Elezioni tedesche. Merkel rimette la palla al centro

La cancelliera uscente rivede lo schema di gioco per scongiurare una virata a sinistra

Angela Merkel, secondo Forbes la donna più potente del mondo, è ancora sotto i riflettori. Non solo della sua Germania – si ricordi che nacque e passò i suoi primi 35 anni nell’Est – ma anche dell’Ue.

Il 26 settembre gli elettori tedeschi saranno chiamati al voto per eleggere i membri del Bundestag. Merkel, che darà dimissioni spontanee, è riuscita a mantenere nel tempo il proprio potere. Spostando la sua Unione Cristiano Democratica – CDU, conservatrice, al centro dell’arena politica, ed entrando in coalizione sia con il Partito Democratico Libero – FDP di centrodestra che con il Partito Social Democratico di centrosinistra – SPD. Secondo The Guardian “la CDU di Merkel è diventata il sole su cui altri partiti potevano semplicemente orbitare”.

Angela Merkel in prima linea

Il lavoro di Angela Merkel, che in 16 anni ha portato la Germania in primo piano, rendendola ago della bilancia in più occasioni, ora è orientata a tenere compatto il centro. Il rischio è altrimenti quello di osservare, nel momento della sua uscita dallo scenario politico, alla scissione in centristi e conservatori estremisti.

A tale proposito Stefan Kornelius, giornalista e scrittore con due volumi dedicati alla cancelliera, di cui uno è la sua biografia autorizzata, nota che «Merkel ha due qualità fondamentali». «È avversa al rischio e centrista nel senso che vuole unire le persone piuttosto che allontanarle. Queste qualità si applicano alla politica interna così come all’Unione europea, che è una costellazione politica con una tendenza intrinseca ad allontanarsi».

Fondamentale il ruolo di Merkel anche nella mediazione economica e politica tra Regno Unito e Ue nel lungo percorso che ha portato alla Brexit. Il suo demone erano – e sono – le forze centrifughe. «La più grande eredità della Merkel è che è riuscita a tenere insieme l’Unione europea in un’era di intensa tensione, qualcosa che richiede forza di volontà politica e di solito un po’ di denaro tedesco».

 

Capacità di lettura

Josef Janning, senior associate fellow del German Council on Foreign Relations, ritiene che Merkel non abbia però «mai capito che le forze centrifughe possono essere contenute nel lungo periodo solo rafforzando la forza centripeta, per tirare più fortemente al centro i corpi di massa». 

La critica che le muove è questa: «la Germania sotto la Merkel non ha amplificato l’ambizione dell’Europa […]. Si è semplicemente messa a suo agio in un allestimento imperfetto».

In effetti pare le sia mancata una visione strategica per l’Unione. 

Elezioni

Si noti che, a causa della pandemia, quest’anno si prevede che il 40-50% dell’elettorato voterà per posta. Una novità che implica incertezze maggiori del consueto.

Qual è la posizione della cancelliera rispetto agli schieramenti in lizza? Lanciata nella mischia della campagna elettorale, Merkel si oppone al tentativo del suo vicecancelliere di centrosinistra di presentarsi come suo candidato di continuità, mentre la CDU fa suonare l’allarme circa il pericolo di un Governo di coalizione di sinistra.

Olaf Scholz – SPD, vice della Merkel nel suo quarto e ultimo Governo, intanto sta facendo un lavoro davvero efficace contro i due oppositori poco brillanti. Obiettivo: convincere gli elettori che vi sono maggiori possibilità che sia lui a portare avanti l’eredità centrista e razionale del cancelliere rispetto al candidato della CDU.

Preferenze di voto per candidato

YouGov ha fatto un sondaggio tra gli elettori circa il miglior candidato cui affidare la guida il Governo. Ecco i numeri: Scholz = 27%Lindner = 12%, ex aequo Laschet e Baerbock con l’8% di preferenze. Alla domanda su quale sia il candidato più competente il 55% degli intervistati dall’istituto Infratest dimap risponde Scholz. Il 15% promuove Laschet e il 7% opta per Baerbock. Christian Lindner, presidente federale del FDP, esce in qualche modo dagli schermi: per vincere risulta d’obbligo la proposta di coalizioni forti e credibili.

