II^ Edizione “PorcoCignale” nella Tuscia

Il “PorcoCignale®” in Festa nella Tuscia, il 20 e 21 Agosto !

________________________________di Simona Mingolla *

Finalmente la richiesta di molti dei partecipanti alla scorsa edizione, verrà esaudita! Siamo alle porte dello svolgimento della Seconda Festa del PorcoCignale® e l’entusiasmo (come emerge dai messaggi, richieste e scambi di idee sui nostri social) cresce a dismisura in merito all’assaggio delle preparazioni di questa carne dal sapore e “consistenza” unici!

Il 20 ed il 21 agosto dalle ore 20,00 nel suggestivo Antico Borgo La Commenda (Loc. Commenda, 98 – dalla Cassia Nord, direzione Marta), in due cene sotto le stelle (ma se il tempo o le temperature non lo consentiranno, i partecipanti verranno ospitati nel suggestivo “Cenacolo” del 1200 recentemente ristrutturato!!) si potranno degustare piatti a base di carni di una specialità che era protagonista dei banchetti d’onore del 1500.

Infatti, il “porco cignale” è un suino citato su alcuni documenti e cronache dell’epoca in cui si racconta che al tempo dei Farnese, nell’area del ducato di Castro, vi erano molti allevamenti di maiali e, poiché il territorio era ricco di cinghiali selvatici, accadeva spesso che qualcuno di essi si introducesse nelle “porcilaie” o entrasse nei recinti di allevamento accoppiandosi alle scrofe da cui, a tempo debito, sarebbero nati degli incroci che la gente chiamava, appunto, “porco cignale”. L’ibrido che derivava da questi “incidenti” aveva una carne più saporita e, quindi,  ricercata. Le comunità del Ducato di Castro, in occasione di visita del Duca, dei cardinali o di dignitari di casa Farnese, erano solite donare vari tipi di ricercate cibarie. In particolare, nel 1573 si cita che la comunità di Valentano facesse dono al Duca Ottavio, oltre a caprioli e cervi, proprio di un “porco cignale”.

Alcuni anni fa, nell’allevamento di cinta senese dell’Azienda Agricola Il Marrugio, dell’Ing. Luigi De Simone, il “fattaccio” si è ripetuto. Un cinghiale si è intrufolato nella proprietà dove crescono le cinte allo stato brado ed ha ingravidato alcune scrofe, “inquinando” la preziosa “stirpe senese”! Poiché con ogni problema si nasconde un’opportunità (per chi sa coglierla!) in questo frangente si è verificato il “casuale” ripristino di tale specie sostanzialmente scomparsa, le cui carni offrono al palato gusti e consistenze dimenticate, ma che, nel momento in cui si assaggiano, fanno comprendere perché un tempo il “porco cignale” era dono di prestigio, riservato alle persone di rango elevato. Anche quest’anno l’Azienda ha deciso di condividere tale prelibatezza (elogiata a febbraio persino dal Gambero Rosso, in un articolo della propria rivista!) istituendo una Seconda Festa del PorcoCignale® (ormai marchio registrato e, perciò, unico ed originale a livello nazionale!). Qui, in un menu promozionale fisso (euro 20,00), oltre al tagliere di affettati ed insaccati, si potrà scegliere un primo fra “Pennette del Borgo” e “Lasagne al ragù di PorcoCignale®”, un secondo fra “Spezzatino all’Ave Maria” e la “Grigliata mista”, un contorno fra “Patate al forno” e “Insalata” e poi “Ciambelline e Tozzetti” per tutti!! Chi vorrà, potrà accompagnare il pasto con i vini certificati biologici (così come lo è anche l’olio extra vergine di oliva, la frutta e le carni) prodotti dall’Azienda Agricola Il Marrugio (l’ “Ave Maria” su citato è il nome di uno degli ultimi vini, vitigno shiraz, da essa presentati e che verrà usato per la cottura dello spezzatino!).

Per info e prenotazioni: 0761.263767 – 373.7510399.

 

*Direttore di LAZIO OPINIONI 

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