Con la “Fraternitas del Drago”, a Viglas, rinascono Le “Radici Cristiane d’Europa”
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Araldica, Cavalieri, Nobili e Templari.
In una risorta e nuova “Fraternitas”, dopo circa 7 Secoli, sembra rivivere l’Ordine costituito dall’Imperatore Sigismondo di Lussemburgo.
Il presente articolo – a firma di Giovanna Ciacciulli, già altre volte gradita ospite sulla Consul-Press – è già apparso su “Il Quotidiano del Lazio” (*1) nella prima decade del corrente mese e ripreso dalla nostra Testata a seguito di cortese autorizzazione dell’autrice.
Era il 29 maggio del 1453 quando la “seconda” Roma, Bisanzio, capitale dell’Impero Romano d’oriente, voluta da Costantino il grande, cadde per mano di Maometto II. Si avverava così la divinazione del profeta Maometto che nei suoi “Hadith” aveva vaticinato che sarebbe caduta per prima Costantinopoli e poi la “prima” Roma, quella che sorgeva sui sette colli bagnati dal fiume Tevere in Italia.
La pressione turca, già prima della caduta di Bisanzio (Costantinopoli), da alcuni decenni si era fatta irresistibile su tutti i Balcani. Tanto è vero che disegno ottomano era di raggiungere Vienna, conquistarla e di lì scendere in Italia verso Roma, impadronirsene e abbeverare i cavalli dentro la ome basilica di San Pietro. Ci proveranno due volte per terra e una volta per mare. La prima per terra. I turchi nel 1529 furono fermati dagli Asburgo e poi l’11 e il12 settembre 1683 quando vennero sconfitti sotto le mura di Vienna grazie ai mitici Marco d’Aviano, frate francescano, al Re di Polonia Giovanni III Sobieski e al Comandante della cavalleria imperiale, Eugenio di Savoia.
Quando gli ottomani ci provarono per mare, la loro flotta venne sconfitta nel 1571 nella epica battaglia navale di Lepanto. A capire sin dagli inizi del XIV secolo quali erano le mire turche sull’Europa fu l’imperatore e re d’Ungheria Sigismondo di Lussemburgo, il quale per evitare che i suoi vassalli si indebolissero in guerre fratricide invece che bloccare l’avanzata turca nel 1387- secondo altri 1408- fondò l’Ordine del Drago che in realtà era una Fraternitas con lo scopo di difendere i cristiani. Gli statuti di questo “Ordine” furono confermati da Papa Eugenio IV nel 1433.
La “Fraternitas” aveva uno dei suoi punti di forza nel Castello di Viglas, ora nella repubblica slovacca, e tra i suoi componenti due personaggi divenuti famosissimi: uno era Vlad II Dracul e poi suo figlio Vlad III Tepes, l’Impalatore, il quale per la terribile usanza di impalare i suoi nemici diffondeva un vero terrore trai turchi che, pur essendo di gran numero superiori alle soldatesche di Vlad, si davano letteralmente alla fuga disperata appena si spargeva la voce della sua presenza.
Vlad Tepes, secondo dati non accertati sarebbe morto nel 1477, invece, incredibile a credersi, Dracula, difensore della cristianità, sarebbe scappato per rifugiarsi a Napoli dove sarebbe deceduto nel 1480.
Il suo corpo sarebbe seppellito nel chiostro minore di santa Maria la Nova nella tomba della famiglia Ferrillo.
Qui oltre al simbolo dell’Ordine del Drago compare una iscrizione solo recentemente tradotta, che conferma che il corpo
di Vlad riposa a Napoli. La vicenda sembrava una fake e invece tutto sembra essere vero. Intanto la Fraternitas del Drago, mai sciolta, dopo la morte dell’imperatore Sigismondo sembrava essersi spenta, mentre il suo scopo di difesa della cristianità veniva portato avanti da combattenti come Vlad III di Valacchia.
Fintanto che negli anni 80 del secolo scorso, alcuni amanti della cultura europea ritenendo che forse la necessità di tutelare le fondamenta cristiane del “vecchio” continente, fondamenta che si stavano perdendo, rendeva ancora viva la finalità della Fraternitas del Drago. Tra questi, Manlio Bertucci, calabrese, con robusti studi classici fatti a Taranto presso i licei Salesiani, il quale pensava già da ragazzo ad una associazione culturale che studiasse la fascinosa figura dell’Imperatore Sigismondo e la sua azione di difesa della cristianità.
