OLIMPIADI

In Italia le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026. Il racconto di Martina Riva, assessore allo Sport di Milano

Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026: la XXV edizione si svolgerà tra Milano e Cortina. Stanno per iniziare, con la notizia dell’esclusione degli atleti provenienti da Russia e Bielorussia, i Giochi Paralimpici Invernali di Pechino.

Martina Riva racconta il dietro le quinte del processo organizzativo

Impegnata nella organizzazione della XXV edizione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano – Cortina d’Ampezzo 2026, Martina Riva, assessore allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili del Comune di Milano dialoga con noi. La sfida relativa alla realizzazione delle infrastrutture nei tempi e modi richiesti resta il tema centrale delle riflessioni. L’intervista inizia con una emozione comune: la bandiera olimpica è già in Italia!

Sport e politica internazionale si intrecciano

  • Assessore Riva, la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali di Pechino ha sorpreso per la splendida coreografia, e anche per due scritte inaspettate che ne hanno illuminato il cielo: One World, One Family. Quale effetto le hanno fatto, visto il contesto politicamente tanto delicato in cui si sono svolti i Giochi?

“Ricordo che quando ho assistito a quella coreografia ne sono rimasta colpita, sul momento è sembrato un messaggio potente e efficace. Certo, è accaduto appena una settimana fa e oggi, purtroppo, sembra già di vivere in un altro mondo. Ciò che sta accadendo in queste ore in Ucraina lascia senza parole e ha inevitabilmente preso il sopravvento rispetto a tutto il resto. E’ notizia di poche ore fa: il CIO ha bandito gli atleti di Russia e Bielorussia da ogni competizione sportiva. Esortando le Federazioni di tutto il mondo a non invitare più nessun atleta dei due Paesi aggressori. Comprendo questa decisione e non posso che appoggiarla,
ma resta una profonda amarezza, un senso di impotenza”.

Inclusione sociale

  • Lo sport – che è molto altro rispetto al movimento – ha uno spiccato ruolo sociale. Il suo
    assessorato va oltre lo sport, investe infatti anche le politiche giovanili: quali sono i valori educativi dello sport che vorrebbe non venissero mai meno, cosa significa per lei vivere la vita con fair play?

“Credo molto nel valore sociale dello sport, al di là dell’agonismo. Lo sport per definizione è inclusione sociale, insegna a fare squadra e offre tantissimi modelli positivi. Questo aspetto è ancora più importante nelle grandi metropoli, dove, specie nelle zone più periferiche, lo sport rappresenta per tanti giovani un’efficace alternativa a modelli disfunzionali di aggregazione. Anche per questo, da quando mi sono insediata, ho cercato di mantenere il focus su questo aspetto”.

Investimenti importanti

“A Milano, ad esempio, ogni anno vengono stanziati contributi per circa un milione di euro a favore di associazioni e società sportive dilettantistiche, che rappresentano il tessuto fondamentale per la promozione dello sport di base diretto ai giovani. Sto inoltre cercando di dare spazio e visibilità a quegli sport che fanno della capacità di inclusione sociale nelle zone meno agiate uno dei loro tratti distintivi. E credo che anche l’arrivo delle Olimpiadi, con i tanti esempi positivi e le tante storie di imprese memorabili che la fiaccola olimpica porta con sé, potrà dare una gran mano in questo senso. I giovani hanno bisogno di modelli a cui ispirarsi e lo sport è fatto anche di modelli”.

Conto alla rovescia

“Appena sono arrivata sapevo già che le Olimpiadi sarebbero state il progetto di punta su cui avrei dovuto lavorare, nonché quello più impegnativo. Con la cerimonia di handover (di consegna, ndr) è diventato tutto più reale e vicino. Con il collega di Cortina siamo in continuo contatto così come con tutti i rappresentati degli enti coinvolti nella manifestazione. Sappiamo e sentiamo che i Giochi Olimpici sono fondamentali per la ripresa dei nostri territori e del Sistema Paese nel dopo pandemia e quindi ci stiamo mettendo tutti il massimo impegno”.

Accessibilità per tutti gli sportivi e tutti i cittadini

  • Nel 2026 vedremo gareggiare atleti olimpici e paralimpici. Chi sono gli interlocutori con cui lavorerà per garantire la migliore accoglienza e performance anche ai Giochi Paralimpici?

