’inclusione della maggioranza dei tedeschi dell’Est nel sistema della Germania dell’Ovest con la caduta del Muro non è ancora per niente avvenuta. Una attenta psicoanalisi generale suggerisce che il carattere autoritario della maggior parte delle strutture della società tedesca non abbia fatto i conti col proprio passato. Dopo la guerra né la Germania dell’Est né quella dell’Ovest avevano di fatto realizzato effettivamente lo stato delle cose, il che rende ancora impossibile l’autodeterminazione democratica e le libertà reali per il popolo tedesco.
Helmut Kohl, allora cancelliere della Germania dell’Ovest, disse che il marco tedesco avrebbe trasformato l’Est della Germania e l’avrebbe resa fiorente, non è andata proprio così. Il martellante ossessivo ricorso dei media al ricordo di un passato terribile, sembra dimostrarlo. I campi di sterminio nazisti è il passato che non passa, lì si portano le scolaresche, come gita pseudo religiosa oscura. La mano data di vernice sul passato è ora evidente sia funzionale al nuovo progetto egemonico della Germania. Agitare i fantasmi del loro passato, farsi maestri e apprendisti stregoni in nome di un pericolo oscuro, forse vinto ma sempre minaccioso: la formazione di un “Quarto Reich”. Sono problemi di politica interna alla Germania che si scaricano sui Paesi amici.

È mancata l’integrazione della Germania dell’Est, dopo trent’anni, ora che ai 18 milioni circa di tedeschi, di allora dopo trent’anni, vanno pagate le pensioni. Dove trovare i fondi? Non hanno saputo produrre e lavorare come i fratelli dell’Ovest; hanno ora nostalgia del passato, di quelle poche certezze che offriva la Repubblica democratica tedesca, non vogliono gli stranieri e votano per l’Afd i neonazisti. Sono problemi interni che intendono ora scaricare sull’Italia. Ci hanno fatto i conti in casa nostra.

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RINASCITA ITALIANA

Dal secondo Manifesto futurista: “La Democrazia futurista – Dinamismo politico”, di Filippo Tommasi Marinetti 1919

Raffaele Panico

Ci ritroveremo dopo l’estate tornati negli anni Cinquanta. Dovremmo perciò porci subito la domanda, come fare? La Rinascita italiana senza mezzi termini deve opportunamente essere tanto di sinistra quanto di destra non importa, purché ci consenta livelli di vita sostenibili. Ritrovare dunque quasi a voce sommessa la vera Italia, quella dei padri e padri dei padri, nel tempo che si ripresenta come la pandemia della spagnola oggi covid-19 e quello che una volta si diceva unire il Paese Reale e quello Legale. Tutto il resto, la fuffa, verrà travolto dall’onda della verità storica. Un po’ come già avvenne in campo sovietico quando si iniziava a parlare di trasparenza a partire dal 1986-87 tempi di Gorbaciov. Ora noi possiamo agire in fretta grazie alla rete delle nuove comunicazioni e mettere mano a una situazione drammatica tragica surreale. Tutta la manfrina dei Diritti senza Doveri imposta da vinti e vincitori insieme dal 1944, con la dichiarazione universale degli americani, e dal 1948 gli italiani e le idee di Giorgio La Pira, è andata al vento e volge al termine. Tutti i riferimenti, i paradigmi, sono mutati!

Filippo Tommasi Marinetti, Giovanni Papini, Rinascita Italiana, Rinascimento, Futurismo, Democrazia futurista

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Bruno Caruso un occidentale in Vietnam

“L’analisi della Situazione del Mondo oggi manifesta che il secolo passato, il Novecento, ha lasciato irrisolti problemi e significative tracce, molteplici, profonde, multiformi, a fronte delle quali troviamo poche soluzioni risolte. Sebbene molte sono state le vie intraprese anche nonostante e contro i maggiori egoismi e esclusioni che sembrano la norma, per lo sviluppo della persona e le nuove generazioni. La Situazione del Mondo passata e presente ha prodotto sforzi spesso riduttivi rispetto alle prospettive dei primi sette decenni del Novecento e delle successive previsioni nell’ultimo cinquantennio. L’esame, l’analisi, rivedere Il Diario del Mondo e la Situazione, le occasioni mancate tanto nei regimi totalitari quanto nei regimi a carattere democratico, ed esaminare le trasformazioni in luoghi e nel tempo con le voci dei protagonisti, ci permette una disanima più esaustiva, previsionale e a carattere universale.”

