martedì, 15 Ottobre 2019

Grillo ….quasi una “cavalletta”

BEPPE GRILLO sintetizza in una battuta i suoi sette punti per l’ Europa: “O  SPALMIAMO IL NOSTRO DEBITO,  O NON LO PAGHIAMO” __________________________________________________ di Riccardo ABBAMONTE

Domenica 11 maggio 2014 (ore 21,15) comizio di uno scatenato Beppe Grillo in piazza dei Signori a Treviso per la campagna delle Europee davanti a 2000 persone, aperto dall’affermazione: “Andremo in Europa a fare un culo così a tutti”.  Il Leader dei 5 Stelle, al grido di “Vinciamo e li mandiamo a casa” ha proposto: “Controlli fiscali per tutti i politici, abolizione di Equitalia, basta scandali e appalti truccati. Siamo il tifone che spazzerà via tutti: Schultz che si permette di insultare me e voi, 10 milioni di italiani, le banche e la Finanza, i politici che si sono rubati 3,2 miliardi di euro di soldi nostri con i trucchi semantici. La democrazia vuole che decidano i cittadini, non i partiti” (*).

Grillo ne ha per tutti: Schultz, leader socialdemocratico candidato dal PSE alla presidenza della Commissione europea che ha definito il M5S un venticello (“Viene a dirmi che sembro Stalin? Questo fantoccio messo lì dalla Merkel come si permette? Lui non è un kapò, è un crapò, un caprone. Gli accordi con Stalin li ha fatti la Germania, se lo ricordi”). Renzi (“L’ebetino di Firenze. Lo vedi già dalla faccia. Tutti abbiamo avuto un ebetino così a scuola che appena parlava andavi a dargli uno schiaffo. E invece loro applaudono sempre, danno 7,5 miliardi di euro alle banche. Cos’è, non ce la facciamo più a distinguere la faccia di un bambino da quella di un uomo?”. “L’ebetino, il compagno di scuola che parlava sempre, da tirargli solo schiaffoni, Renzi ’a menzogna, come Genny ’a carogna, quello che patteggia la partita”).

Piazza dei Signori non è piena come un anno fa, ma ci sono pur sempre 2000 persone per la tappa di “Vinciamonoitour”. Grillo va a ruota libera con tanto di traduttrice dei segni. Da Napolitano, fischiato dalla piazza, agli editori e ai giornali, ai banchieri come Profumo (“MPS è il più grande scandalo finanziario d’Europa, ha fregato persino i dipendenti con le azioni svalutate di 25 volte nel TFR”), alla legge elettorale (“Renzi l’ha fatta con un massone e con un condannato in via definitiva”), al patto per le grandi opere tra cooperative legate alla sinistra (“La peste rossa di oggi”) e grandi imprese. Non scampa neppure Dudù (“Sono contro la vivisezione, ma nel caso suo faccio una e una sola eccezione”). E poi l’Europa in mano alle banche (“Noi abbiamo già organizzato un referendum, che proporremo dopo le elezioni, per chiedere ai cittadini se stare dentro l’euro o uscire. E vorrei ricordare che ci sono ben 9 paesi che sono in Europa senza avere l’euro”), e finanche papa Francesco (“Ha copiato il programma dei Cinque Stelle, perché siamo dei francescani anche noi, nati il 4 ottobre”). E ancora l’economia (“Equitalia sarà abolita. Oggi i 2/3 degli stipendi vanno in tesse e tributi e chi vuole fare impresa vede la sua liquidità prosciugata al 75% dal fisco, come si può pensare di trovare lavoro? Dobbiamo abolire Equitalia e dare l’Agenzia delle Entrate in mano ai cittadini”). Le pensioni (“Le massime a non più di 50 mila euro, così le minime vanno a mille euro”). Il Veneto dai fermenti secessionisti Grillo lo comprende, ma non lo segue. Apre al referendum per decidere sul secessionismo (“Vi capisco, ma noi vogliamo rifondare lo Stato. E’ chiaro che si parla di secessione qui in Veneto. Nessuno ci vuole stare in uno Stato così. Io non sono secessionista, ma noi dobbiamo entrare dentro e migliorare lo Stato. Noi andremo in Europa perché abbiamo un debito che non ci dà sopravvivenza. La metà del nostro debito è in mano alle banche straniere. E se vogliono quei soldi ci devono ascoltare”).

Tra un’invettiva e l’altra Grillo si difende dagli strali degli avversari: “Io fascista, io violento? La nostra è una rabbia positiva, veicola lo stato d’animo di tutti, loro non conoscono i sentimenti perché non sanno nemmeno cosa siano e cosa si prova, fanno solo i conti e poi se la gente si suicida o non ha soldi se ne fregano”. E contrattacca, ergendosi a paladino e salvatore della democrazia italiana: “Se qui non c’è Alba Dorata al 22% come in Grecia, o i neonazisti come in Ungheria o in Svezia, è merito nostro che facciamo da cuscinetto democratico”. Dopo una nota personale: “Sono l’unico politico che non ci guadagna 1 euro, sono ricco ho lavorato 42 anni, i soldi me li avete dati con i biglietti, onestamente”, ribadisce il segreto della rivoluzione dei Cinque Stelle: “In un sistema marcio abbiamo portato una figura sconosciuta, l’onestà, e poi il curioso, perché noi vogliamo sapere. Oggi la giunta regionale lombarda ci tiene fuori dalla stanza al momento di spartire gli appalti. Ma li scopriamo sempre, come quella volta del condono nel femminicidio o i 7,5 miliardi alle banche nascosti nel decreto IMU”. E alfine spunta il Grillo di governo che non t’aspetti: “Vogliamo vincere, sì, per governare, dopo averli mandati tutti a casa”. Il suo primo provvedimento sarà “la verifica fiscale sui patrimoni dei politici, abbiamo già l’algoritmo che computa i guadagni con i loro patrimoni incrociando i dati di mogli, familiari, capitali, società: se non saranno chiari toglieremo loro loft e capitali come ai mafiosi”. Dopodiché: “No soldi ai giornali, basta finanziamenti” e di seguito: “Bilanci trasparenti e rendiconto puntuale sui soldi pubblici, fino all’ultimo cent”. Grillo sbeffeggia i sondaggi: “Ci davano al 13% nel 2013, poi abbiamo superato il 25%, figuratevi quest’anno”…. e termina: “Abbiamo il 92% e c’è ancora un 8% di indecisi”.

