Come proteggersi dalla crisi

“COME PROTEGGERSI DALLA CRISI ECONOMICA”

WORKSHOP GRATUITO organizzato da  www.proteggersidallacrisi.com

 

di  Riccardo ABBAMONTE

con integrazioni ed approfondimenti di Giuliano MARCHETTI

Giovedì 23 febbraio 2012 alle ore 20.30, nella Sala Monte Mario dell’Hotel Tiberio in Roma, si è svolto il workshop “Come proteggersi dalla crisi economica”, a libera partecipazione.

Una serata informativa e formativa per analizzare i fatti che stanno mettendo a repentaglio la situazione  economica e finanziaria di tutti coloro che, in questo particolare periodo, sentono il bisogno di proteggere i loro risparmi e avere più conoscenza e consapevolezza, onde  affron-tare con una maggiore sicurezza il proprio futuro. Infatti molte persone, pur percependo l’esistenza di una crisi finanziaria globale, non possiedono sufficienti cognizioni finanziarie per individuarne le cause e soprattutto i possibili rimedi.

Tale workshop verrà svolto, sempre gratuitamente, in replica a cadenza quindicinale con lo scopo di portare informazione e formazione alle tante persone desiderose di scoprire quale futuro ci attende nei prossimi 5/10 anni; per informazioni www.proteggersidallacrisi.com  – La serata (segmento di un corso di formazione sul benessere finanziario) è stata organizzata da AMEDEO MARINELLI – Trainer, Investitore privato ed Esperto in metalli preziosi, coadiuvato da ANTONELLA LAMANNA – Coach, Counselor Olistico e Trainer – www.antonellalamanna.it

Amedeo Marinelli ha iniziato il suo intervento analizzando il significato della parola “crisi” a cui viene dato sempre un peso negativo mentre il suo vero significato etimologico è “scelta” …….ed ecco il quesito: “Come proteggere i propri risparmi da questa crisi economica e addirittura prosperare?  ”

Secondo il relatore, alcuni o molti di noi, nel 2008 – a causa di questa crisi finanziaria “epocale”, hanno iniziato a preoccuparsi seriamente, a porsi domande in merito e a prendere atto in breve tempo che il mondo sta rapidamente cambiando. Ma i cambiamenti sono da considerarsi sempre in maniera positiva in quanto, pur attraverso una necessaria selezione naturale, producono interessanti opportunità di crescita ed una maggior sicurezza per affron-tare il futuro. E alla fine, si potrà probabilmente intravedere la soluzione della crisi.

E’ seguita quindi una breve proiezione, tratta da un recente film americano di successo, con l’esposizione in alcune sequenze di quel che sta oggi accadendo nel mondo dell’economia, soprattutto negli Stati Uniti ed in Europa e che pone l’attenzione su uno dei mali odierni: l’eccessiva ricerca della speculazione estrema; una vera malattia del secolo da combattere ed eliminare (1*).

A parere di Amedeo Marinelli la crisi nel nostro paese trae origini anche dall’adesione all’ €uro e la conseguente perdita della sovranità monetaria; pertanto sarebbe auspicabile il ritorno a una moneta sovrana, non ancorata all’euro (2*). Un esempio per tutti è quello dell’Argentina, la quale alcuni anni fa ha sganciato il peso dal valore del dollaro e conta oggi una crescita del 9% del Pil(3*).

L’esposizione del relatore pone l’attenzione su quello che gli economisti chiamano la “Tempesta Perfetta”, ovverosia il crocevia d’incontro di tre diversi uragani che convergono sullo stesso punto, pur provenendo da tre diverse crisi: la crisi economica, la crisi monetaria e la crisi finanziaria (vera novità del periodo). Essa ci colpirà con grande probabilità entro l’anno 2020. Per capire il futuro peraltro bisogna studiare meglio il passato: infatti tutto è ciclico e, generalmente, quel che accade oggi si è già verificato a grandi linee in un tempo non lontano. La crisi finanziaria è invece strettamente legata al mondo attuale ed in particolare a quella che viene chiamata “finanza dopata”.

