il prezzo del denaro

IL PREZZO DEL DENARO

“oggi acquistiamo tutto al supermercato” diceva Antoine De S. Exupéry cento e passa anni fa. Vorremmo acquistare anche l’amicizia ma poi ci accorgiamo che non siamo capaci più di averla perchè non riusciamo a comprarla. La tendenza si è ingigantita sempre di più e chi cerca un significato della vita, diverso da quello del mercato dei beni e consumi, non riesce più a trovarlo. Si fa lui stesso coinvolgere nel vortice delle informazioni che portano al guadagno di qualcuno che si è inventato un servizio per il bene dell’umanità in genere e di una fascia sociale in particolare.

Nei luoghi dove si professa ufficialmente il significato dell’amicizia si comprano e si vendono incarichi di prestigio anche al prezzo del sacrificio di qualche persona che ci vuole bene.

Oggi riteniamo lecito tutto questo perché , dopo tanti anni di esercizio comune che ha coinvolto proprio tutti, il modello comportamentale sociale si è consolidato fino al punto da diventare meccanico a tutti gli effetti, e, soprattutto, scontato. Nessuno dice più nulla perchè, chi compra gratificazioni togliendole ad altri oppure chi prende su di sé un guadagno considerevole per un lavoro che ha estorto a chi pretende da lui omertà o altri favori, viene sempre legittimato.

Alcuni significati fondamentali come quello del donare (soldi, beni, simpatia, amicizia, organi del corpo…) sono stati stravolti fino a coprire mercati indecenti. Anche le adozioni a distanza sono diventate occasioni per conquistare potere e, soprattutto denaro.

Eravamo arrivati ad un livello di ricchezza che si poteva distribuire in maniera accettabile. Oggi invece la tendenza è quella del distacco sempre più largo fra una fascia minima di imprenditori e accaparratori che si arricchiscono sempre di più e un’altra fascia, di cui fanno parte gli intellettuali non protetti che, disponendo di una forza minima, si sta avvicinando sempre di più ad una possibilità di sopravvivenza indecente.

La forza economica dà potere e governa i popoli ma non sopperisce alla richiesta più pressante del nuovo secolo: la soddisfazione del bisogno di autorealizzazione e di crescita culturale.

                                                 Anna Lucia Vona

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