G20 a Bali, tutto quello che è successo

Il premier Giorgia Meloni (assieme alla delegazione italiana composta dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti) é tornata da Bali ormai da qualche giorno. Si è quindi concluso questo incontro internazionale tra i 20 più grandi della terra, vediamo quali sono stati i principali elementi di analisi. Si trattava del primo G20 dall’inizio della guerra in Ucraina. L’ultimo si era infatti tenuti esattamente un anno fa, a Roma.

Per il neo premier italiano era già la sua terza visita all’estero e la seconda tappa fuori dai confini dell’ Ue, dopo la prima visita a Bruxelles per incontrare i vertici europei e la Cop27 per il clima di Sharm el–Sheikh.

La mission principale era principalmente la medesima in tutti gli appuntamenti, ovvero cogliere l’occasione per “presentarsi” e di conseguenza “cercare di accreditarsi” ai leader mondiali con i quali ancora non ha avuto, nelle scorse settimane settimane da quando è in carica il nuovo esecutivo italiano, uno scambio di pareri dal vivo.

G20 nel quale non era prevista la ratifica di particolari decisioni o accordi, ma era fondamentale perché  doveva servire a stemperare le tensioni sempre più crescenti sul piano della geopolitica mondiale, no solo per il conflitto in Ucraina, ma anche su altri fronti (relazioni Usa-Cina tanto per fare un esempio, ndr).
Anche in Ue c’era stato un quasi incidente diplomatico tra Francia e Italia, con lo scontro sul solito tema migranti. Situazione poi parzialmente rientrata con la conciliante telefonata Mattarella-Macron cui è seguita una condivisa nota ufficiale. Eppure le tensioni restano con un rapporto tra Roma e Parigi ai minimi da diversi decenni a questa parte. Emblematico che a Bali non ci siano stati colloqui in tal  con il presidente francese Emmanuel Macron per cercare di disgelare la situazione dei rapporti tra i due Stati. Va comunque precisato che i due si erano visti già lo scorso 23 ottobre in occasione della scesa a Roma del capo dello Stato francese, su invito della comunità di Sant’Egidio.

Gli incontri bilaterali avuti dall’Italia

Quando il presidente del Consiglio è atterrato all’aeroporto Ngurah Rai della capitale indonesiana è stata accolta come segno di benvenuto da due danzatrici in costumi tradizionali balinesi. Giorgia Meloni ha commentato: “It’s fantastic, thank you“.

Al centro dell’agenda del summit, che in questa XVII edizione prende il titolo di “Recover Together, Recover Stronger”, i temi legati alla sicurezza alimentare, alla salute e alle emergenze sanitarie, ma anche la la trasformazione digitale e la sostenibilità energetica.
Nel vertice ci sono stati principiante dei colloqui bilaterali tra i principali capi di stato e di Governo dei vari Paesi. Meloni ha incontrato vis a vis il presidente americano Biden, quello cinese Xi Jinping e quello indiano Narendra ModiOvviamente l’incontro più importante é stato quello con il leader Usa. Ucraina e i rapporti con la Cina, ha reso noto la Casa Bianca, sono stati gli argomenti  in primo piano nel colloquio, che si dice molto cordiale, tra i due.

Per il presidente del Consiglio italiano sarà l’opportunità di rassicurare direttamente l’uomo al vertice degli Stati Uniti che la postura italiana in politica internazionale non è cambiata e che resta saldamente al centro dell’asse euroatlantico.

 Il ministro Giorgetti invece ha avuto colloqui con diversi suoi omologhi internazionali, come quello dell’ Arabia Saudita Mohammed Ajadaan, con quello turco Nureddin Nebati e con quello Usa Janet Yellen.
Il titolare del Mef ha poi interloquito col direttore del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva.

 

Quali erano altri temi caldi sul tavolo 
Come detto tra gli scenari oggetto di discussione non solo in fronte russo-ucraino, sul quale eppure sembravano esserci margini per l’ avvicinamento di un accordo per la pace, con Washington che orami sembrava propensa ad un negoziato. Spiragli su cui si è abbattuto però il caso Polonia, con dei missili presumibilmente russi caduti su una fattoria in territorio polacco, che hanno causato 2 morti, che hanno fatto scattare la procedura di emergenza della NATO e vagliare alla Casa Bianca e Varsavia l’ipotesi di far valere l’art. 4 del Trattato Nord Atlantico. Tuttavia gli Usa dicono di non sapere ancora con certezza cosa è accaduto e al momento non sembrano inclini a scaricare la responsabilità diretta su Mosca, anche perché questo potrebbe obbligare la Nato ad una risposta capace di allargare il conflitto. Spazio importante  anche altri dossier: lo scontro su Taiwan, la crisi economica e le provocazioni della Corea del Nord. C’è stato ieri un primo incontro tra Biden e Xi Jinping (nella foto a destra, ndr) per cercare di scongiurare un’escalation. C’è già una dichiarazione di intenti da parte dei leader delle due principali economie mondiali, che si sono mostrati sorridenti: «Il Mondo aspetta che Cina e Stati Uniti possano lavorare insiemesulle questioni cruciali, come il climate change. Dobbiamo evitare che la nostra competizione possa sfociare in un qualche conflitto», ha affermato il presidente Biden.

La posizione della Russia  

Anche Mosca ha partecipato al vertice e questa forse è la sorpresa più grande. Tuttavia assente non  Vladimir Putin, il quale ha demandato il compito di rappresentare il Cremlino al suo più fedele collaboratore: il potentissimo ministro degli Esteri Sergej Lavrov. Stando a quanto riporta l’agenzia russa Ria Novosti il presidente Putin avrebbe potuto comunque partecipare in videoconferenza, cosa che non è però successa. Stessa cosa risultava a Yulia Tomskaya dell’ambasciata russa: «Il ministro Sergei Lavrov guiderà la delegazione russa al G20. Il programma del presidente Putin è ancora in fase di elaborazione: potrebbe partecipare virtualmente».

Le tensioni e le ostilità contro la Federazione russa si preannunciavano particolarmente forti con un isolamento marcato nei confronti della delegazione di Mosca. Nessun particolare riguardo é stato riservato alla delegazione guidata da Lavrov, anzi,  vietate le classiche foto di gruppo pre e post colloquio. Di fatto tutti i leader occidentali non vogliono essere accostati, in alcun modo, agli esponenti russi. 

                                                                                                                                                           Giulio Catalucci

foto Governo italiano, corriere della sera.

Biden

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