Il DIRITTO di FAMIGLIA nelle “Famiglie Immigrate”

“Il DIRITTO di FAMIGLIA  nelle FAMIGLIE IMMIGRATE” 

PRESENTAZIONE della MONOGRAFIA del PROF. SANDRO VALLETTA.

a cura  di Silvia ROBERTO *

 

Avezzano, Villa Torlonia, Sala Del Consiglio. Ampie vetrate con stupendi affreschi, soffitti alti con stucchi e antichi cimeli dei Principi che l’hanno abitata. In una antica cornice nobiliare, che ospita importanti eventi della vita Culturale della città e del circondario, si è svolta la presentazione della monografia “ Il Diritto di Famiglia nella Famiglie Immigrate”, redatta dal Prof. Sandro Valletta,Marsicano di Collelongo, Docente Universitario in Diritto delle Migrazioni. A organizzare l’evento è stato il Dipartimento delle Politiche Pubbliche e della Pubblica Amministrazione dell’Università degli studi “G. Marconi” con il patrocinio del Comune di Avezzano, della Genuensis C.I.C., Società di Formazione, l’Ordine degli Avvocati di Avezzano, che ha riconosciuto 3 crediti formativi ai partecipanti e l’ A.N.O.L.F. (Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere) di Avezzano.

Se da un lato l’obiettivo era presentare il sesto libro dell’ Autore e studioso dei  fenomeni migratori, dall’altro era quello di presentare al pubblico un quadro d’insieme della situazione delle famiglie immigrate del contesto italo-europeo dove proprio la matrice dell’evento ha permesso ad alcuni nomi di spicco della galassia accademica di parlare a favore della famiglia come strumento politico di difesa dei diritti di tutti. Questo ha permesso un sano, per quanto a volte, acceso dibattito d’idee senza che nessuno uscisse fuori dalle righe o impedisse ai vari interventi di esprimersi. Pubblico attento e partecipe con interventi di rilievo. Come è il caso di Don Walter TROVATO, cappellano del 1° reparto mobile della Polizia di Stato e del Sovrano Militare Ordine di Malta, che nel corso della sua relazione ha usato termini come “ discorso normativo” riferito alle politiche familiari dello Stato italiano o “separazione tra la realtà familiare e la cronaca riportata nei media e nelle statistiche” come se i vari episodi documentati fossero frutto di mera fantasia. Molti Accademici, per quanto preparati, seguono una corrente di pensiero post-moderna che glorifica ed enfatizza tutto ciò che attiene alle famiglie immigrate. Un’istituzione laica viene quindi fatta apparire negativamente e questo è stato molto criticato dal Rev.mo Sacerdote. Molto meno connivente culturalmente con la legge familiare islamica è stato il Prof. Raffaele CHIARELLI, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione alla “G. Marconi”, e primo Docente in Italia in Diritto delle Migrazioni, che ha analizzato l’opera capitolo per capitolo e ha messo in guardia come, per colpa del multiculturalismo, sempre più in Italia il livello di coesione sociale si sta sfaldando. Chiarelli ha parlato con chiarezza del distacco psicologico che è sempre più in atto tra i membri delle comunità islamiche che costruiscono barriere culturali e sociali sempre più forti con la restante parte della popolazione. Il Prof. Dante COSI, Docente Universitario alla “G. Marconi” e già segretario alla Corte Costituzionale, ha messo in evidenza il caso riportato nel libro di una donna algerina che ha chiesto il procedimento di separazione in Italia con il rito del suo Paese d’origine. Ha anche riferito dell’abuso o dello storpiamento delle leggi islamiche e delle brutali violazioni dei diritti umani che in nome di queste vengono commesse. L’ avvocato CASCIERE, patrocinante in Cassazione, ha riportato una breve casistica riguardante le famiglie immigrate e ha ricordato quanto sia importante perseverare ed espandere la laicità dello Stato per garantire la libertà e la dignità delle famiglie per proteggere dagli integralismi religiosi che le vorrebbero relegare a ruoli subalterni. Il Dott. Ugo BUFFONE, Presidente A.N.O.L.F. di Avezzano, ha illustrato i progetti che sta portando avanti per facilitare l’integrazione e l’avvio al lavoro legale degli immigrati. Il momento più toccante è stato sicuramente quando, grazie alla moderazione dell’Avv. Tiziana DI NINO, il Prof. Pietro PUTTI, Docente di Istituzioni di Diritto Privato al Politecnico delle Marche, Università di Ancona e Commissario dell’ E.N.E.A., non potendo essere presente, ha portato il suo contribuito con una toccante lettera indirizzata al Prof. Valletta. Descrivendolo come una persona onesta, seria, uomo di ricchezza e completezza di sentimenti e di pensiero.  Ha descritto l’Autore come un “Dono del Signore”, grazie anche ai suoi splendidi interventi quotidiani nei confronti di persone bisognose. Come non citare l’episodio di una notte, verso le 23:30, mentre rientrava a casa a Roma da una riunione tenutasi all’ Osservatorio Parlamentare, il Prof. Valletta è stato spettatore di un pestaggio a danno di un barbone. E’ intervenuto in suo aiuto chiamando l’ambulanza e rimanendo accanto a lui fino al mattino seguente,quando convintosi che il tutto era stato risolto con spirito di servizio e solidarietà umana.