I SETTE PUNTI PER L’EUROPA DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Al motto “O noi o loro. I nostri candidati: nessun indagato, nessun condannato, nessun riciclato, nessun politico di mestiere. Così Beppe Grillo ha presentato a Treviso i suoi sette punti per l’Europa in vista delle elezioni. Essi sono: “Abolizione del Fiscal Compact. Abolizione degli Eurobond. Alleanza tra i paesi mediterranei per una politica comune. Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio. Finanziamenti per attività agricole e di allevamento finalizzate ai consumi nazionali interni. Abolizione del pareggio di bilancio. Referendum per la permanenza nell’euro”.

“Nel frattempo – a sentire i rappresentanti dei Cinque Stelle – l’accanimento dei mass media nei confronti del Movimento non è mai stato forte come adesso e in un paese come il nostro, in cui l’informazione è a livelli da terzo mondo, questo è un ottimo segnale perché significa che i portavoce del Movimento in Parlamento stanno lavorando bene e i poteri forti li temono. I partiti, ormai sistematicamente smascherati nel loro perpetuo compiere atti a favore delle lobby e a sfavore della collettività, hanno dalla loro quasi la totalità di giornali e televisioni che all’unisono cercano ogni pretesto per gettare fango sull’unica forza politica che si sta battendo per il ritorno alla legalità, al rispetto  delle regole e del volere dei cittadini.

La tecnica è sempre la stessa: distogliere l’attenzione da voragini finanziarie create ad arte attaccando mediaticamente i Cinque Stelle su cose risibili facendo passare in secondo piano le violenze alla collettività che commettono giornalmente. Rovesciano così le colpe, per cui se loro regalano, per esempio, 7,5 miliardi alle banche, si deve condannare chi si oppone in difesa dei cittadini. Fanno passare per fascisti coloro che sono stati, paradossalmente, vittime di azioni dittatoriali (come l’ormai famosa “ghigliottina”. Una parola che non avevamo mai sentito prima, in Parlamento, in settant’anni di storia della Repubblica: la tagliola. Si tratta di un potere speciale, di uno strumento limite di esclusiva competenza del presidente della Camera, che permette di bypassare il regolamento e porre fine ad ogni attività di ostruzionismo delle opposizioni) e ordinano ai media di unirsi in coro in questa mastodontica operazione diffamatoria.

Oggi – Secondo i rappresentanti dei Cinque Stelle – sempre più persone iniziano a non credere più alle loro menzogne e si affidano alla rete o a newsletter che permettono di far arrivare direttamente la voce del Movimento senza filtri e senza storpiature. Ma i nuovi strumenti non bastano, è necessario diffondere le notizie, non solo leggerle. Il passaparola è l’arma più grande a disposizione dei cittadini per riuscire a liberarsi dalla tirannia di questa classe politica. Per questo motivo è importante impegnarci nei contatti tra amici e conoscenti. La strada è ormai tracciata e la vittoria sempre più vicina”.

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(*) Beppe GRILLO  è senz’altro un personaggio intelligente, abbastanza acuto, spesso furbetto …. ma anche con idee molto confuse, con intuizioni demagogiche ma strampalate, è contornato da proseliti  spesso (salvo rare eccezioni) rozzi, grezzi e incolti, come quelli che nei vecchi tempi imperversavano nella Lega Nord!  E’ un politico scaltro che ama parlar male del Fascismo, ma poi ammira inconsciamente il concetto dello “Stato Totalitario”, che vorrebbe adottare nel suo Movimento e nel Parlamento; cerca di perseguire sistemi e metodi di democrazia diretta, ma poi scivola nel dispotismo classico del piccoli dittatori delle tante repubbliche delle banane. Lancia i suoi proclami traboccanti di invettive urlate, ma privi di ragionamenti critici; invoca processi popolari contro tutti, sullo stile di regimi tipo Pol Pot, verso il quale ha una maggior affinità elettiva rispetto ad Hitler o Stalin, nonostante siano questi ultimi ad essere continuativamente evocati dalla stampa e dalle controparti politiche.  E’ un politico che si reputa l’ erede morale di Enrico Berlinguer, mentre invece riesce ad assomigliare solo ad una clonazione volgare e volgarizzata di Roberto Benigni.  Oggi, nel nuovo Zoo Parlamentare di questa Repubblica, siamo purtroppo ben lontani dai tempi in cui nello scenario politico italiano primeggiavano (pur con i loro difetti)  due veri Gentlemen …. il già nominato Enrico Berlinguer ed il non dimenticato Giorgio Almirante.   > (nota di  Giuliano Marchetti)

 

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