I “Liberali” in Veneto

Anche in Veneto tornano in pista i liberali______________di Riccardo  ABBAMONTE

Al motto “I Liberali son tornati. Veneti, tornate coi liberali!” è partita anche in Veneto la nuova campagna del Partito Liberale Italiano, che dopo un lungo periodo in cui i suoi esponenti erano confluiti nelle liste del Partito della Libertà, approfittando anche dal progressivo sfaldamento dei partiti del centrodestra, seguito all’eclissi politica del suo leader Silvio Berlusconi, travolto dagli scandali, dai massicci attacchi di una magistratura fin troppo politicizzata e dall’irresistibile ascesa del “giovane” Matteo Renzi, hanno deciso di riprendere la propria libertà d’azione. Una nuova “discesa in campo” puntando a presentare al grande pubblico la forza delle proprie idee e dei propri progetti politici, caratterizzati ancora una volta da una grande concretezza, in difesa degli autentici valori liberali, troppo spesso dimenticati e travolti dalle fallimentari politiche della sinistra e dalla permanente confusione dei partiti del centrodestra, oscillanti tra le utopie localistiche e razzistiche di Salvini e le lotte intestine per la successione di un Berlusconi sempre più invischiato nelle proprie disavventure giudiziarie e non solo.

Un tale tipo di politica purtroppo manca da troppo tempo al Veneto e al paese intero. Lo scopo dichiarato del Partito Liberale in Veneto è quello di liberare finalmente la regione e tutti i cittadini veneti dai lacci e laccioli che li stanno letteralmente strangolando, liberare le aziende da questo sistema malato, che le soffoca lentamente e non offre loro alcuna prospettiva per il futuro, mettendosi concretamente al lavoro in vista di un vero cambiamento di rotta. La libertà è l’orizzonte politico dei liberali e con esso il rispetto della legge. Infatti non c’è Stato di diritto senza legalità. D’altronde un bel domani inizia da oggi. Occorre perciò salvare il Veneto produttivo, difendendo le imprese e tutelando il “popolo delle partite iva”.

L’Italia vive oggi più che mai grazie alle piccole e medie imprese, al commercio e ai liberi professionisti,  ma la burocrazia e le tasse stanno letteralmente uccidendo questi comparti. Vedere la maggior parte degli incassi guadagnati andar via per tasse, bollette, Imu, Tarsu, ecc. è il primo passo che porta alla disperazione, che non di rado sfocia nella perdita di ogni prospettiva e può spingere perfino al suicidio. Se a tutto questo aggiungiamo gli studi di settore ed Equitalia, abbiamo un reale spaccato del dramma che si sta consumando oggi in Italia. Forse è finalmente giunta l’ora di una presa di posizione dell’Italia produttiva. Oggi come ieri, i liberali sono pronti a difendere gli interessi dei cittadini. Gli italiani devono perciò ridare fiducia ai liberali. La libertà è il loro orizzonte.

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