“Sicuramente il dialogo maggiore sarà con il Comitato Paralimpico Internazionale con cui già stiamo affrontando diverse tematiche. In vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano – Cortina 2026 la città ha realizzato un progetto per non perdere il patrimonio informativo acquisito dalla precedente collaborazione con l’Associazione Temporanea di Scopo UICI, che ha curato i contenuti del portale MilanoPerTutti durante Expo 2015. I risultati di questo lavoro si possono trovare nel sito yesmilano.it nella sezione dedicata a Milano accessibile. Ove è possibile reperire informazioni in relazione all’accessibilità e alla mobilità, per consentire alle persone con disabilità e più in generale alle persone a ridotta mobilità che vivono o visitano la città di Milano di muoversi in autonomia e quindi di godere delle opportunità che la città offre”.  

Milano sotto la lente di ingrandimento

  • Milano, “finestra sul futuro”. Quali sono le criticità maggiori che sta affrontando Milano per rendere i luoghi delle Olimpiadi accessibili e sicuri, e confermare che la città è all’altezza della sfida?

“Milano è e sarà all’altezza della sfida sia sul fronte dell’accessibilità che su quello della sicurezza, su questo non ho dubbi. Esiste ad esempio un articolato programma di interventi tesi a favorire una maggiore accessibilità dei luoghi dove si svolgeranno i giochi. Questo aspetto ci interessa in modo particolare, perché al di là delle competizioni e degli eventi specifici che si terranno in città, Milano sarà la principale porta di accesso per tutti coloro che vorranno vivere in prima persona questa straordinaria esperienza. Non si tratta di una scommessa semplice, è chiaro: le sedi olimpiche sono in qualche caso anche distanti tra loro, ma siamo fiduciosi che raggiungere – ad esempio – la Valtellina da Milano sarà molto più immediato nel 2026 di quanto non sia oggi.
Noi ci faremo trovare pronti. Del resto in passato abbiamo già dato prova di ciò che sappiamo fare, gestendo flussi di visitatori anche molto più impegnativi, in occasione di Expo 2015″.

I luoghi della manifestazione

  • Villaggio Italia: può anticipare qualcosa?

“Su questo specifico aspetto posso dire che abbiamo completamente ribaltato il meccanismo urbanistico classico delle grandi manifestazioni sportive e ne sono particolarmente orgogliosa.

Questa volta non si costruirà “per le Olimpiadi”, come è accaduto in passato per altri grandi eventi, ma si costruirà “per i milanesi” qualcosa che, provvisoriamente, sarà “prestato” alla causa sportiva. Insomma, le nuove strutture sono state immaginate fin dal principio con il fine ultimo di apportare delle migliorie che potessero rivelarsi utili in maniera stabile e duratura a vantaggio di tutta la collettività milanese.
Il Villaggio Olimpico rientra infatti nel progetto di riqualificazione dello scalo ferroviario di Porta Romana. Il cui masterplan è improntato alla rigenerazione dell’intero quartiere, con particolare attenzione a garantire più verde e più servizi, il tutto all’insegna della sostenibilità ambientale”.

Metri quadri di verde e servizi

Lo sviluppo prevede un grande parco, che si estenderà per circa 100.000 mq, attorno al quale sorgeranno residenze, uffici, abitazioni a social housing, residenze per studenti e servizi interconnessi a tutta l’area metropolitana tramite le stazioni della ferrovia e della metropolitana. All’interno dello Scalo verrà realizzato il Villaggio Olimpico dei Giochi Invernali 2026, che, al termine delle competizioni, sarà trasformato in uno studentato universitario con circa 1.000 posti letto. I lavori di bonifica delle aree sono già partiti, andiamo avanti con grande impegno.

Riqualificare l’esistente

  • I milanesi guardano con un misto di gioia e apprensione alla costruzione del nuovo tempio del calcio meneghino e alla riqualificazione di diversi impianti. Quali saranno, oltre alla realizzazione del Pala Italia Santa Giulia, gli interventi di maggiore impatto sulla città e sui cittadini?

“Stiamo lavorando, anche insieme agli operatori privati, ad importanti progetti di rinnovamento degli impianti sportivi cittadini. Il Pala Italia di Santa Giulia, fulcro del grande progetto di rigenerazione urbana del quartiere, diventerà, in occasione delle Olimpiadi Milano – Cortina, il principale impianto di sport invernali al coperto, la “casa” dell’hockey su ghiaccio. L’impianto ospiterà fino a 15 mila persone e sarà in seguito disponibile per eventi musicali e sportivi. Un altro intervento legato alle Olimpiadi è quello relativo all’ex Palasharp, che diventerà la Milano Hockey Arena e sarà una struttura dedicata ad accogliere le competizioni di questo sport. Il 5 febbraio 2026 ospiterà la gara inaugurale di Hockey maschile e il 7 marzo 2026 la prima gara di Para Ice Hockey. La nuova struttura potrà ospitare attività di basket, tennis, volley, ciclismo indoor, scherma, danza, equitazione e anche sport invernali su ghiaccio”.