Bertucci ne parlò ad un famoso avvocato di origine calabre, Falcone Lucifero, già ministro della Real casa e collaboratore di Umberto II, il quale lo incoraggiò nel proseguire i suoi studi e le sue ricerche. Nel 1988, poi, durante la visita a Roma di Otto d’Asburgo, capo della casa d’Austria, nonché deputato europeo e presidente dell’Unione Paneuropea, durante il grande ricevimento offerto dal Banco di Roma, Bertucci invitato dall’allora europarlamentare Gustavo Selva, espose sinteticamente le sue idee al Cardinale Silvio Oddi, anche lui presente, nonché al segretario generale dell’Unione Paneuropea, Vittorio Pons.
(nella foto – Bertucci con Padre Cosma in Vaticano)
Pons si disse entusiasta, bisognava però trovare il momento giusto perché gran parte dell’Europa centrale era ancora oltre la cortina di ferro.
Dopo la caduta del muro di Berlino, Bertucci cominciò a pensare che il momento era giunto. Fu così che nel nuovo secolo Manlio Bertucci, Vittorio Tomaselli e Mariana Anghel ridiedero vita alla Fraternità del Drago. Fortunato fu l’incontro con Daniel von Reckitar il quale aveva acquisito, insieme ad un italiano, il Barone Stefano Mercuri, il castello di Viglas.
Ricostruito il castello e riportatolo agli antichi splendori, fu conservata anche una stanza dove forse avevano soggiornato i due Vlad. Qui nel castello, come nel medioevo, fu traferita dall’Italia la sede della Fraternitas. La Fraternitas fu benedetta del Patriarca ecumenico della Chiesa Assiro Caldea, Sua Beatitudine Adeodato Mancini, uomo spentosi in odore di Santità. Ora la Fratenitas ha come suo Gran Maestro il Conte von Reckitar, Bertucci ne è divenuto luogotenente Gran Maestro, mentre il barone Mercuri, tra l’altro vecchio amico del segretario generale dell’Unione Monarchica Italiana, Sergio Boschiero, ne è diventato il gran Cancelliere.
Due volte all’anno nel castello di Vilgas si tengono delle cerimonie commemorative dell’antico Ordine e l’accettazione di nuovi membri.
Il culmine di ogni incontro è una toccante celebrazione religiosa in ricordo dei “Dragoni” morti per la difesa della cristianità, anche oggi messa in pericolo da una persecuzione spesso feroce in ogni parte del mondo.
In tale occasione il castello di Viglas ritorna per tre giorni a vedere la presenza dei “Dragoni”, con la celebrazione liturgica officiata dal successore di Padre Adeodato Mancini, l’attuale Patriarca ecumenico Padre Cosma, al secolo Antonio Parisi.
____________________Giovanna Ciacciulli
(*1)
– QDL / Il Quotidiano del Lazio.it – https://www.ilquotidianodellazio.it – Direttore Responsabile Francesco Vergovich, viene editato dall’Associazione Culturale “Un Giorno Speciale” e presenta una vasta panoramica di notizie su tutti i Comuni del Lazio.
NOTE A MARGINE
L’intervento di Giovanna Ciacciulli – a mio parere – ben si ricollega con un precedente articolo pubblicato nella Consul-Press sul “Vuoto Spirituale dell’Occidente” in data 14.11 a firma di Papantonio Merlino.
Inoltre è ben apprezzabile e condivisibile la necessaria precisazione sulle “RADICI CRISTIANE DELL’EUROPA” che si distacca e si distingue da quella genericamente e (a mio parere) erroneamente utilizzata circa le presunte “RADICI GIUDAICHE-CRISTIANE” della stessa Europa, le cui origini derivano e si ispirano alle grandi Civiltà di Atene e di Roma e non certo alle “Tribù d’Israele“.
Al riguardo – e a prescindere dall’avvenuta sovrapposizione del Cristianesimo (a volte eccessiva) dei propri riti su quelli delle due Antiche Civiltà e Religioni Mediterranee – bisognerebbe rammentare che proprio Gesù di Nazareth, dopo le sue iniziali predicazioni tra le Tribù della Giudea, per la diffusione del “Suo Messaggio” scelse la universalità e la centralità di Roma, ove inviò i suoi Apostoli.
Al riguardo bisognerebbe altresì rammentare come “Questa Europa” tecno-burocratica, dipendente da Bruxelles, dominata da Istituzioni Bankarie e da una Finanza Apolide, come “Questa Europa” – oggi senza anima ed i cui valori si identificano solo nelle Leggi del Mercato e nelle Teorie Liberiste finanziari, dovrebbe essere Rifondata & Rigenerata … e sulla Consul Press queste tematiche vengono costantemente affrontate.
_______Giuliano Marchetti
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