“Bella ciao”: il libro

La Verità…Finalmente!

Di acqua ne è passata veramente tanta, sotto i ponti della nostra memoria collettiva, o meglio, della nostra colpevole dimenticanza. Per un tempo lungo settant’anni si è parlato, scritto e filmato di una “Resistenza” intesa come Guerra di Liberazione, si è voluto, ad arte, costruire il mito dell’insurrezione popolare contro l’invasore nazista ed il fascismo morente.

Ancora all’inizio degli anni settanta, il binomio “Resistenza – Guerra di Liberazione” appariva un dogma inscindibile dalla inventata epopea di un popolo in armi contro l’oppressore. Finalmente, a demolire questo castello di falsificazioni storiche, c’è voluto l’impegno, pericoloso e controcorrente, dei tanti testimoni dei fatti, dei ricercatori e di semplici e tenaci studenti.

“Guerra Civile”, per definire quei tragici giorni, oggi è un termine comunemente accettato, dopo aver superato la vulgata faziosa cara ai mistificatori vecchi e nuovi: è stata, infatti, una terribile guerra civile, con tutte le nefandezze di questo genere di conflitto, con una ulteriore particolarità: l’esiguità numerica dei partigiani combattenti, contrapposti con i metodi del comunismo stalinista alla stragrande maggioranza degli Italiani, sottoposti alle razzie delle formazioni armate ed alle rappresaglie tedesche.

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Eventualmente, se di guerra di liberazione si deve parlare, è stata quella combattuta dal Regio Esercito, cobelligerante degli Alleati, in Italia e nei territori occupati, è stata quella subita da centinaia di migliaia di militari deportati in Germania. Finalmente la verità è stata ribadita nell’ultimo libro di Giampaolo Pansa, “Bella Ciao, un volume che ha il merito di illuminare la tenebrosa camera delle omissioni e delle atrocità nascoste. Nelle pagine di questo autore, che non può essere annoverato tra quelli della storiografia fascista, tornano a farsi udire le invocazioni degli assassinati, tornano, come fotografie ancora nitide, le immagini d’orrore delle vittime della vendetta e dell’odio, uomini e donne , dai nomi dimenticati, che dovrebbero essere ricordati, come tutti i caduti di quella strana “Liberazione”.

Alessandro Benini


Alessandro P. Benini

Esperto di Finanza e di Storia dell'Economia.

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