I sondaggi della scorsa settimana vedono il candidato SPD in decisiva rimonta. Complice anche una campagna elettorale ben fatta, un claim di immediata comprensione: “Scholz lo risolverà”. Scholz ha ripetutamente sottolineato – in un recente dibattito televisivo – gli accordi presi con Merkel su aree politiche chiave. La cancelliera glissa, sottolineando l’enorme differenza per il futuro della Germania tra Scholz premier e il suo successore designato, Armin Laschet.

Campagne elettorali a confronto: Scholz, SPD

La campagna elettorale di Scholz è serrata e ben gestita. Secondo Frank Stauss, esperto di comunicazione politica, «l‘SPD ha escogitato la campagna perfetta». Essa, avviata nel 2020 da un noto professionista di marketing sportivo, risulta infatti «in sintonia al 100% con il messaggio di Scholz». 

Incentrata interamente intorno all’uomo che vuole portare alla vittoria elettorale, ha usato le immagini per veicolare il messaggio politico. In diversi manifesti, l’ex sindaco di Amburgo, impassibile, appoggiato allo schienale della poltrona – il volto bene in vista – tiene in mano un biglietto con i suoi impegni elettorali.

Aumento del salario minimopensioni stabilicostruzione di 400.000 case all’anno.

Aggiungerà forse altri piani, quali quello per un’aliquota minima globale dell’imposta sulle società. E poi priorità alla lotta contro la povertà infantile e riduzione del costo della vita.

In quanto a influenza internazionale poi, quella che tutti riconoscono a mani basse ad Angela Merkel, Scholz può vantare rispetto agli altri il mandato come ministro delle finanze e vicecancelliere.

Ma sappiamo tutti che le competenze nella comunicazione aiutano, ma non sono – da sole – sufficienti a garantire il raggiungimento dell’obiettivo. Potrebbero aver aiutato sin qui il consenso nei suoi confronti anche le gaffes dei Verdi, divenuti impopolari.

Se Scholz dovesse sceglierli ora come parte della sua coalizione – insieme a Die Linke,  al 6-7% e vicini alla soglia di sbarramento del 5% – darebbe vantaggio ai conservatori, che già gridano al pericolo di una deriva verso sinistra

Campagne elettorali a confronto: Annalena Baerbock, Verdi

In calo i Verdi – Die Grünen, ora al 17%. In ascesa però le donazioni, che ne sosterranno la parte che resta di questa lunga campagna elettorale. Vincono difatti loro il testa o croce per la donazione più alta, che spiazza Frau Merkel. Il donatore è l’olandese Steven Schuurman, co-fondatore della società di software Elastic, il cui patrimonio netto secondo Forbes è stimato in 2 miliardi di dollari Usa.

Martedì l’imprenditore ha trasferito ai Verdi 1,25 milioni di euro, la più grande donazione una tantum a qualsiasi partito mai stata dichiarata al Bundestag, nonché la più grande donazione singola nella storia del partito. Il quale ad aprile aveva incassato un’altra importante somma: 1 milione di euro. 

Una curiosità: Schuurman all’inizio di quest’anno ha donato un milione di euro al partito social-liberale olandese D66 e 350.000 euro al Partito per gli Animali (PvdDnei Paesi Bassi. Le ragioni del suo cuore sono naturalmente verdi: «la crisi climatica è una sfida così immensa e internazionale che puoi affrontarla solo attraverso i Governi.

«La Germania è forse il Paese più influente dell’Ue e sono rimasto colpito dal programma del partito dei Verdi e dal fatto che abbiano un candidato che riconosca l’urgenza della situazione».