Raffaele Panico

Bruno CARUSO un Occidentale in Vietnam. Una intervista inedita maggio 2013
Testo a cura di Raffaele Panico

Bruno Caruso e l’Arte

Caruso, nato a Palermo l’8 agosto 1927, è scomparso il 4 novembre 2018 a Roma, all’età di 91 anni. Si vuole ricordare una intervista inedita che si è svolta nel suo studio artistico, dove si trova la finestra sul Teatro Marcello, al centro di Roma, ricorrente nelle sue lezioni su l’arte, e dove il pittore Bruno Caruso spiega i suoi rapporti con Giorgio De Chirico di fronte ad una sua tela dipinta che reinterpreta l’opera “Isola dei Morti” di Boecklin, in cui Caruso aveva sovrapposto un ritratto dell’amico pittore.

Ma l’abbinamento alla pittura di Boecklin, e all’Isola dei Morti, non piaceva a De Chirico, questioni di “iella” sorride e spiega Caruso.

arte, Bruno Caruso, Vietnam, Vietcong, la battaglia di Hanoi

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La Germania con l’Italia ci prova sempre

Pochi Punti Precisi

Raffaele Panico

“Eppur si muove”, la celebre frase di Galilei, venne avvertita già nel 1984, almeno come una flebile sensazione che lo “status quo” di allora poteva essere in qualche misura ridefinito. Quel Muro che divideva l’Est dall’Ovest. Come quando perché e come potesse avvenire era in divenire. Oggi, dopo 30 anni passati dal 1989, in questi giorni per attenti osservatori, prima ancora degli storici, per l’interesse vitale dei comuni cittadini, anonimi e statistici, come ci vorrebbe Bruxelles, quel momento appare via via molto diverso e ribaltato. Quando il Muro di Berlino fu abbattuto dalla folla il 9 novembre dell’89 gli italiani videro appassionatamente l’evento e ne erano soddisfatti. Era stata ricostruita a fatica la relazione Italia e Germania dalle tragedie della prima e seconda guerra mondiale. A far data, giusto per mettere due chiodi fissi nel discorso, dalla “spedizione punitiva” del 24 ottobre 1917, capeggiata brillantemente dall’allora capitano Erwin Rommel, poi fatto suicidare da Hitler dopo l’“Operazione Valchiria”.

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Italia e Germania nei rapporti internazionali dalla “Belle Époque” alla fine del globalismo

Italia e Germania
nella storia delle relazioni europee e internazionali 

di Raffaele Panico 
foto Archivio PANICO 

È stata definita età bismarckiana il periodo tra il 1871 e il 1890, l’anno delle dimissioni di Bismarck a causa di contrasti profondi con il nuovo kaiser Guglielmo II salito al regno nel 1888.

Germania, Italia, Unione europea, relazioni internazionali, CEE Comunità economica europea, età bismarckiana, Blocco Est, Blocco Ovest, Paesi non Allineanti

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Il fatto: italiani mai più lasciati soli

ROMA – ANZIANA SOLA IN CASA NON MANGIAVA DA DIVERSI GIORNI SALVATA DAI CARABINIERI 

  • ROMA – Ieri sera, poco dopo le 20,30 un’anziana donna di 84 anni, italiana, che abita nel quartiere Nuovo Salario a Roma, ha chiamato il 112 ed ha chiesto aiuto ai Carabinieri in quanto, non riuscendo a deambulare, non poteva alzarsi dal letto ed era a digiuno da diversi giorni.
    La centrale operativa del Gruppo di Roma le ha inviato a casa una pattuglia di Carabinieri della Stazione Roma Fidene. Una volta giunti  all’abitazione, l’anziana signora versava in condizioni di abbandono, e non mangiava da diversi giorni. I Carabinieri hanno accudito nell’immediatezza la donna, le hanno dato da bere, le hanno donato il loro pasto caldo, mandato a prendere in caserma e le hanno tenuto compagnia fino all’arrivo dei servizi sociali del comune di Roma che la stanno ora seguendo.
    L’anziana signora si è subito ripresa, non è stato necessario l’intervento di personale sanitario, solo sarà necessaria e presente l’immancabile l’attenzione solidale che gli italiani hanno ritrovato in questi giorni di estrema difficoltà della Nazione.
    Storie di fame che non si sentivano dai racconti dei nostri nonni, i racconti del tempo dell’ultima guerra.

 

 

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