C’era una volta il “pizzardone”

Ammalati ed impegnati a donare il sangue non potevano certo prestare servizio la notte di Capodanno (peraltro pagata quattro volte quanto un turno normale). Centinaia di vigili urbani di Roma hanno scelto questa via e simili alternative per astenersi dal turno di lavoro dopo avere cercato di convocare un’assemblea sindacale proprio a ridosso della mezzanotte, con il risultato di un’assenza pari all’ 83,5%. Sugli oltre mille agenti che avevano dato la disponibilità, soltanto 165 erano effettivamente reperibili. All’origine dello “sciopero” non dichiarato ci sono la mancata equiparazione alle altre forze dell’ordine e la turnazione anti-corruzione, voluta dal comandante Raffaele Clemente.

Il Sindaco Marino su FaceBook “Chi è assente ingiustificato deve renderne conto” mentre il suo vice, Luigi Nieri, spiega che è stata avviata un’indagine interna e che “in tempi rapidi si avranno dei risultati, in base ai quali si deciderà se interessare la magistratura”.
Renzi e Madia affidano il loro disappunto a twitter. “Premiare eccellenze che ci sono e punire irresponsabili”, twitta il ministro della Pubblica amministrazione, che ha anche annunciato accertamenti di violazioni e sollecito di azioni disciplinari da parte dell’ispettorato della funzione pubblica.
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L’autorità Garante per gli scioperi accende un faro su un “sospetto” sciopero selvaggio e apre un procedimento per valutare eventuali sanzioni (da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 50mila) perché “non è accettabile che a subire gli effetti della protesta siano i cittadini utenti”, mentre il responsabile Uil, Franco Cirulli, difende i vigili e rispondendo che la maggior parte ha donato il sangue e, come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro degli enti locali, erano esentati dal servizio. Ricorda poi che “chi ha bisogno di sangue ne ha bisogno sempre, anche la notte di capodanno e di Natale”.

I “pizzardoni” comunque non sono stati gli unici assenti, anche il trasporto pubblico ha sofferto di questa epidemia. L’Atac a fronte di una necessità di 24 macchinisti per coprire lo straordinario, dalle 23.30 alle 2.30, ha avuto la disponibilità solo di sette persone facendo registrare code sulle linee metropolitane lunghe anche mezz’ora.

Insieme alla Capitale anche Napoli non è stata da meno con 200 spazzini dati malati per “colpa del gelo e dell’età avanzata”; servizio dimezzato e cassonetti stracolmi di rifiuti sotto gli occhi di cittadini e turisti.

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