Il candidato, co-leader dei Verdi, Annalena Baerbockdovrebbe raddoppiare la sua presenza in Parlamento rispetto all’ultimo voto nazionale nel 2017 e potrebbe svolgere un ruolo chiave durante la fase di costruzione della coalizione successiva al voto.

Campagne elettorali a confronto: Armin Laschet, CDU

Il favore verso Laschet, ministro-presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia, è crollato ulteriormente nelle ultime settimane. Un sondaggio pubblicato martedì prevede che la CDU scenda sotto il 20% per la prima volta nella storia dal dopoguerra. L’SPD con il candidato Olaf Scholz è invece in testa ai sondaggi con circa il 25%. 

Merkel non tergiversa, ci mette la faccia. E la sua intemerata fa sorridere quanti ne ricordano la consueta prudenza e l’aplomb. Senza possibilità di interpretazione è infatti il suo appello durante quello che potrebbe essere l’ultimo discorso al Parlamento tedesco. Con tono appassionato, ha esortato a votare per il suo candidato – Armin Laschet – e non il suo rivale di centrosinistra, ora in ascesa.

Rivale che attacca anche relativamente all’uso improprio del termine “cavie” in riferimento ai cittadini vaccinati contro il Covid19, virus la cui diffusione nel Paese è in aumento. Annotazione: la Germania ha vaccinato con doppia dose il 61,4% della popolazione, è in ritardo rispetto a grandi Nazioni del Vecchio Continente quali ItaliaSpagnaFrancia e Regno Unito.

Secondo Merkel, la vittoria del socialdemocratico Scholz aprirebbe il varco di apertura all’estrema sinistra Die Linke in una coalizione con i Verdi. Insomma, centro sì – virata a sinistra no. 

«La posta in gioco sono decisioni economiche e fiscali che determineranno il futuro del nostro Paese, il numero di posti di lavoro».

Per la cancellliera Armin Laschet rappresenta il solo candidato in grado di formare «un governo moderato che guiderà la Germania nel futuro».

Inizia il secondo tempo

La partita è ancora lunga, e lo schema di gioco almeno in parte segreto. Combattuta per la vittoria, con la cancelliera in carica ancora straordinariamente popolare, ha esito incerto.

I candidati che si propongono come continuità della Merkel dovranno impostare le prossime due settimane con strategia e tattica, e dosare con massima prudenza e attenzione sia i gesti che le parole.

 

Chiara Francesca Caraffa

Foto © Le Figaro (copertina), Omer Messinger/Getty Images, Huffington Post, Nietfeld/dpa/Picture Alliance, Informazione.it, Espresso

www.eurocomunicazione.com/2021/01/17/il-successore-di-angela-merkel/

www.eurocomunicazione.eu/germania-spionaggio-russo-e-casi-positivi-covid-in-aumento/

www.eurocomunicazione.com/2020/06/29/svolta-epocale-in-francia-sindaci-verdi-nelle-principali-citta/

 


Chiara Francesca Caraffa

Impegnata da sempre nel sociale, è Manager del Terzo Settore in Italia, ove ricopre ruoli istituzionali in differenti Organizzazioni Non Profit. Collabora con ETS in Europa e negli Stati Uniti, dove promuove iniziative per la diffusione della consapevolezza dei diritti della persona, con particolare attenzione all'ambito socio-sanitario. Insegna all'International School of Europe (Milan), dove cura il modulo di Educazione alla salute. Cultrice di Storia della Medicina e della Croce Rossa Internazionale ed esperta di antiquariato, ha pubblicato diversi volumi per Silvana Editoriale e per FrancoAngeli.

Lascia un commento

© 2022 Consul Press - Tutti i diritti riservati.
Testata registrata presso il Tribunale di Roma, N° 87 del 24/4/2014.
Editore: Associazione Culturale "Pantheon" - Direttore Responsabile: Antonio Parisi
Sede: Via Dora, 2 - 00198 Roma (RM). Telefono: (+39) 06 92593748 - Posta elettronica: info@consulpress.eu