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Autore: Valentina Ferraro

La tradizione romana secondo Baldassarre da L’avvolgibile

Per chi vuole gustare la cucina romanesca della tradizione, la proposta già ricca della Capitale si è arricchita da ormai qualche anno di una nuova insegna: stiamo parlando de L’Avvolgibile, la  “creatura” di Adriano Baldassarre, Chef stellato del Tordomatto. Il ristorante si trova in pieno quartiere Appio Latino, sulla Circonvallazione Appia, e all’esterno ci accoglie con un manifesto in cui campeggia la dicitura “Trattoria popolare” con il menù e i prezzi in bella vista. Tra il fiorire di trattorie moderne e contemporanee degli ultimi anni, qui ritroviamo con piacere una parola che scopriremo essere un po’ il fil rouge dell’intero progetto di Baldassarre: “popolare”.

Ecco dunque un locale che ci riporta indietro nel tempo, con una bellissima credenza anni sessanta con le scatole di latta dei biscotti che mangiavamo da bambini, le sedie in legno, le tovaglie a quadrettoni, i bicchieri da osteria. Nella seconda sala non poteva mancare il bancone bar dallo stile retrò con tanto di carte da gioco e bottiglie di amaro in bella vista.

Ma veniamo all’assaggio. Le aspettative, considerato lo chef, erano alte e non sono state affatto deluse. Sfogliando il menù abbiamo una nuova conferma di quanto sia realmente popolare questo ristorante: non solo per i prezzi (c’è anche una “provocatoria” pasta e patate a 5 euro!), ma per come è stato concepito il menù stesso, mettendo, per esempio, piatti “importanti” come coratella, fagioli con le cotiche e involtini al sugo, sfrontatamente fra gli antipasti, come vuole la tradizione. L’assaggio non tradisce: i piatti sono gustosi e sempre bilanciati, nonostante la tendenza della cucina romana a virare verso la sapidità. I fritti sono croccanti e asciutti, la coratella succulenta.

La cacio e pepe morbida ed equilibrata nel bilanciamento fra i due ingredienti principali, proposta con un tonnarello leggermente più sottile del consueto. Tra i secondi da menzionare la braciola di maiale con panuntella, ovvero una fetta di pane croccante intrisa del grasso della carne: godimento puro per il palato. Il carciofo alla giudia, un’istituzione a Roma, è croccante e asciutto. Buonissimo. Tra i dolci, da provare la crostata ricotta e visciole e il tiramisù.

Conto assolutamente in linea con le aspettative, accompagnato dalle caramelle Rossana: gesto un po’ piacione per farci sentire, fino alla fine, un po’ bambini, come in un pranzo domenicale dalla mamma.

 

Viaggio alla scoperta della Sicilia del vino

La realtà vitivinicola siciliana ha una lunga e gloriosa tradizione. Il modo migliore per conoscerla più da vicino, è visitare aziende e conoscere produttori per comprendere come si sta muovendo il comparto, anche in considerazione della spinta verso il mercato estero che si fa sempre più pronunciata. Siamo andati alla scoperta della Val di Noto per conoscere più da vicino alcune realtà interessanti del settore. Qui si trovano le otto città riconosciute nel 2002 patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Il barocco è lussureggiante almeno quanto la natura: non solo mare, ma alberi da frutto, fichi d’india, olivi e viti. A sormontare il territorio, “Iddu”, l’Etna. Si va dalla costa alle alture, il terreni sembrano essere perfetti per la coltivazione di uva: dall’argilloso al calcareo fino a quello lavico.

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