lunedì, 14 Ottobre 2019

CRAXI E KOHL 1985

Craxi e Kohl davanti al palazzo della Cancelleria della RFT a Bonn nel 1985

Raffaele Panico

Bonn, capitale della Repubblica federale tedesca, 22 febbraio 1985, Craxi presidente del Consiglio della Repubblica italiana è in visita come capo di Stato. Una visita di lavoro ovviamente. Intrattiene con il Cancelliere della Repubblica federale tedesca Helmut Kohl un colloquio sulle questioni relative alla politica europea, in particolare sui preparativi per il summit europeo che si terrà a fine marzo a Bruxelles, che accetterà poi l’adesione della Spagna e del Portogallo alle Comunità ed esprime il suo accordo sui Programmi mediterranei integrati (PMI) proposti dalla Commissione.
Craxi presiedeva allora il Consiglio delle Comunità europee, fu un successo per l’Italia e si era nelle fasi del passaggio dalle Comunità all’Unione europea.

> Se avesse potuto realizzare la Lira pesante ovvero, Lira Una equivalente alle vecchie mille lire, come sarebbe stata per gli italiani l’avventura dell’euro?   
Erano i tempi delle lunghe file di auto al Brennero in ingresso i vacanzieri tedeschi nel Bel Paese, a visitare le piazze i musei i castelli, le isole, il Castel del Monte di Federico II, o il Castel dell’Ovo e il Maschio Angioino, e via a far i bagni lungo le migliaia di coste italiane dove a distanze regolari chiostri di bibite, gelati e panini senza allora musiche sincopate a tutto volume degli stabilimenti balneari e le immancabili Torri saracene ben visibili. Che bei tempi!

Si divertono oggi i tedeschi? Amano l’Italia come allora? Per il turismo di massa forse sì. Le élites invece? La signora Presidente Ursula von der Leyen tornerà in Italia per andare secondo tradizione tedesca a Ischia? Allora dopo il benvenuto, bentornata! Intanto è cosa nota che i nostri professori, storici o giuristi questi in special modo del diritto romano o esperti d’arte e architettura se, per incontri con colleghi tedeschi ed europei, si recano nei Land di Germania avvertono con italico orgoglio che in terra germanica manca un millennio di storia. L’osservazione della storia, l’apologia della storia secondo la scuola di Marc Bloch. Sarà, forse, a differenza della Francia, della Spagna, della Grecia, delle coste slovene e croate, del Belgio, a causa del tradimento di Arminio che pugnalò alla schiena le tre legioni di Cesare Ottaviano Augusto? 
I grandi storici dell’Ottocento europeo dibatterono a lungo e scrissero volumi a riguardo, cosa sarebbe stata la storia d’Europa occidentale senza il tradimento di Arminio e l’indolenza del comandante Varo. Nel simbolo oggi della Repubblica tedesca si fregia ancora l’Aquila cimelio delle insegne di Roma, sottratte e poi recuperate dai soldati di Roma. Divagazioni, si mah!…………

È di questi giorni la notizia che all’inizio di agosto, nel parco di divertimenti Tatzmania nella città tedesca di Löffingen è stata messa in opera un’attrazione alta 23 metri con il nome “Volo dell’Aquila”. Con sedili decorati con la testa di un’aquila, si sale e le sue strutture giravano, ricordando agli ospiti del parco giochi per una sorta di fata morgana collettiva teutonica estiva una sorta di ottovolante con insegne del Terzo Reich. È visibile nella foto che, se di immagine si tratta in riferimento alla svastica essa se proprio la si vuol notare, è tipicamente tibetana, posizionata in angolo retto rispetto al piano, e non è quella di Adolfo il de-costruttore d’Europa che gli diede una angolazione bieca, a moto rotante. La struttura dell’ottovolante non gira più, è stata così chiusa per non urtare la sensibilità per i simboli rievocati.   

> Segno dei tempi che corrono in una Europa ossessionata che ha smarrito l’identità? In fatto di emozioni collettive in fondo gli italiani son molto più creativi proficui e simpatici, e dialettici oggi, o stamane chissà, o dopodomani, quando si svegliano dal sonno di una notte d’estate, cosa si inventeranno questi italiani in tema di sogni balneari?    

È la domanda che riecheggia dal centro del Mondo e del Mediterraneo per attualismo e antichità peculiari del Bel Paese. Frau Germanien o Donna Germanica, dopo il benvenuto, torni regina, ben tornata in vacanza, ben in casa in Europa.

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