O ancora, quando si è prodigato nei confronti di una sua allieva affetta da osteosarcoma sin dalla nascita. Questa giovane donna è riuscita a laurearsi in Giurisprudenza grazie al continuo supporto del Prof. Valletta, che l’ha confortata e aiutata, soprattutto nei momenti più critici, in specie quando la studentessa voleva rinunciare a tutto quello che di buono aveva realizzato, prendendola per mano e portandola fino al termine degli Studi. Un altro esempio, riportato dal Prof. Putti, che testimonia il grande senso di umanità del Prof. Valletta è testimoniato dalla somma fissa che il Docente fa risparmiare ai suoi studenti nell’acquisto dei regali per il S. Natale e la invia a bambini con gravi problemi agli occhi ricordando loro che “la vita senza vedere le MERAVIGLIE DEL SIGNORE” non serve a nulla. Molto commovente, tanto da lasciare tutti i presenti colpiti, è stata la parte nella quale si racconta quando il Prof. Valletta, accompagnato dall’Avv. ZOANI, Presidente interregionale Lazio-Umbria della Società San Vincenzo de’ Paoli, pur di salvare dei bimbi afghani che soggiornavano alla stazione Ostiense, dalle grinfie della criminalità organizzata, ha ricevuto una busta contenente proiettili e minacce di morte. Ma lui,nonostante ciò, non si è mai tirato indietro, denunciando tutto all’Autorità Giudiziaria e soprattutto ricordando la frase che don Riboldi aveva detto tante volte alla madre, una frase, talmente ricca di significato, che l’ha coniata come suo slogan: “ Meglio tornare da Mia Madre morto, dentro una bara, e aver fatto il mio dovere fino in fondo, che girare il mondo e vedermi deriso come un coniglio mannaro e sentirmi dire di essere un vile…!”  La lettera è poi terminata con un augurio del Prof. Putti di ogni bene e  felicità e la realizzazione di tutti i sogni del Prof. Valletta definito “MISSIONARIO NELLA SCUOLA”.

Di grande emozione è stata anche la testimonianza del Dr. Massimo LAVENA, giornalista del Centro Televisivo Vaticano, che ha descritto il “Diritto di Famiglia nelle Famiglie Immigrate” come un tema molto controverso. Ha posto la sua attenzione sull’evoluzione  della società italiana e come questa si sia trovata ad affrontare questioni, pregiudizi, situazioni e problemi che in altri Paesi quali la Gran Bretagna, Francia, Germania, sono stati risolti in maniera brillante. Uno dei problemi di base della nostra società italiana e l’impreparazione culturale che ci portiamo alle spalle. Il punto chiave del discorso del giornalista è stato l’inesistenza di leggi che vanno a difesa e promozione della famiglia, dei suoi valori morali ed etici, che hanno portato la società familiare italiana a non avere più la forza, il coraggio di proporre un modello vincente; quello stesso modello che una volta è stato la base sulla quale la nostra società è stata creata e che oggi si trova, invece, in gravi difficoltà anche per la cosiddetta crisi congiunturale della famiglia. Egli ha poi aggiunto che negli ultimi decenni il Governo è stato totalmente assente portando la famiglia stessa a non avere più un messaggio da indirizzare a tutti coloro che decidono di vivere nel nostro Paese. Non riusciamo a comprendere costumi ed usanze di un popolo ma siamo subito pronti ad accettare i loro usi nel momento in cui ci rechiamo nel loro Paese. Ed è proprio quando arriviamo lì che ci rendiamo conto che magari quella famiglia, così apparentemente uguale a noi ma in realtà così diversa si trova ad affrontare all’interno del proprio nucleo problemi di difficile gestione e risoluzione: la donna è in soggezione, i figli sono merce di scambio. Ed è solo nel momento in cui questi problemi li troviamo a “casa nostra”, che diventiamo consapevoli della nostra incapacità di trovare una giusta ed appropriata soluzione mediante leggi che in fondo dovrebbero tutelarci e farci essere tutti parte di una stessa società.

Molto toccante la testimonianza della Sig.ra Gianna IVANOVA, Ucraina, sul Diritto di Famiglia nelle Famiglie Immigrate. Ha portato i saluti il Sindaco di Avezzano, Dott. Antonio FLORIS, che ha illustrato le iniziative intraprese dal suo Comune, tramite l’Assessorato alle Politiche Sociali, per la risoluzione di diversi problemi volti a favorire la piena integrazione degli immigrati e la Prof.ssa Marilena Esposito, docente di Psicologia dell’Emergenza all’Università “La Sapienza” di Roma, che ha affrontato tutta la situazione dal suo punto di vista. Hanno inviato indirizzi di saluto il Sen Giulio ANDREOTTI, il Dr. Gianni LETTA, Sottosegretario di Stato alla P.D.C.M., L’On. Alfredo MANTOVANI, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno con delega all’Immigrazione, l’On. Francesca MARTINI, Sottosegretario al Ministero della Salute con delega agli Affari Sociali. Ha moderato egregiamente l’incontro l’Avv. Tiziana Di Nino, assegnista di ricerca in Diritto Penale all’Università “ La Sapienza” di Roma, che in qualche passaggio ha avuto momenti di commozione. Erano presenti, infine, molte personalità del mondo accademico, politico, civile e militare.

*Studente Master in Criminologia

Alcune immagini dell’evento.

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