“Fascista da morire”

Un Libro di Mario Bernardi Guardi “Fascista da morire” – Mauro Pagliai Editore

GIAMPAOLO PANSA ha definito come un libro straordinario e disperato  il romanzo “Fascista da morire” di Mario Bernardi Guardi, saggista e critico ben conosciuto dai lettori de “IL BORGHESE”, per una proficua attività culturale che lo ha visto non solo autore di saggi, conferenziere, ideatore di rubriche per la Rai, organizzatore di importanti eventi culturali, ma anche collaboratore apprezzato di numerosi fogli  (da L’Orologio di Luciano Lucci Chiarissi a Il Borghese, appunto).

Romanzo disperato che trova la sua ispirazione letteraria nel tragico ed  emotivamente potente brano di Malaparte ne “La pelle” (ricordate “I fascisti seduti sulla gradinata della chiesa erano ragazzi di quindici o sedici anni, dai capelli liberi sulla fronte alta, gli occhi neri e vivi nel lungo volto pallido. Il più giovane, vestito di una maglia nera e di un paio di calzoni corti, che gli lasciavano nude le gambe dagli stinchi magri, era quasi un bambino”…) sulla fucilazione dei franchi tiratori davanti a Santa Maria Novella.

Romanzo che ha il suo contesto storico nella lotta disperata nell’agosto 1944 di quei fiorentini che sparando su statunitensi e partigiani, ben dopo il ritiro dei tedeschi, volevano “mandare al diavolo chi occupa l’Italia e dice di liberarla. Ma invece vuole una serva che sia anche un po’ puttana”.

Romanzo che ha la sua sostanza ideale e morale nella continua presenza nei pensieri di Mario, il protagonista, di Berto Ricci, della sua personalità adamantina, delle sue riflessioni, del suo esempio di vita. E del resto a Berto Ricci Mario Bernardi Guardi ha dedicato studi e scritti che hanno riaffermato la mancata rispondenza alla realtà delle elucubrazioni di chi come Zangrandi lo descrive “fuori dal Fascismo” come, del resto, furono taluni dei sodali ne “ L’Universale” come Romano Bilenchi che della rivista fu direttore per un breve periodo quando Ricci andò volontario in Africa Orientale. E Bilenchi storicamente attivo nella resistenza appare nel romanzo come critico contradditore (“Insomma ti vuoi far ammazzare …un te ne importa nulla di quel che patiranno i tuoi ….”) delle scelte di Mario che …”vuol fare una rivoluzione … bisogna che questa passi sui cadaveri del liberalismo e del capitalismo” Perché “contro Roma, città dell’anima, sta Chicago città del maiale” alleati con quelli di Mosca.

E’ una passione, quella di Mario, che lo brucia, come brucia i suoi amici. Mussolini, certo ma non solo perché come affermerà un altro ventenne di quei giorni:

“La Storia scriverà:

“Nei giorni bui // quei regazzi risposero all’appello // de Mussolini e accorsero a Salò”.

         // E’ vero, sì, ma è vero pure no. // Perché – la Storia avrebbe da saperlo – //  Noi stavamo già llà senza de Lui.”

                                                                                                                                                                                                           Maurizio BERGONZINI 

La presente recensione, redatta  dal “nostro” MAU BERG , appare anche su “IL BORGHESE” di Dicembre – mensile diretto da CLAUDIO TEDESCHI.  Il volume si trova in vendita presse le “Librerie Identitarie”: tra queste a Roma, la LIBRERIA EUROPA in via Tunisi 3 a.  Ricordiamo ancora la Libreria “TESTA DI FERRO, la Libreria RAIDO,  l’Associazione Libraria “L’UNIVERSALE” ….. e buona lettura a Voi Tutti.

 

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