Collaborazione

  • Vi saranno altri progetti di partenariato?

“Certamente, sì. Tra i più rilevanti per la città vorrei ricordare anche il Palazzo del Ghiaccio di via Ciclamini, per la realizzazione di un grande impianto del ghiaccio idoneo a ospitare manifestazioni nazionali e internazionali, la nuova Piscina Cardellino, per riportare il grande nuoto a Milano, il Lido di Milano, per la realizzazione di un centro sportivo e balneare che sarà una nuova eccellenza della città, e infine il progetto per il Centro Sportivo Scarioni, che prevede il recupero totale dell’area e dell’annesso impianto sportivo/balneare”.

Il lascito di Expo 2015

  • Expo 2015 ha dimostrato ben oltre i confini nazionali che Milano può fare cose straordinarie. Una di queste è saper lavorare in team (anche) con le istituzioni regionali: qual è il valore aggiunto che la promozione dello sport porterà al territorio?

“Milano dovrà puntare sulle Olimpiadi 2026 come importante occasione di crescita per tutta la città e per tutto il territorio. Come è già accaduto con Expo 2015, anche questo grande
evento potrà rivelarsi uno straordinario volano promozionale per la città, favorendo un incremento dei flussi turistici che proseguirà certamente anche negli anni successivi, con tutto l’indotto in termini economici e di posti di lavoro che ne conseguirà. Uno studio dell’Università Bocconi, ad esempio, ha previsto che si attiveranno sulla Lombardia e su Milano circa 2,85 miliardi di euro di produzione e 1,2 miliardi di valore aggiunto, con un’occupazione generata di 22.170 unità di lavoro. Soprattutto le Olimpiadi saranno una grande vetrina”.

Vetrina mondiale

“Milano si porrà all’attenzione di tutti coloro che vorranno vedere i Giochi, dal vivo o in televisione, in tutto il Mondo. Starà a noi, a quel punto, suscitare in loro un interesse con i nostri asset migliori. Sicuramente Expo 2015 ha già dimostrato la straordinaria capacità delle istituzioni presenti sul territorio di fare fronte comune in vista di un unico obiettivo. L’esperienza acquisita in quella sede sarà fondamentale anche per la riuscita dei giochi olimpici, in un contesto geografico questa volta ancora più ampio”. 

Immediato futuro

  • Qual è il prossimo appuntamento in calendario?

“Insieme a Regione Lombardia e Regione Veneto saremo a breve a presentare i Giochi Olimpici all’Expo di Dubai, a riprova del fatto che stiamo già lavorando congiuntamente per la causa, peraltro con un’ottima intesa”.

Ringraziamo l’assessore Riva: seguiremo con interesse e passione questi anni di lavoro affinché i Giochi Olimpiaci e Paralimpici Invernali 2026 siano un grandissimo, meritato successo.

Chiudiamo con una ultima ora: l’approvazione, in commissione Affari Costituzionali del Senato, dell’inserimento dello sport nella nostra Costituzione. Ne parla Daniela Sbrollini, senatrice responsabile Sport di Italia Viva, firmataria di una delle proposte di legge. “E’ un risultato storico e, per me, un grande risultato, dopo tanti anni di lavoro, perché considero lo sport fondamentale nella crescita e nella formazione di una persona”. “Finalmente – aggiunge – possiamo dare voce ad un pilastro fondamentale che è quello del welfare e quindi dell’educazione, del rispetto delle regole, degli stili di vita corretti, del benessere, della salute e del contrasto alle dipendenze”. Un traguardo che coinvolge tutte le generazioni, dai bambini agli adulti, senza mai dimenticare gli anziani.

Chiara Francesca Caraffa

 

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Chiara Francesca Caraffa

Impegnata da sempre nel sociale, è Manager del Terzo Settore in Italia, ove ricopre ruoli istituzionali in differenti Organizzazioni Non Profit. Collabora con ETS in Europa e negli Stati Uniti, dove promuove iniziative per la diffusione della consapevolezza dei diritti della persona, con particolare attenzione all'ambito socio-sanitario. Insegna all'International School of Europe (Milan), dove cura il modulo di Educazione alla salute. Cultrice di Storia della Medicina e della Croce Rossa Internazionale ed esperta di antiquariato, ha pubblicato diversi volumi per Silvana Editoriale e per FrancoAngeli.

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