La crisi economica corrisponde in tutto e per tutto alla fine dell’era industriale, epoca in cui a tutti era garantito un posto di lavoro fisso, che oggi – purtroppo e praticamente – non esiste più. In compenso la stessa era industriale si è rivelata in definitiva un fallimento, basta notare l’ odierno astronomico debito pubblico negli Usa, pari a 15 trilioni di dollari.  Parimenti, tutte le nazioni dell’Occidente sono più o meno fortemente indebitate con le banche, mentre la Grecia è in pratica già fallita.

La crisi monetaria mondiale risale invece al 1971, allorché il presidente Nixon sganciò la moneta americana dal riferimento aureo; ciò ha portato in pratica alla crisi del risparmio, in quanto il denaro è divenuto solo carta senza valore. Per la cronaca, a detta di Marinelli, il dollaro ha perso in 40 anni il 95% del suo potere d’acquisto, mentre l’euro ha avuto un calo del 60% negli ultimi 10 anni. Se nel gennaio del 2000 il petrolio era quotato a 25 dollari al barile, nel novembre 2010 esso è salito a 95. Ciò che oggi provoca l’inflazione è soprattutto l’immissione di cartamoneta sul mercato, in quanto più banconote si stampano, più il loro valore decresce proporzionalmente. L’inflazione oggi fa parte del sistema, è essa stessa sistema, pensata per prendere soldi dalle tasche dei cittadini, agendo come una tassazione nascosta.

La crisi finanziaria deriva dalle speculazioni e dall’eccessivo utilizzo di leve finanziarie, con cui  si èdopato il denaro, giungendo a “materializzare” una finanza creativa. La crisi economica influenza inoltre la delocalizzazione verso paesi dove il costo del lavoro ha un minor peso, facendo così girare il mondo all’incontrario ed allargando sempre più la forbice tra ricchezza e povertà, mentre nel frattempo il ceto medio si avvia a sparire.

Dal dibattito sono naturalmente scaturite delle risposte che hanno condotto, con la guida e i consigli dei trainer del corso; invitiamo a chi fosse interessato a seguire i prossimi incontri a consultare il sito  www.proteggersidallacrisi.com 

 

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NOTE & Approfondimenti

(1*)   E’ inopinabile che un male odierno – in campo economico e finanziario – sia  la speculazione, a cui va abbinato anche il “signoraggio bancario”, contro cui il Prof. Giacinto Auriti ha condotto una battaglia culturale e giuridica, con la teorizzazione della “proprietà popolare della moneta”

(1*)  Qui sarebbe opportuno aprire un lungo dibattito sul fatto che uno Stato non può abdicare alla propria sovranità monetaria, delegando un Istituto bancario ad emettere la moneta. Nella Unione Europea la negatività di tale fattispecie risulta ancora più macroscopica, in quanto l’Europa non ha ancora una unitaria identità politica e tra l’altro è ancora ben lungi dal varare al suo interno una legislazione fiscale uguale e vincolante per tutti gli Stati membri;

(2*) A mio avviso l’ esperienza dell’Argentina è  pienamente apprezzabile e condivisibile;  comunque, restando in ambito europeo, è evidente come si trovino in situazioni migliori quegli stati che pur aderendo alla U.E. hanno preferito mantenere restare fuori dall’area €uro (vds. ad esempio Gran Bretagna, Danimarca, Svezia, …)

(3*)  Per quanto riguarda la delocalizzazione – una delle varie degenerazioni di un capitalismo senz’altro non illuminato (se non addirittura selvaggio ) – il problema è essenzialmente politico, nel senso che deve essere la politica ad orientare l’economia e non viceversa. Al riguardo è sempre opportuno ricordare la citazione di OSWALD SPLENGER: “Politica ed Economia non possono risultare separate nella vita delle Nazioni. Esse – lo ripeterò sempre – sono due aspetti della medesima realtà di vita, ma stanno fra di loro come il governo di una nave sta alla destinazione della merce trasportata. A bordo la figura principale è del capitano, non del mercante a cui appartiene il carico”.

In ogni caso, contro tali degenerazioni ed in assenza di un ruolo della politica, sarebbe auspicabile reintrodurre forme di baratto e ricorrere nuovamente ai vari tentativi (già positivamente sperimentati) di ricorrere a monete locali e sussidiarie.  

Giuliano Marchetti

Per eventuali contatti diretti  

Amedeo Marinelli    >    info@oromonetario.com   (n. verde 800910277)

Antonella Lamanna >    info@antonellalamanna.it

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